Marco Ferrero è il nuovo amministratore delegato di Edenred Italia
Edenred Italia marco ferrero
Al manager, che subentra a Fabrizio Ruggiero, il compito di proseguire il percorso di crescita dell’azienda italiana del gruppo inventore di Ticket Restaurants, e di guidarne la trasfprmazione digitale

Cambio al vertice di Edenred Italia, l’azienda italiana del gruppo internazionale che ha inventato Ticket Restaurants. Alla guida della società è stato chiamato Marco Ferrero, che da metà ottobre ha assunto la carica di amministratore delegato. Il manager subentra nel ruolo a Fabrizio Ruggiero, che resta in azienda con l’incarico di chief operating officer benefits & engagement.

Compito del neo amministratore delegato è di proseguire il percorso di crescita e di evoluzione e trasformazione tecnologica dell’azienda, il cui ecosistema di servizi e soluzioni in Italia coinvolge 3 milioni di beneficiari, oltre 180.000 aziende clienti e più di 300.000 strutture convenzionate. Compito nel quale Ferrero, proveniente da Nexi Italia, dove ha occupato il ruolo di chief country officer ed executive board director, potrà avvalersi della sua consolidata esperienza nella gestione di sistemi che mettono in relazione clienti, utenti e partner commerciali.

«Assumere la guida di Edenred Italia significa entrare in un’azienda che incide concretamente sulla vita quotidiana di milioni di persone e sulla capacità delle imprese di prendersi cura di chi lavora – ha dichiarato Ferrero -. Il nostro compito, nei prossimi anni, sarà rafforzare e ampliare questo impatto: raggiungere un numero sempre maggiore di aziende, anche di piccole e medie dimensioni, comprendere bisogni sempre più diversi e trasformarli in soluzioni semplici, personalizzate e digitalmente accessibili. Vogliamo contribuire all’evoluzione del mondo del lavoro e della società, ampliando il ruolo che il welfare può svolgere nella crescita delle imprese e nel benessere delle persone».

Chi è il neo ad

Laureato in Fisica e con un master conseguito alla Stanford Graduate School of Business, il neo amministratore delegato nella sua carriera ha guidato organizzazioni complesse e progetti di crescita, partnership e innovazione digitale in settori regolamentati. Il suo percorso professionale ha preso il via in Bain & Company nel 1997. Nel 2007 l’ingresso in Vodafone, dove nel 2009 è stato nominato head of consumer products e, due anni più tardi, regional vice president. Nel 2014 il passaggio in CartaSi in qualità di Italy sales director. Dal 2017 ha lavorato in Nexi Italy, inizialmente come commercial director e, dal 2022, come chief country officer ed executive board director.

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Sfida a cinque per la finale internazionale di Espresso Italiano Champion 2026
Espresso Italiano Champion 2026
Cinque i baristi da tutto il mondo che si sfideranno il prossimo 6 novembre a Torino, presso la Factory 1895 by Lavazza, a colpi di espresso e cappuccino nella finale mondiale della competizione

È iniziato il conto alla rovescia per la finalissima di Espresso Italiano Champion 2026, il concorso internazionale per baristi organizzato dall’Istituto Espresso Italiano (Iei) e focalizzato su due simboli della caffetteria italiana: espresso e cappuccino. L’appuntamento con la finale internazionale della competizione è per il prossimo 6 novembre a Torino, ospitata dalla Factory 1895 By Lavazza.

In gara ci saranno i cinque baristi selezionati attraverso gare nazionali e appuntamenti internazionali organizzati con le realtà partner dell’istituto. A contendersi il titolo mondiale saranno: Matteo Colzani, il campione italiano (leggi A Matteo Colzani la finale nazionale di Espresso Italiano Champion), Takuya Yanagita, vincitore della selezione giapponese, Hiroto Suzuki, vincitore della selezione internazionale organizzata da Lavazza, Kim Gyu Wan, vincitore della selezione coreana, e lo sloveno Nei Pavletič, vincitore della selezione internazionale di Essse Caffè.

La gara

Tecnica, sensibilità sensoriale e capacità di interpretare l’espresso e il cappuccino è quanto dovranno mettere in campo i concorrenti che aspirano a succedere nell’albo d’oro a Giulia Ruscelli, la vincitrice dello scorso anno (leggi Giulia Ruscelli vince l’Espresso Italiano Champion 2025).

Con alle spalle percorsi professionali e culture della caffetteria differenti, i cinque finalisti dovranno dimostrare di saper gestire tutte le fasi della preparazione delle due proposte simbolo della caffetteria italiana, con particolare attenzione alla costanza del risultato in tazza e alla qualità dell’esperienza di consumo. Ogni barista avrà 11 minuti per tarare l’attrezzatura, preparare a regola d’arte e servire, con la miscela da lui scelta, quattro espressi e quattro cappuccini, nel rispetto dei disciplinari del marchio Espresso Italiano.

Per la loro prova i concorrenti utilizzeranno una macchina La San Marco modello La D. a 3 gruppi, multi-boiler, e il macinadosatore Eureka – Conti Valerio Atom W75, fornite dalle due aziende sponsor della gara. Le performance saranno giudicate da una giuria tecnica, da una giuria sensoriale, che opera alla cieca, e da una giuria di marketing. I baristi, infatti, dovranno anche saper descrivere il caffè che andranno a lavorare: dovranno di mostrare di conoscerne le caratteristiche e raccontare il loro legame con la miscela scelta e le ragioni che li hanno portati a preferirla. L’obiettivo dell’Espresso Italiano Champion è infatti di portare sotto i riflettori il barista a 360°, permettendogli di esprimere la propria identità professionale, attraverso il modo in cui organizza il lavoro, gestisce il tempo, si relaziona con lo spazio del bar e racconta il prodotto.

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