A Verona l’appuntamento con My Spirits di Partesa
My Spirits Partesa 2026
Il 4 maggio, a Verona, la giornata di approfondimento gratuito sugli spirit e la miscelazione dedicata ai professionisti del fuori casa. Ad attenderli oltre 100 referenze in degustazione, due masterclass e gli show live dei grandi bartender

Torna l’appuntamento con My Spirits, l’evento (gratuito) di Partesa per i professionisti del fuori casa dedicato al mondo degli spirit di qualità e alla miscelazione. La nuova edizione va in scena lunedì 4 maggio (dalle ore 12 alle 19) a Verona, al Crowne Plaza Hotel Fiera, e prevede un ricco programma di attività, tra degustazioni, incontri con i partner produttori, grandi ospiti, formazione e intrattenimento. L’obiettivo è di offrire agli operatori del settore una giornata di aggiornamento e networking, esplorare e nuove tendenze del mercato e scoprire il vasto portafoglio dell’azienda.

Sono oltre 100 le referenze che si potranno degustare in purezza nelle due isole tematiche, Agave & Gin e Whisky & Rum, oppure miscelate, grazie a una drink list di 50 diversi cocktail che saranno proposti nei 16 banchi mixology, curati dai produttori partner di Partesa, dove sarà possibile scoprire 50 cocktail diversi, espressione delle tendenze più attuali della miscelazione.

Un corner speciale è dedicato a Liq.ID, la linea di spirit private label di Partesa, arrivata a 13 referenze, tra gin, vodka, rum, amari, aperitivi e un aperitivo analcolico, e ai cocktail in fusto, soluzione quest’ultima che conquista sempre più spazio, in particolare in contesti ad alta intensità di servizio e in locali che non dispongono di bartender.

Le masterclass

Il format, anche quest’anno, dedica uno spazio importante alla formazione, con due masterclass gratuite, ma a numero chiuso e su prenotazione (iscriviti qui), dedicate ai trend del momento. Si comincia con l’incontro Vermouth Lab (ore 14) con Fulvio Piccinino, tra i massimi esperti di spirit e miscelati e ambasciatore del Vermouth di Torino. Nel suo seminario-laboratorio Piccinino condurrà i partecipanti in un viaggio proprio nel mondo del vermouth, dalle botaniche al disciplinare, fino alla creazione di un proprio vermouth personalizzato.

Il secondo appuntamento è con la masterclass I sapori dei liquori, dagli analcolici ai Drink Classici: come renderli unici con Giffard (ore 16.30) con Matteo Mosetti e Federico Ascani, rispettivamentie, European e Italian brand ambassador Giffard, dedicata al ruolo crescente degli analcolici nella mixology contemporanea.

Spettacolo con i grandi della miscelazione

Spazio anche all’intrattenimento, immancabile elemento di My Spirits, con quattro live show, che vedranno altrettanti big del panorama bartending italiano e internazionale preparare alcuni dei loro signature. Protagonisti degli show saranno Claudio Peri, titolare di The Soda Jerk di Verona, Enrico Bellucci, bartender del Salmon Guru di Milano, Federica Geirola, per concludere con il gran finale con Bruno Vanzan, star del firmamento mixology mondiale.

Come partecipare a My Spirits

Riservato agli operatori del fuoricasa, My Spirits si svolgerà lunedì 4 maggio, dalle ore 12 alle 19, al Crowne Plaza Hotel Fiera di Verona. La partecipazione è gratuita, ma occorre iscriversi compilando l’apposito form all’indirizzo https://www.partesa.it/?slug=my-spirits-verona&preview=1

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Barawards Premio Innovazione dell’anno 2026: vota i tuoi preferiti!
Premio Barawards Innovazione dell'Anno
Votazioni on line aperte fino al 21 maggio. Si possono esprimere fino a due preferenze per categoria. 79 i prodotti/servizi candidati, divisi nelle 17 categorie che saranno premiate al Premio Barawards Innovazione dell’anno 2026

Aperte le votazioni on line per l’edizione 2026 di Barawards Premio Innovazione dell’anno. In totale 79, tra prodotti, attrezzature e servizi, le candidature validate dal nostro comitato tecnico, numero che testimonia come la propensione all’innovazione non cessi la sua spinta propulsiva.

Le soluzioni in lizza per il Premio sono state divise in 17 categorie, alle quali si aggiungerà la menzione speciale “Green” per il prodotto che meglio esprime il concetto di sostenibilità:

  • Acqua
  • Bevande analcoliche mixology
  • No alcohol
  • Ingredienti beverage
  • Alcolici
  • Alcolici packaging
  • Superalcolici
  • Ready to drink
  • Soft drink
  • Ingredienti food dolce
  • Ingredienti food salato
  • Food dolce
  • Food salato
  • Pane
  • Strumenti di servizio
  • Attrezzature
  • Tecnologia

Scopri l’elenco dei candidati ed esprimi le tue preferenze.

Per convalidare il tuo voto, clicca sul pulsante INVIA I TUOI DATI che trovi alla fine della procedura.

Le votazioni chiudono il 21 maggio 2026.

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Ricordiamo che il meccanismo di valutazione prevede, oltre al voto on line, il voto dei panelist, un gruppo di esperti di industria, distribuzione e consulenza selezionato dalle redazioni di Bargiornale e Ristoranti di Bargiornale.

Il voto dei panelist contribuirà per l’80% alla formazione del giudizio complessivo, mentre il voto on line peserà il 20%.

La proclamazione dei vincitori avverrà nel corso dell’evento La giornata dell’Innovazione in programma a Milano mercoledì 15 luglio 2026.

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Frutta Frizzante, la nuova frontiera dell’analcolico secondo Derby Blue
Derby Blue Frutta Frizzante
Sette referenze, cinque alla frutta e due toniche, nell’iconica bottiglietta blu da 200 ml, compongono la nuova linea di bevande gassate per il consumo diretto e la mixology. Rinnovata anche l’etichetta dei succhi, mentre i bitter analcolici, finora Bitter Salfa, passano sotto le insegne Derby Blue

Andare oltre il tradizionale concetto di succo di frutta per portare nel fuori casa una proposta analcolica fresca, leggera e in sintonia con gli stili di vita e di consumo dei giovani. È quanto ha fatto Derby Blue con il lancio di Frutta Frizzante, una linea di bevande che interpreta i sapori della frutta in chiave gassata. Ma non è l’unica novità del marchio unconventional di Conserve Italia, che ha anche avviato un percorso di rinnovamento dell’intero portafoglio prodotti e segna l’ingresso ufficiale dei bitter analcolici sotto il proprio ombrello di marca.

Andiamo con ordine. La nuova gamma Frutta Frizzante si compone di sette referenze, pensate sia per il consumo diretto sia per la miscelazione. Cinque sono i gusti a base frutta: Ace, Pompelmo Rosa, Ananas, Mela Verde e Limone Mix. Tutti senza zuccheri aggiunti, contengono un’elevata percentuale di frutta che, a seconda delle referenze, arriva fino al 40%, e si caratterizzano per il profilo nutrizionale leggero, con un contenuto calorico che va da 7 a 19 kcal per 100 ml. Completano la linea le due toniche, Classica e Mediterranea.

Proposta nell’iconica bottiglietta in vetro blu da 200 ml, la gamma si inserisce in un contesto di mercato in evoluzione, dove il consumo di bevande analcoliche è in costante crescita ed è sempre più legato a scelte consapevoli. In particolare, guarda alle esigenze dei giovani consumatori, che cercano prodotti con un’identità forte e orientati al benessere e a uno stile di vita sano.

Una nuova etichetta per i succhi

Altra novità è il rinnovamento dell’immagine dei prodotti con la bottiglia da 200 ml dei succhi che ora si presenta con una nuova etichetta, aggiornata nel linguaggio grafico e in linea con l’attuale identità del marchio, in continuità con i formati più grandi. Si tratta del primo passo di un progetto che nel prossimo anno porterà a una ulteriore evoluzione del packaging.

I bitter analcolici sotto il marchio Derby Blue

Ma non solo, perché sotto il marchio Derby Blue passano anche i bitter analcolici, Rosso, Bianco e Ginger, finora commercializzati sotto le insegne Bitter Salfa. Un’operazione che va oltre il semplice rebranding e punta a valorizzare il posizionamento qualitativo dei prodotti. I bitter sono infatti realizzati negli stabilimenti di Conserve Italia attraverso un processo di infusione idroalcolica su erbe selezionate, tra le quali l’assenzio romano e altre varietà di provenienza europea, che esalta la materia prima e conferisce ai bitter un profilo aromatico ricco e autentico.

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Ophelia Lounge: cocktail d’autore al rooftop più Art Deco di New York
Ophelia Bar NYC
Al ventiseiesimo piano della storica Beekman Tower, la lounge Ophelia NYC propone l’Omacocktail experience: sette mini-cocktail stagionali firmati dal bar director Amir Babayoff, abbinati a piccoli assaggi di cucina dello chef Antelmo Ambrosio

Nel 1928 la Panhellenic Tower, a New York, costruita dall’architetto John Mead Howells e dall’immobiliarista Emily Hepburn, debuttò come residenza-club per sole donne, ed era anche l’unico hotel in quegli anni a essere gestito da donne. Nel 1934 fu ribattezzata con il suo attuale nome, The Beekman Tower e aprì al pubblico con una lounge Top of the Tower. Negli anni Quaranta annoverava clienti come Frank Sinatra, Miles Davis e nei decenni a seguire anche Frank Zappa.

Nel suo ultimo restauro Amy Wenden, architetto d’interni di Berlino, ha sovrinteso al design e all’arredamento. Il tappezziere newyorchese Rollhaus ha lavorato col team di Wenden per rivestire le banquette in elegante velluto rosso di Alessandro Bini e il design dell’illuminazione è stato affidato a Bold.

Soffitti alti, finestre geometriche dietro al bar e pavimento a scacchiera con piastrelle bianche e nere: «la Beekman Tower è piena di carattere e storia ed è stato importante per noi restaurarla in ogni dettaglio originale, pur creando una lounge intima e accogliente», spiega Abraham Merchant di Merchant Hospitality. Che aggiunge: «È stata un’iconica e rinomata struttura e abbiamo voluto riportarla a essere una destinazione per tutti».

Terrazza con vista su New York

Il rooftop si apre su una terrazza con vista panoramica a 360° su Manhattan, Brooklyn, Roosevelt Island e l’East River, divisa in tre aree distinte: la Grand Terrace, l’Outer Terrace e una sala cene privata. Gran parte della terrazza è coperta, ma ci sono anche sezioni open-air.

Il mixologist israeliano Amir Babayoff, nella sua Tel Aviv, sognava di diventare attore. A New York ottenne un lavoro da bartender al Link, e intanto si presentava ad audizioni televisive e cinematografiche. Fu la nota mixologist e autrice Julie Reiner a convincerlo a ideare cocktail. Così abbandonò la recitazione e s’iscrisse all’American Bartenders School di New York e, dopo un paio d’anni, passò da Five Nine a Barley & Grain, al Bryant Park Hotel e Oceana, prima di diventare il bar director all’Ophelia NYC nel 2018.

Babayoff incorpora l’amore per il teatro e la recitazione nel suo lavoro, trasformando la preparazione di ogni cocktail in una vera performance per intrattenere l’ospite.

«In Israele l’età legale per bere è 18 anni, ma la mia esperienza è iniziata molto prima. A pranzo mio padre beveva birra al malto scura analcolica, quasi una root beer – racconta -. La prima che ho comprato era probabilmente una locale, come Macabi o Goldstar. Per me La Otra a Tel Aviv aveva i migliori drink, cucina, ospitalità e atmosfera».

L’Omacocktail experience

Ophelia NYC, lounge Art Deco al ventiseiesimo piano al 3 Mitchell Place, che prende il nome dall’eroina dell’Amleto, lancia l’intima degustazione Omacocktail, presentata come esperienza perfetta per coppie e piccoli gruppi di amici. Il termine giapponese “Omakase” significa “Lo lascio a te”: il gesto di affidarsi completamente allo chef del ristorante.

L’ Omacocktail experience dura un’ora e mezzo: seduti al bancone in peltro (lungo più di 7 metri) si gustano 7 mini cocktail abbinati a 4 piattini della cucina (mini taco d’aragosta, cucchiaio di tartare di tonno, bump di caviale nero, tartufo di cioccolato), firmati dallo chef Antelmo Ambrosio.

Finita la degustazione è possibile continuare con il cocktail menu, ordinando le versioni intere dei drink. Sono solo quattro i posti disponibili per sessione. Il costo parte da 106 dollari, più tasse e mancia, a persona. Due le sessioni al giorno, alle 17.30 e 19.30, da giovedì a domenica.

I sette mini-cocktail

I sette mini-cocktail cambiano stagionalmente, quelli che compongono l’attuale proposta sono: A La Española, una variante del Gin&Tonic preparata con gin Abrojo infuso con albicocche, succo di mango clarificato, pepe Arbol, Cocchi Americano, Tuaca, Chamoy, tonica al sambuco, CO₂; Purple Tuxedo, una versione Anni Venti di un popolare Martini, fatta con gin Empress 1908, Vermouth Bianco C. Comoz de Chambéry, Velvet Falernum, Brennivín, assenzio, bitter di prugna, polvere d’oro; Beekman Classic Martini, una versione stagionale di un Martini classico, a base di Amass Mushroom Gin, Armonico Gin, Vermouth Extra Dry La Quintinye, Italicus, cordiale al Vetiver, nebbia al Vetiver; Killing Me Softly, omaggio al riemergente Litchi Martini, con Old Duff Genever, Chateau de Pellehaut Blanche Armagnac, sake Kirinzan, gin Dorothy Parker Rose Petal, Cointreau, cocco, Ramazzotti Rosato e Peychaud’s bitters; Opus 13, un Sidecar ispirato al Giappone, fatto con whiskey giapponesi Suntory Toki e Akashi Ume, brandy Louis Roque, umeboshi, sambuco, agrume, bianco d’uovo, completato da tre gocce di cognac Louis XIII e abbinato a un cucchiaio di caviale nero; Ascension, un Old Fashioned affumicato a base di Maker’s Mark, mezcal Del Maguey Vida, habanero affumicato, sciroppo di palma, bitter, fumo; El Paso un’alyra originale interpretazione dell’ Old Fashioned ma a base rum, preparata con rum Coconut Cartel, tequila Don Fulano Reposado, cannella, banana, cacao, cocco, bitter aromatici.

Le ricette di Amir Babayoff

Ascension

Ingredienti:

3 cl Mezcal Del Maguey Vida infuso all’habanero affumicato, 3 cl Bourbon Maker’s Mark, 0,75 cl sciroppo di palma, un pizzico di bitter aromatico The BitterTruth, fumo di cedro
Preparazione:
versare tutti gli ingredienti in un mixing glass, aggiungere ghiaccio e mescolare. Versare in una piccola fiala, affumicare il drink e chiudere con un tappo
Bicchiere:
lowball, precedentemente aromatizzato con gli oli essenziali di arancia e limone

Pain Killa

Ingredienti:
6 cl Tequila Don Julio, 2,25 cl succo di limone, 2,25 sciroppo di zenzero
Preparazione:
shake e strain
Bicchiere:
rock
Guarnizione:
nebulizzazione di mezcal, uno spicchio di limone

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Barista Challenge 2026: le ricette dei drink sul podio
Le ricette dei drink al caffè sul podio alla Barista Challenge 2026, competizione internazionale organizzata da Lavazza

La finale della Barista Challenge 2026 ha visto trionfare la barista emiratina Lablibell Bajarias. Al secondo posto si è piazzato Daniel Smith, giovane professionista che gareggiava per il Sudafrica; al terzo il concorrente giapponese Hiroto Suzuki.

Qui trovate le ricette dei tre drink analcolici al caffè presentate dai professionisti giunti sul podio.

IL BOSCO
di Lablibell Bajarias, 1° posto

Caffè utilizzato

  • Lavazza Tales of Italy – Galleria Milano
  • Miscela 100% Arabica caratterizzata dal metodo di lavorazione Cereja Apassita (raccolta tardiva), che offre una dolcezza di miele, complessità di frutta secca e un corpo morbido ed elegante.
  • Ricetta espresso per il signature drink: 20 g in / 36 g out.

Concetto

Il Bosco si ispira al Bosco Verticale, un simbolo architettonico di Milano dove la vita urbana tradizionale si fonde con un design ecologico innovativo. La bevanda riflette la coesistenza tra tradizione e innovazione, creando un ponte tra l’eredità del caffè italiano e la cultura emiratina. Incorpora i datteri – tradizionalmente serviti con il caffè arabo – applicando tecniche moderne come la latto-fermentazione, il raffreddamento rapido e il saccharum “zero-waste”. Rappresenta sostenibilità, trasformazione ed equilibrio.

Preparazione e ingredienti

Espresso raffreddato rapidamente

  • Dose: 2 doppi espresso (20 g in / 36 g out ciascuno).
  • Metodo: crema rimossa facendo passare l’espresso attraverso un V60 Switch con una sfera in acciaio inossidabile ghiacciata.
  • Tecnica: raffreddamento rapido tramite Hyperchiller.
  • Scopo: esalta la chiarezza, preserva gli aromi e fissa le caratteristiche brillanti della frutta.

Infuso di cascara (infusione rapida con AeroPress)

  • Ingredienti: 5 g di cascara (buccia essiccata del caffè) per rappresentare l’origine; 0,2 g di foglie di tè all’ibisco per l’innovazione; 5 g di arancia essiccata come ponte tra i due.
  • Preparazione: 100 ml di acqua calda e 20 g di ghiaccio secco (per l’effetto di infusione rapida).
  • Tempo: lasciare in infusione per 3 minuti. Aggiungere successivamente 85 ml al drink.

Saccharum di datteri e caffè (sciroppo zero sprechi)

  • Ingredienti: 100 g di fondi di caffè Galleria Milano usati, 100g di datteri EMIRATINI e 100g di zucchero di canna.
  • Procedimento: Mescolare e lasciare riposare per 6 ore a temperatura ambiente per estrarre l’umidità.
  • Finitura: Aggiungere 100ml di acqua calda e 5g di stecca di cannella. Filtrare e lasciare sgocciolare lentamente per 12 ore.
  • Dosaggio finale: 35ml.
  • Scopo: Migliora l’esperienza tattile, aggiunge profondità di zucchero di canna, calore di cannella e una dolcezza orientata al caffè, onorando la tradizione emiratina

Succo di fragola latto-fermentato

  • Ingredienti: 200 g di fragole fresche, 2 foglie di basilico e batteri lattici (tramite coltura di kefir).
  • Procedimento: fermentare per 5 giorni, frullare e filtrare.
  • Dosaggio: aggiungere 50 ml.
  • Risultato: acidità ridotta, succosità elevata e note di frutta rossa matura con sottili aromi floreali

Burro Infuso al Caffè

  • Ingredienti: 60 g di burro e 20 g di chicchi interi Galleria Milano.
  • Procedimento:iInfondere delicatamente per 30 minuti.
  • Dosaggio finale: 15 ml.
  • Scopo: aggiungere rotondità, ricchezza e prolunga la dolcezza senza sovrastare gli altri sapori.

Assemblaggio finale

In un frullatore, unire:

  • 2 doppi espresso freddi.
  • 35 ml di saccharum di datteri e caffè.
  • 85 ml di infuso di cascara.
  • 15 ml di burro infuso al caffè.
  • 50 ml di succo di fragola latto-fermentato.
  • 8 gocce di soluzione salina.

Servizio: frullare fino a ottenere un composto omogeneo e vellutato. Servire in una tazza appositamente progettata con un bordo spesso per esaltare la sensazione al palato.

IL RACCONTO ROMANO
di Daniel Smith, 2° posto

Caffè utilizzato

  • Lavazza Tales of Italy Roma Trastevere.

Ingredienti

  • Miele: 120 g di miele millefiori (Wild Blossom).
  • Spezie: 10 g di pepe in grani arcobaleno e 5 foglie di alloro intere.
  • Agrumi: 80 g di scorze di pompelmo e fettine di agrumi essiccate (per guarnire).
  • Dolcificante: 75 g di zucchero bianco.
  • Biscotti: 5 cantuccini alle mandorle.
  • Latte: 300 ml di latte intero.

Nota di servizio: per servire questa creazione, le coppe (tipo coupette) sono la scelta che valorizza meglio l’estetica e l’esperienza del drink.

Preparazione degli Sciroppi

Sciroppo di Miele

  1. Pestare i grani di pepe e le foglie d’alloro, poi tostarli insieme a fuoco vivo per circa 2 minuti.
  2. Abbassare la fiamma a fuoco medio e aggiungere il miele.
  3. Lasciar caramellare il miele con il pepe e l’alloro per 8 minuti.
  4. Filtrare immediatamente il tutto con un colino a maglia fine.

Oleo saccharum

  1. Mettere 80 g di scorze di pompelmo in un barattolo e aggiungere 75 g di zucchero bianco.
  2. Lasciar riposare e macerare per 2 giorni affinché lo zucchero estragga gli oli essenziali dalle scorze.

Latte infuso ai cantuccini

  1. Sbriciolare 5 cantuccini e lasciali in infusione nel latte intero per almeno 3 ore in frigorifero.

Preparazione del drink (per 4 tazze)

  1. L’espresso: estrarre la miscela Roma Trastevere seguendo questa ricetta: 20 g di dose per un prodotto finale di 42 g in tazza, con un tempo di estrazione di 36-39 secondi.
  2. Il mix: aggiungere all’espresso 48 g di sciroppo di miele e 24 g di oleo saccharum. Mescolare bene e versa il composto in uno shaker.
  3. Il latte: scaldare il latte infuso con la lancia a vapore fino a raggiungere circa 40 °C.
  4. Raffreddamento: aggiungere il ghiaccio nello shaker con il mix di espresso e scuoti finché non è ben freddo.

Questo crea la differenza termica necessaria per stratificare i due componenti senza che si mescolino subito.

  1. Stratificazione: versare il mix di espresso freddo equamente nei bicchieri. Usando un cucchiaio, stratificare delicatamente il latte caldo sopra l’espresso, mantenendo un rapporto 50:50.
  2. Garnish: appoggiare una fettina di agrume essiccato sulla superficie e servire.

L’esperienza di degustazione

Non mescolare subito il drink! Fai uno o due sorsi per percepire il cambio di temperatura e le note distinte di ogni strato:

  • Lo strato superiore (latte caldo): note che ricordano la Nutella e i biscotti Biscoff.
  • Lo strato inferiore (espresso freddo): un sapore rinfrescante che richiama la ginger beer e la root beer.

Solo dopo aver assaporato i livelli separatamente, mescolare il tutto: il drink si trasformerà, rivelando un profilo aromatico che ricorda un biscotto al pan di zenzero.

NODO
di Hiroko Suzuki, 3° posto

Caffè utilizzato

  • Miscela: Lavazza Tales of Italy Canal Grande
  • Parametri: temperatura: 92–93 °C / dose: 19,6 g / resa: 42 g / tempo: 24 secondi

Ingredienti

  • Espresso: 2 dosi
  • Mirin nero ridotto: 10 g
  • Sciroppo di Earl Grey e uvetta: 20 g
  • Acqua chiarificata (miscela botanica): 120 g

Preparazioni

Mirin nero invecchiato 20 anni

Prodotto: Kankyo Shuzo Mirin nero
Descrizione: Questo è un Mirin Nero di altissima qualità, invecchiato per oltre 20 anni. A differenza del mirin da cucina standard, il suo lungo processo di invecchiamento gli conferisce un colore nero intenso e una consistenza ricca e densa. Presenta una dolcezza complessa e un profondo sapore umami che ricorda la melassa scura e l’aceto balsamico

Preparazione
«Ho ridotto questo mirin al 60% del suo volume originale. Facendo evaporare l’alcol e concentrandone l’essenza, l’ho trasformato in una glassa ricca e sciropposa, dalla dolcezza intensa che ricorda la melassa scura»

Sciroppo fatto in casa di Earl Grey e uvetta

Ingredienti: foglie di tè Earl Grey (6 g), cardamomo (6 g), uva passa (30 g), acqua calda (200 g), zucchero di canna.

Procedimento: «Ho schiacciato leggermente il cardamomo e tritato l’uvetta, poi li ho messi in infusione con le foglie di tè in acqua calda per 5 minuti. Dopo aver filtrato, ho aggiunto una quantità uguale di zucchero di canna (rapporto 1:1) per creare uno sciroppo ricco e aromatico».

Acqua botanica chiarificata

A) Yogurt bianco (400 g), acqua tonica al limone Fever-Tree (400 g), bacche di ginepro (12 g), succo di yuzu (100 g).
B) Sciroppo semplice (10 g di sciroppo per 50 g di liquido chiarificato).

Procedimento: «Ho schiacciato leggermente le bacche di ginepro e ho unito tutti gli ingredienti del Gruppo A, lasciandoli in infusione per 1 ora. Ho poi filtrato il composto attraverso un filtro di carta per ottenere un liquido limpido e “chiaro”. Infine, ho bilanciato il sapore aggiungendo sciroppo semplice in un rapporto di 10 g di sciroppo per 50 g di liquido».

Assemblaggio

• Unire l’espresso, il Mirin Nero ridotto e lo sciroppo di Earl Grey in un frullatore e mescolare accuratamente fino a ottenere una consistenza ricca.
• Metti un cubetto di ghiaccio grande in un bicchiere old fashioned.
• Versare 60 g di Acqua botanica chiarificata.
• Versare delicatamente la miscela di caffè espresso frullato sopra, in modo da creare un bellissimo strato.

 

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Firenze, dieci anni dopo: il banco non mente
Florence Cocktail Week 2026 apertura
A un decennio dalla prima e ultima volta, la Florence Cocktail Week celebra sé stessa con una sfida pomeridiana al Locale Firenze che è più gioco che gara: mistery box, coppie e protagonisti di ieri e di oggi. Tra memoria e presente, emerge il senso del mestiere e il ruolo di Paola Mencarelli nel costruire una scena che oggi è sistema

Non è stato un Amarcord. O meglio: non solo. La sfida organizzata da Paola Mencarelli per il decimo anniversario della Florence Cocktail Week (Fcw) è stata qualcosa di più di una friendly competition: un raduno consapevole come “il bere” di chi, dieci anni fa, ha acceso una miccia e oggi si ritrova a guardare l’incendio – controllato, elegante, internazionale – che quella miccia ha generato. Al Locale Firenze, nel pomeriggio, sotto la guida attenta del bar manager Fabio Fanni e del suo team, è andata in scena una gara che aveva il ritmo del gioco e la sostanza del mestiere.

Il primo atto risale al 2016. Bargiornale c’era, allora come oggi, a fare quello che sa fare: osservare mentre le cose accadono. E nel 2016 a Firenze stava nascendo qualcosa. Non un evento, ma un movimento. Paola Mencarelli, in questo, è stata il centro di gravità. Non solo Florence Cocktail Week: negli anni ha dato vita anche a format come Tuscany Cocktail Week e Venice Cocktail Week, contribuendo a costruire un sistema, una rete, una geografia liquida fatta di relazioni, ospitalità e visione. Ha messo insieme locali, talenti e linguaggi. E soprattutto persone. Che è sempre la parte più difficile. In giuria, come nella prima edizione, Patrick Pistolesi (Drink Kong), Luca Pirola (Bartender.it) e il sottoscritto. Nel 2016 c’erano anche Walter Gosso, Alberto Lupini e chef Cristiano Tomei: una formazione più ampia che racconta quanto, già allora, il progetto fosse preso sul serio.

Più gioco che competizione

Le regole? Una mistery box, coppie di bartender, improvvisazione controllata. Più gioco che competizione. Un format che toglie il rumore e lascia il gesto. Come direbbe Charles Bukowski, alla fine conta come stai dentro al fuoco. E dietro un banco, si vede subito. Edoardo Sandri è l’esempio perfetto. Dieci anni all’Atrium Bar del Four Seasons Florence, sempre lì, stessa casa, stessa traiettoria. Oggi con più responsabilità, ma con quella capacità rara di far funzionare un drink anche quando gli ingredienti sembrano usciti dal cilindro di un mago al posto del coniglio. Non a caso, la stessa sera Sandri ha festeggiato i suoi dieci anni in grande stile, con molti dei protagonisti della scena nazionale e internazionale. Un cerchio che si chiude. O forse che si allarga. Julian Biondi, vincitore nel 2016 e anche in questa edizione 2026, ha fatto quello che fanno i professionisti veri: ha anticipato il tempo. Due coppette in freezer prima ancora che il competitor accanto entrasse nel vivo. Sciolto, preciso, dentro la scena. Uno che i concorsi li conosce – da protagonista e da presentatore – e che da anni è anche il volto sul palco del tour Baritalia.

Paolo Ponzo ha dimostrato che le buone maniere non vanno mai in pensione. Oggi è nell’impresa familiare di pelletteria, con un negozio Clamori di Firenze, ma il gesto resta quello di un bartender raffinato, di quelli che non fanno rumore ma lasciano traccia. Daniele Cancellara, il “signor Rasputin”, oggi tra i massimi esperti italiani di whisky, ha trovato nella mistery box anche una palla a tentacoli. Non utilizzabile nel drink, ma perfetta come copricapo. E in quel momento il banco si è trasformato in un piccolo teatro. Surreale, ma perfettamente credibile. Manuel Petretto, oggi al Love Craft, ha portato il suo spirito rock and roll, quella capacità di improvvisare che è metà tecnica e metà attitudine. E poi Matteo Di Ienno, tornato per l’occasione dietro il banco del Locale, dove è stato protagonista per anni. Oggi impegnato con Biondi nel progetto Fermenthinks, distilleria sartoriale che lavora su piccoli lotti e produzioni su misura per bar e ristoranti. Un’idea semplice: dare identità liquida ai luoghi.

Tra i partecipanti anche un numero 10 della scena: Luca Picchi. Classe 1961, cinquant’anni di bar alle spalle, per quasi vent’anni capo barman del Caffè Rivoire. Oggi tra i più profondi conoscitori al mondo del Negroni. Il suo pensiero, ribadito di recente anche su Bargiornale.it nella rubrica Bar Confidential, è netto: prima di essere mixologist, bisogna tornare a essere osti. Meno ego, meno spettacolo fine a sé stesso, più accoglienza, ordine e mestiere quotidiano. Un richiamo quasi controcorrente in un’epoca che spesso confonde complessità con valore. Come in ogni gara che si rispetti, c’erano anche le curve. Tra i più seguiti Christian Pampo, da poco approdato nel nuovo Claris, negli spazi dell’ex Harry’s Bar sul Lungarno Vespucci, che ha giocato con la memoria riproponendo lo scatto iconico dello shaker fantasma. Elegante, completo nero, presenza scenica impeccabile. Assenti giustificati Luca Manni, lo “Sceriffo”, impegnato con eventi cittadini, Sabina Galloni (oggi spirits specialist per Prinz Beverage), Thomas Martini (oggi vicedirettore ristorazione per Villa Petriolo) e Robert Pavel, passato da The Fusion Bar a globetrotter enthusiast per Proposta Spirits. Ultimo a esibirsi Roberto Sibilano, che ha confermato quello che si sapeva già: tecnica e buone maniere possono convivere. E oggi, forse, le seconde valgono più della prima.

Non un podio, ma una fotografia

La gara si è chiusa come era giusto che fosse: con un abbraccio collettivo, magnetico, quasi fisico. Non un podio, ma una fotografia di gruppo. Di quelle che non servono a ricordare il passato, ma a capire dove si è arrivati. E tutto questo nasce da una storia personale che sembra un racconto. Paola Mencarelli lo dice con naturalezza: «Fino a 35 anni non avevo mai bevuto alcol. Poi, per caso e per amicizia, sono arrivati i primi drink. Americano, Negroni, Martini. È stata infatuazione pura. E non è mai finita». Dieci anni dopo, quella infatuazione è diventata sistema. Firenze non è più una promessa. È una realtà. E il bello, probabilmente, è che non ha ancora finito di raccontarsi.

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Another Hendrick’s, un altro modo di essere Hendrick’s
Another Hendrick's Gin
Cacao e fiore d’arancio, la coppia botanica alla base della nuova espressione del gin scozzese super premium firmata da Lesley Gracie. Una release permanente, lanciata in contemporanea su tutti i mercati, con un profilo più rotondo e vellutato rispetto all’Original. In Italia con Velier

Hendrick’s Gin scopre un altro lato di sé: più rotondo, profondo e vellutato. Lo fa con Another Hendrick’s, la nuova release del marchio di gin super premium scozzese, la prima aggiunta permanente alla gamma in quasi un decennio, da quando cioè nel 2017 venne creato Orbium.

Come tutta la linea, distribuita in Italia da Velier, anche il nuovo nato porta la firma della master distiller Leslie Gracie, che per la nuova espressione del brand ha puntato sulla coppia botanica cacao e fiore d’arancio. Un’ispirazione arrivata da lontano: Gracie ha infatti trovato lo spunto in un cocktail bar di Città del Messico, dove un fiore di cacao veniva usato come guarnizione. Cacao qui da intendersi come pianta aromatica nella sua forma più pura, prima della tostatura, che presenta un profilo floreale, leggermente fruttato e quasi vinoso, molto distante dal gusto e dall’aroma del cioccolato. Una botanica molto rara nel mondo gin, perché complessa da bilanciare.

La master distiller ha cominciato a lavorare sulla varietà Theobroma bicol (Latua) del Guatemala, cercando un ingrediente complementare che fosse in grado di accompagnarla senza coprirla: lo stesso principio che ha portato nel 1999 alla nascita di Hendriks Original, basato sull’abbinamento tra rosa damascena e cetriolo. La soluzione questa volta è arrivata con il fiore d’arancio.

Rotondo, morbido e profondo

Come per l’Original, la coppia cacao e fiore d’arancio si innesta su una struttura base di 11 botaniche: bacca di ginepro, radice di angelica, semi di coriandolo, scorze di limone e arancia, bacche di cubebe, semi di cumino, sambuco, camomilla, achillea e radice di iris. Come il fratello maggiore, Another Hendrick’s viene prodotto in piccoli lotti al Gin Palace, sulla costa scozzese dell’Ayrshire, utilizzando la stessa combinazione di alambicchi, che lavorano in modo opposto e complementare: il Bennett Still, per un’estrazione ricca e profonda, e il Carter-Head Still, che restituisce un distillato leggero e aromatico.

Il risultato è un gin (alc 44% in vol) meno vegetale rispetto all’Original, più rotondo e dalla texture quasi cremosa. Al naso si presenta con note agrumate e floreali del fiore d’arancio su un sottofondo di ginepro, mentre al palato le componenti vellutate del cacao si integrano con gli elementi agrumati, per un finale morbido e persistente.

Il suo carattere rotondo e vellutato ne fanno una scelta vincente nei classici cocktail strutturati, come Martini e Negroni, dove la texture del cacao amplifica la sensazione di corpo senza zuccheri aggiunti, ma anche per rinnovare esperienze solitamente lontane dal mondo gin, come lo Spritz. Non a caso il marchio, insieme al tradizionale perfect serve con tonica e fettine di cetriolo, propone come signature serve proprio un’interpretazione dell’aperitivo italiano, l’Another Hendrick’s Spritz, dove il nuovo distillato si unisce con succo di mela, prosecco, soda e un tocco di liquore alla ciliegia, completato con le iconiche fette di cetriolo, una ciliegia da cocktail e una scorza di limone: una proposta leggera e rinfrescante che bilancia la dolcezza della frutta con la profondità del cacao.

Molto più di una semplice ampliamento di linea, Another Hendrick’s, lanciato in contemporanea su tutti i mercati, rivela un altro lato del brand, raccontando la stessa identità in una dimensione sensoriale differente. Un cambio di prospettiva reso visibile anche dalla bottiglia, con la veste bianca brillante del nuovo arrivato che si affianca al tradizionale vetro scuro da farmacia vittoriana dell’Original.

Le ricette

Another Hendrick’s Gin & Tonic

Ingredienti
5 cl Another Hendrick’s Gin, 15 cl acqua tonica premium,
Preparazione:
build
Guarnizione:
3 fette di cetriolo
Bicchiere:
highball

Another Hendrick’s Spritz

Ingredienti:
4,5 cl Another Hendrick’s Gin, 4,5 cl succo di mela, 4,5 cl prosecco, 6 cl soda, 1 bar spoon liquore alla ciliegia
Preparazione:
build
Guarnizione:
3 fette di cetriolo, una ciliegia da cocktail, una scorza di limone
Bicchiere:
calice grande

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Un abito da sera per Coca-Cola Zero Caffeina Zero Zuccheri
Coca-Cola Zero Caffeina Zero Zuccheri
Un elegante pack, nei colori nero e oro, veste la versione senza caffeina e senza zuccheri di Coca-Cola. Una nuova identità visiva per rafforzare il posizionamento del prodotto nei momenti di consumo serale

Coca-Cola Zero Caffeina Zero Zuccheri cambia d’abito. Abbandona la tradizionale livrea rossa per indossare un elegante vestito da sera. Una nuova identità visiva funzionale al rinnovato posizionamento dell’iconica bevanda in versione senza caffeina e senza zuccheri, che, proprio in virtù di queste caratteristiche, ora punta con forza al momento di consumo serale.

La referenza si posiziona infatti come compagna naturale delle occasioni serali, che assumono un ruolo sempre più centrale nella socialità contemporanea e vengono vissute come momenti di relax, convivialità e condivisione. Occasioni che evolvono in momenti di consumo più consapevoli, con i consumatori sempre più attenti alle loro scelte e alla ricerca di alternative che permettano di vivere il tempo libero con leggerezza, senza rinunciare al gusto: proprio quanto offre Coca-Cola Zero Caffeina Zero Zuccheri.

Nell’operazione di rilancio della referenza un ruolo centrale gioca il nuovo pack, pensato per sottolineare il posizionamento evoluto del prodotto. La lattina, dal design elegante e contemporaneo, assume i colori del nero e dell’oro: un’estetica pulita, minimal ma riconoscibile, come un perfetto abito da sera.

La campagna Zero Caffeine, Zero Worries

A supporto del rilancio, Coca-Cola ha attivato una campagna integrata sviluppata intorno al tema “Zero Caffeine, Zero Worries”. Il piano comprende una campagna video sui social, il coinvolgimento di influencer e creator e una presenza su Tv, piattaforme streaming e Spotify, affiancate da formati digital out-of-home ad alto impatto visivo nelle principali città.

Altro pezzo forte il tour itinerante, che ha preso il via a Milano e che attraverserà la Penisola nei mesi di maggio, giugno e settembre toccando città come Torino, Palermo, Catania, Napoli, Bari, Rimini, Pescara e Roma. L’obiettivo è distribuire oltre un milione di sample, portando l’esperienza direttamente al pubblico. E con una nota green: le lattine in alluminio distribuite durante il sampling saranno raccolte e avviate al riciclo da Cial (Consorzio nazionale imballaggi alluminio), portavoce dei valori del progetto di sensibilizzazione ambientale Ogni Lattina Vale.

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Bajan, l’edizione limitata di Citadelle Gin dedicata alle Barbados
Melassa e pompelmo rosa caratterizzano la ricetta del gin Citadelle Bajan, echi caraibici per una limited edition da provare anche in un twist sul Paloma

Prendi un gin e rendilo caraibico. L’idea arriva da Maison Ferrand, la nota distilleria del Cognac, che si muove egregiamente anche fra gin e rum. Il nuovo prodotto, firmato dalla casa madre francese e distribuito in Italia da Compagnia dei Caraibi, si chiama Bajan ed è la nuova limited edition di Citadelle, che coniuga il savoir-faire francese e ingredienti provenienti dalle Barbados. Il termine Bajan, non a caso, vuol dire appunto “delle Barbados” e la nuova release fa parte della collezione sperimentale Les Excentriques di Citadelle. Un’idea che nasce proprio sull’isola caraibica presso la sua storica Stade’s West Indies Rum Distillery, già luogo di nascita di Planteray Rum, dove viene prodotta anche la melassa che è alla base di questo gin. Poi le botaniche, la prima e più caratterizzante è il pompelmo rosa, un agrume che nasce anticamente proprio nelle Barbados e che da qui ha iniziato la sua conquista, a partire dal XVIII secolo, diffondendosi in tutto il mondo. Per catturarne l’aroma intenso, i pompelmi rosa sono sbucciati a mano.
E ancora il mix di botaniche come l’ibisco – noto localmente come sorrel – per aggiungere sia valore culturale sia complessità aromatica, che arricchisce la struttura agrumata del gin. Spicca anche la presenza di foglie di alloro e citronella, ingredienti utilizzati nella cucina locale e nei rimedi tradizionali, raccolti da alberi e giardini vicini, inseriti nella ricetta del Citadelle Bajan per conferire una fresca nota erbacea, a completare il profilo aromatico dello spirit.

La ricetta è stata elaborata da Alexandre Gabriel, proprietario e master blender di Citadelle Gin, che distilla e miscela distillati di alta qualità da oltre 30 anni, introducendo nuove tecniche e contribuendo a plasmare il moderno rinascimento del gin. «Quando abbiamo iniziato a produrre gin, lo abbiamo fatto con l’obiettivo di uscire sul mercato con un prodotto di alta qualità. Citadelle ha avuto riconoscimenti importanti che ci hanno dato la fiducia per poter continuare a sperimentare. Fra questi un’intervista in cui Ferran Adrià in persona aveva definito il Gin Tonic un “atto gastronomico”, indicando Citadelle come esempio positivo. Oggi Citadelle ha molte facce e quest’ultima è un omaggio alle Barbados, un luogo che conosciamo intimamente e che portiamo nel cuore. Tutto in una bottiglia di Bajan».

E se il Gin Tonic, anche con Citadelle Bajan, è un atto gastronomico nonché un viaggio destinazione Caraibi, la nuova limited edition con il cuore di pompelmo si esprime bene anche in un tropicale Bajan Paloma, per cavalcare l’onda dei pink cocktail.  

I perfect serve di Citadelle Bajan: le ricette

Classic G&T 

50 ml Citadelle Bajan
Acqua tonica premium q.b.
1 fetta di pompelmo fresco 

Versare in un bicchiere highball con ghiaccio, mescolare delicatamente e guarnire con una fetta di pompelmo. 

Bajan Paloma 

50 ml Citadelle Bajan
80 ml succo fresco di pompelmo
10 ml succo fresco di limone
Top di tonica al pompelmo 

Versare con ghiaccio in un bicchiere alto, mescolare e guarnire con uno spicchio o una scorza di pompelmo. 

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Bitter Fusetti entra nel portafoglio Molinari
Il bitter creato nel 2020 da Flavio Angiolillo e Mattia Vita sigla l’unione con Molinari per puntare all’internazionalizzazione del marchio

Il Fusetti Bitter si sposa con la sambuca. Non è un cocktail, ma la notizia dell’ingresso del bitter sbarcato sul mercato nel 2020 nel portafoglio di Molinari. Un’operazione che segue le altre recenti acquisizioni distributive, da parte di Molinari, di brand internazionali come Stoli e White & Mackay (l’abbiamo raccontato qui). L’ingresso di Fusetti, spiegano dall’azienda Civitavecchia, rappresenta un ulteriore tassello in un percorso di diversificazione, volto a rafforzare la sua presenza anche al di fuori del segmento della sambuca, di cui è storicamente leader mondiale.

Come ha affermato Flavio Angiolillo, mente del progetto di questo bitter contemporaneo, «Fusetti vuole aprirsi a un dialogo internazionale, non più solo italiano». Ed è proprio Angiolillo che rimarrà presente nella storia del brand per mantenere la barra della continuità: il celebre bartender e imprenditore milanese, noto per locali come il 1930 Cocktail Bar e il Mag Cafè, continuerà a ricoprire un ruolo strategico nel progetto, sia mantenendo la guida creativa del brand sia rimanendo mente e volto di Fusetti, insieme all’altro socio Mattia Vita. Una scelta che assicura coerenza e visione nel percorso di crescita, preservando la caratteristica principale del marchio di essersi riuscita a posizionare nella community dei bartender come brand fortemente identitario, che rafforza il concetto di Italian lifestyle puntando tutto sull’aperitivo. «Con Fusetti – ha detto Inge Molinari –arricchiamo il nostro portafoglio con un brand che interpreta in modo autentico i nuovi linguaggi della mixology. Questa operazione conferma la volontà dell’azienda di crescere in modo dinamico, ampliando la propria presenza in segmenti strategici e rafforzando la nostra capacità di raccontare l’eccellenza italiana nel mondo».

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