Maldon Salt Cocktail Competition: drink e pairing al centro della sfida
Maldon® Salt Cocktail Competition 2026
La quinta edizione del concorso organizzato da Planet One Società Benefit con Montosco Professional invita i bartender a creare una signature experience che abbini un cocktail originale al suo accompagnamento food. Iscrizioni aperte fino al 31 ottobre

Non solo un signature cocktail, ma una vera e propria signature experience Maldon. È la sfida lanciata ai bartender della quinta edizione di Maldon Salt Cocktail Competition.

Organizzato da Planet One Società Benefit e Montosco Professional, importatore per l’Italia del Sale Maldon, il concorso si gioca quest’anno sull’incontro tra drink e food. Ai professionisti della miscelazione viene chiesto di ideare un cocktail originale, un finger food o side in abbinamento e un rituale capace di unirli. Il drink e l’accompagnamento food vanno pensati per dialogare tra loro, creando un percorso di degustazione in cui il gesto del bere e quello dello “stuzzicare” si alternano e si completano.

Un approccio che intercetta il crescente dialogo tra mixology e gastronomia e invita i bartender a esplorare nuovi equilibri di gusto, tra sapidità, speziature e note umami. Non basta quindi creare un buon drink: occorre sviluppare un’idea coerente, valorizzarla attraverso l’abbinamento gastronomico e comunicarla al pubblico.

ISCRIVITI ALLA MALDON SALT COCKTAIL COMPETITION

Sale Maldon protagonista dell’esperienza

Protagonista della competizione è naturalmente il Sale Maldon, da utilizzare come ingrediente strutturale del cocktail e non semplicemente come decorazione. I concorrenti possono scegliere tra la versione Original, la versione affumicata o quella al peperoncino, interpretandone le caratteristiche per costruire equilibrio, contrasto e armonia nel bicchiere. Il sale può inoltre diventare il filo conduttore tra cocktail e food, rafforzando il legame tra le due componenti.

Il concorso lascia ampia libertà alla creatività dei professionisti: ingredienti e tecniche di preparazione del cocktail sono liberi, mentre il pairing deve essere semplice, accessibile, coerente con il drink e realizzabile durante la gara.

Il food pairing non vuole infatti trasformarsi in una prova di alta cucina, ma offrire uno strumento in più per ampliare il racconto del cocktail. Anche chi non possiede competenze avanzate in cucina può partecipare: a fare la differenza saranno la qualità dell’idea e la capacità di creare una connessione autentica tra bicchiere e assaggio.

Iscrizioni aperte fino al 31 ottobre

Per partecipare alla Maldon Salt Cocktail Competition 2026 occorre iscriversi sul sito del concorso, dove è possibile visionare e scaricare il regolamento completo, entro il prossimo 31 ottobre, compilando l’apposito form.

Al termine della fase di selezione, gli autori delle 15 migliori ricette accederanno alla fase finale del concorso, in programma a novembre, che incoronerà il vincitore della competizione, cui andrà il riconoscimento di Maldon Brand Ambassador 2027.

ISCRIVITI ALLA MALDON SALT COCKTAIL COMPETITION

 

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Ron Matusalem amplia la collezione Enigma con French Oak
Ron Matusalem French Oak
La nuova referenza invecchia 23 anni in botti di rovere francese ex Bordeaux e completa la collezione ultra-premium del marchio distribuito da Disaronno Group

A 15 anni dal debutto, la collezione Enigma di Ron Matusalem si arricchisce di una nuova referenza. Ad ampliare la gamma ultra-premium del marchio, distribuito da Disaronno Group, è French Oak, una ulteriore espressione dell’arte dell’invecchiamento e dell’esperienza nella selezione dei legni migliori della famiglia Álvarez, fondatrice del brand nel 1872 e che ancora ne detiene la proprietà.

Peculiarità del nuovo Gran Reserva 23 anni è il processo di invecchiamento, che avviene con il sistema Solera, secondo la tradizione di Ron Matusalem, ma utilizzando esclusivamente botti di rovere francese ex Bordeaux. Rispetto al rovere americano, questa tipologia di legno presenta una porosità più ridotta, che rallenta l’interazione tra il liquido e la botte, consentendo un’evoluzione più delicata, misurata e profonda del distillato.

Il risultato è un rum di colore rosso-bruno, elegante e di grande finezza aromatica. Il suo profilo si caratterizza per le raffinate note di frutti rossi, muschio, vaniglia, miele e frutta secca, accompagnate da delicate sfumature speziate ed erbacee.

Le due anime di Enigma

Pensato per gli appassionati di rum di alta gamma, French Oak affianca American Oak, completando la collezione Enigma con due interpretazioni complementari. American Oak, lanciato nel 2010, si distingue per un profilo più intenso, dalle sfumature tropicali e avvolgenti. La nuova referenza punta invece su un carattere più elegante e di ispirazione mediterranea. Due espressioni della stessa filosofia produttiva, che valorizzano il ruolo del tempo, della selezione delle botti e dell’esperienza maturata in oltre 150 anni di tradizione.

La stessa attenzione si ritrova nel design della bottiglia che custodisce i distillati della collezione. La texture è ispirata alla lavorazione del legno, il tappo è in legno con sughero naturale e, insieme al vetro con finitura diamantata, sottolineano la cura dei dettagli e l’alto posizionamento delle referenze. Sul collo della bottiglia spicca, inoltre, il Positive Luxury Butterfly Mark, certificazione indipendente dedicato alle aziende del settore del lusso, che attesta l’impegno dell’azienda sul fronte della sostenibilità.

 

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5. L’espresso perfetto. Le 10 regole per realizzarlo
Scarica le 10 regole base per preparare un caffè espresso perfetto nel tuo bar

Il percorso de L’espresso perfetto giunge a destinazione: interpellando le aziende che lavorano con la qualità come punto fermo – nei settori caffè, attrezzature, pulizia e acqua filtrata – abbiamo pubblicato a puntate i consigli per i professionisti del bar che vogliono servire il re delle proposte del bancone nel migliore dei modi. L’espresso è ancora un caposaldo del bar italiano e con queste 10 regole d’oro si può star certi di proporre al cliente il meglio, in ogni momento della giornata.

Al link qui sotto trovate un pdf scaricabile e stampabile con le 10 regole, che sono anche pubblicate sul numero cartaceo di ottobre di Bargiornale. Un progetto che ha visto la collaborazione di Asachimici-pulycaff, Brita Italy, Caffè Milani e Rancilio Group.

SCARICA IL DECALOGO DELL’ESPRESSO PERFETTO

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Baritalia Food Edition, ecco i vincitori della Sfida del Panino
Baritalia Food Edition 2026
Ottimo debutto per il nuovo evento dedicato ai professionisti delle cucine di bar e ristoranti. Al centro della prima edizione il re della pausa pranzo, che ha visto i professionisti del settore mettersi alla prova nella Sfida del Panino. Ecco tutti i vincitori

Ottimo debutto per Baritalia Food Edition. La prima del nuovo evento targato Bargiornale e Ristoranti di Bargiornale dedicato ai professionisti delle cucine di bar e ristoranti è andata in scena al Garden Loft di Milano. Numerosi i professionisti che non hanno voluto mancare all’appuntamento e al programma di sfide, assaggi, approfondimenti offerti dal ricco men, oltre che alle occasioni di confronto con i colleghi del mondo horeca.

Al centro della prima edizione della manifestazione una delle proposte più iconiche del bar italiano: il panino, protagonista di una competizione pensata per valorizzare la creatività e la professionalità di chi ogni giorno lavora alla sua preparazione.

Cuochi, chef, banconisti e professionisti del settore, in gara sotto le insegne delle aziende sponsor, si sono messi alla prova con La Sfida del Panino, chiamati a ideare una ricetta originale utilizzando almeno due prodotti del paniere ufficiale dell’iniziativa.

A conquistare il primo posto in assoluto è stato Marco Sangiovanni (Bridor). Accanto al vincitore assoluto, sono stati premiati anche i vincitori delle squadre legate alle aziende sponsor. Ecco tutti i premiati e i prodotti protagonisti delle rispettive ricette:

  • Marco Sangiovanni (Bridor): Bun’n’roll 85 g
  • Marina Milan (Bonduelle): Melanzane a cubetti prefritte
  • Antonio L’Abbate (Develey): Salsa Senape Miele Carolina Style
  • Ludovico Bianchi (Ferrarini): Prosciutto cotto alta Qualità “Storie in cucina”
  • Franco Alessandro Sanad (Fresche Idee by Parma Is): Salsa fresca Tzatziki alla greca
  • Emanuele Sacerdote (Menù): Crema di funghi prataioli al tartufo.

La super giuria

A valutare le prove dei concorrenti e a decretare i vincitori è stata una giuria di esperti composta dai rappresentanti delle aziende partner e di alcune delle più importanti catene italiane di ristorazione veloce: Claudio Rizzi (Ferrarini), Davide Dello Stritto (Develey), Federico Floris (Bonduelle), Flavio Zago (GrosMarket), Giuseppe Nacci (Bridor), Marco Maggiali (Fresche Idee by Parma Is), Matteo Di Fabio (Menù), Roberto Barat (Bargiornale), Silvia Rigante (De Santis) e Stefano Campolongo (Autogrill).

Ad affiancare la giuria, in qualità di giudici d’onore, due chef milanesi: Elio Sironi del Ceresio7, e Tommaso Arrigoni di Innocenti Evasioni.

Le masterclass e i banchi di assaggio

Grande la partecipazione dei professionisti anche alle sette masterclass gratuite, altro pezzo forte dell’evento, dedicate alle materie prime, alle ricette e agli ingredienti per la creazione del panino perfetto. Gli incontri hanno rappresentato un’opportunità per approfondire tecniche, lavorazioni e possibili abbinamenti e raccogliere idee e suggerimenti da portare nella propria attività per arricchire ed elevare l’offerta dei locali.

Ad aprire il programma la masterclass Un panino, cento panini di Marco Maggiali (a cura di Fresche Idee by Parma Is), seguita da Federica Ritteri che ha illustrato le possibilità offerte dalle salse e tabasco Devely per creare panini gourmet. È stata poi la volta di Alberto Fiori, che ha approfondito le corrette tecniche di affettatura e conservazione dei salumi (a cura di Ferrarini). Antonio Galata ha invece affrontato il rapporto tra gusto e nutrizione, approfondendo come coniugare questi due aspetti per rispondere alle nuove aspettative dei consumatori (a cura di GrosMarket).

Il programma è proseguito nel pomeriggio con la mastrclass di Giuseppe Nacci Due tradizioni, un panino d’eccellenza (a cura di Bridor), seguito dall’incontro con Fabrizio Milione focalizzato sulle nuove tecnologie del surgelato per gli operatori della ristorazione (a cura di Bonduelle). A chiudere gli incontri la masterclass di Michele Leonardi dal titolo Chiacchiere da bar (a cura di Menù).

A completare il menu della giornata, i banchi d’assaggio delle aziende sponsor, dove i partecipanti hanno potuto scoprire e degustare ingredienti, materie prime e preparazioni pensate per l’occasione dagli chef coinvolti nell’iniziativa.

 

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Pistacchio e frutti rossi per la Red Bull Winter Edition 2026
Red Bull Winter edition 2026
Pistacchio e frutti di bosco protagonisti dell’edizione limitata dell’energy drink dedicata alla stagione fredda

Con il cambio di stagione si rinnova l’appuntamento con la limited edition invernale di Red Bull. La speciale referenza per la stagione fredda è la Winter Edition al gusto Pistacchio e Frutti Rossi e si caratterizza per il gusto caldo e avvolgente.

La nuova proposta unisce le note del pistacchio e dei frutti di bosco, il tutto combinato con un tocco di caramello e completato da delicate sfumature nocciolate e cremose.

Differente nel gusto, la nuova nata garantisce gli stessi benefici funzionali della classica Red Bull Energy Drink. La sua ricetta contiene infatti gli stessi ingredienti principali, ovvero caffeina, 80 g per lattina, quantità pari a quella di una tazzina di espresso, taurina e alcune vitamine del gruppo B, importanti stimolanti per il corpo e la mente e per fornire micronutrienti essenziali per il mantenimento delle normali funzioni corporee, e acqua.

Disponibile fino a fine inverno, è custodita in lattina da 250 ml, dal colore verde pistacchio.

Energia per tutti i gusti

La Red Bull Winter Edition al gusto Pistacchio e Frutti Rossi arricchisce la gamma di energy drink di Red Bull che, oltre all’iconica lattina a rombi blu e argento, disponibile anche nelle versioni Sugarfree e Zero, è stata ampliata negli anni con, appunto, le Red Bull Edition, che abbinano “le ali” di Red Bull Energy Drink con gusti specifici: White Edition al gusto cocco-açai, Red Edition al gusto anguria, Green Edition al dragoncello, Blue Edition al juneberry, Pink Edition Sugarfree al gusto di frutti di bosco, Peach Edition alla pesca e Ice Edition Sugarfree che unisce la dolcezza cremosa della vaniglia al sapore fruttato dei frutti di bosco, arricchito da una nota fredda e balsamica. A queste si aggiungono le speciali edizioni lanciate a inizio inverno ed estate, ogni anno diverse e diventate un immancabile appuntamento stagionale.

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Velier porta in Italia Pegasus, la vodka bio nata in Borgogna
Pegasus Vodka
Debutta in Italia la vodka francese creata da Maxime Girardin, ottenuta da grano biologico e pensata per la mixology di alta gamma. Due le referenze in assortimento: la classica e la ultra-premium Shooting Star

Nasce in Borgogna, regione francese nota per i suoi pregiati vini, la vodka biologica Pegasus, la novità che amplia il catalogo di esclusive di Velier. A produrla è Pegasus Distillerie, fondata nel 2021 da Maxime Girardin a Meursault, nel cuore della regione, una distilleria all’avanguardia, progettata secondo criteri di sostenibilità e alimentata da energia rinnovabile, che adotta sistemi all’avanguardia pensati per preservare e valorizzare le caratteristiche delle materie prime dei suoi distillati.

E proprio le materie prime sono una prima peculiarità della nuova arrivata. Pegasus è infatti ottenuta da grano francese certificato bio, proveniente da filiera locale, sottoposto a distillazioni in colonna singola per estrarre il cuore aromatico del cereale, seguite da una distillazione finale in colonna a riflusso iStill. Un metodo che preserva l’anima e i profumi del grano, garantendo al contempo precisione e un’elevata purezza al distillato. Il distillato viene quindi ridotto lentamente, con tecnica goccia a goccia e a temperatura controllata, utilizzando l’acqua naturale di sorgente prelevata a circa 150 metri di profondità sotto la distilleria, un’acqua che scorre attraverso gli stessi strati calcarei che caratterizzano i vigneti Grand Cru della Borgogna.

Le due espressioni

Il debutto italiano di Pegasus comprende due referenze: Pegasus Vodka disponibile nei formati da 70 cl e da 150 cl, e Pegasus Shooting Star, espressione ultra-premium in edizione limitata da 70 cl, che rappresenta l’espressione più ricercata e sperimentale della distilleria. La prima è una vodka (alc 40% in vol) caratterizzata da purezza, rotondità e struttura, pensata per essere utilizzata nella mixology contemporanea e, in particolare, nel mondo del Martini Cocktail e l’ospitalità di alto livello.

Pegasus Shooting Star (alc 42% in vol) nasce dalla stessa base della classica dalla quale si differenzia per il particolare processo di affinamento. Viene infatti affinata per almeno un anno in un’anfora di terracotta italiana, al centro della quale viene sospeso un autentico meteorite. La porosità del materiale favorisce un lento scambio con l’ossigeno, contribuendo allo sviluppo di maggiore rotondità e complessità, mentre il contatto graduale del liquido con il meteorite conferisce al distillato una sottile impronta minerale, che dona una maggiore profondità e un raffinato finale. Il risultato è una vodka raffinata ed eterea, setosa al palato, dove la morbidezza cremosa del grano si accompagna a delicate note terrose e a una sottile mineralità, con una sensazione finale sapida.

Il debutto a Firenze

L’arrivo in Italia di Pegasus Vodka è stato celebrato da Velier con un evento a Firenze che ha avuto come filo conduttore il tema delle stelle, passaggio quasi obbligato per un marchio che prende il nome dalla costellazione del cielo boreale che raffigura l’omonimo cavallo alato della mitologia greca. La giornata è cominciata nel quartiere di Santa Croce con la Dante Experience dell’attore Sebastiano Spada, dedicata alle stelle che chiudono tutte e tre le cantiche della Divina Commedia, ed è proseguita all’Empireo Rooftop Bar dell’Hotel Plaza Lucchesi, guidato dal bar manager Enrico Cascella, per la masterclass di Girardin e la guest di Dimitri Moizo, bar manager delle Étangs de Corot a Parigi, che ha interpretato Pegasus in miscelazione.

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Barawards 2026: scopri e vota i professionisti candidati alla vittoria
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Scopri i finalisti delle nove categorie che premiano i migliori professionisti del fuori casa e vota i tuoi preferiti. Le votazioni chiudono l’8 novembre. I vincitori saranno svelati durante il Barawards Gala Night Party in programma lunedì 11 genneaio 2027 a Milano

La parola, anzi il voto ora passa ai lettori. Sono aperte le votazioni on line di Barawards 2026, il premio all’ospitalità italiana d’eccellenza organizzato da Bargiornale, Ristoranti di Bargiornale e Hotel Domani. Nove i premi in palio per i professionisti del fuori casa – tra bartender, baristi, cuochi e brand ambassador, incluso un premio al miglior team -, che saranno assegnati nella dodicesima edizione in questa edizione, l’undicesima, di Barawards. I vincitori saranno svelati durante il Barawards Gala Night Party, in programma l’11 gennaio 2027.

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SCOPRI E VOTA I LOCALI FINALISTI

Il panel di esperti del settore ha già espresso le proprie preferenze, stilando le nomination dei professionisti in lizza per la vittoria finale (massimo 30 per ognuna delle categorie in gara), selezionandoli tra le tantissime candidature espresse.

Ora tocca a te: scegli la/le categoria/e per cui vuoi votare ed esprimi fino a 3 preferenze per ogni categoria. Il voto on line contribuirà per il 20% alla definizione della classifica finale.

Le votazioni on line resteranno aperte fino all’8 novembre.

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PREMIO CAMPARI ACADEMY BARTENDER DELL’ANNO

  • Federico Altamura – Tripstillery Navigli – Milano
  • Dan Arellano – Locale Firenze – Firenze
  • Dario Arienzo – Grande Hotel Flora – Roma
  • Francesca Aste – Cabaret Social Bar – Cagliari
  • Paolo Baccino – The Balance – Savona
  • Mirco Bedin – Bakery R&M – Pordenone
  • Alessia Bellafante – Sali – Milano
  • Enrico Bellucci – Salmon Guru – Milano
  • Jonathan Bergamasco – Portico 4 cafè & Lounge bar – Vercelli
  • Peke Bochicchio – Barmacia-soluzioni spiritose – Potenza
  • Riccardo Carli – Jeffer – Pisa
  • Christian Cascone – The roof – Pompei (Na)
  • Manuel Catenazzi – Bar_is_the_name – Busto Arsizio (Va)
  • Vincenzo Crisconio – Dry Milano – Milano
  • Serena Crupi – Belcanto – Taormina (Me)
  • Annafranca Cugusi – Beefbar Cala di Volpe – Cala di Volpe (Ot)
  • Alessandro D’Alessio – Rita’s Tiki Room – Milano
  • Roberto De Leonardis – Volare – Bologna
  • Diego Di Giannantonio – Old Tom – Tagliacozzo (Aq)
  • Andrea Franzò – Barcollo Ortigia – Siracusa
  • Biagio Gennaro – Smile – Roma
  • Alessandra Gilardi – Caffè San Carlo – Torino
  • Andrea Giraldo – Moebius – Milano
  • Nicola Loiacono – Villa Igiea, a Rocco Forte Hotel – Palermo
  • Sacha Mecocci – 701 Rooftop Bar – Firenze
  • Alice Musso – Stravinskj Bar – Roma
  • Matteo Sorace – The Carlton, a Rocco Forte Hotel – Milano
  • Adolfo Urru – Bellavista cocktail bar – Sorrento (Na)
  • Nausica Vitali – Nucleo – Roma
  • Tiziano Zanobini – Funi 1898 – Montecatini Terme (Pt)

PREMIO CAMPARI ACADEMY BARTENDER UNDER 25 DELL’ANNO

  • Gianpaolo Astarita – Bellavista cocktail bar – Sorrento (Na)
  • Daniel Bellomo – Drogheria Bistrò – Genova
  • Gaia Benucci – Rex Firenze – Firenze
  • Ilaria Caterina Bernardi – Stilla Cocktail Republic – Marostica (Vi)
  • Giangiacomo Bistolfi – Langosteria Ally’s bar – Milano
  • Fabio Bottini – Rita’s – Milano
  • Leonardo Brunella – Aleph Rome Hotel, Curio Collection By Hilton – Organics Sky Garden – Roma
  • Enrico Bussinello – Archivio – Verona
  • Daniele Cardi – Donkey speakeasy – Bologna
  • Samuele Cascino – Disopra Hotel Degli Orafi – Firenze
  • Mathias Ciani – Hotel tyrol – Selva val Gardena (Bz)
  • Federico Consoli – drinc.different – Milano
  • Elena Damiano – Barmacia-soluzioni spiritose – Potenza
  • Filippo De Cristoforo – Raaro – Firenze
  • Alessandra De Iacovo – Luau Tiki Bar – Bari
  • Melissa Di Lello – Old Tom whiskey and cocktail bar – Piedimonte Matese (Ce)
  • Nicolò Fabbri – Hawaiiki – Bellaria-Igea Marina (Rn)
  • Francesco Giorgi – Drink Kong – Roma
  • Gianmarco Gori – Locale Firenze – Firenze
  • Giuseppe Guarrasi – Velluto Botanique Eclectique – Bologna
  • Simone Lenci – Hotel Le Sirenuse – Positano (Sa)
  • Lorenzo Manfredini – Bolgheri Green – Castagneto Carducci (Li)
  • Davide Nasti – Paszkowski – Firenze
  • Vincenzo Palumbo – L’antiquario – Napoli
  • Roberto Rosato – The Carlton, a Rocco Forte Hotel – Milano
  • Jacopo Schioppetto – The Bar at Aman Venice – Venezia
  • Barbara Scorza – Serre Torrigiani – Firenze
  • Alice Stangherin – Leon Bar (Miotti 1934) – Bassano del Grappa (Vi)
  • Raul Tommasi – Bar Rumore – Milano
  • Fulvio Zuccaro – Franco’s Bar – Positano (Sa)

PREMIO BROWN-FORMAN BARTENDER ITALIANO ALL’ESTERO DELL’ANNO

  • Vincenzo Amorese – Bad Company 1920 – Madrid (Spagna)
  • Matteo Braguti – Dirty Dick – Parigi (Francia)
  • Matteo Cadeddu – Opium Bar – Bangkok (Thailandia)
  • Saverio Casella – Jigger & Pony – (Singapore)
  • Esmeralda Castrogiovanni – Atlas Bar – Singapore
  • Pietro Collina – Viajante87 – Londra (Regno Unito)
  • Mauro Cortese – Galaxy Bar – Dubai (Emirati Arabi)
  • Francesco D’arienzo – Blind Tiger – Dubai (Emirati Arabi)
  • Marco Dongi – Bar Sathorn – Bangkok (Thailandia)
  • Francesco Falco – Aldea – Barcellona (Spagna)
  • Michele Ferrandino – Sips Barcelona – Barcellona (Spagna)
  • Francesco Galdi – Buddha Bar – Dubai (Emirati Arabi)
  • Giovanni Graziadei – Edition – Singapore
  • Rami Hammoude – La Haule Manor Hotel – St Brelade (Jersey)
  • Amir Hindawi – Harry’s New York Bar – Parigi (Francia)
  • Piero Iacca – Old Fashion – New York (Usa)
  • Mario La Pietra – Capela – Kyoto (Giappone)
  • Valentino Longo – Vice-Versa – Miami (Usa)
  • Michele Mariotti – The Gleneagles Hotel – Auchterarder (Scozia)
  • Christian Maspes – Velvet at Corinthia – Londra (Regno Unito)
  • Maura Milia – Eagle Bar at The Chancery Rosewood – Londra (Regno Unito)
  • Lucia Montanelli – Dorchester Collection – Londra (Regno Unito)
  • Davide Norcini – Stravinsky’s Parfumerie – Barcellona (Spagna)
  • Federico Pavan – Forget About It – New York (Usa)
  • Damiano Pezzi – Nimb Bar – Copenhagen (Danimarca)
  • Elon Soddu – Amaro Bar – Londra (Regno Unito)
  • Dorian Speci – Paradiso – Barcellona (Spagna)
  • Massimo Stronati – Yzzy’s Steaks and Chops – San Francisco (Usa)
  • Giuseppe Venanzio – Boadas Cocktails – Barcellona (Spagna)
  • Blendi Vogli – Grand Hotel Zermatterhof – Zermatt (Svizzera)

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PREMIO NARDINI BAR MANAGER DELL’ANNO

  • Franco Antoniani – Jerry Thomas Bar Room – Roma
  • Piero Appeso – Thalia kitchen & cocktails – Taranto
  • Luca Ardito – The Carlton, a Rocco Forte Hotel – Milano
  • Simone Baggio – Alchimista Bistrot e Mescole – Castelfranco Veneto (Tv)
  • Raffaele Bellomi – Archivio / Amaro – Verona
  • Peke Bochicchio – Barmacia – soluzioni spiritose – Potenza
  • Tiziana Borreani – The Balance – Savona
  • Alfonso Califano – Cinquanta Spirito Italiano – Pagani (Sa)
  • Gregory Camillò – The Jerry Thomas Speakeasy – Roma
  • Mattia Capezzuoli – Stravinskij Bar at Hotel de Russie – Roma
  • Elis Carriero – Casa Azzoguidi – Bologna
  • Daniele Celli – Principe Bar / Hotel Principe di Savoia – milano
  • Gian Maria Ciardulli – Donna di Cuori – Cecina (Li)
  • Simone Covan – Santa Cocktail Club & Fede Cocktailab – Firenze
  • Riccardo Di Dio Masa – The Rome Edition (Punch Room) – Roma
  • Davide Diaferia – Nucleo – Roma
  • Giuseppe Doria – Volare – Bologna
  • Fabio Fanni – Locale Firenze – Firenze
  • Elisa Favaron – Cucù – Bassano del Grappa (Vi)
  • Antonio Ferrara – The Bar at Aman Venice – Venezia
  • Gennaro Florio – Hotel Nani Mocenigo Palace – Venezia
  • Federica Geirola – Jim’s Bar Rooftop – Roma
  • Francesca Gentile – Funi 1898 – Montecatini Terme (Pt)
  • Silvia Cecilia Laganà – Atlantis Bay – VRetreas – Taormina – Taormina (Me)
  • Cristian Lodi – Milord Milano – Milano
  • Luca Manni – Gruppo Valenza Giacosa,Gilli, Paszkowski e Move On – Firenze
  • Livio Morena – Nucleo – Roma
  • Ludwig Negri – Arts Bar at the St Regis Venice – Venezia
  • Edoardo Sandri – Atrium Bar- Four Seasons Hotel Firenze – Firenze
  • Alessandro Zana – Da Vittorio – Bergamo

PREMIO BAR TEAM DELL’ANNO

  • Atlantis Bay – VRetreas Taormina – Taormina (Me)
  • Atrium Bar – Four Seasons Hotel Firenze – Firenze
  • Azotea – Torino
  • Barmacia – Soluzioni spiritose – Potenza
  • Barrier – Bergamo
  • Based On A True Story – Siracusa
  • Blue Bar – Hotel Excelsior Lido di Venezia – Lido (Ve)
  • Bob – Milano
  • Bohème Mixology Bar – Catania
  • Botanicals & co2 – Bisceglie (Bt)
  • Caffè Concerto Paszkowski – Firenze
  • Camparino in Galleria – Milano
  • Casa Tobago – Milano
  • Ceresio7 – Milano
  • D.One – Torino
  • DryMilano – Milano
  • Giacosa 1815 – Firenze
  • Il Sal8 Bar Agricolo – San Vincenzo (Li)
  • L’Antiquario – Napoli
  • Morgana Lounge Bar – Taormina (Rg)
  • Nottingham Forest – Milano
  • Organics Sky Garden Roma – Aleph Rome Hotel – Roma
  • Piano35 – Torino
  • Ruggine – Bologna
  • Salmon Guru – Milano
  • Sogni – Milano
  • Stravinskij Bar – Hotel de Russie – Roma
  • Arts Bar – The St. Regis Venice – Venezia
  • Igiea Terrazza Bar – Villa Igiea, Rocco Forte Hotel – Palermo
  • Volare – Bologna

PREMIO BARISTA DELL’ANNO

  • Riccardo Alesso – Artifact – Specialty Coffee – Torino
  • Mattia Barbano – Orsonero Coffee – Milano
  • Rosa Bruno – Luminist Napoli – Pozzuoli (Na)
  • Grazia Capasso – Ritorno al bar – Acerra (Na)
  • Francesco Cappellini – Caffé Gilli 1733 – Firenze
  • Massimo Carpineti – Barnum – Roma
  • Sara Cavaletti – Bar Wall Beach – Curtatone (Mn)
  • Francesca Colombo – Mi2eat – Segrate (Mi)
  • Fernando Cristian – Nowhere – Milano
  • Francesco Ferrante – Giacosa – Firenze
  • Gianmarco Frosoni – Bap-Roma – Roma
  • Alessandro Galtieri – Aroma Specialty Coffees – Bologna
  • Nadia Giacomelli – Miss Moka – Paratico (Bs)
  • Elena Grasso – Farmacia del Cambio – Torino
  • Luana Lazzarone – Orso Laboratorio Caffè – Torino
  • Federico Maggiulli – Il Cafetero – Milano
  • Tania Maifredi – Trex Ristofornocaffè – Bergamo
  • Valentina Montesi – Filter Coffee Lab – Pisa
  • Fortunato Morabito – Bar San Francesco – Reggio Calabria
  • Gianni Olimpo – Otaleg – Roma
  • Alessio Panero – Faro Caffè Specialty – Roma
  • Federico Pinna – Urban Cafe Treviglio – Treviglio (Bg)
  • Davide Ruzzene – Taste coffee – Treviso
  • Lorenzo Sordini – Onest – Milano
  • Giuseppe Tenore – Caffè Paszkowski – Firenze
  • Gianluca Tofani – L’Estro – Riccione (Rn)
  • Sara Tranfaglia – Acsè – Modena
  • Olga Tsarenko – Forno Ritorno – Roma
  • Andrea Villa – M10 Cafè – Lesmo (Mb)
  • Lorenzo Zucchi – Pasticceria Fortini – Parma

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PREMIO CUOCO DELL’ANNO

  • Luca Adobati – Casa Romano – Alzano Lombardo (Bg)
  • Barbara Agosti – Eggs – Roma
  • Paulo Airaudo – Ristorante Luca’s, Hotel La Gemma – Firenze
  • Roberto Allocca – Cinque Foglie – Battipaglia (Sa)
  • Alberto Angiolucci – Angiò Macelleria di mare – Catania
  • Andrea Antonini – Imàgo – Roma
  • Francesco Apreda – Idylio by Apreda – Roma
  • Marco Bagordo – Podere Giglio – Empoli (Fi)
  • Mattia Bianchi – Domè Bistrot Corrubbio di San Pietro in Carriano (Vr)
  • Mauro Brina – Sant’Asgostino – Piacenza
  • Roy Caceres – Orma – Roma
  • Catello Cascone – Hotel Buca di Bacco – Positano (Sa)
  • Luca Caviola – Orso Grigio – Cavalese (Tn)
  • Davide Cucuzza – Barcollo Ortigia – Siracusa
  • Stefano De Gregorio – Deg Ristorante – Busto Arsizio (Va)
  • Riccardo Forapani – Cavallino – Maranello (Mo)
  • Alessandro Garlando – Insieme – Milano
  • Salvatore Giugliano – Mimì alla Ferrovia – Napoli
  • Stefano Grano – Ral 3000 Cucina di Fuoco – Alassio (Sv)
  • Emin Haziri – Procaccini – Milano
  • Enrico Marmo e Jacopo Rosti – Momento – Bordighera (Im)
  • Andrea Miacola – La Ripa – Vieste (Fg)
  • Luca Natalini  – Autem – Milano
  • Anastasia Paris – Futura – Roma
  • Alessandro Rossi – Barbagianni – Colle Di Val D’elsa (Si)
  • Sara Scarsella e Matteo Compagnucci – Sintesi – Ariccia (Rm)
  • Alessandro Segoni – Funi 1898 – Montecatini terme (Pt)
  • Stefano Sforza – Opera – Torino
  • Leonardo Zanon – Incàlmo Ristorante – Este (Pd)
  • Tommaso Zoboli – Patrizia – Modena

PREMIO BRAND AMBASSADOR COFFEE&MORE DELL’ANNO

  • Tommaso Baldini – La Marzocco
  • Matteo Beluffi – Bel.Co
  • Luca Bernardoni – Caffè Hardy
  • Fabiano Bucci – Kimbo
  • Ludovico Cinolo – Karoma Caffè
  • Carmen Clemente – Orasì
  • Francesco Costanzo – La San Marco
  • Irene Falcone – Nespresso
  • Alessandro Giammatteo – Ims
  • Jacopo Indelicato – Julius Meinl
  • Stefano Mirimich – Daroma
  • Marco Paladini – Caffè Mokarico
  • Letizia Pasquetti – B.House Coffee
  • Alfonso Pepe – Unusual
  • Emiliano Pezzini – Torrefazione Chiccopezzini
  • Andrea Pinturi – Gimac
  • Marco Pizzinato – Pizzicoffee
  • Diletta Sisti – Cellini caffè
  • Luca Ventriglia – pulyCaff
  • Fabio Verona – Costadoro

PREMIO BRAND AMBASSADOR SPIRITS DELL’ANNO

  • Luca Angeli – Rémy Cointreau
  • Luca Azzolina – Cuzziol Drink Experience
  • Francesca Bardelli Nonino – Nonino
  • Marella Batkovic – Famiglia Santoni
  • Ilaria Bello – Rinaldi 1957
  • Valentina Bertino – Maison Ferrand (Compagnia dei Caraibi)
  • Simone Bodini – Chinola Fresh Fruit Liqueurs
  • Emanuele Bruni – Flor de Caña Rum
  • Federico Cassini – Disaronno Group
  • Alessandro Cattani – Fabbri 1905
  • Gian Maria Ciardulli – Sale Maldon
  • Mariano Cleri – Orsini Soda
  • Mathilde De Ramel – G’Vine (Mixer Professional Cocktails)
  • Luca Della Valle – Caffo Group 1915
  • Federico Gaiga – Pernod Ricard Italia
  • Beppe Mancini – Vetz
  • Terry Monroe – Brema
  • Monica Noni – Diplomàtico, Herradura, El Jimador
  • Vincenzo Pagliara – Mionetto
  • Riccardo Pennacchia – Campari Academy
  • Andrea Pomo – Santa Teresa 1796
  • Steve Righetto – Bonaventura Maschio
  • Filippo Sisti – Spiriti e Colori
  • Francesco Spenuso – Brown Forman
  • Leonardo Todisco – Strucchi Vermouth e Bitter
  • Federico Tomasselli – Premium Spirits Coca-Cola Hbc Italia
  • Igor Tuliach – Gamondi
  • Mirko Turconi – Fine Spirits
  • Elena Urbani – Mancino Vermouth, Amaro Lucano, Rinomato Aperitivo – Coca-Cola Hbc Italia
  • Paolo Vercellis – Rinaldi 1957

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CANDIDATI A BARAWARDS

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4. L’espresso perfetto. Pulizia: contributo invisibile, successo evidente
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Scarica la 4a puntata della guida all’Espresso perfetto, dedicata alla pulizia delle attrezzature per preparare l’espresso al bar

Quali sono il profumo e il gusto del pulito? «Pensiamo a una camera d’albergo: entrando, il primo indizio positivo è la mancanza di profumi o di odori; anche in tazza non ci devono essere sentori negativi grazie a una corretta manutenzione della macchina espresso e del macinacaffè – afferma Gianfranco Carubelli, responsabile amministrativo Asachimici-pulyCaff -. I lipidi (oli e grassi) sono una parte importante del tostato e i principali componenti della crema dell’espresso, ma la frazione lipidica innesca rapidi fenomeni di irrancidimento che si trasmettono negativamente al prodotto in tazza. Per evitare questi inconvenienti, le apparecchiature devono essere pulite». Il macinacaffè ha il compito di trasformare il chicco in polvere. Questa apparecchiatura fa parte delle macchine “fredde” e la pulizia è suggerita ogni 2-3 giorni. I grassi presenti sulla superficie del chicco e sul macinato si depositano sulle parti con cui vengono in contatto, compresi la campana e il dosatore: è bene pulirli di frequente con un pulitore specifico. Nel corso della macinatura alcune particelle di caffè si depositano e si accumulano nelle gole tra un coltello e l’altro delle macine, trasmettendo sgraditi aromi al macinato; è importante rimuoverle. La macchina espresso lavora con temperature più elevate e richiede una manutenzione giornaliera. Durante l’estrazione, una parte dei grassi presenti nella polvere di caffè si deposita sulle parti interne e sul gruppo erogatore (doccetta, filtro e portafiltro): in sole 24 ore irrancidisce e trasmette sentori negativi all’espresso. Almeno una volta al giorno si deve pulire la macchina con appositi detergenti. Alla lancia vapore è affidato il compito di montare a crema il latte: il suo contenuto di grassi e proteine forma un deposito progressivo che si accumula sia all’esterno sia all’interno. L’intervento con un pulitore specifico deve essere quotidiano per ridurre e interrompere la proliferazione batterica. «Il barista ha sempre più l’esigenza di ottimizzare i costi e di offrire espressi e cappuccini di qualità – riprende Gianfranco Carubelli -. Chi non pulisce le apparecchiature, vanifica il lavoro del torrefattore. Inoltre, l’85% circa degli interventi di assistenza tecnica è causato dalla scarsa pulizia delle macchine, dunque il risparmio assicurato da una pulizia costante è notevole. Noto che i giovani al banco bar sono sempre più attenti e rispettosi dei giusti passaggi. Ringrazio il personale didattico che rende possibile questo salto di qualità e le tante scuole di bar e caffetteria che rivolgono la giusta attenzione alla manutenzione».

SCARICA LA 4A PUNTATA DELLA GUIDA ALL’ESPRESSO PERFETTO

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SCARICA LA 1A PUNTATA DELLA GUIDA ALL’ESPRESSO PERFETTO

Le cure adeguate per la macchina espresso

  • Non basta l’acqua per pulire la macchina espresso L’esempio più immediato è quello della pentola unta: entrambe necessitano dell’azione di un detergente che deve essere ben bilanciato affinché pulisca le parti con le quali entra in contatto, senza rovinare le superfici.
  • Occhio ai residui di caffè che si accumulano (veicolati dall’estrazione) sui gruppi, a una temperatura di 90-95 °C carbonizzano e in parte si distaccano finendo nell’espresso.Di qui quel gusto amaro, intenso e il “filo di cenere nera” che si può vedere sul fondo della tazzina una volta bevuto l’espresso.
  • Ogni giorno va fatta la pulizia della macchina espresso, ma non per forza la sera alla chiusura; si può effettuare a qualsiasi ora, ad esempio nei momenti più tranquilli. La sera sarà sufficiente svuotare i filtri e fare flussare acqua calda, mettendo la macchina in stand-by.
  • Togliere le parti grasse da filtri e portafiltri con i prodotti giusti: non vanno usati aceto o succo di limone, che hanno una forte acidità e, lavaggio dopo lavaggio, corrodono le parti con le quali entrano in contatto. Di qui lo sgradevole sentore metallico nei primi espressi e sostituzioni dei pezzi più frequenti.

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La concorrenza sana che fa bene a tutto il settore

Più che una provocazione, uno stimolo: la scelta di far coabitare in copertina due imprenditori che dovrebbero viversi come concorrenti, se non addirittura (come potrebbe suggerire lo spirito dei tempi) come acerrimi nemici – tanto più che i loro ultimi locali appena aperti si trovano quasi esattamente uno di fronte all’altro, nel cuore della Milano moderna – vuole essere un messaggio a tutto il settore dell’ospitalità. Innanzitutto la scelta: perché Carlos Bitencourt di Cafezal e Francesco Sanapo di Ditta Artigianale? Perché riteniamo – e su questo il consenso degli addetti ai lavori è davvero ampio – che siano i professionisti che più di altri abbiano contribuito a far uscire il caffè specialty al di fuori della ristretta cerchia dei super esperti, degli intenditori con pedigree, degli aficionados delle competizioni per trasformarlo nel cuore pulsante delle caffetterie di nuova generazione. Accettando la sfida di guadagnare alla causa del caffè di qualità una platea più ampia possibile, creando locali moderni e che funzionino. Inevitabile, arrivati a questo punto della lettura, immaginarsi i primi sopraccigli alzati.

Legittimo, ci mancherebbe. Ma invitiamo a una riflessione: perdersi nei distinguo, nei “sì, però…”, o arrivare a denigrare o a invidiare, sono altrettante zavorre che impediscono a molti bravi o promettenti professionisti di trovare la propria strada. Tenere lo sguardo fisso sugli altri, o peggio sui difetti degli altri, distoglie lo sguardo dai propri orizzonti e dai propri obiettivi. In questo, noi italiani siamo davvero campioni di taffazzismo.

In alternativa, ci permettiamo di suggerire la via dell’emulazione: guardare a quelli che fanno il nostro lavoro e sembrano farlo meglio di noi con l’intento di scoprire e carpire i loro segreti, le poche o tante cose che sanno fare meglio di noi (comunicare? fare il caffè? raccontarsi? trovare le risorse necessarie per lo sviluppo?) per farli nostri e migliorare nelle proprie capacità, competenze, aspirazioni, risultati.

Ma il piacere che ci hanno manifestato Carlos e Francesco quando abbiamo proposto loro di farsi fotografare insieme ci racconta un’altra cosa che merita di essere sottolineata (ed emulata). Essere in prima linea sul fronte dell’evoluzione è sicuramente stimolante ed entusiasmante, ma anche faticoso. Trovare compagni di viaggio può essere di grande aiuto, soprattutto nell’accelerare i tempi necessari per far passare concetti nuovi che devono scardinare abitudini radicate (il caffè a meno di un euro ne è un esempio).

Il percorso fatto dalla mixology in Italia ci mostra benissimo quanto sia importante andare (o tentare di andare) tutti insieme – quanto meno più persone possibili – nella stessa direzione: nel giro di una generazione, grazie al lavoro congiunto e alle collaborazioni tra decine di professionisti prima e centinaia poi, il bere cocktail di qualità è potuto diventare da esperienza per pochi intenditori a piacere destinato a tanti.

Nel concetto di concorrenza, è ora di instillare un po’ più di collaborazione e un po’ meno di competizione, tanto più in un mercato estremamente frammentato come quello dei locali. Perché sono molto di più e molto più interessanti i risultati che si possono ottenere facendo pezzi di strada insieme di quelli che sogniamo mentre corriamo soli contro tutti. •

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Arrivare all’eccellenza in sette mosse: la distribuzione food segna la rotta
Gli imprenditori del consorzio Ursa Major Group raccontano in un libro come hanno fatto a sviluppare la propria azienda e il proprio business: “Distribuzione a 7 stelle. La guida strategica” è un manuale per guidare i distributori food verso un’evoluzione virtuosa

Crescere professionalmente come imprenditore e far sviluppare la propria azienda in modo più veloce e strutturato grazie alla collaborazione e all’unione delle forze: non un’aspirazione teorica, ma una storia reale. Già accaduta: è l’esperienza vissuta dai protagonisti del consorzio Ursa Major Group, fondato nel 2009 dal presidente di Ristopiù Lombardia Giuseppe Arditi, che oggi racchiude oltre 30 aziende distributrici del comparto food specializzate nell’horeca.

Il consorzio ha dato alle stampe il libro “Distributori a 7 stelle. La guida strategica“, edito da Libri d’impresa, per raccontare ai colleghi distributori le lezioni imparate sul campo. L’obiettivo non è autocelebrativo, ma divulgativo e formativo: una sorta di manuale operativo, scritto con la lingua degli imprenditori impegnati in prima persona sul campo e non con quella dei consulenti, per tutti i colleghi imprenditori interessati e desiderosi di impegnarsi per far evolvere la propria azienda.

Sviluppare l’azienda in sette mosse

Sette i temi affrontati, accompagnati da schede pratiche che guidano chi vuole implementare i suggerimenti appresi nella propria azienda:

  • mission, vision e valori
  • l’etica e i collaboratori (le persone)
  • amministrazione e controllo
  • rapporti societari e familiari
  • vendite
  • marketing
  • Logistica e acquiati
  • Innovazione: digitalizzazine, intelligenza artificiale, sostenibilità esg

A completare il quadro le testimonianze dirette di 24 titolari di aziende distributive parte del consorzio, che raccontano la propria azienda, le proprie specificità e la propria visione.

90 giorni per cambiare (un piano in tre step)

La conclusione? La proposta di un piano in tre step, della durata di tre mesi, per mettere in pratica quanto letto, trasformandolo in un piano di sviluppo aziendale con obiettivi misurabili. Pratico, come gli imprenditori della distribuzione sanno essere.

La citazione? “Sapere cosa fare non basta, e farlo da soli è diventato un lusso che nessuno può permettersi“.

 

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