Gruppo Campari acquisisce il brand Del Professore
Il gruppo milanese aricchisce il suo portafoglio di spirit di alta gamma con l’acquisizione del marchio di vermouth e gin super premium fondato dai ragazzi del Jerry Thomas Speakeasy di Roma

È un colpo da maestro, anzi da professore quello messo a segno da Campari Group. Il gruppo milanese ha infatti siglato un accordo per l’acquisizione del brand di vermouth super premium Del Professore.

Il marchio è stato fondato a Roma nel 2013 dal gruppo di bartender capeggiati da Leonardo Leuci del Jerry Thomas Speakeasy, noto cocktail bar della Capitale. Il marchio porta in dote un ricco range di vermouth di alta qualità, che include il Vermouth di Torino Classico, il Vermouth di Torino Rosso e il pluripremiato Vermouth al Barolo (leggi Vermouth al Barolo Del Professore premiato al Meininger’s International Spirits Award).

A questi si aggiunge una gamma di gin, anche questi di alta qualità e realizzati artigianalmente, che comprende Gin Monsieur, Gin à la Madame, Old Tom Gin Crocodile e l’ultimo nato, The Fighting Bear, lanciato a settembre dello scorso anno (leggi The Fighting Bear, il London dry gin firmato Del Professore).

L’accordo comprende anche un contratto di consulenza con Leonardo Leuci, che diventa brand ambassador Del Professore.

Un’operazione strategica per Gruppo Campari, che con questa acquisizione va ad arricchire il suo il portafoglio Rare, ovvero di spirit di alta gamma e luxury, rafforzandone la posizione nei segmenti super premium di vermouth e gin. Senza dimenticare le sinergie che si vanno a generare con gli prodotti del Gruppo pe quanto riguarda l’alta miscelazione.

 

L’articolo Gruppo Campari acquisisce il brand Del Professore è un contenuto originale di bargiornale.

The Perfect Match Tour con le toniche Fever-Tree
Distribuite da Velier, le sodate premium Fever-Tree sono le protagoniste di un tour promozionale nei migliori locali della Penisola, con tante possibilità per i clienti di vincere ricchi premi.

Per l’estate 2022 Fever-Tree Italia ha messo a punto tre diverse iniziative per moltiplicare la diffusione delle celebri sodate Premium, organizzando The Perfect Match Tour nei migliori locali della Penisola, il concorso fotografico #matchyourfever e un Contest Instant Win.

Il “segreto” del successo Fever-Tree consiste essenzialmente in pochi punti: una gasatura piacevolmente fine, ingredienti di alta qualità scelti in tutto il mondo (a cominciare dai succhi di frutta), una confezione elegante in bottiglia 20 cl tappo corona ed etichetta metallizzata immediatamente riconoscibile, la scelta di puntare sui migliori locale Horeca. In Italia è promossa dalla filiale Fever-Tree Italia diretta dal country manager Filippo Colombo, insieme con i brand manager Andrea Savino e Manuela Bado, mentre i prodotti sono distribuiti dall’azienda Velier di Genova.

Le iniziative sono state presentate ieri sera alla Terrazza 21 di piazza del Duomo a Milano, alla presenza del country manager Filippo Colombo. Una decina finora i locali coinvolti nel The Perfect Match Tour, ma sono in continuo aumento per le richieste di titolari di locali top e degli oltre 500 grossisti sparsi per la Penisola.

Ciascun locale è libero di organizzare la propria Fever-Tree Night completa di propria drink list di cocktail (non solo Gin Tonic), a base di Fever-Tree ovviamente. Per esempio, a Terrazza 21 di Milano la lista, firmata dal capobarman Andrea Ribezzo:

Gus Fring
Ingredienti
45 ml Tequila Altos Reposado
15 ml Falernum
30 ml succo di pompelmo
15 ml succo di lime fresco
2 splash di sciroppo d’Agave
top con tonica Ginger Ale Fever-Tree

Tyler Durden
Ingredienti
45 ml Gin Monkey 47
15 ml Pimm’s N.1
1 splash purea di lamponi
20 ml succo di limone fresco
15 ml succo di cranberry
10 ml sciroppo di zucchero
due gocce di lavanda bitters
top con tonica Eldenflower Fever-Tree

Milano-Amalfi
Ingredienti
45 ml Malfy Gin Original
15 ml Amaro Ramazzotti
15 ml limoncello
15 ml sciroppo di zucchero
top tonica Indian Fever-Tree

Mr. Pink
(alcohol free)
Ingredienti
30 ml succo di lime fresco
2 splash sciroppo d’agave
top tonica Pink Grapefruit Fever-Tree

Durante le serate i clienti potranno caricare sui social una foto del proprio perfect match con il cocktail a base di Fever-Tree, aggiungere l’hashtag #matchyourfever e il tag @fevertree_it e provare ad aggiudicarsi una lift card digitale per una cena per due in uno dei migliori ristoranti italiano secondo l’app TheFork. Inoltre tutti i clienti che acquisteranno un drink a base di Fever-Tree potranno vincere, grazie a un Contest Instant Win, una coppia di bicchieri ballon brandizzati Fever-Tree.

Phi Beach di Baja Sardinia-Sassari
Nabilah Luxury Beach di Bacoli-Napoli
Turquoise Beach Club di Rimini
Beach Club Versilia di Cinquale Massa-Carrara
Porticciolo di Punta Ala-Grosseto
Sabot Italia di Santa Margherita Ligure-Genova
Sunset Beach Club di Palmi-Reggio Calabria
Strizzi Garden di Firenze.

Fever-Tree vanta una vasta gamma di aromi e profumi

Nata nel 2003 a Londra da un’idea di Charles Rolls e Tim Warrillow per produrre una ottima Indian Tonic Water da miscelare nei propri Gin Tonic personali, Fever Tree deve il suo nome all’albero tropicale Chinchona (o albero della febbre) dalla cui corteccia si ricava il chinino, antifebbrile e digestivo naturale, con cui vengono aromatizzate le tonic water di tutto il mondo. A differenza di altri prodotti, Fever Tree utilizza solo quello migliore proveniente dalle foreste del Congo
Cresciuta a oltre una decina di varianti, la gamma di tonic water Fever Tree si è recentemente arricchita di due prodotti top unici come sparkling Pink Grapefruit (con succo di pompelmo rosa della Florida) e Rhubarb & Rasperry Tonic Water (con estratto della pianta di rabarbaro inglese e succo di lamponi dell’Africa Centrale, a basso contenuto calorico con -37% e nessun dolcificante).

L’articolo The Perfect Match Tour con le toniche Fever-Tree è un contenuto originale di bargiornale.

Kimbo, innovazione e qualità prima di tutto
La Torrefazione napoletana propone un ampio assortimento di miscele per il fuoricasa e supporta gli operatori con servizi ad hoc e attività di formazione

Qualità e ampiezza dell’assortimento, servizi su misura per gli operatori horeca, alto grado di innovazione e formazione. Sono queste le linee guida della strategia nel fuoricasa di Kimbo, azienda leader in Italia e nel mondo nella produzione di caffè di altissima qualità e punto di riferimento per migliaia di pubblici esercizi.

I fattori vincenti nel fuoricasa. Il primo elemento distintivo di Kimbo è la qualità dei prodotti, frutto di un’accurata selezione delle materie prime, una tostatura a regola d’arte e una sapiente miscelazione. A ciò, nel fuoricasa si uniscono servizi di formazione di alto livello offerti a supporto della rete di bar e ristoranti, fondamentali per la preparazione di un ottimo espresso. Grazie a questa combinazione di fattori, l’Azienda ha l’obiettivo di guadagnare quote di mercato, definendo degli approcci specifici per ogni canale. Il tutto in modo professionale, dinamico e rapido, ma soprattutto esplorando nuove opportunità e sinergie fuori dalla zona di comfort.

Un altro punto forte del marchio è l’assortimento di prodotto, grazie all’ampia e ben strutturata offerta della linea Professional. Per il canale bar mette a disposizione diverse linee in grani: Premium, Classic, Biologica, Decaffeinato e Filtro, in grado di soddisfare ogni esigenza di consumo del caffè grazie alle varie tostature e ai diversi aromi che contraddistinguono ogni proposta. A ciò si uniscono prodotti complementari quali la Crema fredda al caffè che si accompagna al gusto inconfondibile dell’espresso napoletano per una pausa diversa dal solito, Orzo, Ginseng, cioccolata calda e gli ultimi arrivati: i Choco Chicchi, chicchi di caffè 100% arabica avvolti da uno strato di cioccolato fondente.

L’offerta dedicata alla ristorazione. Tra le sue proposte il marchio napoletano ha anche un’offerta dedicata al mondo dei ristoranti, pensata per regalare un momento di piacere a fine pasto. Grazie all’innovazione tecnologica della macchina Flexicup e alla qualità del prodotto in capsula, sia nella versione monodose sia bidose, l’azienda offre un caffè di alta qualità anche al ristorante. La macchina brevettata, 100% made in Italy e dal design pulito e contemporaneo in acciaio inossidabile, è dotata di un’interfaccia intuitiva e semplice da utilizzare, ed è disponibile in due versioni: a un gruppo, con cui è possibile preparare fino a due caffè contemporaneamente, e a due gruppi, per erogare fino a quattro caffè contemporaneamente.

Offre molteplici vantaggi al professionista: la possibilità di servire un perfetto espresso anche senza l’aiuto di personale specializzato; l’aroma e il gusto garantiti dalla qualità delle materie prime Kimbo; nessuno spreco di caffè grazie alla praticità delle capsule monouso; una perfetta protezione del prodotto grazie al materiale multistrato posto a copertura delle capsule.

Supporto per i professionisti. La Torrefazione sostiene gli operatori con corsi di formazione svolti sia in sede, presso il Training Center Kimbo, sia presso i locali con i Kimbo Coffee Specialist, che offrono un servizio costante ai clienti. A ciò si uniscono una vasta gamma di materiali di visibilità per i punti vendita e una rete commerciale capillare su tutto il territorio, che presidia e supporta i punti vendita.

Sempre all’avanguardia. L’innovazione e la ricerca sono tasselli fondamentali che si trovano in ogni proposta: le più recenti sono Kimbo Sparkling Coffee e Kimbo Coffee Spirits.

Kimbo Sparkling Coffee è una bevanda frizzante al gusto caffè 100% arabica, per un piacere a portata di mano in ogni momento della giornata. Un nuovo lancio capace di raggiungere tutti i target, soprattutto i più giovani, e di conquistare anche gli operatori che possono offrire alla loro clientela una nuova bevanda rigenerante o un nuovo ‘ingrediente’ con cui realizzare cocktail dal sapore inedito.

Da parte sua, Kimbo Coffee Spirits, un liquore di caffè 100% arabica, propone una perfetta combinazione di sapori per offrire al cliente una nuova alternativa all’amaro di fine pasto, ricco di gusto.

L’articolo Kimbo, innovazione e qualità prima di tutto è un contenuto originale di bargiornale.

Al via il secondo Italian Coffee Tour di Francesco Sanapo
Sei tappe da Firenze a Napoli per il titolare di Ditta Artigianale, disseminate di incontri, visite, degustazioni dei migliori specialty

Di nuovo in sella, in giro tra borghi e città a parlare di caffè di qualità, di origini e dei problemi che i produttori di caffè vivono da anni a causa del mutamento climatico. Francesco Sanapo, coffee lover e titolare del marchio fiorentino Ditta Artigianale, parte da Firenze per giungere a Napoli, meta del secondo Italian Coffee Tour, che lo scorso anno lo portò in Puglia nel suo paese di nascita, Specchia.

Passando per Montalcino, Bolsena, Viterbo e Gaeta, ogni tappa prevede l’incontro con un personaggio di rilievo, per gustare insieme un caffè specialty realizzato con la sua personale french press.

Per la prima volta, a questi incontri si uniscono due eventi speciali aperti al pubblico in due caffetterie di qualità:

lunedì 1 agosto alle 16,30 a Roma da Barnum – via del Pellegrino 87
mercoledì 3 agosto alle 16,30 a Napoli da Ventimetriquadri (locale vincitore del Barawards di Bargiornale nel 2018) – via Gian Lorenzo Bernini 64a.

Come già lo scorso anno, Bargiornale è media partner dell’impresa che racconterà sui suoi social, dando eco a quelli personali di Sanapo: il suo profilo è seguito da molte persone dall’estero. L’occasione avrà dunque il triplice obiettivo di valorizzare la bellezza dell’Italia, la professionalità dei personaggi di eccellenza che operano sul suo territorio, arrivando alle caffetterie migliori, dove assaggiare i caffè più rari ed esclusivi, per capire insieme qual è la vera eccellenza nel mondo del caffè.

La partenza è fissata per giovedì 28 luglio alle 18 da piazza Sant’Ambrogio, di fronte a Ditta Artigianale Carducci & Hario Cafè.

La prima tappa è a Montalcino il 29 luglio con sosta a Podere Le Ripi, per incontrare l’enologo Sebastian Nasello, che qui conduce un lavoro legato alla biodinamica che mira a rivitalizzare tutto ciò che è nell’ambiente in cui si produce, per ottenere un prodotto di alta qualità, salubre e con una forte identità di provenienza cercando di non esaurire le risorse – in questo il parallelo tra il mondo del vino e quello del caffè, in continua evoluzione e alla ricerca di sostenibilità.

Poi, di nuovo in sella per raggiungere Bolsena, Viterbo (30 luglio), per incontrare la giornalista Raffaella Galamini e parlare di turismo in chiave enogastronomica. 

Due giorni a Roma, domenica 31 luglio e lunedì 1 agosto, con diverse tappe nel capoluogo, secondo un percorso condiviso con Federico Pezzetta, che si occupa di comunicazione e progetti vari nel mondo del food, con Romedia Studio. Con Sanapo, un lungo percorso di collaborazione, sin dal documentario Coffees. Italians do it Better” “Coffee and Lucas”, e in percorsi in cui il caffè diventa protagonista di ricette quali una pizza salata al caffè, cruffin al caffè fino alla recente collaborazione con Irene Volpe, finalista Masterchef della scorsa edizione, con cui è iniziato un percorso sul caffè, per proposte quali “ravioli con un brodo di caffè filtro”, un successo. 

Tappa anche a Casa Manfredi, a due passi da Circo Massimo che ha vinto con Bargiornale il Barawards 2020 come migliore pasticceria d’Italia; La Dispensa dei Mellini, con cucina a base di piatti tipici romani e alcuni più elaborati, capitanata dalla chef Susanna Sipione e da Andrea Annibaldi (Susanna è stata protagonista della prima stagione di “4 Ristoranti”); Otaleg, gelateria che ha vinto Tre Coni Gambero Rosso, con Marco Radicioni – artista che si è affermato con con gusti a base di olio evo, ketchup piccante, pollo e peperoni, salmone, fino alla caffetteria specialty Barnum Caffè. Qui, il 1 agosto alle 16.30, si tiene il primo dei due Meet&Greet, con assaggio di caffè esclusivi, a cui parteciperà anche l’esperto Andrea Matarangolo. 

Il tour prosegue a Gaeta il 2 agosto e si conclude a Napoli il 3 agosto presso la caffetteria specialty Ventimetriquadri, dove si tiene il secondo Meet&Greet con altri caffè esclusivi e momento di incontro aperto a tutti. 

A corredo degli incontri, scorreranno le immagini del documentario The Coffee Hunter, progetto di Sanapo per la regia di Stefano Conca Bonizzoni e prodotto da SCBLab e Ditta Artigianale, andato in onda su Sky – Gambero Rosso durante le vacanze natalizie, che racconta l’avventura in Uganda sulle tracce del chicco più pregiato, al motto di “Un caffè buono deve essere anche etico. Le immagini della mini serie può aiutare a far capire ancora meglio la filiera e la bellezza che si cela in ogni angolo del mondo del caffè”. 

Sostengono Italian Coffee Tour, Confcommercio Firenze, FipeBest Water Technology (BWT) Italia, DM Italia, Urnex, Ditta Artigianale, e Pissei, azienda specializzata in abbigliamento tecnico per ciclismo dal design accattivante.

L’articolo Al via il secondo Italian Coffee Tour di Francesco Sanapo è un contenuto originale di bargiornale.

Con Select in viaggio nella Venezia più autentica
Gli aspetti più autentici di Venezia rivelati da un’indagine AstraRicerche e in una mostra fotografica di Marco Valmarana.

Quali sono i luoghi che possono svelare l’anima più autentica di Venezia? A questa domanda ha risposto un’indagine commissionata dall’aperitivo veneziano Select 1920 del Gruppo Montenegro alla società AstraRicerche, unitamente a una mostra fotografica in tema di Marco Valmarana.

Veneziani e italiani hanno dato risposte parzialmente diverse

Due sono stati i significativi campioni di riferimento: 400 veneziani (di laguna e di terra) e oltre 1.500 italiani tra i 18 e i 65 anni che hanno dato risposte verosimilmente diverse.

Per chi vive a Venezia il luogo più autentico è stato l’Arsenale, storico (XII secolo) cantiere delle navi a vela e a remi della Serenissima Repubblica di San Marco, oggi riconvertito in grande spazio espositivo (33,3% delle risposte). Seguono il Mercato di Rialto (29,8%), il Ghetto Ebraico (20,5%), la Scala del Bovolo di Palazzo Contarini, singolare e imponente scala a chiocciola esterna alla facciata (13,5%), la Punta della Dogana (10,7%) e lo Squero San Trovaso (8,9%), uno degli ultimi cantieri per gondole ancora in funzione.

Per gli italiani invece il luogo più autentico è il Mercato di Rialto (26,1%) seguito dall’isola della Giudecca (20,9%) l’Arsenale (20,4%) e il Ghetto Ebraico (16,8%).

Per quanto riguarda i sestieri (le sei zone in cui è divisa la città di Venezia), per un italiano su due il più citato è il sestiere di San Marco con la basilica e Palazzo Ducale, seguito da quello di Cannaregio (20,2%) il grande sestiere popolare nella zona nord di Venezia che ospita tanti artigiani ancora in attività e locali caratteristici, seguito da quello di Santa Croce (19,2%) che comprende la zona d’ingresso alla città con piazzale Roma, la Stazione ferroviaria e la prima parte del Canal Grande con il Fontego dei Turchi.

Viceversa per i veneziani il luogo per eccellenza della città è il sestiere di Cannaregio (38,1%) seguito a distanza da quello di San Marco (28,6%) e da quello di Castello (26,5%) a est della città che comprende l’Arsenale e i Giardini della Biennale.

Un posto “magico” tanto per gli italiani (46%) quanto per i veneziani (65%) è il Ponte del Diavolo sull’isola di Torcello che ricorda la leggenda di un amore disperato tra una ragazza veneziana e un ufficiale austriaco, seguito dal Ponte delle Tette nel centro di Venezia, punto di riferimento della zona dei bordelli legali della Serenissima Repubblica e il Ponte dei Pugni, nel sestiere Dorsoduro, teatro nei secoli di spettacolari risse legali tra operai e pescatori con tanto di botte da orbi e diverse vittime.

Per quanto riguarda invece le esperienze da non mancare tanto gli italiani (38,9%) quanto i veneziani (36,3%) hanno risposto bere uno spritz nei caratteristici bàcari, le storiche osterie di Venezia. Non a caso lo Spritz o Aperitivo Veneziano è nato a fine Ottocento proprio a Venezia, da sorseggiare preferibilmente per i veneziani in Campo Santa Margherita (23,1%), per gli italiani in gondola (23,1%). Inizialmente veniva preparato per gli occupanti austroungarici spruzzando (da cui il termine spritz) con acqua frizzante il vino bianco locale considerato troppo alcolico. In seguito fu miscelato con vino bianco fermo (o Prosecco), un vermouth amaricante e soda.
Abbinamenti più citati? cicchetti (assaggi o antipasti) pezzetti di pesce o salumi serviti su crostini o fette di pane o di polenta come moeche (granchietti) fritte, sarde in saor (sarde fritte e marinate con acerto, cipolla, pinoli e uvetta), baccalà mantecato, alici marinate, mezzo uovo con acciuga, verdure fritte.

La ricerca è stata recentemente presentata a Milano al Tàscaro (zona Isola), locale gestito da Sandra Tasca ricreando l’atmosfera e la proposta di un tipico bàcaro veneziano. Tra gli intervenuti, Gianluca Monaco, Marketing e New Business Director di Gruppo Montenegro; il fotografo Marco Valmarana; Cosimo Finzi, ad AstraRicerche.

Foto in bianco e nero alla ricerca della Venezia più autentica

Dodici sono le foto in bianco e nero realizzate dal giovane fotografo Marco Valmarana per comporre una mostra fotografica che riproponesse una Venezia autentica sopravvissuta al ciclone Covid. Le dodici foto verranno esposte in sei locali tipici di sei sestieri diversi di Venezia come Pescaria, Bacarando, Bar Torino, Vizietto, Recondito e Strani. Ogni foto è accompagnata da un QR code, che atterrerà sul sito selectaperitivo.it consentendo di conoscere la storia autentica del luogo scattato e la mappa di come arrivarci.

Mercato di Rialto
Storico mercato di Venezia, formatosi nel 1097 e fondamentale punto di snodo per il commercio delle spezie. Rialto mantiene ancora oggi la sua vocazione commerciale, grazie alle numerose attività artigiane e ai giornalieri mercati ortofrutticoli e del pesce che affollano e colorano i suoi banchi.

Insegna dell’Antica Locanda Sturion
Una testimonianza della storia eterna di Venezia, una città in cui ogni dettaglio è un antico racconto. L’insegna di questa Locanda, infatti, è presente in un dipinto di Vittore Carpaccio del 1494, Miracolo della Croce, visitabile oggi alla Galleria dell’Accademia.

Messaggi nascosti…
Nei pressi del Campo Santa Maria Formosa, tra i dettagli della ringhiera del ponte Borgoloco sembrerebbe di scorgere dei cuori, ma in realtà si nasconde un messaggio dei fabbri che costruirono il parapetto nell’Ottocento, durante la dominazione austroungarica. Si tratta delle lettere: W V E: Viva Vittorio Emanuele (Re d’Italia).

Corte Miliòn
A pochi passi dal locale Bacarando si trova la Corte Seconda del Miliòn, un luogo circondato da case cinquecentesche che conserva il fascino medievale di Venezia. Il nome deriva dal Milione, l’opera di Marco Polo che ne racconta i viaggi e le avventure in Oriente tra il 1271 e il 1295. La corte è infatti tradizionalmente nota come Casa di Marco Polo e, nonostante le abitazioni appartengano a qualche secolo successivo, queste sorgono effettivamente sulle antiche fondamenta della casa dell’esploratore.

Ponte del Lovo, un panorama unico
Distante pochi passi da Rialto, si trova il Ponte Del Lovo. La tradizione veneziana racconta come questo sia l’unico, tra gli oltre quattrocento ponti in tutta la città, dal quale è possibile scorgere il Campanile di San Marco.

Campo San Luca
In Campo S. Luca è presente un pilone chiamato dai cittadini “Il Bonigolo de Venexia” (l’ombelico di Venezia), considerato il primo centro topografico della città. L’altro nome con cui è conosciuto è “L’abate dell’infamia”, dovuto alla sua origine storica: questo abate in pietra bianca d’Istria sarebbe infatti un dono dell’antica Repubblica di Venezia alle confraternite che difesero la città durante una congiura nel 1310.

Arriva la luce elettrica
Giovanni Querini fu un imprenditore e filantropo veneziano, estremamente attento all’innovazione e al benessere dei suoi concittadini. Grazie a lui, l’energia elettrica entrò negli ospedali e l’illuminazione arrivò nelle strade di Venezia. Prima del suo intervento, infatti, la città era considerata molto pericolosa a causa del buio notturno.

Con i barbacani più spazio per le case
I barbacani sono delle strutture architettoniche tipiche dai palazzi veneziani di origine militare. Si tratta di elementi di travatura sporgenti, più spesso in legno che in pietra, che recuperano spazio abitativo senza sottrarlo alla viabilità pedonale sottostante, anzi fornendo riparo dalle intemperie ai viandanti e alle botteghe su strada.

Chiesa dei Miracoli
La Chiesa dei Miracoli venne costruita nel 1482 e nacque come omaggio a un quadro ritenuto miracoloso dagli abitanti del sestiere di Cannaregio. È l’unica Chiesa di Venezia interamente bagnata da un canale.

Altane, punti di osservazione
Tipici terrazzi veneziani, costruiti quasi interamente in travi di legno al di sopra dei tetti, devono le loro origini allo stretto rapporto che da sempre unisce Venezia al mondo orientale. Ispirate ai punti di osservazione militari, sono uno dei posti in cui è possibile osservare Venezia dall’alto. La tradizione li descrive anche come il luogo in cui le donne andavano ad asciugare il bucato e i capelli bagnati al sole dopo aver messo l’henné, così da farli diventare color rosso veneziano.

Via Garibaldi, il canale interrato
Si tratta dell’unica “via” della città. Inizialmente un canale, fu un provvedimento di Napoleone Bonaparte a renderla la strada che si può ammirare oggi. L’intenzione dell’imperatore era quella di dotare la città di maggiori luoghi di pubblico passaggio (e passeggio), creando quindi una via dal sapore parigino.

Arsenale, cantiere senza tempo
Città nella città, l’Arsenale è stato il cuore dell’industria navale Veneziana dal XII secolo. Si tratta dell’unico cantiere navale al mondo ad aver mantenuto la sua natura per più di sette secoli, ricoprendo la stessa funzione ben oltre la caduta della Serenissima Repubblica di Venezia.

Select Spritz by Montenegro

Select Aperitivo nasce a Venezia nel 1920

Nel 1920, nasce Select Aperitivo ad opera dei fratelli Vittorio e Mario Pilla della Distilleria Pilla nel sestiere veneziano di Castello, ricavato con una ricetta ancora segreta dalla macerazione e bollitura in acqua e alcol di una trentina di erbe aromatiche, come radici di rabarbaro, bacche di ginepro, noce moscata, chiodi di garofano e olii essenziali di agrumi, con aggiunta di una parte di alcol. La leggenda vuole che, fatto assaggiare tra i primi a Gabriele d’Annunzio, il vate propose di battezzarlo Select dal latino selectus per la scelta accurata delle materie prime.
Il risultato è una bevanda bitter rosso rubino di 17,5 gradi alcolici, di gusto dolce-amaro, fresco e balsamico, ideale come aperitivo o digestivo per sollecitare la produzione di succhi gastrici e per realizzare lo Spritz Veneziano: 7,5 cl Prosecco, 5 cl Select, 2,5 cl soda o seltz, da miscelare in un calice da vino con ghiaccio e guarnire con uno spiedino con infilzata una grande oliva verde. Una ricetta che prese il via allo storico Caffè Quadri 1775 in piazza San Marco.
Nel 1954 Select viene acquisito dalla Distilleria Buton di Bologna, rilevata in seguito nel 2018 dal Gruppo Montenegro 1885.

 

L’articolo Con Select in viaggio nella Venezia più autentica è un contenuto originale di bargiornale.

Continuano a volare le vendite di Campari Group
Continua a macinare grandi performance Campari Group: nel primo semestre di quest’anno le vendite sono cresciute del 25,6% sullo stesso periodo del 2021. A tirare la volata i brand di aperitivi

Continua a inanellare performance molto positive Gruppo Campari. Dopo gli ultimi risultati del 2021 (leggi Boom delle vendite per Gruppo Campari nel 2021), anche la prima metà dell’anno in corso regala grandi soddisfazioni, come mostrano i dati della relazione semestrale al 30 giugno, che raccontano di una crescita a doppia cifra di tutti gli indicatori finanziari. A partire dalle vendite, che hanno toccato quota un miliardo e 256,9 milioni di euro, in crescita del 25,6% sul primo semestre dello scorso anno e di ben il 45% rispetto al primo semestre 2019, confronto quest’ultimo ancora più significativo considerando che si tratta dell’ultimo anno pre-Covid.

L’ulteriore balzo delle vendite si è riflesso sugli utili, pari a 220,2 milioni, anche in questo caso con un significativo incremento, pari al 40,4%, rispetto ai primi sei mesi del 2021.

A tali risultati ha contribuito «in particolare il portafoglio ad alta marginalità degli aperitivi nei mercati Europei, grazie a una dinamica molto positiva dei brand, e alla forte ripresa del canale on-premise. La performance positiva è stata amplificata anche dalle condizioni climatiche molto favorevoli e dagli aumenti di prezzo», ha sottolineato Bob Kunze-Concewitz, ceo di Campari Group. Ma non solo, perché tutti i brand, con qualche rarissima eccezione, sono stati protagonisti di un’importante crescita delle vendite.

Ottime performance per i brand globali

Andando più nel dettaglio, le vendite dei brand a priorità globale hanno registrato una crescita del 22,2%. Su tutti Aperol cresciuto del 37,3%, grazie ai mercati chiave come Italia (+35,4%), Germania (+54,7%), Francia (+39,6%), Spagna (+206,8%), e Stati Uniti (+20,7%), con risultati notevoli anche su tutti gli altri mercati Europei: risultato frutto della capacità di conquistare nuovi consumatori nel canale fuoricasa, ma anche dei consumi a casa, che restano sostenuti. Notevole anche la performance di Campari, che ha registrato un +32%, anche in questo caso grazie alla crescita delle vendite in tutti i mercati principali, Italia (+48,1%), Stati Uniti, Brasile, Giamaica, Germania, Nigeria e Spagna, che continua a beneficiare della domanda di cocktail quali Negroni, Americano e Boulevardier, e del successo del Campari spritz.

Sostenuto anche l’andamento di Wild Turkey (+18,1%), principalmente grazie al suo mercato chiave, gli Stati Uniti, ma anche dell’Australia e della Corea del Sud. Così come quello del portafoglio di rum giamaicani (+15,6%), guidato dal trend favorevole nella categoria del premium rum.

Stabili sono rimaste le vendite di Grand Marnier, che hanno risentito di una base di confronto sfavorevole nel secondo trimestre nel mercato principale degli Stati Uniti e di limitazioni sulla disponibilità del vetro. Unico neo il calo di Skyy (-4,1%) a causa della contrazione delle vendite negli Usa e in Cina, in parte mitigata dagli altri mercati internazionali.

Creacita a due cifre anche per i brand regionali

L’incremento delle vendite ha interessato anche i brand a priorità regionale, +22,6%. A spiccare in questa categoria è la crescita a doppia cifra di Espolòn (+20,3%), legata al suo mercato principale, gli Stati Uniti, ma supportata anche dall’aumento del prezzo. A doppia cifra anche la crescita di Crodino, grazie alla performance sostenuta in Italia, suo principale mercato, e di The GlenGrant, spinta dalla premiumisation del portafoglio, in particolare in Corea del Sud e in Cina. Un andamento positivo hanno registrato anche gli altri marchi che includono le specialità italiane, quali i vermouth Cinzano, gli spumanti Cinzano, Mondoro e Riccadonna e Aperol Spritz ready-to-enjoy.

Bene anche i marchi locali

Più contenute, ma sempre su ottimi livelli le performance dei brand a priorità locale, le cui vendite sono salite del 6,9%. Performance legate in particolare al buon andamento di Campari Soda, Wild Turkey ready-to-drink, Skyy ready-to-drink e Cabo Wabo. Ha rallentato invece X-Rated penalizzato dall’andamento negativo del mercato cinese in seguito ai lockdown temporanei.

L’articolo Continuano a volare le vendite di Campari Group è un contenuto originale di bargiornale.

L’estate calda fa esplodere la domanda di caffè freddo
Nel mondo i prodotti iced piacciono sempre più e sono molto ricercati in una stagione calda come l’attuale. Il punto della situazione e due ricette

Il freddo è un trend nato e in decisa crescita negli Stati Uniti, che avanza nelle caffetterie di tutto il mondo. Lo aveva evidenziato Allegra nel suo report Project Iced Usa 2020, e oggi lo conferma una ricerca condotta da Zenith Global e diffusa da Iei. Il suo focus sul consumo globale di caffè pronto da bere evidenzia il superamento di quota 6 milioni di litri nel 2021, con un aumento del 23% dal 2012. La crescita è in divenire, anche per via del clima sempre più rovente, con vendite che dovrebbero superare i 6.600 milioni di litri nel 2022. Il Giappone è di gran lunga il più grande mercato, con il 55% del volume globale, importanti anche i consumi del Nord America, con una crescita annuale del 13% e l’introduzione di nuovi trend quali estrazioni a freddo, infusione a freddo o all’ azoto, carbonatazione e caffè nero. 

Anche i caffè ghiacciati stanno guadagnando terreno in tutto il mondo grazie al loro gusto, freschezza, convenienza e qualità. In termini di quote regionali, l’Asia Pacific è leader con l’83% del volume totale, seguita dal Nord America e dall’Europa con rispettivamente il 10% e il 3%. I consumi sono aumentati in tutte le regioni dal 2012, stimolati dallo sviluppo di nuovi prodotti e dall’aumento dell’interesse per le scelte di bevande più sane.

Al “mondo freddo” fanno capo le numerose bevande “iced”, ovvero preparate con ghiaccio, a cominciare dal diffusissimo iced latte (latte ghiaccio ed espresso), iced americano (doppio espresso erogato su ghiaccio con aggiunta di acqua fredda), iced moka (ghiaccio, cioccolato e caffè) e altro ancora. Il cold brew è un altro “pilastro” di questo settore, gradito per il suo gusto piacevole freddo e il buon tenore di caffeina, ricercato soprattutto dai giovani. Si tratta di un prodotto versatile con il quale il barista può fare la differenza attraverso aromatizzazioni insolite, e la creazione di drink analcolici e alcolici piacevoli e beverini. Meno diffuso, comunque in crescita il caffè nitro, al quale l’unione all’azoto conferisce un gusto vellutato e poco amaro: spillato o erogato con un sifone nel bicchiere si presenta sormontato da una schiuma densa che lo rende simile a una Guinness.

Di seguito due ricette.

Twisted Bee’s Knees di Mumac Academy.

Ingredienti: espresso doppio singola origine Etiopia (note floreali e agrumate), 35 ml sciroppo di miele, 50 ml succo di limone, 50 ml gin, tonica indiana.
Preparazione: preparare un espresso doppio. Versare e mescolare in un tumbler alto il gin, il succo di limone e lo sciroppo di miele. Aggiungere il ghiaccio, quindi la tonica fino a raggiungere 2 cm dal bordo; versare su tutto l’espresso.

 

Caffè rum e ananas di Caffè Milani.

Ingredienti: 50 ml rum speziato, 20ml kahlua (liquore al caffè), 15 ml orzata, 30 ml succo ananas,1 espresso lungo Fine Cafè, 1 biscotto amaretto.
Preparazione: versare in uno shaker con ghiaccio il rum, il kahlua, l’orzata, il succo d’ananas e l’espresso. Shakerare. Versare il drink filtrando con uno strainer, in una coppa da cocktail raffreddata, sulla quale si sarà posto un colino a maglia stretta. Decorare con briciole di amaretto e una fettina di ananas essiccato da inserire sul bordo del bicchiere.

L’articolo L’estate calda fa esplodere la domanda di caffè freddo è un contenuto originale di bargiornale.

CaffèMilani85, un cammino nel segno della sostenibilità
La Torrefazione festeggia l’importante anniversario con iniziative incentrate sull’ambiente e attenzione ai valori sociali ed economici che accompagnano il caffè

Caffè Milani ha raggiunto e si appresta a festeggiare i suoi 85 anni di attività con nuovi progetti e riflessioni rivolti al futuro. Parola chiave di #CaffèMilani85 è infatti sostenibilità a 360 gradi: ambientale, sociale, economica lungo tutta la filiera. Un cammino ormai irrinunciabile per i protagonisti del mondo horeca.

L’obiettivo di questo nuovo corso è dare un segno concreto, andando oltre le parole, sottolinea Elisabetta Milani, responsabile marketing e comunicazione: «CaffèMilani85 rappresenta un nuovo passo in un cammino che abbiamo intrapreso da anni per dimostrare come sia possibile fare impresa in modo sostenibile, nel rispetto delle comunità e dei consumatori. Quella di quest’anno sarà una festa diffusa, aperta a tutti, per scoprire come ogni tazzina di caffè che beviamo porti con sé un mondo intero».

I segni concreti hanno preso il via con il progetto per la realizzazione di una linea di prodotti della sartoria In-presa utilizzando i sacchi del caffè: borse, pochette e zainetti creati dai giovani della cooperativa. Con i giovani allieve delle discipline del gusto di Enaip Lombardia è in fase di realizzazione un ricettario con ricette dolci, salate e abbinamenti di piatti al caffè sviluppati sulla base di tre principi-base: essere km 0, no waste e attenti al territorio.

Il programma culminerà il 1° ottobre, in occasione della Giornata mondiale del Caffè, con la presentazione del Manifesto della sostenibilità di Caffè Milani, che aprirà le porte dell’azienda portando i visitatori alla scoperta delle sue terre d’origine grazie alle performance artistiche realizzate in collaborazione con il Teatro Sociale di Como, che si esprimeranno attraverso la musica e la recitazione, fino alla dimostrazione della cerimonia del caffè etiope.

Il 2 ottobre seguirà una giornata di porte aperte (si accederà previ prenotazione) e di visita dell’Azienda, per immergersi negli ultimi trecento anni della società raccontati attraverso il caffè, i suoi percorsi, le macchine per la sua trasformazione e la colorata esposizione con oltre mille tazzine di diverse epoche, ciascuna caratterizzata da differenti stili e colori.

Il programma si concluderà con la presentazione una special edition in grani, di quattro monorigini della linea Puro, che descrive appieno l’idea di sostenibilità secondo Milani, con un packaging interamente riciclabile e una nuova veste grafica. Ogni prodotto avrà un’etichetta che racconta il paese d’origine attraverso i suoi elementi distintivi, valorizzando la figura della donna, centrale nella cultura del caffè perché lei ha la responsabilità della raccolta e della selezione delle drupe. Inoltre, la confezione delle monorigini sarà “parlante”: il QRcode sul retro infatti racconterà per ciascun prodotto storia, curiosità, aneddoti sul Paese di origini e caratteristiche sensoriali del caffè.

L’articolo CaffèMilani85, un cammino nel segno della sostenibilità è un contenuto originale di bargiornale.

The Pure Café, il locale specialty per pause di qualità
Protagonista lo specialty coffee nella caffetteria sviluppata con Giacomo Vannelli, che segue la selezione dei caffè e la formazione del personale

È in piena fase di rodaggio The Pure Cafè, la caffetteria specialty voluta da Alberto Agostinacchio, titolare e fino a pochi anni fa general manager di Sanremo Coffee Machines, e sviluppata con Giacomo Vannelli per quanto riguarda la caffetteria, dalla formazione del personale, alla selezione e l’offerta dei caffè.

Si trova in uno dei nuovi “polmoni” dello specialty a Milano, in via Alessandro Volta 16, in zona Moscova, a pochi passi dal primo locale di Cafezal in via Solferino e dal nuovo Pascucci in fase di apertura (con una nuova impostazione) in via Paolo Sarpi. All’ingresso accoglie un cilindro fucsia con una macchina espresso customizzata Cafè Racer di Sanremo, poi si presenta pulito, essenziale, con bianco, verde e legno quali colori dominanti e, sul fondo del locale un murales dell’illustratrice argentina Lucila Perini che subito attira l’attenzione con i suoi colori sgargianti e l’immagine di una donna con una tazza in mano e sul tavolo frutti e dolci, tra cui un cornetto e una fetta di torta, più che mai indicati per una colazione, che qui vuole essere uno dei momenti di maggiore attività.

«Il locale ha ancora dei particolari da completare, l’insegna è in arrivo, ma già si intravvede un format incentrato sul caffè, con un’offerta dinamica, in grado di rispondere alle esigenze di ogni momento della giornata, dalla colazione al pranzo, all’aperitivo» – ci dice Giacomo Vannelli, alle prese con la preparazione della finale mondiale brewing al Mice di Melbourne in programma dal 27 al 30 settembre: lo sentiamo telefonicamente dalla nuova caffetteria .

Il locale ha due caffè con il suo brand: la miscela di base, The Pure Blend con 65% di caffè brasiliano naturale e 35% di Etiopia lavato, che con il suo gusto bilanciato con note di cioccolato al latte, zucchero di canna e arancia candita; quindi Kaffa Ethiopia Natural proveniente dalla zona di Kaffa, con note di frutti rossi, caramello e miele. Il primo è venduto a un un euro e trenta, il secondo a un euro e cinquanta. Accanto a questi ci sono caffè della torrefazione Vannelli, un Chelbesa (Etiopia) di His Majesty the Coffee, un Kenya Nyeri Hill di LotZero e un Betty DQ (Uganda), tostato in Kuwait da Methods Coffee.

«Vogliamo offrire una vetrina ai torrefattori specialty, soprattutto di quelli italiani, dando loro spazio con rotazione mensile e aiutare il cliente che dovesse trovare in alcune proposte dei caffè che gradisce particolarmente, a poterli ordinare e ritirare senza problemi presso Pure. Abbiamo condotto le nostre ricerche affinché non solo il caffè, ma tutta l’offerta fosse di alta qualità». Così i dolci sono forniti dalla pasticceria culinaria Clèa, mentre le preparazioni per il pranzo e il momento aperitivo sono state ideate dallo chef stellato Silvio Salmoiraghi e vengono rifinite e impiattate nel locale.

«La mia missione è spiegare e coinvolgere il maggior numero di persone possibili nel mondo degli specialty – prosegue Vannelli -. Per questo ho deciso di offrire la miscela di base a un prezzo in linea o leggermente superiore a quello dei locali della zona. Ci sono già dei residenti che hanno conosciuto e apprezzato questi caffè facendo subito un upgrade sia per qualità sia per preparazione, passando ad esempio ad estrazioni a filtro. Ci sono comunque geisha e caffè pregiati, con un prezzo alla tazzina “importante”, in confezione singola e surgelati, pronti per essere messi nel macinacaffè ed estratti al meglio. Puntiamo soprattutto su una clientela giovane, di 20-30 anni, che ricerca la qualità nel cibo, ama l’ambiente e han un approccio in stile Slow Food. Auspico anche che il caffè possa ricevere la stessa attenzione e la ricerca che vengono date al vino». Certo, c’è ancora tanto da fare, ma si sente decisamente carico alla guida di quello che vuole essere il primo di una serie di locali con questa impostazione.

In quella principale come nella saletta accanto (in tutti i posti a sedere sono 25 all’interno, ai quali se ne aggiungeranno altri con un dehors che verrà realizzato a breve) l’ambiente è accogliente e invita a rilassarsi e staccare dalla vita frenetica milanese. Le prese di corrente sono numerose: chi vuole venire a studiare o lavorare è il benvenuto. A breve prenderanno il via degli eventi su diverse tematiche inerenti i diversi protagonisti dell’offerta del locale, tra cui ha un posto importante la mixology, che il cliente fatica un poco ad accostare alla caffetteria.

Ed ora una rapida presentazione dei protagonisti che abbiamo incontrato alla nostra visita.

Paolo Troiani, 24 anni, si occupa della caffetteria. Dopo avere lavorato nel mondo serale cercava un’esperienza nel settore del caffè, ma senza successo; quando gli è stato riferito che The Pure Café cercava personale, ha scritto subito, ricevendo una prontissima risposta. A quella è seguito un periodo di formazione presso il nuovo show room di Sanremo in via Monriondo a Milano. Accoglie il cliente con un sorriso, pronto a condurlo tra diverse origini, tostature ed estrazioni; i suoi cappuccini hanno decori in latte art.

Vincenzo Quacquarella, 28 anni, è store manager del locale e bartender con una lunga esperienza all’estero. Lavorava alle porte di Milano quando ha saputo del nuovo progetto al quale subito si è appassionato: «sono convinto che sia una scelta vincente. Da parte mia spero di diventare bravo nella mixology quando Vannelli lo è nel caffè». Nella sua drink list ci sono cinque signature cocktail ai quali se ne aggiungono due con il caffè. Alla nostra visita è alle prese con il cocktail Tona-Lita, che nella versione originale è composto da 35 ml di caffè Colombia estratto in cold drip, 35 ml Rum Dictator 12 anni, 10 ml Cointreau, 20 ml Cortese tonic: il recente cambio dei caffè ha portato nella preparazione un Costa Rica (con caratteristiche differenti dal precedente caffè), per il quale ricerca i giusti parametri al fine di inserirlo con successo nella preparazione. L’arrivo del dehors porterà più persone nelle ore serali e Pure potrà farsi conoscere anche con l’offerta di mixology.

Si occupa della cucina Lia Kouakou, 21 anni. Per sostenersi durante gli studi ha lavorato in alcuni locali, approfondendo poi le conoscenze della mixology con Global Bartender; è appassionata del mondo del bar. Si occupa della cucina ed è molto soddisfatta dell’opportunità che le viene offerta: «sono certa che per me sarà un’ottima occasione di crescita su tutti i fronti»..

L’articolo The Pure Café, il locale specialty per pause di qualità è un contenuto originale di bargiornale.

Campari Red Passion di scena alla Mostra del Cinema di Venezia
Da sempre presente nel mondo del cinema internazionale, Campari sarà presente alla prossima Mostra del Cinema di Venezia (31 agosto – 10 settembre) con una serie di iniziative, da cocktail come Red Moon in spazi dedicati (Campari Lounge, Baglioni Hotel Luna) a eventi spettacolari (Arsenale), al concorso d’idee Movie Contest.

Dopo il Festival International du Film de Cannes (17-28 maggio 2022), Campari torna protagonista (e main sponsor) per il quinto anno consecutivo alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia (31 agosto-10 settembre) con una serie di iniziative Red Passion.

Poster ufficiale della 75.a edizione della Mostra del Cinema di Venezia illustrato da Lorenzo Mattotti

Tre i luoghi attorno ai quali ruoteranno gli appuntamenti Campari: Campari Lounge alla Terrazza Biennale (di fronte al Palazzo del Casinò al Lido), Camparino in Galleria (pop-up al Baglioni Hotel Luna a due passi da piazza San Marco) e Campari Boat-in Cinema all’Arsenale. Inoltre, con il concorso di idee per video Campari Red Passion Movie Contest, l’azienda offre ai vincitori una speciale opportunità a partecipare alla Mostra del Cinema.

Campari Lounge è frutto dell’unione del genio creativo di Giò Forma e il design contemporaneo di The Cassina Perspective con gres porcellanato Mirage. Tra gli eventi che saranno ospitati al suo interno, ricordiamo Incontri con i Protagonisti di Orizzonti, concorso internazionale di Biennale Cinema 2022 dedicato alle nuove tendenze estetiche ed espressive. Tra i cocktail che saranno serviti ci sarà quello appositamente ispirato alla città di Venezia e creato dai barman di Camparino In Galleria (Milano) come Red Moon composto da Campari, Wild Turkey Bourbon e Cinzano 1757 Vermouth di Torino Rosso, servire in Tumblr su cubo di ghiaccio e guarnito con una gelatina rossa alla frutta a forma di luna piena (riferimento a Baglioni Hotel Luna).

Ricavato in un palazzo del 1.118, Baglioni Hotel Luna (5 stelle) ospiterà nel proprio bar una pop-up di Camparino in Galleria, con la sua drink List d’eccezione a cominciare dal cocktail Red Moon (vedi sopra).

All’interno della laguna dell’Arsenale di Venezia, viene riproposta Campari Boat-in Cinema, spettacolare installazione composta da un grande palco galleggiante e varie piattaforme galleggianti, oltre a un maxischermo sulla banchina capace di offrire grandi spettacoli, proiezioni speciali e spettacolari giochi di luci.

Da registrare infine l’iniziativa Campari Red Passion Movie Contest, concorso di idee su video, capace di valorizzare l’istinto e la passione creativa (Red Passion) nascosti in ciascuno di noi. Valutate da una giuria di personaggi dello spettacolo come Paola Di BenedettoNilufar AddatiDaniela Collu e Ludovica Frasca, le migliori tredici proposte saranno premiate con l’invito per due persone a partecipare alla Mostra del Cinema di Venezia.

 

 

 

 

L’articolo Campari Red Passion di scena alla Mostra del Cinema di Venezia è un contenuto originale di bargiornale.