Vodka Moskovskaya cambia abito per festeggiare i primi 125 anni

Distribuita in oltre 60 Paesi del mondo in 440mila casse da 9 litri, Vodka Moskoskaya (Vodka di Mosca) ha festeggiato il traguardo dei 125 anni di presenza sul mercato, una protagonista premium del settore che ha stabilito un vero e proprio standard di qualità.
Nell’occasione la storica bottiglia in vetro chiaro da 70 e 100 cl ha ricevuto un restyling dell’ etichetta minimalista che l’ha resa famosa, acquisendo un’immagine più moderna ed elegante, caratterizzata da un verde intenso e da dettagli in rame.
Passata di proprietà nel 1925 all’ente di Stato Sovietico Soyuzplodimport, la gamma di Vodka Moskovskaya dal 2015 è entrata a far parte del portafoglio prodotti del grande gruppo lettone Amber Beverage Group.
A cura del distributore nazionale Velier di Genova, la presentazione italiana della nuova bottiglia e immagine è avvenuta di recente a Milano presso il raffinato lounge bar Café Madeira di viale Monte Nero 3, i cui bartender hanno proposto una serie di cocktail in tema da una rivisitazione del
Moscow Mule
5 cl Vodka Moskovskaya
5 cl un insolito succo di mela al posto del classico succo di lime
top 7,5 cl Ginger Berr Fever-Tree
e
Moscow 125
3 cl Vodka Moiskovskaya
gocce di assenzio
1,5 cl succo di limone
1,5 cl sciroppo di zucchero
6 cl Prosecco Segura Viudas.
Oltre il secolo di storia
Dall’inizio del Novecento, il marchio Moskovskaya (Vodka di Mosca) può vantare la classificazione Osobaya (originale, non aromatizzata e ). Dal 1938 Vodka Moskovskaya è prodotta con distillazione continua di un blend di grano e segale, oggi con uno dei sistemi multicolonna più all’avanguardia, dotato di 7 colonne con distillazione a pressione controllata. Il risultato è un distillato purissimo a 96° alcolici che viene poi ridotto con acqua purissima di sorgente a 40° alcolici, quindi rettificata con l’impiego di filtri naturali come sabbia di quarzo e carbone attivo, dando vita a un prodotto di particolare morbidezza con un finale dolce e note di erbe aromatiche.
Autore della Tavola Periodica degli Elementi, al chimico russo Dimitrij Mendeleev va il merito di aver fissato il punto esatto di equilibrio nella purezza della vodka: 40% in volume alcolico come risultato dalla distillazione di cereali russi.
Rielaborata da alcuni chimici alimentari dell’Università di San Pietroburgo, la ricetta di “Vodka Originale Russa” è stata legalizzata nel 1894 dallo Zar Alessandro III con una apposita legge imperiale, a cui si dovevano attenere le 300 distillerie russe in attività a fine Ottocento, e da allora essa rappresenta l’indicazione di assoluta autenticità nella produzione di vodka dai più alti standard.
L’articolo Vodka Moskovskaya cambia abito per festeggiare i primi 125 anni è un contenuto originale di bargiornale.






L’obiettivo, dicono da Casoni, è di preservare l’identità di questo liquore per dolci dal caratteristico aroma di anice stellato e una gradazione alcolica di 40% vol. “Liscio, nel caffè, insuperabile nei dolci”, recita un vecchio claim pubblicitario. Nell’immaginario emiliano, il Sassolino è interpretato come fine pasto, simbolo di convivialità, ma anche come aroma inconfondibile per dare carattere a dolci e caffè. La storia racconta che Lucio Bazzigher, svizzero originario del Cantone dei Grigioni, insieme a un gruppo di connazionali, si trasferì nel modenese nella seconda metà del Settecento. Molti di loro erano speziali e drogheri, abili nella distillazione, ed elaborarono la ricetta di quello che inizialmente era conosciuto come “rinfresco d’anice”. La ricetta prevede la distillazione di questo liquore in alambicchi di rame, dove viene introdotto anice stellato essiccato, importato da oltre due secoli dalla Cina meridionale. Cuore cinese, cervello svizzero e nome modenese, perché poi fu a inizio Ottocento che il Sassolino prese questo nome, grazie all’intuizione dei cadetti dell’Accademia militare di Modena.




