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Gin Mare scende in campo con il Como 1907
Gin Mare Como 1907
Il gin mediterraneo fa il suo debutto nel mondo dello sport affianco del Club lariano del quale è official supplier per la stagione 2026-2027 della Serie A. Una collabotazione tra due marchi premium, che mette insieme calcio, ospitalità, intrattenimento e lifestyle sulle rive del Lago di Como

Gin Mare debutta nel mondo dello sport. Per farlo sceglie l’Italia, scendendo in campo al fianco del Como 1907, squadra rivelazione dello scorso campionato di Serie A, dove, arrivata da neopromossa, si è piazzata al quarto posto, guadagnandosi la storica qualificazione per la Champions League. Il gin mediterraneo di Brown-Forman è diventato official supplier del Club lariano per la stagione 2026-2027, dando vita a una collaborazione che mette al centro hospitality, intrattenimento ed esperienze esclusive, con l’obiettivo di creare nuovi momenti di relazione e condivisione attorno alle partite.

Una partnership che nasce da una sintonia piuttosto evidente tra le due realtà. Da una parte Gin Mare, marchio diventato un riferimento per i gin lover e capace di costruire attorno al prodotto un immaginario fatto di Mediterraneo, eleganza e convivialità. Dall’altra il Como 1907, rilevato nel 2019 dai fratelli miliardari indonesiani Hartono, tra i 100 uomini più ricchi al mondo secondo l’annuale classifica di Forbes, che ne hanno fatto una piattaforma per costruire un brand premium capace di unire calcio, lago, turismo e lifestyle. Un progetto che trova nel territorio la sua naturale estensione: il Lago di Como, destinazione iconica e riconosciuta a livello internazionale per la sua eleganza, l’offerta di ospitalità di alto livello e la capacità di attrarre un pubblico cosmopolita. Un posizionamento che, proprio come quello di Gin Mare, punta dunque ad andare oltre il prodotto e oltre lo sport.

«Siamo orgogliosi di scendere in campo al fianco del Como 1907 per questa stagione di Serie A – ha commentato Cristina Dotti, head of marketing di Brown-Forman Italy -. Il Lago di Como rappresenta oggi un luogo dove l’eleganza incontra la natura, esattamente come avviene in ogni bottiglia di Gin Mare. Insieme porteremo l’autentico spirito dell’ospitalità mediterranea negli spazi più esclusivi del club, creando momenti di condivisione unici per tifosi e appassionati».

Palla all’ospitalità

Il cuore dell’operazione sarà l’hospitality. All’interno dello stadio Sinigaglia e nelle location più suggestive del territorio comasco, Gin Mare sarà protagonista con il Mare Tonic e i suoi cocktail signature, accompagnando i momenti di accoglienza e convivialità prima e dopo le partite.

La partnership avrà però anche una dimensione più ampia. Il logo Gin Mare sarà presente a bordo campo durante le gare casalinghe e il brand troverà spazio sui canali social del Como 1907, sul magazine ufficiale, su Como TV e nella newsletter del Club. Per due appuntamenti della stagione, inoltre, Gin Mare sarà match sponsor, con un’attivazione ancora più immersiva all’interno dell’esperienza di gara.

La collaborazione guarda anche alla relazione con clienti e stakeholder, attraverso occasioni pensate per trasformare la partita in un momento di networking. Gli ospiti del brand potranno assistere alle gare dalla tribuna coperta, con accesso riservato all’area hospitality, mentre sei Warm Up Experience permetteranno di vivere il pre-partita da una prospettiva decisamente privilegiata: a bordo campo, a pochi passi dai protagonisti e nel cuore del Sinigaglia, prima del calcio d’inizio.

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L’espresso perfetto. Un’acqua ben filtrata, l’arma segreta per il caffè
Scarica la 3a puntata della guida all’Espresso perfetto, dedicata al trattamento dell’ingrediente più presente in tazzina: l’acqua

L’acqua è il primo ingrediente di un espresso: costituisce il 92% del totale ed è a tutti gli effetti un alimento. L’acqua di rete è composta da tre ingredienti principali. A seconda del suo percorso dalla fonte alla macchina per l’espresso, contiene diversi sali minerali, responsabili del gusto e del mouthfeel dell’acqua e quindi dell’espresso. Al fine di renderla potabile, gli acquedotti inseriscono il cloro, che ha un effetto negativo sull’espresso (ossida la parte grassa del caffè, sbiancando e “aprendo” la crema; appiattisce le note aromatiche del prodotto in tazza) e può dare percezioni olfattive quali disinfettante, medicinale, luogo chiuso, muffa, sughero. Infine, nel suo percorso all’interno dell’impianto idrico l’acqua incontra composti organici che nuovamente hanno un impatto negativo sulla parte aromatica e olfattiva. Per ottenere un’acqua ideale è importante filtrarla, rimuovendo cloro e composti organici, e regolando la mineralizzazione: un’acqua troppo dura, con una presenza eccessiva di sali, dà un espresso con note amare marcate e poco aromatico; se al contrario è troppo dolce, vengono meno il corpo e lo sviluppo della crema, mentre si esalta l’acidità.

«L’acqua svolge un ruolo chiave nella buona riuscita di un espresso, per questo è importante che il barista comprenda che è una risorsa – afferma Elena Scordamaglia, marketing manager b2b e Water sommelier di Brita Italy -. Con un buon sistema di filtrazione, posto tra l’impianto idrico e la macchina espresso, è possibile regolare le caratteristiche dell’acqua, dunque dell’espresso. Ad esempio, regolando il bypass in testata è possibile “giocare” per bilanciare in tazza amarezza, dolcezza e acidità. È un modo interessante per aumentare la propria professionalità ed essere sempre più padrone dell’ultima trasformazione del caffè». Tè e tisane richiedono un’acqua bilanciata non troppo dura, senza composti organici né cloro. Per questo molte macchine hanno un erogatore dedicato, in cui l’acqua non viene dalla caldaia (dove spesso è molto basica), ma direttamente dal filtro; in sua assenza si consiglia l’utilizzo di una caraffa filtrante e un boiler separato. L’acqua da bere prima dell’espresso deve essere filtrata (con caraffa o filtro), servita a temperatura ambiente e naturale; chi la beve fredda o gassata, non potrà cogliere appieno il gusto del caffè.

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I parametri ideali dell’acqua

L’acqua non è tutta uguale: la sua composizione varia da zona a zona. Può contenere sali minerali, cloro, calcare e altre sostanze che influenzano il gusto dell’espresso. Tre i parametri principali da monitorare.

1. Durezza totale (presenza di sali di calcio e magnesio): dev’essere compresa tra 50 e 175 ppm (tra 3 e 10 gradi tedeschi). Influisce su gusto e aroma dell’espresso: un’acqua dura dà più corpo e riduce gli aromi, una più dolce sottolinea l’acidità e riduce il corpo.
2. Alcalinità (capacità dell’acqua di resistere a variazioni del pH): dev’essere compresa tra 40 e 75 ppm di CaCO3 (carbonato di calcio) per mantenere il giusto profilo aromatico del caffè, senza renderlo troppo acido o piatto.
3. pH (il grado di acidità): il valore ideale è tra 6 e 8, vicino alla neutralità (7) per permettere di avere in tazza un espresso con un buon bilanciamento aromatico; qualsiasi scostamento da questo range influenza l’equilibrio dei sapori in tazza.

I sistemi di filtrazione

· Addolcitore manuale o automatico: interviene solo sui sali minerali, trattiene calcio e magnesio e rilascia sodio. Non si forma calcare, ma l’acqua è piuttosto dura (conferisce amarezza all’espresso) e non filtra né il cloro né i composti organici. Richiede interventi periodici.

· Filtro a cartuccia: l’acqua attraversa la cartuccia filtrante che trattiene cloro, composti organici e, regolando il bypass (la versione smart analizza l’acqua e lo fa in automatico) dà la giusta mineralità. Non serve un allacciamento elettrico,
è costante e si sostituisce in media ogni anno.

· Sistemi a osmosi inversa: sono necessari dove c’è un’acqua problematica, ad esempio quella salmastra o corrosiva. Il sistema meccanico fa passare l’acqua attraverso due membrane che tolgono qualsiasi sostanza contenuta in essa; si deve poi fare un nuovo passaggio per la giusta rimineralizzazione.

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I rye whiskey WhistlePig la nuova esclusiva di Meregalli
WhistlePig 10 Years Old Rye
A entrare nel catalogo dell’azienda tre espressioni invecchiate 10, 12 e 15 anni della distilleria del Vermont, nata nel 2007 per riportare la segale al centro del whiskey americano

I rye whiskey WhistlePig sono la novità che arricchisce il catalogo di distillati di Meregalli Spirits. La distilleria è nata nel 2007 a Shoreham, in Vermont, lontano dai principali distretti più conosciuti della produzione Usa, con l’obiettivo di riportare la segale al centro del whiskey americano, valorizzandone il carattere distintivo. E alla materia prima il marchio ha legato la sua identità fin dall’inizio.

La segale utilizzata proviene in gran parte dai terreni della fattoria sulla quale sorge la distilleria, un’area di 500 acri con campi di cereale e colture sperimentali, querce locali, acqua di pozzo e boschi di aceri.

La segale viene distillata in alambicchi discontinui in rame, tecnica che permette di preservarne il carattere e di valorizzarne la personalità. Il risultato è uno stile riconoscibile, dove la nota speziata tipica del rye whiskey emerge con energia, ma trova equilibrio in una struttura più profonda e complessa.

Sperimentazione e ricerca di nuove interpretazioni del whiskey di segale, attraverso lunghi invecchiamenti e affinamenti in botti selezionate, sono altri elementi centrali nella definizione del profilo dei WhistlePig. Un approccio avviato sotto la guida di Dave Pickerell, master distiller di grande esperienza, venuto a mancare nel 2018, e oggi portato avanti da una squadra a guida femminile, con Liz Rhoades responsabile dello sviluppo del whiskey e Meghan Ireland master blender.

Un altro elemento cruciale è, infatti, l’invecchiamento, espressione del profondo legame tra il marchio e il Vermont. Le botti più rappresentative di WhistlePig sono infatti realizzate con rovere proveniente dalla fattoria e dalle zone circostanti. Il clima freddo della regione, con una stagione di crescita più breve, porta gli alberi a sviluppare un numero maggiore di anelli di crescita e, durante la maturazione, questi contribuiscono a dare maggiore intensità e ricchezza al profilo aromatico del whiskey.

Le tre espressioni arrivate in Italia

Tre le espressioni invecchiate 10,12 e 15 anni della distilleria che Meregalli porta in Italia. WhistlePig 10 Years Old Rye (alc 50% in vol), ottenuto da sola segale, si caratterizza per la struttura equilibrata e il profilo speziato, con note di pimento, scorza d’arancia, anice e rovere, accompagnate da una nota carbonizzata e da ricordi di caramello. Dolce al sorso, con accenni di caramello e vaniglia, seguiti da una speziatura di segale e note mentolate, è da servire liscio, on the rocks, ma lavora bene anche in miscelazione, in particolare come base per il Manhattan.

WhistlePig 12 Years Old Rye (alc 43% in vol) è invece il risultato di 12 anni di invecchiamento in botti nuove di rovere americano e di un successivo affinamento in tre diverse tipologie di botti, Madeira, Sauternes e Porto, che ne arricchiscono il profilo con note fruttate di albicocca, datteri, uvetta e prugne.

Tra le espressioni più longeve della distilleria, WhistlePig 15 Years Old Rye (alc 46% in vol) invecchia per 15 anni in botti di rovere americano per poi affinare sei mesi in botti realizzate con rovere della tenuta. Il profilo aromatico è dominato da note di caramello, vaniglia e rovere uniti ad accenni di pimento e arancia bruciata. Il sorso è caldo e cremoso, con note di butterscotch e spezie da forno unite a cuoio e tabacco.

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San Benedetto si conferma al vertice del beverage analcolico italiano
San Benedetto sede Scorzè
L’ultimo report di GlobalData conferma il Gruppo veneto come primo operatore assoluto nel mercato italiaco con una quota a volume del 17,3%

Per l’undicesimo anno consecutivo, Acqua Minerale San Benedetto si conferma il primo gruppo in assoluto nel mercato italiano del beverage analcolico. A certificare il traguardo è la rilevazione GlobalData 2026, società internazionale di ricerca e consulenza con sede a Londra, considerata tra le voci più autorevoli nell’analisi dei mercati globali delle bevande, basata sui dati di mercato relativi al 2025, secondo cui il Gruppo raggiunge una quota a volume del 17,3%.

Un risultato che consolida il posizionamento di San Benedetto come total beverage company, con una presenza articolata nelle principali categorie, sia nel fuori casa sia nel consumo domestico. La strategia del Gruppo si basa infatti su un portafoglio diversificato, capace di presidiare segmenti differenti e di intercettare occasioni di consumo e stili di vita sempre più diversificati.

I primati di marca

Al primato complessivo del Gruppo di Scorzè (Venezia) si affiancano quelli di marca in diverse categorie di bevande. San Benedetto detiene il primo posto a volume nel segmento dell’acqua minerale, con una quota dell’11,1%, del tè freddo, dove raggiunge il 28,1%, e delle bibite gassate no cole low calorie, con una quota del 29,7%.

Particolarmente rilevante anche la performance di Schweppes, prodotto e commercializzato in Italia da San Benedetto, che guida il mercato delle toniche con una quota del 53,1%. Nel segmento degli sport drink, invece, è Energade a primeggiare, con una quota del 37,4%, mentre il Gruppo detiene il primato anche nelle enhanced water, categoria nella quale raggiunge una quota a volume del 42,3%.

Numeri che restituiscono la fotografia di un Gruppo capace di leggere le trasformazioni del mercato del beverage analcolico e impegnato a sviluppare un’offerta in grado di interpretare l’evoluzione dei consumi.

Una leadership che guarda al futuro

«Essere riconosciuti per l’undicesimo anno consecutivo come primo Gruppo del beverage analcolico italiano rappresenta per noi un motivo di grande orgoglio e, allo stesso tempo, una responsabilità – ha commentato Enrico Zoppas, presidente e amministratore delegato del Gruppo San Benedetto -. Questo risultato premia una visione di lungo periodo, la forza dei nostri marchi e la capacità di esprimere competenze in categorie molto diverse tra loro».

Il consolidamento del primato non rappresenta però soltanto un traguardo, ma anche un nuovo punto di partenza San Benedetto, come sottolineato dallo stesso numero uno del Gruppo: «Una conferma che ci spinge a esplorare nuove opportunità di crescita con ancora maggiore entusiasmo e determinazione, continuando a innovare e a creare valore per i consumatori e per l’intera filiera».

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Cimbali Group, la sfida della sostenibilità parte dalle macchine
Cimbali Group sostenibilità
Dal taglio dei consumi delle macchine professionali alla qualificazione della supply chain, fino alle iniziative per persone e territorio: il percorso di Cimbali Group verso un modello industriale più efficiente e responsabile

Efficienza energetica, filiera responsabile e innovazione di prodotto sono i pilastri sui quali si fonda l’impegno di Cimbali Group verso un modello industriale sempre più sostenibile. A dare conto del percorso portato avanti dal gruppo è il Report di sostenibilità 2025, Our blend for the future, redatto secondo gli European Sustainability Reporting Standards (Esrs), che fa il punto dei risultati raggiunti nell’anno lungo l’intera filiera, dalla progettazione delle macchine professionali per caffè fino al rapporto con fornitori, dipendenti e professionisti del fuori casa.

Sul fronte energetico il report sottolinea come l’81,4% dell’energia elettrica consumata dal Gruppo sia generata da fonti rinnovabili, quota che arriva al 100% negli stabilimenti italiani. Riguardo le emissioni di gas serra, Cimbali Group calcola il suo impatto secondo il Ghg Protocol, il principale standard internazionale, con particolare attenzione alle emissioni Scope 3, ovvero le emissioni indirette che avvengono nella catena del valore, che rappresentano il 90% del totale e dovute in primo luogo all’utilizzo delle macchine da parte dei clienti. Dagli studi Lca (analisi del ciclo di vita) che il Gruppo conduce dal 2021 per valutare l’impatto ambientale delle proprie macchine, emerge infatti che circa l’80% dell’impatto sia legato al consumo energetico durante la fase d’uso. Non stupisce, pertanto, che uno dei cardini della strategia green, supportato da importanti investimenti, sia lo sviluppo di tecnologie destinate a migliorarne l’efficienza energetica.

Innovazione e progettazione sostenibile

Da questo punto di vista, uno dei principali risultati riguarda l’allineamento anticipato de LaCimbali M40 con i più avanzati standard energetici, anticipando le future regole europee. La macchina è infatti già conforme ai requisiti di consumo energetico dello standard volontario EN 50730 approvato nel 2025. I test effettuati sulla base del nuovo protocollo hanno certificato una riduzione dei consumi di oltre il 30% nell’arco di una giornata tipo e del 47% in modalità ready-to-use rispetto al modello precedente.

Di un approccio di progettazione orientato all’efficienza energetica, al riutilizzo e riciclo dei materiali, all’allungamento della vita utile, alla facilità di manutenzione, riparabilità e ricondizionamento delle macchine sono espressione anche le due nuove soluzioni lanciate nel corso dello scorso anno: la LaCimbali Supera, piattaforma modulare di macchine superautomatiche pensata per contesti diversi, ed Ermes Dual, il macinadosatore a doppio utilizzo che passa con precisione dalla macinatura per espresso a quella per filtro.

In questa strategia rientra anche il percorso di qualificazione della supply chain, finalizzato alla riduzione dell’intensità emissiva dei componenti acquistati. Nel 2025 il monitoraggio Esg ha interessato il 68% del valore complessivo degli acquisti, coinvolgendo 67 fornitori valutati secondo criteri ambientali, sociali e di trasparenza. Una rete prevalentemente nazionale e locale che contribuisce a contenere l’impatto ambientale della logistica e a generare valore nei territori.

Persone, benessere e cultura aziendale

Non minore l’impegno sul fronte sociale, a partire dalla parità di genere, per la quale il Gruppo vanta da tempo la certificazione UNI/PdR 125. Lo scorso anno è stata avviata anche la prima indagine Great Place to Work, utilizzata come strumento di ascolto dei dipendenti e di miglioramento dell’ambiente di lavoro, con cinque filiali estere (Regno Unito, Germania, Svizzera, Spagna e Cina) che hanno ottenuto la certificazione.

Tra le iniziative di welfare spicca il Mumac Summer Camp, progetto dedicato ai figli dei dipendenti e ai bambini della comunità locale, che ha trasformato il museo d’impresa del Gruppo in uno spazio educativo e ricreativo durante il periodo estivo.

Ma il 2025 è stato l’anno di un altro importante traguardo per il Mumac, riconosciuto ufficialmente come Museo d’Impresa da Regione Lombardia. La struttura ha accolto oltre 6.100 visitatori, mentre la Mumac Academy, il centro di formazione e divulgazione del Gruppo, ha formato oltre 3.900 professionisti, contribuendo alla diffusione della cultura del caffè e di pratiche più sostenibili nell’uso delle risorse.

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Unigrà acquisisce Ce.Di.Al. Roma e si rafforza nel Lazio
Unigrà
Il gruppo ravennate rileva il 100% della società romana, attiva nella distribuzione di materie prime e semilavorati per pasticceria, gelateria e industria dolciaria, rafforzanso la presenza commerciale nel territorio laziale

Unigrà si rafforza nel Centro Italia. Il gruppo di Conselice (Ravenna) ha acquisito il 100% del capitale sociale di Ce.Di.Al. Centro Distribuzione Alimentari, società con sede legale a Roma specializzata nella distribuzione di ingredienti, materie prime e semilavorati per il settore alimentare e dolciario. L’operazione è stata realizzata rilevando l’intera partecipazione detenuta dal Cav. Delio Chimenti e dalla sua famiglia.

Unigrà produce e commercializza ingredienti e semilavorati per gelateria, pasticceria e panificazione, rivolgendosi sia alla grande industria alimentare sia ai professionisti del canale artigianale, distribuendo i propri prodotti in oltre 100 Paesi. Con questa acquisizione punta a rafforzare ulteriormente il presidio del mercato italiano, in particolare nell’area di Roma e nel Lazio, per garantire una vicinanza ancora maggiore alla clientela del territorio. L’obiettivo è di rispondere con sempre maggiore puntualità e precisione alle esigenze degli operatori professionali, confermando così la centralità del cliente nella strategia del gruppo.

«L’unione di Unigrà con questo storico distributore nell’area di Roma rappresenta un passo strategico fondamentale per rafforzare la nostra presenza sul territorio e avvicinarci ulteriormente ai nostri clienti – ha commentato Gian Maria Martini, amministratore delegato di Unigrà -. Questa operazione ci consentirà di ampliare la qualità del servizio, valorizzare competenze consolidate e accelerare il nostro percorso di crescita nel mercato dei semilavorati per il settore alimentare e dolciario».

Fondata nel 1976, Ce.Di.Al. Roma è infatti una realtà di riferimento nel Lazio per la distribuzione di materie prime e semilavorati destinati a pasticceria, panificazione, gelateria e industria dolciaria. La società porta quindi nel gruppo un’esperienza maturata in cinquant’anni di attività e un solido patrimonio di relazioni costruito sul territorio.

«Con questa operazione, la nostra azienda entra a far parte di un gruppo capace di garantire continuità e nuove prospettive a un percorso costruito negli anni con impegno e passione – ha dichiarato il Cav. Chimenti –. Sono orgoglioso di aver posto le basi affinché questa realtà possa proseguire il proprio sviluppo, forte di risorse e competenze più ampie, mantenendo intatto il legame con i clienti che ne hanno accompagnato la crescita fino ad oggi».

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Cynar Spritz ancora in campo con il Venezia Fc
CYNAR SPRITZ E VENEZIA FC_SPOT
L’aperitivo si conferma main spansor del Club lagunare anche per la stagione 2026-2027. E celebra la collaborazione con una campagna che racconta il rito del pre-partita dei tifosi arancioneroverdi

Il 23 agosto è ripartito il campionato in Serie A, che quest’anno rivede in campo anche Cynar Spritz. L’aperitivo a base di Cynar, prosecco e soda si conferma anche per la stagione 2026-2027 main sponsor del Venezia Fc, compagine al suo ritorno nella massima serie dopo una stagione in B. Per celebrare l’avvio del campionato il marchio ha lanciato una nuova campagna dedicata al Club e ai suoi tifosi, trasformando la sponsorizzazione in un racconto che mette insieme calcio, aperitivo e identità veneziana.

Il nuovo spot rappresenta lo spin-off di Contro il logorio della vita moderna, la campagna di comunicazione che all’inizio dell’estate ha riportato in vita, dopo 40 anni, uno degli slogan più iconici della pubblicità italiana: quello del famoso spot tv dove Ernesto Calindri si sedeva ad un tavolino, in mezzo al traffico cittadino, sorseggiando un Cynar.

Il rituale del pre-partita

Se nella campagna nazionale il messaggio invita a vivere il “logorio” con un atteggiamento diverso, il nuovo capitolo lo porta nel cuore della tifoseria veneziana. Qui il momento da vivere contro lo stress della vita quotidiana è quello che precede la partita: il percorso verso lo stadio, gli incontri con gli amici, le bandiere, le chiacchiere e, naturalmente, l’immancabile Cynar Spritz.

Il pre-partita diventa così un vero e proprio rito collettivo, parte integrante dell’esperienza di vivere il calcio a Venezia. E lo spot racconta l’attesa della gara attraverso gli occhi della comunità arancioneroverde, legando il marchio ai momenti di condivisione che accompagnano ogni giornata di campionato.

La campagna è ambientata tra Sant’Elena e via Garibaldi, in alcuni degli angoli più caratteristici e vissuti della città. Tra calli, bacari e luoghi simbolo del quartiere compare anche Le Colonnette, locale brandizzato Cynar e punto di riferimento per l’aperitivo veneziano. Il brand entra così nel racconto senza interromperlo, diventando parte di quelle abitudini che si ripetono prima di ogni partita.

Anche dal punto di vista creativo lo spot mantiene un legame diretto con la campagna nazionale. La regia e il linguaggio visivo restano infatti gli stessi, così come l’utilizzo del piano sequenza, che accompagna senza soluzione di continuità il racconto e restituisce la sensazione di una giornata vissuta insieme dai tifosi.

On air su Dazn, la campagna sarà inoltre accompagnata da una serie di iniziative sul territorio, pensate per rafforzare il rapporto tra Cynar, il Venezia Fc e la città. Tra queste la coreografia realizzata allo stadio Pier Luigi Penzo per festeggiare il ritorno della squadra arancioneroverde in Serie A e, nei prossimi giorni, la presentazione della terza maglia del Venezia Fc durante il Festival del Cinema di Venezia.

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La drink list per l’estate firmata Pallini
Il Limoncello della casa, anche nella versione analcolica, distillati di agave e rum protagonisti delle cinque ricette create dalla storica distilleria per la stagione calda. Tra nuove combinazioni di gusto, sperimentazione e attenzione verso un bere più consapevole

Guarda a un bere più consapevole, inclusivo e orientato alla sperimentazione la drink list per l’estate firmata Pallini. Cinque cocktail pensati per arricchire l’offerta dei bar nella stagione calda e regalare ai loro clienti un viaggio tra nuove combinazioni di aromi e sapori. Protagonisti delle creazioni alcune referenze del catalogo della storica distilleria romana, a partire dall’iconico Pallini Limoncello e dalla sua estensione analcolica, Limonzero, pensata per intercettare il trend del bere consapevole. Per continuare con i mezcal Xamán Espadín e Nuestra Soledad Matatlán, il Tequila Ghost e Agavesito, lo sciroppo di agave bio frutto della collaborazione tra Cristian Bugiada, Claudio Sblano e Roberto Artusi, espressioni di un altro trend della miscelazione contemporanea che vede i distillati d’agave sempre più al centro delle creazioni dei bartender e dell’interesse di un pubblico desideroso di esplorare questo mondo. Non mancano poi due espressioni della liquoristica italiana, quali il Maraschino Pallini, ottenuto dall’infusione in alcol delle marasche di Zara, e Amante 1530, l’aperitivo a base di agrumi italiani, zenzero e caprifoglio a marchio Il Palagio e prodotto da Pallini, e il rum bianco Conde de Cuba Silver. Completa la selezione di ingredienti Dr. Yanni’s Magic Foamer, una base vegetale, alternativa all’albume, per ottenere texture e schiume per la miscelazione.

I cinque cocktail

Passando alla drink list (in fondo le ricette complete), la proposta si apre con Limones y Concheros, giocato sul dialogo tra le note agrumate del limone Sfusato Amalfitano del Pallini Limoncello e quelle minerali e dai leggeri sentori affumicati del mezcal Nuestra Soledad Matatlán. Agavesito esalta il delicato sapore dell’agave, mentre il succo di lime dona tensione alla ricetta.

In Ghost on Fire il calore speziato e la morbidezza setosa di Tequila Ghost incontrano la freschezza del succo di lime. Agavesito bilancia il sorso, mentre il bordo di Sal de Gusano e il peperone disidratato aggiungono una dimensione sapida e ne rafforzano la nota speziata, completando la presentazione con un tocco moderno e sofisticato.

Not the Same Hemingway è invece un’elegante reinterpretazione dell’Hemingway Special, a sua volta variante del Daiquiri creata in onore dello scrittore americano. La base è il raffinato rum bianco Conde de Cuba Silver che si unisce a succo di lime, sciroppo di zucchero e Maraschino Pallini. Completa il drink un top di soda al pompelmo rosa.

Dall’incontro tra l’anima affumicata del mezcal Xaman Espadín e la complessa aromaticità di Amante 1530 prende vita Amante Messicano. La nota dolce di agave data da Agavesito si fonde con la freschezza del succo di lime, impreziosita dalla vivacità della soda al pompelmo rosa che dona slancio al miscelato.

Chiude la drink list Smash up, una raffinata proposta analcolica, dal carattere fresco ed equilibrato. Protagonista del cocktail è il vivace aroma mediterraneo di Limonzero che si sposa con la dolcezza di Agavesito e la nota acida del lime. Gli oli essenziali di basilico portano una fresca nota erbacea, Dr. Yanni’s Magic Foamer crea una schiuma che dona al drink una texture morbida e vellutata e il top di soda completa il tutto con una vivace nota frizzante.

Le ricette

Limones y Concheros

Pallini LIMONES Y CONCHEROS
Ingredienti:
3 cl Pallini Limoncello, 3 cl Nuestra Soledad Matatlàn, 1 cl Agavesito, 1,5 cl succo di lime
Preparazione:
Shake & Strain
Bicchiere:
coppa precedentemente raffreddata con il bordo coperto di sale
Guarnizione:
una rondella di lime essiccata

Ghost on Fire

Pallini GHOST ON FIRE
Ingredienti:
5 cl Tequila Ghost, 3 cl succo di lime, 1,5 cl Agavesito
Preparazione:
Shake & Strain
Bicchiere:
coppetta raffreddata con metà bordo coperto di Sal de Gusano
Guarnizione:
peperone disidratato

Not the Same Hemingway

Pallini NOT THE SAME HEMINGWAY
Ingredienti:
4,5 cl Conde de Cuba Silver, 2 cl succo di lime, 1 cl sciroppo di zucchero, 1,5 cl Maraschino Pallini, soda al pompelmo rosa
Preparazione:
Shake & Strain
Bicchiere:
tumbler alto
Guarnizione:
ciuffetto di menta fresca

Amante Messicano


Ingredienti:
2 cl Xaman Espadìn, 3 cl Amante 1530, 1 cl Agavesito, 1,5 cl succo di lime, soda al pompelmo rosa
Preparazione:
build
Bicchiere:
tumbler alto con bordo ricoperto di sale
Guarnizione:
rondella di lime disidratata

Smash up


Ingredienti:
4,5 cl Limonzero, 1 cl Agavesito, 1,5 cl succo di lime, 3 cl soda, 6 gocce Dr. Yanni’s Magic Foamer, 8 foglie di basilico
Preparazione:
Mettere le foglie di basilico nello shaker e pestare delicatamente. Aggiungere gli altri ingredienti, tranne la soda, e shakerare senza ghiaccio. Aggiungere il ghiaggio e shakerare nuovamente e poi filtrare
Bicchiere:
tumbler
Guarnizione:
una foglia di basilico e una scorza di limone

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