Gruppo Campari punta sul bourbon e acquisisce Wilderness Trail Distillery
Con l’acquisizione del 70% della distilleria artigianale situata nel Kentucky (Usa), Campari continua a rafforzarsi nella categoria bourbon super premium, che diventa il secondo principale asse di sviluppo del Gruppo dopo gli aperitivi

Confortato dall’ottimo andamento delle vendite (leggi Gruppo Campari: le vendite volano anche nel terzo), Gruppo Campari prosegue deciso il percorso di espansione del proprio business, puntando forte sul mercato del bourbon. Il Gruppo ha infatti messo a segno un nuovo colpo: l’acquisizione del 70% del capitale di Wilderness Trail Distillery, con l’impegno a rilevarne il restante 30% nel 2031. Un’operazione che arriva dopo quella conclusa lo scorso agosto per l’acquisizione di una partecipazione di Howler Head Kentucky Straight Bourbon Whiskey (leggi Campari Group acquisisce 15% di Howler Head Kentucky Whiskey) a testimonianza della centralità che la categoria bourbon ha assunto nelle strategia di crescita di Campari.

Situata a Danville, in Kentucky (Usa), è stata fondata nel 2012 come distilleria artigianale premium da Shane Baker e Pat Heist con l’obiettivo di produrre bourbon e rye whiskey di altissima qualità. Ciò grazie agli oltre 20 anni di esperienza dei due fondatori nella produzione di whiskey, riconosciuti come innovatori in progettazione, ricerca e sviluppo e nelle attività di fermentazione e distillazione. Il loro processo esclusivo di ammostamento per infusione utilizzato nella distilleria e la tecnica sweet mash consentono una produzione molto versatile, con l’utilizzo di dverse tipologie di cereali e ceppi di lievito, dando vita a bourbon e rye whiskey dal sapore unico.

Pura espressione di quest’arte sono i due prodotti premium lanciati nel 2018, Wilderness Trail Bourbon e Wilderness Trail Rye Whiskey. Una gamma elevata ulteriormente con la linea d’alta gamma di bourbon silver label invecchiato sei e otto anni per un gusto più intenso e maturo.

Bourbon: principale asse di sviluppo dopo gli aperitivi

«Integrando il marchio Wilderness Trail, super-premium e in forte crescita, espandiamo e rendiamo ancora più premium il nostro portafoglio di bourbon, che si prepara a diventare il secondo maggiore asse di sviluppo di Campari Group dopo gli aperitivi – ha commentato in una nota Bob Kunze-Concewitz, chief executive officer di Campari Group -. Inoltre, acceleriamo il nostro percorso di premiumisation, rafforzando ulteriormente il portafoglio Rare, la nostra divisione volta ad accelerare la crescita e a sfruttare il potenziale di una gamma selezionata di marchi ed espressioni super e ultra-premium nei nostri principali mercati».

Boom del bourbon nel mercato Usa

A spiegare la politica di rafforzamento del Gruppo nella categoria bourbon è l’ottimo andamento di tali prodotti su un mercato particolarmente importate quale quello degli Stati Uniti. Il whiskey americano è tra le tipologie spirit attualmente più in voga negli Usa, grazie alla tendenza costantemente positiva dei brown spirit e al loro utilizzo in miscelazione. Lo scorso anno l’american whiskey ha inciso per il 13% del valore totale del mercato spirit statunitense, con una crescita del 7% rispetto al 2020 legata soprattutto alle ottime performance dei prodotti super premium le cui vendite sono incrementate del 17%. Mercato dove Wilderness Trail ha fatto la sua parte, totalizzando vendite nette complessive per 40,8 milioni di dollari, tra i sui prodotti a marchio e bourbon sfuso.

Campari e il whiskey americano: la storia inizia nel 2009

Una categoria di prodotto sulla quale Gruppo Campari investe da quasi 14 anni. Il percorso nel mondo bourbon inizia infatti nel 2009 con l’acquisizione del marchio e della distilleria di Wild Turkey. Da allora, Campari ha lavorato alla premiumizzazione del portafoglio Wild Turkey, con il potenziamento e l’accelerazione della crescita del bourbon artigianale Russell’s Reserve (leggi Russell’s Reserve, la riserva di famiglia dei master distiller di Wild Turkey), e il lancio del bourbon small batch Longbranch nel 2018 in collaborazione con Matthew McConaughey. Nel 2017, è stata lanciata la collezione ultra-premium Whiskey Barons, fra i quali Old Ripy, Bond&Lillard e William Butler Saffell. Alla fine dello scorso agosto il Gruppo è entrato nel capitale di Howler Head e ora è arrivata questa nuova acquisizione, che sarà conclusa entro la fine dell’anno.

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TMCF, insieme per elevare la qualità del caffè in Italia
Ludovic Rossignol sottolinea l’importanza del Milan Coffee Festiva, dove apprendere, vivere la passione di una community entusiasta e divertirsi

Mancano pochi giorni all’apertura del Milan Coffee Festival, che si svolge dal 12 al 14 novembre al Superstudio Più di via Tortona. In occasione della sua presentazione ufficiale abbiamo rivolto alcune domande al suo fondatore e organizzatore, Ludovic Rossignol, a cominciare dalle adesioni che gli operatori stanno dando.

«L’industria e il consumatore supportano la nostra causa fin dal primo lancio a La Pelota in Brera nel 2018. Avendo ideato e organizzato il Coffee Festival  in città come Londra, New York, Parigi, Amsterdam, Los Angeles, Toronto, San Paolo e Cape Town è chiaro che le imprese italiane, i produttori di macchine per il caffè, i torrefattori e altri business coinvolti nell’industria del caffè conoscessero già prima che venissimo a Milano la nostra organizzazione e il dna dei nostri eventi.

Siamo l’unico evento di business che accoglie sotto lo stesso tetto l’industria e il consumatore e questo è molto speciale: TMCF è un’iniziativa dedicata a tutti. Un evento che riunisce a Milano brand come Gruppo Cimbali, La Marzocco, Lavazza, Victoria Arduino, Brita insieme a torrefattori italiani che hanno unito le forze con noi per celebrare il movimento del caffè specialty italiano. Gli operatori di Cafezal, La Sosta, Gearbox Coffee Roasters saranno infatti presenti in prima persona e offriranno esperienze di caffè incredibili parte del programma del festival.

Un’altra cosa che è molto interessante è che malgrado il covid, di cui si parlava ampiamente 6 mesi fa, abbiamo deciso di procedere con l’organizzazione del TMCF molto tardi quest’anno, più precisamente a maggio e malgrado le tempistiche strette non avremmo potuto sperare in una risposta migliore dall’industria.

Sul lato consumer Milano sta sicuramente crescendo come mercato e “impazzendo” per il mondo degli apecialty coffee, soprattutto i giovani. Oggi Milano assomiglia molto alla Londra di 10 anni fa, pronta ad accogliere questa rivoluzione del caffè.

Confermo quindi che non potrebbe esserci un momento migliore per noi per essere qui e non potrebbe esserci un momento migliore per il caffè specialty per splendere e prosperare in Italia».

Qual è il suo invito a chi già opera nel mondo specialty e a chi non lo conosce o lo percepisce “lontano”, difficile?

La scena del caffè italiano è molto interessante e affascinante: l’espresso è nato in Italia e Milano è una città focus per la finanza, la moda e il design, gremita di persone che lavorano e che hanno tempo solo per un “caffè” al volo. Il rito del caffè in Italia è pragmatico, è una necessità, una tradizione. Diversamente il movimento degli specialty coffee consiste nel renderlo più lento, nell’elevare l’esperienza del caffè rendendolo qualcosa di raffinato che possa trasportare le persone in un viaggio multisensoriale, trattato al pari livello di un buon vino o un formaggio artigianale.

Chi opera nel settore specialty e crede fortemente che esista un metodo alternativo a quello tradizionale per veicolare l’esperienza del caffè, TMCF è il posto giusto per promuoverlo al grande pubblico, condividere idee ed essere parte della comunità per far crescere il movimento ed essere catalizzatori per la crescita dell’industria.

Un esempio è Lavazza, che pochi anni fa ha lanciato un’intera collezione di specialty coffee chiamata 1895 Coffee Designers by Lavazza, si è contraddistinta per la sua capacità di renderli accessibili alle masse e che darà la possibilità durante l’evento di provare i suoi caffè.

Per chi non sa nulla del mondo degli specialty il il Milan Coffee Festival è il luogo perfetto per aggiornarsi sulle ultime tendenze.

Perché visitare TMCF?

Prima di tutto perché si tratta di una piattaforma che vuole essere un catalizzatore per la crescita dello specialty coffee. Vogliamo elevare gli standard del mondo del caffè attraverso l’educazione e la conoscenza, presentando i migliori caffè e macchinari. Il nostro obiettivo è di essere parte integrante della rivoluzione del caffè.

La seconda motivazione è il voler essere parte di questa appassionata comunità. Il movimento del caffè specialty è composto da un gruppo di persone forti sostenitori e la loro passione è contagiosa. Si tratta quindi di entrare a far parte di questa community.

Infine, per divertirsi. L’evento non è stato ideato per essere una mera esposizione per il mondo trade tradizionale, ma un luogo divertente creato per un vasto pubblico con tantissime cose da vedere ed esperienze a cui partecipare; TMCF è sicuramente il place to be – il luogo perfetto -. Segnalo alcuni appuntamenti da non perdere: le masterclass sul caffè; le coffee e cocktail school e i pit stop presso i nostri “Coffee Aperitivo Bar” in collaborazione con Cafezal, Mr. Black e Smirnoff dove verranno serviti Espresso Martini, Coffee Negroni e naturalmente le pizze di Berberè create appositamente per accompagnare i cocktail».

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Cinema Settebello: Fuori programma d’autore

mercoledì 12 e 26 ottobre; 9 e 23 novembre; 14 dicembre 2022

Cinema Settebello, via Roma 70 – Rimini

Psycho – Videodrome – Casco D’oro – Fino all’ultimo respiro – Cantando sotto la pioggia

Al Settebello riparto gli appuntamenti “Fuori programma”. Si tratta di una serie di mercoledì dedicati al cinema d’autore con la proiezione di pellicole restaurate dalla Cineteca di Bologna.
Il programma prosegue mercoledì 26 ottobre con Videodrome di David Cronenberg (1983, Canada, 90’). Max Renn possiede una rete televisiva che cerca una sua collocazione nell’etere offrendo, come lui afferma, alla gente ciò che vuole vedere, cioè sesso e violenza. Quando un tecnico gli mostra una brevissima emissione di una sconosciuta emittente denominata Videodrome Max ne resta colpito.
Il 9 novembre sarà la volta di Casco D’oro (1952, Francia, 96’), uno dei più bei film di Becker, ambientato nella Parigi di fine Ottocento fra lotte di bande rivali e balli popolari. Casco d’oro è la storia di due amanti senza speranza.
Il programma prosegue il 23 novembre con Fino all’ultimo respiro, di Jean-Luc Godard (1960, Francia, 89’), e si conclude il 14 dicembre con Cantando sotto la pioggia, di Stanley Donen (1952, Usa, 103’)
I biglietti online sono disponibili sui siti www.cinemasettebello.itwww.liveticket.it/cinemasettebello. La cassa del Cinema Settebello apre mezz’ora prima dell’inizio degli spettacoli.

Orario: 
alle 21

Ingresso: 
a pagamento

Tariffa d’ingresso: 
5 €

Telefono: 
0541 57197

Il culto e le celebrazioni di San Gaudenzo nei documenti d’archivio

da domenica 9 ottobre a mercoledì 30 novembre 2022

Archivio di Stato di Rimini, Piazza San Bernardino, 1 – Rimini centro storico

Mostra all’Archivio di Stato di Rimini in occasione della Domenica di Carta 2022

In occasione della “Domenica di Carta 2022” sarà inaugurata la mostra “Il culto e le celebrazioni di San Gaudenzo nei documenti d’archivio” con l’esposizione di documenti conservati presso l’Archivio di Stato di Rimini (domenica 9 ottobre)
La mostra è visitabile dalle ore 9:00 alle ore 13:00. Nel corso della mattinata si svolgeranno inoltre due visite guidate ai depositi archivistici alle ore 10:00 e alle ore 11:30.
L’accesso è libero negli orari di apertura. Per la partecipazione alle visite guidate è consigliata la prenotazione.
La mostra rimarrà esposta fino al 30 novembre con orario 10-13, dal lunedì al venerdì.

Orario: 
domenica 9 ottobre: 9-13; visite guidate alle 10 e alle 11.30
dal 10 ottobre al 30 novembre: dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13

Ingresso: 
libero

Telefono: 
0541 784474 informazioni e prenotazioni

Visite guidate al Teatro Amintore Galli

domenica 9, 16, 23, 30 ottobre – 6, 13, 27 novembre 2022

Teatro Amintore Galli, piazza Cavour, 22 – Rimini centro storico

Alla scoperta della storia e degli spazi del Teatro Galli

Nuovi appuntamenti al Teatro Galli con le visite guidate, a cura dei Musei Comunali di Rimini. 
Durante la visita è possibile ammirare il foyer, la platea e il ridotto in un percorso che attraversa la storia del Teatro ottocentesco progettato dall’architetto modenese Luigi Poletti e inaugurato nel 1857 da Giuseppe Verdi.
Le visite hanno una durata di 45 minuti circa. I partecipanti saranno inseriti in gruppi di massimo 15 persone.
Per partecipare alle visite è necessario prenotare sul canale di biglietteria dei Musei Comunali: https://www.ticketlandia.com/m/musei-rimini o al numero di telefono 0541 793879.

Orario: 
alle ore 11.00

Ingresso: 
La visita ha un costo di 5 euro a persona. Bambini fino a 6 anni gratis

Telefono: 
0541 793879
Galleria d’Arte Zamagni: Golpe. Io so dedicato a Pier Paolo Pasolini

da sabato 8 ottobre a sabato 12 novembre 2022

Galleria d’Arte Zamagni, via Dante Alighieri, 29-31 – Rimini

Mostra di quattro artisti italiani: Elena Bellantoni, Davide Dormino, Rocco Dubbini, Giovanni Gaggia

Nell’anno del centenario della nascita di Pier Paolo Pasolini, quattro artisti rendono omaggio al grande intellettuale in una mostra curata da Massimo Mattioli e inaugurata in occasione della Giornata del Contemporaneo promossa da AMACI – Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani.
La mostra individua decisivi segnali nell’opera di quattro artisti italiani attivi su diversi medium espressivi: Elena Bellantoni, Davide Dormino, Rocco Dubbini, Giovanni Gaggia, accendono un nuovo sguardo sul poeta.
Elemento cardine della lezione pasoliniana è l’anelito e la convinta pratica della LIBERTÀ, vissuta dallo scrittore e giornalista come elemento imprescindibile dell’esistenza, da difendere anche a costo dell’ostracismo culturale e politico, di ostacoli posti alla circolazione e all’accettazione delle sue idee e delle sue opere, fino alle sofferenze personali e alla morte.
Il titolo stesso del progetto, ideato dagli artisti Giovanni Gaggia e Rocco Dubbini e curato da Massimo Mattioli, trae spunto da un celebre articolo di Pasolini pubblicato sul Corriere della Sera, nel quale egli stracciava i veli d’ipocrisia su certe verità nascoste dietro a drammi che hanno segnato la storia italiana nei difficili anni 70. Con ciò rivendicando la propria incomprimibile libertà d’intellettuale, ma al tempo stesso inimicandosi larga parte dell’opinione pubblica e delle sfere politiche nazionali.
E “Golpe” è anche il titolo dell’opera che per certi versi riassume il senso profondo del progetto espositivo, creata a quattro mani da Dubbini e Gaggia, che in questo omaggio evocano il ruolo della Marina Militare, che secondo molti pensatori si fece emblema libertario negando il proprio appoggio al Golpe Borghese.
L’indipendenza di giudizio torna in tutte le opere esposte, spesso come diretto omaggio a Pier Paolo Pasolini. Come nella fotografia “Le ceneri di Gramsci”, di Elena Bellantoni, nella quale l’artista si identifica nello stesso Pasolini, vestendo i suoi panni e – dove possibile – assumendo le sue sembianze per ricreare lo scenario del suo omaggio alla tomba del grande filosofo e pensatore comunista. O come nell’installazione “Le sedie del biondo Tevere”, di Davide Dormino, il quale recupera le sedie originali che accolsero l’ultima cena di Pasolini nella trattoria romana Biondo Tevere, nella sera in cui fu ucciso.
Articolata è la presenza in mostra di Gaggia, con opere che vanno da una serie di interpretazioni pittoriche del volto dell’intellettuale a una serie di ricami, sua personale testimonianza di resistenza alla “censura” istituzionale e alla libertà compressa. E altrettanto lo è quella di Dubbini, che fra l’altro richiama lo stretto legame di Pasolini con la madre nella profonda installazione “Mantra”.

Orario: 
Inaugurazione della mostra sabato 8 ottobre alle ore 18
dal lunedì al sabato, dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 19

Ingresso: 
libero

Telefono: 
335 7016352 – 0541 14 14 404

Quattro nuovi manager per Compagni dei Caraibi
Il riassetto manageriale, nel segno della promozione del capitale umano interno dell’azienda, riguarda le aree marketing, comunicazione, operations e innovation

Giri di poltrone in Compagnia dei Caraibi. La società benefit, specializzata nell’importazione, sviluppo, brand building e distribuzione di distillati, vini e soft drink di fascia da premium a ultra-premium e di birre craft italiane, ha avviato un processo di sviluppo manageriale e di valorizzazione delle proprie risorse interne con quattro nuove nomine finalizzate a ottimizzare i processi e incrementare ulteriormente il proprio business sul mercato italiano e internazionale.

I nuovi manager

Marketing, comunicazione, operations e innovation le aree interessate dal riassetto. A guidare la prima, nel ruolo di marketing director, è stata proossa Marta Damini, classe 1983 con oltre 10 anni di esperienza professionale in aziende multinazionali del settore Fmcg (Fast moving consumer goods) durante i quali ha sviluppato competenze trasversali nel customer e nel consumer marketing. La manager si occuperà del coordinamento delle aree di brand management, eventi e advocacy con l’obiettivo di costruire piani di brand integrati in sinergia con la comunicazione e il commerciale. L’obiettivo è l’attivazione on field dei piani di marketing e il posizionamento sempre più vicino all’industry e alla bartender community.

Emanuele Frasson è invece il nuovo chief customer experience, innovation & change officer. Il manager, classe 1984, ha lavorato nel mondo assicurativo, dove ha sviluppato competenze specifiche sulle tecnologie innovative: dalla progettazione di soluzioni technology-driven di valore orientate al cliente allo sviluppo di nuovi prodotti, servizi, modelli di business. E proprio l’innovazione sarà uno dei focus del suo lavoro, con l’obiettivo di creare connessioni tra le diverse aree della società, ridisegnare i processi per poter interpretare la tradizione aziendale con un nuovo approccio e offrire un’experience sempre migliore.

Per il ruolo di chief communication officer è stata scelta Diana Lisci, classe 1982 con 16 anni di esperienza nel settore della comunicazione, con un focus nel segmento food&beverage. Il suo percorso professionale unisce esperienza di agenzia e di azienda, un mix prezioso nello sviluppo di competenze e skills trasversali. Toccherà a lei identificare e guidare toni e contenuti delle diverse aree aziendali e definire strategie mirate per le differenti aree di business, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio culturale aziendale e di costruire uno storytelling efficace e differenziato per media, target e contenuti.

Classe 1981, Alessio Mirani è il nuovo chief operating officer. Il manager ha maturato una forte esperienza nel management in soggetti pubblici e privati del settore umanitario e socio-assistenziale, supportando le organizzazioni nell’analisi e nella validazione dei processi all’interno della catena di comando e controllo, sviluppando competenze nel change management in ottica di efficienza funzionale e organizzativa. Si occuperà di coordinare le attività operative aziendali, quali acquisti/approvvigionamenti, produzione, logistica e l’assistenza clienti post-vendita, puntando a rendere più efficiente e strutturato l’intero workflow aziendale.

Un riassetto all’insegna dei valori di Compagnia dei Caraibi

Il riassetto manageriale è una conseguenza naturale dei grandi risultati raggiunti da Compagnia dei Caraibi negli ultimi anni e dell’importante crescita del suo business che richiede un organico sempre più dinamico per far fronte all’aumento dei brand in portfolio e all’ottimizzazione dei processi. Al tempo stesso conferma l’impegno nel supportare e promuovere il capitale umano del gruppo. Impegno preso nel solco della parità di genere e dell’investimento sulle nuove generazioni, che permette all’azienda di Vidracco di poter contare su un organico con un’età media di 36,8 anni composto per il 47% da figure professionali femminili.

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Cioccolata Bianca al Tè Verde Matcha, la nuova special edition Eraclea
Nasce dall’incontro tra la dolce cremosità della cioccolata bianca e la freschezza del tè verde Matcha la nuova referenza della gamma di cioccolate monodose del brand di Lavazza

Calda, densa profumata e con un insolito, quanto accattivante colore verde. È la Cioccolata Bianca al Tè Verde Matcha, la nuova special edition della tradizionale bevanda per i mesi autunnali e invernali firmata Eraclea. Con questo nuova referenza il brand gruppo Lavazza continua ad ampliare la sua già ricca gamma di cioccolate monodose dai gusti classici o più estrosi, valorizzandone le sue tre anime, fondente, al latte e bianca, declinandole in sempre nuove espressioni pensate per regalare ai clienti bar esperienze di gusto distintive e inattese.

Un’esperienza di gusto in questo caso tutta giocata sul sorprendente incontro tra la dolce cremosità della cioccolata bianca e la freschezza delle foglie di tè verde dalle note delicatamente erbacee. Il tè verde Matcha è uno dei super food più apprezzati dai consumatori e la sua presenza nella formula della cioccolata bianca, cui dona il suo caratteristico colore verde, testimonia ancora una volta dell’attenzione posta da Eraclea verso i nuovi trend di consumo, con l’obiettivo di soddisfare le esigenze anche di quella parte della clientela bar desiderosa di esplorare nuove frontiere del gusto, sia della fetta di pubblico più giovane e naturalmente portata alla ricerca della novità. Sempre senza rinunciare alla qualità e all’eccellenza del risultato finale in tazza che caratterizza le referenze del marchio.

Facile da preparare, basta aggiungere solo latte o una bevanda vegetale nella cioccolatiera, la Cioccolata Bianca al Tè Verde Matcha è disponibile in confezione da 15 bustine da 30 g l’una con la nuova grafica ispirata alle decorazioni tradizionali delle porcellane cinesi. Bustine vendibili anche singolarmente nei bar per il consumo domestico e la regalistica e ideali per la composizione di confezioni regalo originali e distintive.

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Mare Mio by Gin Mare ripulisce le acque di Capri
Presentati con un video i risultati del secondo anno dell’operazione Mare Mio by Gin Mare in collaborazione con Marevivo Onlus.

Grande successo del progetto Mare Mio by Gin Mare volto a ripulire le acque del mare di Capri. Il celebre Mediterranean Gin ha così voluto supportate questa meritoria operazione ecologica visto che parte del suo successo è dovuto alla aromatizzazione con i Limoni di Capri/Sorrento Igp. Creato dalla spagnola Vantguard, recentemente Gin Mare è passato in proprietà all’americana Brown-Forman, mentre la distribuzione è rimasta a Compagnia dei Caraibi.

La presentazione dei risultati del secondo anno del progetto Mare Mio by Gin Mare (in collaborazione con Marevivo Onlus) a cura dell’agenzia SpoonGroup, è avvenuta a Casa Lago di Milano, con un apposito video “Capri sott’acqua” presentato dall’eco-sub Marco Spinelli. Presenti Cristina Dotti, Marketing Manager e Cristina Gutierrez Mora, Sales Analyst di Brown-Forman Italia.

Sono circa 600 kg i rifiuti raccolti e sottratti dalle acque che circondano l’isola di Capri, la perla del Mediterraneo.
Il progetto Mare Mio promosso da Gin Mare consiste nel ripulire le acque e le grotte capresi dai rifiuti emersi, da maggio a settembre 2022 di prima mattina ha effettuato regolari uscite in mare con un gozzo, l’imbarcazione tipica di Capri usata da secoli dai pescatori isolani.

Avviata nel 2021, l’operazione Mare Mio quest’anno si è arricchita della collaborazione di Marevivo, l’associazione nazionale riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente, con più di 30 anni di esperienza nella tutela dei mari e delle sue risorse. Questa partnership ha permesso di analizzare e catalogare i rifiuti e provvedere al corretto smaltimento.

L’analisi e la mappatura del materiale raccolto hanno messo in evidenza l’abbondante e predominante presenza della plastica che rappresenta oltre 1/3 della quantità dei rifiuti rinvenuti. Gli oggetti più diffusi sono stati i materiali come incarti di caramelle e patatine, cannucce, forchette, coltelli, cucchiai, sacchetti, contenitori e bottiglie di plastica, tra i ritrovamenti ricorrenti anche gli attrezzi da pesca come lenze e reti abbandonate.

Un risultato che colpisce e fa riflettere su quanto ancora ci sia superficialità nell’agire di tutti noi quando si buttano inavvertitamente piccoli oggetti in acqua che hanno però un grande impatto sull’ecosistema senza pensare al dovere di salvaguardare l’ambiente a favore delle generazioni future. Generazioni coinvolte grazie alla collaborazione tra Mare Mio e Marevivo, che hanno promosso a fine agosto una giornata dedicata alla pulizia del mare con l’aiuto di volontari armati di canoe e retini.

Questa call to action non si è fermata all’offline, ma ha animato per tutto il periodo estivo anche i canali social e coinvolto la community digitale di Gin Mare, per sensibilizzare, educare e sottolineare ancora una volta l’obiettivo del marchio volto alla cura e alla preservazione del Mar Mediterraneo, a cui deve la sua essenza.

A corollario di questa importante attività, Gin Mare ha realizzato un documentario-video dal titolo “Capri sott’acqua”, un racconto del videomaker e social activist Marco Spinelli. Il documentario è dedicato al racconto dell’ambiente marino caprese e delle specie che popolano il Mare nostrum e vuole essere anche un manifesto per promuovere pratiche etiche e consapevoli volte a preservare e mantenere un equilibrio a salvaguardia di noi stessi e del nostro ecosistema. Con questo progetto Gin Mare va ad arricchire la web serie “Voci di Capri” lanciata lo scorso anno, dove si dipinge l’autenticità dell’isola attraverso i racconti di alcuni dei suoi abitanti più rappresentativi. Da oggi si potrà vivere e scoprire anche com’è Capri sott’acqua.

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Barawards, i protagonisti: Chiara Bergonzi
Intervista alla vincitrice del Premio Brand ambassador Coffee&more dell’anno a Barawards 2021: «È fondamentale fornire dei contenuti: ricette, tutorial, consigli. Con costanza»

Non solo miscelazione. La piacentina Chiara Bergonzi, trentasette anni, è stata premiata come Brand ambassador dell’anno nel segmento caffè, dimostrando l’evoluzione e l’allargamento del settore. Se l’idea di brand ambassador è quasi sempre associata con il mondo del bar notturno (distillati, liquori), la caffetteria sta stabilmente appropriandosi di dinamiche simili: «Paradossalmente, è una figura cresciuta enormemente in tempo di pandemia. Con le chiusure, l’attività è esplosa nel digitale, per cui è andata rendendosi sempre più utile una buona comunicazione, con figure di riferimento». Adesso, inoltre, il mondo dell’ospitalità si sta rendendo conto dell’importanza di un caffè di qualità, che richiede anche una formazione di livello: «Il caffè richiede competenza. Il comparto Horeca necessita di tecniche e consigli di cui il consumo di caffè casalingo non ha bisogno; è per questo che la figura del brand ambassador si fa strada, noi ad esempio organizziamo anche tour professionali, training».

Bergonzi è ormai da 15 anni protagonista del settore: già a ventidue anni passò dal gestire una caffetteria propria a un locale che le permise di avvicinarsi anche agli aspetti gestionali e manageriali, fino all’approccio con la latte art, cui è stata introdotta dal guru Luigi Lupi. Dal 2012 al 2014 tre titoli nazionali di specialità consecutivi, poi una sequela di certificazioni e successi (nel 2021 è capogiudice internazionale per la Specialty Coffee Association): nel 2018 fonda la microroastery LotZero a Milano, ed è autrice di due libri editi da Heopli.

Ma cosa rende un brand ambassador del caffè, una figura valida? «Serve una comunicatività di alto livello, è la prima cosa che penetra nell’impatto con il consumatore. Al tempo stesso è fondamentale contribuire all’esperienza, fornire dei contenuti: non si tratta solo di aspetto o packaging, ma di ricette, tutorial, consigli. E poi sicuramente la costanza: rappresentare un brand o un prodotto significa essere presenti sempre, credere negli stessi valori e farli propri».

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