Baritalia 2026 a Treviso, selezionati altri 11 finalisti
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Tanti i professionisti che hanno partecipato alla terza tappa dell’edizione 2026 del laboratorio itinerante di miscelazione, approdato per la prima volta nella città veneta. Ecco i nomi dei bartender che hanno conquistato il pass per la finalissima di Milano

Dopo Bergamo e Lecce il viaggio lungo la Penisola di Baritalia 2026 è proseguito in direzione Nordest, approdando per la sua prima volta a Treviso. Palcoscenico della manifestazione Il Cantiere, tra gli indirizzi più originali del panorama veneto contemporaneo: un luogo dove arte, design, mixology e ospitalità convivono, nato dalla riconversione di un ex spazio industriale. Tanti i professionisti del settore, provenienti da tutto la regione e da altre aree del Nord Italia, presenti all’appuntamento per prendere parte al programma di confronti, approfondimenti, seminari e sfide sul tema cocktail che caratterizza l’evento.

Trentasei i professionisti del bancone che hanno preso parte a Baritalia Lab, la sfida di miscelazione quest’anno incentrata sul concetto di Ultra, da intendere come ricerca di intensità, precisione e consapevolezza, senza eccessi e inutili spettacolarizzazioni. Un invito ad andare oltre l’abitudine, a superare formule rassicuranti e automatismi creativi, mantenendo però misura, equilibrio e controllo.

Nella tappa veneta sono stati selezionati altri 12 talenti, in gara sotto le insegne delle aziende sponsor, che si sono aggiudicati un posto per la finalissima in programma il 23 novembre a Milano.

Ecco i loro nomi: Salvatore Valerioti (Bonaventura Maschio), Lorenzo Liberatore (Bonollo 1908), Roberto Quietato (Botran), Fabio Gelmetti (Campari Academy), Luca Martin (Casoni), Emiliano Cenci (Coca-Cola Hbc Italia Barceló), Filippo Nessi (Coca-Cola Hbc Italia Vodka Finlandia), Alessandro Zanon (Cuzziol Drink Experience), Gianluca Neridetti (Gamondi), Emanuele Costantino (June by G’Vine), Claudia Segati (Mixer Professional Cocktails) e Luca Girardi (The Organics by RedBull).

La super giuria

A valutare le prove dei concorrenti e a decretare i vincitori di tappa una giuria composta dai giudici delle aziende partner: Alessandro Lunardi (Coca-Cola Hbc Italia), Enrico Brighenti (Mixer Professional Cocktails), Giovanni Vecchio (Campari Academy), Igor Tuliach (Gamondi), Luca Azzolina (Cuzziol Drink Experience), Mathilde De Ramel (June by G’Vine), Matteo Cassan (The Organics by Red Bull), Mauro Suman (Bonollo 1908), Paolo Bollani (Casoni) e Steve Righetto (Bonaventura Maschio).

Giuria, come da tradizione del format, affiancata in qualità di giudici d’onore da distributori locali, bartender e titolari di alcuni dei migliori cocktail bar della città e del Veneto: Alberto Turbino, Andrea Sirianni, Brando Stacul, Christian D’Amico, Diego Cesarato, Ermes Basso, Francesco Rossetto, Gennaro Florio, Gianpaolo Posata, Giorgio Fadda, Mauro Rosada, Max Morandi, Michele Pozzobon, Michele Zilio, Morris Santin, Raffaele Bellomi, Raffaele Iovinella, Roberto Pellegrini, Samuele Ambrosi, Simone Baggio, Valentina Mircea e Walter Bolzonella.

Gli approfondimenti sulla mixology

Seguitissime anche le masterclass gratuite, ben 12, dedicate alle tecniche di miscelazione, tenute da bartender ed esperti di fama nazionale e internazionale per conto degli sponsor. Ad aprire la sessione mattutina l’incontro con Alessandro Lunardi sui prodotti e progetti di Coca-Cola Hbc Italia nell’universo mixology, seguito dal seminario di Enrico “Brigo” Brighenti sull’utilizzo della frutta nella costruzione di cocktail contemporanei, replicabili e ad alto impatto (a cura di Mixer Professional Cocktails) e di Matteo Cassan sull’uso delle “bolle” nella preparazione di drin di successo (a cura di The Organics by Red Bull). Quindi è stata la volta di Giulio Limone, Vito Sciancalepore e Riccardo Passoni che hanno invece acceso i riflettori sulla parte food, focalizzandosi sulla preparazione di sfiziosità gourmet, originali e ricercate, ma alla portata di qualsiasi locale, come i bon bon di tartare alla nocciola (a cura di Metro). A completare il programma della mattinata gli incontri con Mauro Suman sui 170 anni di storia de marchio Ballor (a cura di Bonollo 1908) e di Steve Righetto sul rito dell’aperitivo come ponte tra epoche e culture (a cura di Bonaventura Maschio).

Baritalia 2026 Treviso staff Il Cantiere
Il team de Il Cantiere di Treviso (©Riccardo Gallini /GRPhoto)

Il programma di masterclass è proseguito nel pomeriggio con gli incontri con Terry Monroe su un ingrediente cui spesso non si presta l’attenzione dovuta, il ghiaccio (a cura di Brema), con Giovanni Vecchio sull’evoluzione dell’aperitivo (a cura di Campari Academy) e con Igor Tuliach sul concetto di “Ultra” secondo Gamondi. E poi ancora con il seminario di Paolo Bollani sul carattere territoriale di Gin Tabar e di Mathilde de Ramel sull’anima estiva di June by G’Vine. Ha chiuso la sessione Luca Azzolina con una masterclass sulla gamma di spirit Hoxton (a cura di Cuzziol Drink Experience).

I finalisti della tappa di Treviso e i vincitori per ogni team

Bonaventura Maschio
Salvatore Valerioti (vincitore di tappa)
Simone Baggio

Bonollo 1908
Lorenzo Liberatore (vincitore di tappa)
Christian Parisi
Christian Vinaiza

Botran
Roberto Quietato (vincitore di tappa)
Roberto Cuccu
Gaia Busolo

Campari Academy
Fabio Gelmetti (vincitore di tappa)
Simone Benigno
Nicola Marchioro

Casoni
Luca Martin (vincitore di tappa)
Massimo Nicolosi

Coca-Cola Hbc Italia Barceló
Emiliano Cenci (vincitore di tappa)
Davide Petrachin
Emanuele Fichera

Coca-Cola Hbc Italia Vodka Finlandia
Filippo Nessi (vincitore di tappa)
Mario Carli
Anna Sollima

Cuzziol Drink Experience
Alessandro Zanon (vincitore di tappa)
Claudio Fiora
Karol Garcia

Gamondi
Gianluca Neridetti (vincitore di tappa)
Viola Calderini

June by G’Vine
Emanuele Costantino (vincitore di tappa)
Lin Yu

Mixer Professional Cocktails
Claudia Segati (vincitrice di tappa)
Mattia Marson
Federico Castelbuono

The Organics by RedBull
Luca Girardi (vincitore di tappa)
Francesco Favot
Sofia Plastina

I prossimi appuntamenti di Baritalia

28 settembre BOLOGNA
9 novembre NAPOLI
23 novembre MILANO – Finale

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ParmaFood: gusto e qualità, con tutta la praticità che serve
ParmaFood
Dai salumi ai panini gourmet, dalle salse fresche alle specialità plant-based: con quattro brand complementari, il gruppo emiliano offre prodotti e soluzioni pensati per creare una proposta food di qualità, semplificando il lavoro dei professionisti

Nel cuore della Food Valley emiliana nasce un’offerta pensata per i professionisti dell’horeca, dove qualità, praticità e sicurezza si traducono in soluzioni concrete per il lavoro quotidiano. Una proposta completa che si rivolge a bar, ristoranti, hotel, catering: realtà diverse, accomunate dalla stessa esigenza di offrire prodotti dal gusto autentico, con la praticità e l’affidabilità richieste dal servizio professionale. Per soddisfare le diverse esigenze del variegato mondo del fuori casa, ParmaFood propone sia prodotti ready to use, ideali per garantire rapidità e continuità operativa, sia progetti sviluppati su misura insieme al cliente, per ottimizzare processi, food cost e organizzazione del lavoro. Soluzioni differenti che nascono con lo stesso unico obiettivo: semplificare la gestione senza rinunciare alla qualità.

Quattro marchi. Un solo partner

La food company emiliana si rivolge al mondo dei locali con i suoi quattro marchi: Terre Ducali, Il Pagnotto, Fresche Idee e Vegeluna.

Terre Ducali porta in cucina l’autentica tradizione salumiera di Parma attraverso una gamma studiata che comprende sia prodotti interi per il taglio al momento sia affettati pronti all’uso in pratiche confezioni a peso fisso. Soluzioni che assicurano porzioni costanti, riduzione degli sprechi e un migliore controllo del food cost.

Il Pagnotto è invece la risposta ideale per i locali che desiderano proporre panini gourmet pronti da servire. Pane premium, farciture di qualità e massima praticità sono le caratteristiche di una gamma versatile, disponibile anche in versione gluten free per soddisfare le esigenze di una clientela sempre più ampia.

Salse, condimenti e preparazioni dal gusto autentico, realizzati con ricette clean label e senza conservanti sono il cuore dell’offerta a marchio Fresche Idee. Grazie alla tecnologia HPP (High Pressure Processing), che utilizza l’alta pressione a freddo, i prodotti mantengono freschezza, gusto e qualità più a lungo, senza ricorrere alla pastorizzazione termica. Dai formati monoporzione alle pratiche sac à poche, ogni soluzione è pensata per facilitare il lavoro in cucina e limitare gli sprechi.

L’offerta di ParmaFood include anche la linea Vegeluna, dedicata al mondo plant-based. A comporla specialità vegane a base di anacardi, pensate come alternativa ai derivati del latte. Prodotti cremosi e versatili, ideali per la creazione di antipasti, primi piatti e preparazioni vegetariane e vegane, in linea con le nuove tendenze di consumo.

L’efficienza che fa la differenza

Quattro brand complementari, un’unica visione: offrire ai professionisti prodotti freschi, sicuri e pronti all’uso che aiutano a ridurre gli sprechi, ottimizzare i tempi di preparazione e valorizzare ogni proposta gastronomica.

Perché, quando la cucina lavora in modo più efficiente, resta più spazio per ciò che fa davvero la differenza: la qualità del servizio, la creatività e l’esperienza del cliente.

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Tante occasioni di ripartenza per le grappe premium
Mercato vivace ripartito dal riconoscimento ministeriale del Consorzio Nazionale Grappa, dalla presentazione di nuove grappe invecchiate di Gruppo Caffo 1915, Bonollo 1908, Poli 1898, Nonino e Castagner e da iniziative per la mixability.

Alla recente Assemblea annuale di Assodistill-Associazione Nazionale Industriale Distillatori di Alcoli e Acquaviti, sono stati presentati i dati di mercato raccolti dalle ricerche Nomisma e Ossservatorio Distillati di Format Research su lsettore grappe e acquaviti. A un calo delle vendite corrisponde allo stesso tempo un maggior interesse verso i prodotti di qualità di fascia premium, dai monovitigni ai distillati invecchiati.

«La maggiore attenzione e propensione al consumo di distillati premium – precisa Alessandro Marzadro, presidente Istituto Tutela Grappa del Trentino – lo consideriamo un messaggio decisivo all’insegna del bere meno ma bere meglio, con un modello di consumo in cui il valore percepito conta più della quantità, con acquisti più ragionati capaci di raccontare identità, origine e cultura di un territorio, superando lo stereotipo della grappa unicamente come finepasto, proponendosi invece anche nella miscelazione e nei momenti di conversazione. Una posizione che ha sempre contraddistinto il lavoro del Consorzio Tutela Grappa del Trentino».

Il rilancio passa dal riconoscimento ministeriale del Consorzio Nazionale Grappa

Consorzio Nazionale Grappa Grazie al riconoscimento ufficiale ottenuto pochi mesi fa da Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, il Consorzio Nazionale Grappa è diventato il primo organismo di tutela riconosciuto per una bevanda spiritosa IG in Italia. Un riconoscimento  che sta aprendo nuove opportunità di sviluppo e valorizzazione per tutti le acquaviti di vinacce italiane.
Un riconoscimento presentato ufficialmente all’ultimo (12-15 aprile 2026) salone Vinitaly di Verona, merito dell’impegno e del lavoro dei soci consiglieri del Consorzio Grappa, a partire dal recentemente riconfermato cda per il prossimo triennio, dal presidente Sebastiano Nuccio Caffo, al vicepresidente Elvio Bonollo e ai consiglieri Alessandro Marzadro Istituto Tutela Grappa del Trentino, Paolo Covi Distilleria La Valdôtaine, Karin Roner Roner Distillerie, Matteo Viani Deta Distilleria, Stephan Unterthurner Antica Distilleria privata Unterthurner, Arturo Rossi Distilleria Rossi D’Angera, Renato Piccinato Distilleria Bonaventura Maschio, Michele Viscidi  Distilleria Nardini e Giulia Castagner Distilleria Castagner. Da Vinitaly 2026 al recente Premio Alambicco d’Oro Anag, sono stati molti i teatri di una serie di interessanti novità nel campo delle grappe, in particolare quelle premium e celebrative, senza dimenticare quelle più indicate per la miscelazione.

Pioggia di medaglie per Gruppo Caffo 1915

La recente acquisizione da Campari Group dell’azienda storica Cinzano 1757 da parte del Gruppo Caffo 1915, ha offerto al dinamico presidente  del Consozio Nazionale Grappa e amministratore delegato del Gruppo Caffo 1915 Sebastiano Nuccio Caffo l’occasione di presentare il libro Per Semper Ad Maiora – Viaggio tra storie autentiche nello spirito di Gruppo Caffo (Rubettino Editore) insieme con l’autore prof. Valerio Bigano, il presidente di Gruppo Caffo 1915 Giuseppe Pippo Caffo, il giornalista Gioacchino Bonsignore e l’editore Florindo Rubettino.

Il libro ripercorre la storia della liquoristica italiana, una vera e propria “storia liquida”, attraverso i marchi del Gruppo Caffo, molti dei quali recuperati e rilanciati, dai nazionali Bisleri, San Marzano e Santa Maria al Monte all’olandese Petrus Boonekamp, un viaggio nella storica tradizione nazionale e internazionale, capace di unire memoria storica, visione industriale contemporanea e conquista dei mercati internazionali.

«Quattro generazioni hanno contribuito a costruire – precisa Giuseppe Pippo Caffo, presidente di Gruppo Caffo 1915 – quello che siamo oggi, partendo da una difficile realtà locale in Caabria, puntando su un prodotto originale come Vecchio Amaro del Capo e portandola a confrontarsi con i mercati internazionali senza perdere le nostre radici».

«Abbiamo unito tante storie diverse – sottolinea Sebastiano Nuccio Caffo, amministratore delegato di Gruppo Caffo 1915 – accomunate da una forte identità con l’obiettivo di costruire una piattaforma solida e riconoscibile capace di competere a livello internazionale. Con l’acquisizione di Cinzano abbiamo accellerato il nostro processo di internazionalizzazione, partendo dal rilancio del nostro marchio storico Antico Amaro del Capo, puntando a posizionarlo in modo originale come il servizio ghiacciato a -20 °C. Inoltre stiamo investendo nella mixology e nel finepasto che non esiste in molti mercati internazionali».

Sebastiano N uccio Caffo, amministratore delegato di Gruppo Caffo 1915 con un calice di grappa bianca

Nel ricco portafoglio prodotti dell’azienda calabrese spicca il settore delle grappe che nasce nel 1865 nella distilleria di Santa Venerina (Catania) dove era nata l’azienda. Nel 1972 la passione di famiglia sfocia nella produzione della prima Grappa Vecchia Calabria utilizzando vinacce locali (Magliocco, Greco, Gaglioppo/Cirò), prodotta a Limbadi (Vibo Valentia) dove ne frattempo negli Anni Cinquanta si era spostata l’azienda di  famiglia, a tutt’oggi l’unico impianto calabrese autorizzato a produrre Grappa.
A differenza di altre Grappe alpine un po’ “ruvide”, la distilleria calabrese punta a fornire invece un distillato morbido ed elegante adatto a un pubblico più esigente.
Nel tempo si aggiungono due distillerie friulane (da sempre nel cuore dei Caffo) come Durbino (Pasian di Prato. Udine) e Mangilli (Flumignano di Talmassons, Udine), alle quali si aggiunge Villa Frattina (Meduna di Livenza, Treviso).
Nascono così nuovi prodotti come Grappa Friulia e Sgnapa dal Focolàr della Distilleria Durbino, accanto a Grappa Mitica e Furlanina della Distilleria Mangilli e alle rilanciate monovitigno di Villa Frattina.

«Nel corso degli anni, Gruppo Caffo 1915 – interviene Giacomo Casoni, resposabile mkt e trade mkt di Gruppo Caffo 1915 – ha ricevuto numerosi riconoscimenti in concorsi nazionali e internazionali, segno che testimonia la solidità del percorso intrapreso dal Gruppo».
Ricordiamo solo i più recenti: l’olandese M&A-Mergers&Acquisition Awards 2026 (premio KPMG per acquisizione Cinzano e Villa Frattina), il londinese IWSC-International Wine & Spirit Competition 2026 (17 Medaglie d’Oro), Concours Mondial de Bruxelles (6 Medaglie), Brand Awards Gdo Week 2025 (2 premi) e Alambicco d’Oro Anag-Associazione nazionale assaggiatori di grappa 2025 (4 premi).

Grappe del Gruppo Caffo 1915 premiate IWSC

Ricordiamo infine che, accanto a Vecchio Amaro del Capo e Cinzano Vermouth, Grappa Mangilli è stata Grappa Ufficiale del Giro d’Italia di Ciclismo 2026, un omaggio alla terra friulana che ha visto la partenza della 20.ma tappa dalla città di Gemona (Udine) teatro nel 1976 di uno spaventoso terremoto.

Premio design a Bonollo 1908  Riserva Lux Aurea

Da sempre rivolta al mercato di fascia alta, con prodotti pluripremiati come la Collezione OF (OF Amarone Barrique, OF Dorange, OF Amaro) e la Collezione Ligneum, l’azienda di Conselve (Padova) Bonollo 1908 ha ricevuto alla fiera di Verona 2026 il prestigioso Vinitaly Design Award con Riserva Lux Aurea, blend di tre grappe armoniche ed eleganti invecchiate almeno 8 anni in botti di rovere (42% alc), presentata di recente in un originale decanter da 70 cl all’interno di un cofanetto/gabbia di legno, all’insegna del mito di Prometeo, disegnato dallo studio milanese di design Robillant.
«Riserva Lux Aurea è prodotta in tiratura limitata di sole 2mila bottiglie – precisa Elvio Bonollo, consigliere di amministrazione e responsabile mkt estero di Bonollo 1908 – ed è ricavata da vinacce rosse come Nero d’Avola e bianche come Glera e Greco di Tufo delle annate 2014, 2015 e 2016. Il risultato è un distillato di gusto pieno e aromi intensi  con note di cacao, liquerizia, frutta secca, mela e di agrumi».

Poli 1898 punta sui distillati invecchiati

I più diversi istillati premium invecchiati sono la specialità di Jacopo Poli, come Segretario di Stato Whisky (5 anni), Conclave Whisky (5 anni), La Première, acquavite ottenuta da vinacce Cabernet Sauvignon, Merlot e Petit Verdot di Chateau Premier Grand Cru di Pauillac, Francia (9 anni) e la recente novità Athanor Brandy, mix di acquaviti di vino invecchiati 3 e 15 anni in botti di rovere.
Recentemente insignito del titolo Maestro del Made in Italy dal Ministro dell’Istruzone e del Merito Giuseppe Valditara, nell’occasione di Vinitaly 2026 il titolare della distilleria Poli 1898 di Schiavon (Vicenza) ha presentato un originale dispenser a bilancere da banco da 5 litri per Grappa Sarpa (vinacce Cabernet e Merlot) nelle versioni bianca e invecchiata.

Signature Cocktail e Premio internazionale Nonino allargano la proposta di consumo

Dagli Anni Settanta dura l’avventura aziendale dei friulani Benito e Giannola Nonino, i primi a credere che Grappa e Acqueviti d’uva potessero diventare dei distillati nobili e importanti alla pari di quelli esteri. La prima scommessa della Distilleria Nonino (ampiamente vinta) è stata la produzione della prima Grappa Monovitigno di vinacce Picolit proposta in preziose ampolle da 20 e 50 cl., ancor oggi  punta di diamante della distilleria di Ronchi di Percoto (Udine), fondata dal progenitore Orazio Nonino nel 1897.

Venuto a mancare Benito nel 2024, la conduzione è passata in mani tutte femminili, della vedova Giannola alle figlie Antonella, Cristina ed Elisabetta, alle quali si sta affiancando la giovane Francesca Bardelli Nonino. Oltre a rivalutare la distillazione monovitigno di antiche varietà territoiriali, l’azienda punta ad allargare la proposta di consumo in due direzioni.
Da una parte entrando nel campo della mixability d’eccellenza, mettendo a punto Signature Cocktail firmati da personaggi come Salvatore Calabrese, Simone Caporale, Monica Berg e Alex Kratena.
Dall’altra direzione proponendosi come partner di eventi internazionali come il Premio Nonino per la valorizzazione della civiltà contadina e dei vitigni autoctoni, facendo conferire da una giuria internazionalie ogni anno dal 1975, riconoscimenti per i maggiori esponenti della cultura e letteratura, spesso diventati Premi Nobel.
Per festeggiare la 50.ma edizione del Premio Nonino (2025) è stato organizzato nel maggio scorso una grande convention dei premiati degli anni scorsi all’Istituto Italiano di Cultura di Parigi (diretto da Antonio Calbi), a cominciare dal premiato 2025, il diplomatico e letterato francese Dominique de Villepin.

Distilleria Castagner presenta Riserva Cuvée 30 Anni e Agadeìta Grappa delle Olimpidi Invernali

ùNel 2026 la Distilleria Castagner ha compiuto trentanni di vita, un compleanno che il titolare e mastro distillatore per vocazione Roberto Castagner ha festeggiato a Vinitaly 2026 insieme con la figlia Giulia proponendo la limited edition 30 Anni Riserva Cuvée Anniversario 1996-2026 ricavata dalla distillazione di vinacce dei primi cinque anni di raccolta seguita da un lungo invecchiamento (38% alc).
Le vinacce utilizzate sono quelle di territorio come Pinot Noir, Merlot, Cabernet e Glera che donano al distillato proposto dalla distilleria di Visnà di Vazzola (Treviso) un gusto speziato, di frutta matura e cacao.

«Questo è un prodotto che racconta come l’alcol può diventare morbidezza, gentilezza, calore – precisa il titolare e mastro distillatore per vocazione Roberto Castagner – che non brucia e non deprime, ma abbraccia».

Accanto a Riserva 30 Anni è stata proposta Agadeìta Grappa Ufficiale delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina che deve il nome al termine ladino della zona delle Dolomiti per “Acqua di Vita”.
Contrassegnato dal tipico marchio dello Scoiattolo concesso dal Comune di Cortina d’Ampezzo, Agadeìta è una cuvée di uve dei Vigneti delle Dolomiti, rosse  come Pinot Nero Igt e bianche come Müller-Thurgau Igt, Traminer Igt e Riesling Igt, distillate separatamente e servite in boittiglie da 70 cl.
Tre le varianti: Bianca (45% alc), Invecchiata in Barrique (40% alc) e Bianca Rara  in bottiglia luxury decanter (45% alc).

 

 

 

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Gusto Burger per la limited edition 2026 di Wacko’s firmata Geolier
Wacko's limited edition 2026 gusto burger
Packaging di impatto e forma che richiama l’hamburger per la limited edition dal gusto intenso ispirato al burger, creata con il cantante amato dalla Gen Z

È arrivata la limited edition 2026 di Wacko’s, il marchio di snack di patata dedicato alla Gen z di Gruppo San Carlo. Il brand che ha conquistato il pubblico puntando sempre su gusti decisi e forme particolari, anche questa volta non tradisce le aspettative. La nuova edizione limitata è infatti ispirata al gusto burger, e si caratterizza per un sapore intenso e goloso che si fonde con la tipica croccantezza della patatina.

Altra peculiarità è la forma che richiama l’aspetto di un hamburger per un’esperienza gustativa che comincia già dalla vista. Pensata per chi ama le patatine particolari, ideale per pause salate e per accompagnare le bevande durante l’aperitivo, la nuova variante è proposta in una confezione dal forte impatto visivo: un sacchetto dorato dalla grafica brillante, street e moderna che cattura l’attenzione.

A tutto rap

Ma non solo, perché a firmare la Wacko’s Limited Edition Snack gusto Burger è uno degli artisti più amati dalle nuove generazioni: Geolier. Wacko’s prosegue dunque la collaborazione di successo con i protagonisti della scena rap italiana, dalle quali sono nate le edizioni limitate 2024 e 2025, rispettivamente, al gusto jalapeño e al gusto hot tomato, create con Sfera Ebbasta.

Inoltre, per rafforzare l’engagement con i consumatori finali sempre in collaborazione con Geolier è stato lanciato il concorso Wacko’s l’ultima e poi basta!!!, valido fino al 30 settembre ed esteso a tutta la gamma Wacko’s. Dentro ogni pacchetto contrassegnato dalla comunicazione del concorso, è presente un codice alfanumerico che consente di vincere t-shirt e cappellini autografati dal cantante. In più, i possessori di un biglietto per uno dei concerti di Geolier potranno aggiudicarsi un incontro con l’artista in una delle date del suo tour estivo.

La nuova arrivata si unisce alla gamma dei prodotti del marchio dai gusti sempre amati e attuali che comprende: Blacks gusto Paprika, Conetti gusto Barbecue, Saette gusto Cheese e Blacks gusto Ketchup.

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Dalla raccolta al Karaoke Tour con Gin Tabar Ciliegia di Vignola Igp
Nuova limited edition di Gin Tabar Ciliegia di Vignola Igp, con tanto di raduno per la raccolta a mano del frutto rosso nella campagna emiliana e partenza di Tabar Kraraoke Tour con Orietta Berti.

Il successo conseguito da Premium Gin Tabar aromatizzato alla Ciliegia di Vignola Igp, lanciato nel 2023, ha convinto il produttore Casoni Fabbricazione Liquori dal 1814 di Finale Emilia (Modena) a ripetere il consueto e divertente raduno con masterclass per la raccolta a mano del saporito frutto rosso, dolce e croccante, presso l’Agriturismo Fondo Montecuccoli di Vignola.

Secondo il Disciplinare del Consorzio di Tutela della Ciliegia di Vignola Igp sono una trentina le varietà coinvolte, dalla Moretta alle sei varianti di Duroni, coltivati storicamente nel bacino del fiume Panaro in 28 Comuni, a cavallo tra le province di Modena e Bologna.

La gamma Premium Gin Tabar comprende diverse specialità, tutte a base di nove erbe aromatiche del territorio, dalla versione classica (45% alc) e London Dry (41% alc) a quelle aromatizzate alla frutta (45% alc) limited edition al bergamotto, alla Pera Wiliams dell’Emilia Romagna Igp, alla già citata Ciliegia di Vignola Igp.
Il frutto intero viene macerato per un mese quindi distillato dal Master Andrea Confente, con un rapporto di 52 g di ciliegie (otto) per ogni bottiglia.

«Il nostro Gin Tabar alla Ciliegia di Vignola Igp – commenta Manuel Greco, Trade Mkt Manager di Casoni Liquori, nel corso della masterclass – nasce da un legamo reale con il territorio e con chi lovive ogni giorno. Dare avvio alla produzione partendo proprio dalla raccolta a mano significa rendere tangibile questo legame e condividere con i nostri interlocutori il valore della materia prima. Un racconto che parte dalla terra e arriva nel bicchiere, mantenendo intatta la propria autenticità».

Alla raccolta presso il vicino Campo Sperimentale Dimostrativo Ciliegio e Susino di UniMore (Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia) erano presenti, tra gli altri, Walter Monari direttore del Consorzio di Tutela, Barbara Badiali, Assessore all’Agricoltura, Commercio e Attività Produttive del Comune di Vignola.

Paolo Bollani, bartender e Brand Ambassador Casoni Liquori, ha poi provveduto a organizzare la cocktail experience a tema, proponendo, oltre a Tabar Gin Tonic, la ricetta

Tabar Cherry Collins
Ingredienti
45 ml Gin Tabar Ciliegia di Vignola
30 ml Cacao & Menta cordial homemade
1 barspoon di Aceto Balsamico di Modena
top soda water
Preparazione
Build direttamente nel tumbler alto raffreddato con ghiaccio, guarnire con una Ciliegia di Vignola. L’Aceto Balsamico non va mescolato ma lasciato sul fondo per aggiungere profondità di sapore senza coprire le note fruttate e fresche del drink.

Nell’occasione l’abbinamento food è stato proposto dalle ragazze del truck Rulli Food, esperienza che coniuga buona tavola e solidarietà.

Dare voce al prodotto italiano con Orietta Berti

In un mercato nel quale molti gin parlano inglese, Casoni Liquori ha scelto di promuovere Gin Tabar Ciliegia di Vignola Igp con Tabar Karaoke Tour il Gin che fa Cantar animato dalla carismatica presenza della cantante emiliana Orietta Berti.
Queste le date e i luoghi:
Milano (22 giugno, Bocciofila Martesana)
Rimini (30 giugno, Il Circolino)
Napoli (8 luglio, Spazi Volta)
Viareggio (22 luglio, Trattoria Buonamico)
Civitanova Marche (30 luglio, Lido Cluana)
Milano (1 ottobre, La Balera dell’Ortica).

Organizzata da SpaceDelicious Enterprise con il supporto NSS, ogni tappa vedrà prevalere un Campione che parteciperà alla finalissima milanese del 1 ottobre, con relativa elezione di Campione Italiano di Karaoke Tabar.

Orietta Berti alla presentazione di Tabar Karaoke Tour

«Abbiamo scelto Orietta Berti perché è come Gin Tabar – dichiara Paolo Molinari, amministratore delegato di Casoni Liquori – schietta, italiana fino al midollo e capace di far sentire chiunque il benvenuto. Con lei raccontiamo un piacere semplice, quello di stare davanti a un buon Gin Tonic, cantare insieme una canzone, condividendo un piacere leggero. Gin Tabar nasce proprio con questo spirito, essere il gin italiano che accompagna il momento aperitivo con spontaneità e moderazione».

Paolo Molinari ad Casoni Liquori 1814

 

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Appuntamento a settembre con il Roma Bar Show 2026
Roma Bar Show 2026
Il 14 e 15 settembre La Nuvola dell’Eur accoglie la sesta edizione della manifestazione internazionale dedicata alla miscelazione e all’industria beverage. Tra le novità l’area dedicata al No & Low Alcohol, un rafforzato Buyers Program e una app per il matchmaking B2B

Si rinnova l’appuntamento con il Roma Bar Show, la manifestazione internazionale dedicata alla miscelazione e all’industria beverage. La sesta edizione andrà in scena il 14 e 15 settembre negli spazi de La Nuvola dell’Eur, una nuova e prestigiosa location che offre spazi più ampi e funzionali a espositori, operatori del settore e pubblico. Un cambio di sede che riflette la crescita dell’evento, che nell’ultima edizione ha registrato oltre 17mila visitatori e più di 200 espositori e che ne confermano il ruolo di appuntamento di riferimento per la bar industry.

Sempre più internazionale e orientata al futuro, la nuova edizione sarà come ogni anno un’occasione privilegiata di networking e aggiornamento professionale, offrendo ai visitatori strumenti concreti per fare business e per comprendere e intercettare le tendenze del mercato.

Spazio al No & Low Alcohol

Tra le novità più attese c’è Future Drinking, un ecosistema dedicato al mercato No & Low Alcohol, un segmento in forte espansione che, secondo le principali analisi internazionali, cresce a ritmi superiori al 7% annuo e rappresenta una delle categorie più dinamiche per il canale del fuori casa. Future Drinking non è una semplice area espositiva, ma uno spazio dove prodotti, degustazioni e contenuti educational sono pensati per aiutare bartender e operatori a trasformare il trend in nuove occasioni di consumo.

Business e networking al centro

Per favorire le relazioni commerciali, in collaborazione con Ice – Agenzia e Fiere di Parma, Roma Bar Show rafforza il Buyers Program, puntando a ospitare oltre 150 buyer e operatori qualificati, provenienti da più di 30 Paesi. Al centro la Business Lounge, uno spazio riservato pensato per favorire incontri mirati tra espositori, importatori, distributori e decision maker del canale on-trade.

Ma il business inizia ancora prima dell’apertura dei cancelli. Altra novità dell’edizione 2026 il debutto di una app dedicata al matchmaking: una piattaforma che permetterà a brand e operatori di consultare i profili dei partecipanti, inviare richieste di incontro, organizzare la propria agenda e pianificare appuntamenti B2B prima e durante la manifestazione.

Ad animare il Roma Bar Show, come sempre un ricco palinsesto di masterclass, seminari, talk, degustazioni ed esperienze per comprendere come si evolvono i consumi, individuare nuove occasioni di business e scoprire i mercati più promettenti.

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On air Capo That Moment, il nuovo spot di Vecchio Amaro del Capo
Vecchio Amaro del Capo spot
Il nuovo commercial, firmato PubliOne, racconta il brand come emblema dell’autentica convivialità mediterranea. Una produzione kolossal sostenuta da una pianificazione multicanale di ampio respiro

Continuare a rinnovare il proprio racconto senza perdere identità. È da questa filosofia che nasce il nuovo spot di Vecchio Amaro del Capo, on air dal 28 giugno fino al prossimo primo agosto. E il nuovo commercial, Capo That Moment, mette al centro proprio due elementi fortemente identitari del marchio: il fine pasto, “habitat naturale” dell’amaro, e la Calabria, la terra dove nasce. Due elementi che diventano il punto di partenza per raccontare qualcosa di più: l’esperienza autentica della convivialità italiana.

Girato a Pizzo, sulla Costa degli Dei, il commercial inizia con una lunga tavolata. I piatti si svuotano, le conversazioni rallentano, sembra che il pranzo sia arrivato alla fine. Poi dal freezer arriva una bottiglia ghiacciata di Vecchio Amaro del Capo: lo stappo rompe il silenzio, la musica cambia ritmo e tutto si accende. Una ragazza sale sul tavolo, i bicchierini si riempiono, l’entusiasmo diventa contagioso. La tavolata si allunga, esce dalla stanza, attraversa i vicoli e le piazze del borgo e coinvolge gli abitanti. Quello che sembrava la fine di un momento privato si trasforma in una festa condivisa.

In pochi secondi, lo spot traduce in immagini il percorso di evoluzione del brand e ne segna un passo avanti nel posizionamento come emblema della convivialità e di uno stile di vita mediterraneo. Al centro di tutto, ancora una volta, la Calabria, co-protagonista della narrazione e, soprattutto, identità da portare nel mondo. Perché Vecchio Amaro del Capo e la Calabria si raccontano a vicenda, e questa dualità è oggi uno degli elementi più distintivi della comunicazione internazionale del brand.

Un progetto imponente

Dietro il commercial si cela uno dei progetti pubblicitari più ambiziosi realizzati negli ultimi anni da Gruppo Caffo. Lo spot porta la firma di PubliOne, partner creativo del brand da oltre quindici anni, con la direzione creativa di Paolo Ferrigno, l’art direction di Marco Russo e la regia dello spagnolo Marco De Aguilar. Un lavoro imponente: sei mesi di sviluppo creativo, quattro giornate di riprese, tre settimane di post-produzione, sessantacinque professionisti coinvolti, centinaia di comparse reclutate tra i veri abitanti di Pizzo e oltre novecento candidature ai casting.

Altro elemento fondamentale della narrazione è l’originale colonna sonora composta dal deejay Sautufau (presso il Cube Studio), che scandisce l’attimo in cui il dopocena si trasforma in festa. Un brano che fonde ritmi di tarantella, sonorità latine e strumenti acustici in una chiave contemporanea, capace di restituire in musica l’identità mediterranea del marchio.

Un ecosistema di comunicazione

Il lancio è sostenuto da una pianificazione media crossmediale di ampio respiro. La campagna televisiva, con spot da 30 e 15 secondi sulle reti Rai e Mediaset, garantisce una copertura di quasi 450 milioni di contatti, ai quali si aggiungono ulteriori 80 milioni legati alla programmazione dei Mondiali di Calcio, dai sedicesimi fino alla finale, e la presenza su Mediaset Infinity.

Il piano si completa con una campagna Digital Out Of Home da oltre 21 milioni di contatti sui principali schermi digitali di Milano e Roma, una pianificazione radiofonica attiva fino alla terza settimana di agosto per ulteriori 53 milioni di contatti sul target giovane, e un’ampia presenza sui canali digitali e social tra piattaforme online, video, contenuti editoriali e iniziative di engagement. Un ecosistema di comunicazione integrato e coordinato, pensato per consolidare Vecchio Amaro del Capo nel mercato degli amari.

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Amaro Amabile, l’amaro contemporaneo secondo Stock
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Il nuovo amaro alle erbe unisce l’identità storica del marchio a un profilo sensoriale contemporaneo, che lo rende un classico dopo pasto ma anche un ingrediente per la miscelazione moderna

L’Italia degli amari si arricchisce di un nuovo arrivo: Stock Amaro Amabile. Il nuovo nato firmato Stock è un amaro alle erbe con le radici saldamente ancorate nella tradizione, ma reinterpretata in chiave contemporanea. Un prodotto capace, insieme, di valorizzare l’identità del marchio e di interpretare le moderne tendenze di consumo, con il quale il gruppo rafforzare il proprio portafoglio in un segmento di mercato altamente competitivo.

A base di un’accurata selezione di botaniche e piante officinali, la ricetta, tenuta segreta, ha tra gli ingredienti chiave la genziana, la scorza d’arancia, la china e altre spezie e botaniche che danno vita a un profilo aromatico armonioso e ricco di sfumature. Al palato, Stock Amaro Amabile si presenta piacevole e robusto con note amare e speziate, per poi sfumare in un finale aromatico, morbido e avvolgente, dalla lunga e piacevole persistenza. La gradazione alcolica del 32% vol. è pensata per rendere il prodotto accessibile a un ampio pubblico: sia di appassionati dell’amaro sia a chi si avvicina per la prima volta alla categoria.

Il nuovo arrivato si caratterizza anche per la sua versatilità. Da servire liscio o con ghiaccio come classico digestivo dopo pasto, si presta bene anche alla miscelazione contemporanea. Il ricco profilo aromatico permette di regalare un tocco floreale e di carattere alle creazioni dei bartender, ampliando le occasioni di consumo e consentendo di intercettare differenti target di pubblico.

Un’identità visiva riconoscibile

A sottolineare il ruolo di ponte tra tradizione e contemporaneità contribuisce anche il pack. La bottiglia (70 cl) è quella iconica di Stock 84, lo storico brandy della casa, che fa leva sulla solida awareness del marchio e garantisce immediata riconoscibilità al nuovo prodotto. A vestirla è però un’originale etichetta nuova di zecca. Disegnata dall’agenzia milanese, Break Design, presenta un elegante gioco geometrico e floreale dalle tonalità intense dell’arancio e del viola, impreziosito dalla firma dorata del fondatore, Lionello Stock. Un’identità visiva studiata per evocare e valorizzare il profilo aromatico del prodotto e per accompagnare tutte le attività di comunicazione, dal materiale promozionale ai contenuti digitali, previste per il lancio.

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Trent’anni di caffè speciali firmati CSC
Il bollino che certifica la qualità dei caffè Csc
Tracciabilità, rapporto diretto con i produttori, qualità provata e costante sono le coordinate che guidano il Consorzio che invita torrefattori e baristi a diventare “speciali”

Da 30 anni i caffè di Csc si definiscono Speciali perché sono sottoposti a controlli accurati che ne fanno de veri specialty; sono inoltre Certificati (Iso 22005 per la tracciabilità a garanzia del consumatore) perché la loro qualità è garantita dal bollino del Consorzio che i soci possono apporre su ogni confezione. Un cammino intuito da Enrico Meschini, presidente del consorzio fino al 2021, che ha preso il via con alcuni soci nel 1996 con l’obiettivo pionieristico di risalire alle origini del caffè e di stabilire rapporti di stima e di collaborazione con i produttori, realizzando la tracciabilità totale di ogni caffè. 

«Non vogliamo fermarci qui, ma dare ulteriore valore aggiunto ai nostri caffè attraverso nuove garanzie all’origine che stiamo elaborando – afferma Paola Goppion, presidente di Caffè Speciali Certificati -. Speriamo che nuovi torrefattori si vogliano unire al nostro gruppo, per renderlo più forte e beneficiare della qualità certa e costante nel tempo che il nostro Consorzio può garantire». Ad oggi fanno parte di CSC Barbera 1870, Blaser CaféCaffè AgustDiniCaffè, Goppion CaffèLe Piantagioni del Caffè, Mondicaffè C.T.&M.

I soci fanno sopralluoghi periodici e incontrano chi coltiva ed effettua la prima lavorazione; grazie a ciò il livello di conoscenza del prodotto e di consapevolezza è veramente completo. Il gioco di squadra prosegue con incontri periodici: il confronto che ne nasce ha aiutato a migliorare la qualità dei caffè e delle miscele di ogni torrefattore. Da sempre CSC destina parte del suo bilancio ad aiuti alle comunità agricole. L’ultima iniziativa ha preso il via insieme ad Amka nella provincia di Petatán, regione di Huehuetenango, nel Nord Ovest del Guatemala. L’obiettivo è stato quello di promuovere lo sviluppo delle capacità produttive e commerciali di un gruppo di piccole produttrici in situazione di difficoltà: da quattro anni le torrefazioni Csc propongono il caffè doña Lucero, che ha raggiunto le caratteristiche di eccellenza e la costanza qualitativa che chiediamo ad ogni produttore.  

In questo momento difficile per l’economia in generale e per il mondo del caffè, si assiste a un calo qualitativo sia da parte di molti torrefattori sia dell’offerta al bar, con tostature scure e molto spinte che uccidono gusti e aromi dietro il paravento di un’amarezza che si confonde corpo. Molti baristi scelgono di non farsi tentare dai prezzi vantaggiosi di queste offerte, ma di privilegiare la tracciabilità e un profilo in tazza che esprime le caratteristiche delle diverse origini: valori che molti operatori apprezzano e propongono con orgoglio a una clientela che sempre più riconosce la qualità.

Il Consorzio non acquista il caffè, ma organizza ed effettua i controlli necessari per garantire la sua qualità mettendola a disposizione degli associati. Ogni torrefattore acquista per sé caffè diversi provenienti dalle piantagioni scelte e compone le miscele in modo personale nel pieno rispetto del proprio gusto, della propria creatività e nella considerazione del mercato al quale si propone. Prima di essere disponibile per i soci, i caffè vengono assaggiati da noti professionisti del sapore che ne accertano la corrispondenza alle caratteristiche di eccellenza che la commissione tecnica definisce per ogni origine. Un percorso virtuoso che si mostra con il noto bollino da mantenere e divulgare ad ampio raggio; per questo il Consorzio invita ad unirsi ad esso altri torrefattori che credono in questi valori. Il caffè è stato colpito duramente dal Covid e poi da grandi rialzi del suo costo allacquisto, ma può riconquistare attenzione solo attraverso novità progettuali che abbiamo a che fare con valori che li rendano interessanti sul mercato, da raccontare al consumatore con trasparenza e verità.

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Tele Drink è la nuova geniale idea del team di Barmacia
Peke Bochicchio e co. tornano con una nuovo bar itinerante: Tele Drink, ispirata alle cabine della Sip. Metti il gettone e hai un cocktail come resto

«Vi faccio tornare a tutti bambini, con un Gin Tonic che esce come resto». Eccolo Peke Bochicchio che dopo il successo del Frigobarman (lo avevamo raccontato qui) torna con la cabina Tele Drink, una nuova idea geniale, pensata per portare in tutta Italia i cocktail di Barmacia – Soluzioni Spiritose di Potenza. Lui, Emanuela Zarillo e l’immancabile cagnolino Pancetta sono pronti ad affrontare nuove avventure con questa cabina componibile, studiata e realizzata in un anno di lavoro, fra un viaggio e l’altro con il frigorifero. E c’entra anche quest’ultimo nella storia, come racconta Peke. «Ero a Roma, circa un anno fa, quando stavo scaricando il Frigobarman, alzo lo sguardo e vedo lei, la vecchia cabina della Sip. Ho chiamato subito il mio amico architetto, Leonardo Giuzio, per spiegargli la mia idea e ci siamo messi al lavoro». Lo step successivo è stato coinvolgere il fabbro di fiducia, Incudine e martello si chiama la sua attività: «Hai presente il personaggio di Pulp Fiction che dice “sono Wolf, risolvo problemi”? Beh, lui è il mio Wolf, che dopo aver costruito il frigo su misura per me, adesso è stato anche l’artefice della cabina».

Dal punto di vista pratico anche con qualche miglioria, per quanto riguarda l’aspetto tecnico e pratico. Se il frigo ha una dimensione “a misura di Peke” e prevede appunto che il barman sia visibile, uno dei giochi di prestigio di questa nuova cabina è invece che il bartender non si vede, perché è dietro a un doppio fondo con vetro a specchio. «Hai presente le cabine per gli interrogatori di polizia?», dice Peke, con la sua inarrestabile ironia. Inoltre, in questo doppio fondo della cabina si possono montare, oltre alla bar station classica, anche delle spine, per favorire drink ancor più facili da miscelare e servire. «Perfetta per esempio per un’azienda che volesse pubblicizzare i suoi drink alla spina», suggerisce Bochicchio.
Idealmente tre cocktail a servizio, sempre in stile Barmacia: «Fin dalla nascita del Frigobarman il nostro obiettivo è stato portare la nostra miscelazione in tutta Italia, da nord a sud. L’anno scorso con il frigo siamo andati da Venezia alla Sicilia, 68 eventi solo nella stagione calda. Il nostro pensiero è che se uno non può andare in Barmacia, Barmacia arriva da te, perché facciamo sempre delle drink list nostre, seppure pensando drink non particolarmente complessi, ma sono sempre miscelati spiritosi, come siamo noi».
Last but not least, le dimensioni: «Sebbene sia più alta del frigorifero, Tele Drink Barmacia è più facile da trasportare perché si smonta in quattro pezzi e si rimonta in dieci minuti. Inoltre, i pannelli laterali si possono brandizzare come si vuole, per favorire l’adattabilità a eventi aziendali».
Nelle prove generali, qualche giorno fa, per lo shooting fotografico, una sorpresa: «L’abbiamo montata davanti a Barmacia, mi sono stupito che passavano i bambini e chiedevano ai genitori cosa fosse. A Potenza sono sparite del tutto le cabine telefoniche e i bambini non hanno idea di cosa siano». Ai nostalgici non sarà tuttavia sfuggita l’ondina del logo, che ricorda quello della Sip, poi Telecom. Né sfuggirà l’assonanza del claim pensato da Peke, “Una chiamata ti cambia la giornata!”, con la pubblicità che vedeva Massimo Lopez come protagonista (per chi non lo ricordasse, era “Una telefonata allunga la vita”). Basta solo procurarsi un gettone Barmacia!

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