Aperte le iscrizioni a Scrivere di Gusto, il corso on line di Visintin per raccontare la ristorazione
Scrivere di gusto on line 2025
Un percorso di cinque lezioni ideato da Valerio Massimo Visintin, tra i più autorevoli critici gastronomici, per imparare a raccontare il mondo del cibo con etica e stile. Con esercizi pratici e possibilità di stage in riviste di settore

Imparare a comunicare sul mondo della ristorazione è l’obiettivo di Scrivere di Gusto, il corso di scrittura on line ideato da Valerio Massimo Visintin, “il critico gastronomico mascherato” del Corriere della Sera e tra le firme più autorevoli del settore.

Il corso on line, per il quale si sono aperte le iscrizioni, è un’edizione “light” dell’ormai consolidato percorso formativo di critica gastronomica creato sempre da Visintin, il più autorevole e serio, di cui riprende i principi: attenzione alla deontologia professionale, rispetto del lettore e denuncia dei conflitti di interesse che in molti casi tradiscono l’obiettività del racconto.

Principi che da sempre alla base del lavoro di Visintin, fondatore di Doof – associazione che organizza incontri e iniziative editoriali focalizzati sul rapporto tra cibo, etica e legalità – e che da oltre 30 anni racconta il mondo della ristorazione in modo rigoroso e indipendente, visitando i ristoranti in incognito e presentandosi in pubblico solo mascherato per tutelare la propria libertà di giudizio.

Raccontare in modo efficace, libero e con voce personale

Articolato in 5 lezioni di 4 ore ciascuna ogni giovedì pomeriggio dal 20 novembre al 18 dicembre (ore 15-19), Scrivere di Gusto nella versione online, si concentra sulla scrittura, focalizzandosi sulla forma e sui contenuti. Lo scopo è offrire ai partecipanti gli strumenti essenziali per affrontare il foglio bianco e dare vita a una comunicazione efficace, libera e dalla voce personale, che si tratti di scrivere una recensione o un articolo di giornale. Sempre badando all’importanza delle parole, perché, come affermano Visintin e il collega Aldo Palaoro, che lo affianca in questo progetto, scrivere è un atto politico.

Ogni lezione comprende anche una redazione didattica, con esercizi pratici e recensioni, e al termine del corso c’è la possibilità di fare uno stage presso alcune testate del settore.

Il corso ha un costo di 250 euro. Per iscriversi o per ulteriori informazioni scrivere a: scriveredigusto2025@gmail.com

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Gelato Festival World Masters, i nomi dei finalisti italiani
Selezionati gli ultimi 8 finalisti del Gelato Festival World Masters. La finale a 16 sarà a gennaio 2026, durante Sigep. I nomi e i gusti che hanno conquistato la super giuria

Affumicature, prodotti del territorio, sperimentazioni orientate alla riduzione di grassi e zuccheri: si è vista tanta professionalità e tanta voglia di distinguersi durante la seconda semifinale del Gelato Festival World Masters. Agli otto finalisti selezionati nella prima fase del concorso, nel 2023, si sono aggiunti altri otto nomi usciti dalla competizione del 27 e 28 ottobre, nella sede di Carpigiani Gelato University ad Anzola Emilia (Bo). I magnifici 16 si sfideranno nel 2026, il 17 gennaio, nella finale italiana in programma a Sigep.

I nomi degli 8 finalisti

Due giorni di sfida, 70 gelatieri partecipanti provenienti da 16 regioni italiane. Questi gli otto finalisti in ordine alfabetico.

  • Aniello Alise della Gelateria La Delizia a Ottaviano (Na) con il gusto Casale
    Gelato a base bianca affumicata con fieno e maturata per 12 ore, ricotta di bufala, fichi caramellati e crumble alla nocciola.
  • Giuseppe Arena della Gelateria Giuseppe Arena a Messina con il gusto Pyrus Amigdalum.
    Sorbetto di pera Williams e mandorla semitostata grezza con una variegatura di arancia rossa, pere essiccate e una spolverata di granella di mandorla.
  • Danilo Cinelli della Gelateria Delizie Bolognesi a Bologna con il gusto Bora Bora;
    Sorbetto al latte di cocco, arancia e vaniglia Tahiti.
  • Lorenzo Ingenuo di Allibrandi Gelateria Artigianale a Carloforte (Su) con il gusto Beni Benius.
    Gelato al latte di capra con torrone di mandorle, arance candite e mosto cotto.
  • Emiddio Osterini della Gelateria Da Ciccio a Ischia Porto (Na) con il gusto Regno delle Due Sicilie.
    Gelato pistacchio e mandorle con sfoglia di pasticceria, mandorle al limone e mandorle tostate.
  • Simona Papagno della Gelateria Crollo. Il Bistrot del Gelato a Roma con il gusto Scacciapensieri.
    Gelato allo zabaione allo Scacciapensieri (vino dolce prodotto con uve di Montepulciano e ciliegie di visciola) variegato con amarene e polvere di meringhe.
  • Elisabeth Stolz dell’Osteria Hubenbauer a Varna (Bz) con il gusto I tesori delle nostre montagne.
    Gelato allo yogurt con variegato di mosto di birra, crumble di cereali, mele cotte e miele.
  • Assunta Vuono della gelateria Caffè Boutique a Corigliano (Cs) con il gusto Regolizia d’Arancia
    Gelato alla radice di liquirizia in infusione con una salsa d’arancia amara e miele d’agrumi.

Un premio speciale per il Miglior Storytelling del gusto presentato è stato assegnato dalla stampa specializzata a Ivano Donato della gelateria Mammuccàri a Roma con il gusto Fondente x tutti. All’artigiano in regalo un Coolbox di Ifi, la valigia professionale refrigerata per portare il gelato ovunque. Un premio speciale, questo, che però non consente a Donato di accedere alla finale.

Giuria Tecnica
La giuria tecnica delle semifinali del Gelato Festival World Masters

Giuria tecnica di altissimo livello

Altissimo il livello della giuria tecnica: a valutare i gusti c’erano Cinzia Otri, maestra di gelateria e titolare della Gelateria della Passera di Firenze; Giancarlo Timballo, maestro gelatiere della Gelateria Timballo a Udine e Presidente Onorario della Gelato World Cup; Sergio Dondoli, maestro gelatiere della Gelateria Dondoli a San Gimignano e membro del Comitato della Gelato World Cup; Santi Palazzolo, maestro pasticcere della Pasticceria Palazzolo di Cinisi e gelatiere e Vice Presidente Ampi – Accademia Maestri Pasticceri Italiani; Sergio Colalucci, maestro gelatiere e Presidente della Gelato World Cup; Andrea Soban, maestro gelatiere di Soban Gelateria dal 1924 ad Alessandria e Maestro d’Arte e Mestiere.

Tutti i partecipanti con la Giuria
Tutti i partecipanti con la giuria

L’appuntamento, dunque, è per Sigep World 2026, che è anche – con Carpigiani – co-organizzatore dell’evento. Sponsor di queste giornate di selezioni sono stati invece IFI (main sponsor); HiberPregel, con il supporto di Filicori Zecchini.

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Una cabina di regia per la filiera horeca, un settore da 107 miliardi
filiera horeca
Dalla III edizione degli Stati Generali della Filiera Ho.Re.Ca. nasce la richiesta di un tavolo permanente al Mimit per sostenere la crescita e affrontare le nuove sfide. Presentati i dati del rapporto Agrodipab–Cribis, che fotografano lo stato del comparto

Istituire un tavolo permanente presso il ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), che riunisca imprese, istituzioni, esperti, formazione e credito per dare al settore horeca un’identità ufficiale e una cabina di regia strutturata. È la richiesta avanzata al governo nel corso della III edizione degli Stati Generali della Filiera Ho.Re.Ca., organizzati a Roma, presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, da Agrodipab HoReCa (Associazione Grossisti della Distribuzione dei Prodotti Alimentari e di Bevande per il canale HoReCa).

Una proposta con la quale il settore punta a fare squadra, per portare all’attenzione delle istituzioni e del mondo imprenditoriale le istanze di una filiera che vale oltre 107 miliardi di euro e che si trova ad affrontare grandi sfide: dalla formazione al ricambio generazionale, dalla sostenibilità alla modernizzazione normativa. Un progetto che si accinge a passare dalle intenzioni alla realtà, attraverso un percorso, già avviato, che prossimamente porterà alla redazione di un documento programmatico che definirà identità, obiettivi e priorità della filiera, da sottoporre poi formalmente ai ministeri competenti.

Un comparto dinamico e inclusivo

L’appuntamento romano è stato l’occasione per presentare i nuovi dati Agrodipab–Cribis che fotografano lo stato della filiera del food & beverage, mettendone in luce punti di forza ed elementi di criticità.

Tra i primi l’estensione e la dinamicità di un comparto che nel suo complesso conta oltre 727.000 imprese, la maggior parte delle quali si concentra nell’horeca (63%) e, a livello geografico, nel Sud e isole (40%). Sempre il canale horeca traina la crescita delle nuove imprese, che nel biennio 2023-2024 ha registrato un +9,7%. Il settore si distingue inoltre per l’inclusività, con un tasso di imprenditoria femminile del 26,5%, giovanile del 23% e straniera del 12,7%.

Fragilità finanziaria e ritardi nei pagamenti

Tra le criticità la fragilità finanziaria: solo un quarto delle imprese si colloca nella fascia di rischio basso o inferiore alla media e, se il saldo tra chiusure e aperture resta positivo, le imprese con meno di 15 anni di attività risultano però più vulnerabili e soggette a volatilità nei flussi di cassa.

Altro punto dolente le forti differenze nella puntualità dei pagamenti, con le industrie alimentari (31,4%) tra le più virtuose, mentre le imprese dell’horeca tra i fanalini di coda (6,7%), registrando le quote più alte di ritardi, oltre 90 giorni, con picchi nel comparto ristorazione e catering (7,6%). U problema che emerge in tutta la sua portata nel confronto con gli altri Paesi, dove l’Italia si colloca all’ultimo posto in Europa per puntualità di pagamenti nel settore bar e ristoranti, con -26% delle transazioni saldate alla scadenza.

«I dati Agrodipab–Cribis dimostrano la centralità della filiera food & beverage nel tessuto economico italiano, ma anche la necessità di politiche strutturali per sostenerla – ha commentato in una nota Giuseppe Maria Arditi, presidente di Agrodipab HoReCa -. Da qui la nostra proposta di un tavolo permanente presso il Mmimit, che unisca imprese, istituzioni, formazione e credito per affrontare in modo coordinato i temi di competitività, sostenibilità e ricambio generazionale. L’horeca è il cuore del made in Italy, ma deve poter contare su un’identità riconosciuta e su strumenti adeguati per crescere».

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Francesco Totti e Luciano Spalletti si incontrano al bar nel nuovo spot di Amaro Montenegro
L’amicizia è il tema della nuova campagna di Amaro Montenegro, che celebra i 140 del brand, raccontando un “duello moderno” che si conclude felicemente davanti al bancone di un bar, dopo la domanda di rito: “liscio o con ghiaccio?”

Ci vogliono un bar, un bancone, un bicchiere di Amaro Montenegro per far tornare il sorriso a Francesco Totti e Luciano Spalletti, dopo la tensione di un incontro nello sfondo di una periferia romana, solitaria come la prateria di un Western. È l’estrema sintesi del copione del nuovo spot lanciato da Amaro Montenegro (in onda dal 27 ottobre), che festeggia i 140 anni di “Sapore vero” con una nuova campagna che celebra il valore dell’amicizia.
Un progetto di comunicazione in cui si parte dall’attualità calcistica, che ha visto per anni i protagonisti, Francesco Totti e Luciano Spalletti, divisi da incomprensioni da spogliatoio. I due beniamini del calcio avevano espresso pubblicamente il desiderio di ritrovarsi e Amaro Montenegro ha colto questa occasione unica per mettere la parola fine ai dissapori, con uno spot dal tono ironico, che racconta un “duello moderno”, che si svolge fra le strade di Roma.
Lo spot è ideato da Leonardo Guerra Seràgnoli e Vincenzo Vigo, Ceo di Mosquito e consulente di comunicazione di Gruppo Montenegro, in collaborazione con Lgs SportLab. Il “duello moderno” tra i protagonisti è un mini-film, raccontato con uno stile visivo curato, che dà allo spot un tocco cinematografico. Il momento clou? Davanti al bancone di un bar, la tensione si scioglie nella domanda: “Liscio o con ghiaccio?”. Un gesto semplice, il brindisi, che diventa il simbolo perfetto di un’amicizia che grazie ad Amaro Montenegro ritrova il suo sapore autentico.
Non mancano le certezze del brand, dallo storico payoff “Sapore Vero”, pronunciato per l’occasione dall’attore Filippo Timi, al celebre sound logo, riarrangiato per l’occasione in chiave Western. In più, lo spot che vede protagonisti Totti e Spalletti segna il debutto della nuova line di campagna “Dove c’è Amicizia”, che sottolinea il territorio di comunicazione di Amaro Montenegro incentrato sull’amicizia vera, senza filtri. «Con questo nuovo progetto, lanciato in occasione dei 140 anni di Amaro Montenegro – spiega Alessandro Soleschi, Chief Marketing Officer Spirits di Gruppo Montenegro – celebriamo i valori che da sempre contraddistinguono il brand: amicizia e autenticità. Lo facciamo suggellando il primo incontro ufficiale tra Totti e Spalletti, che si ritrovano al bancone del bar per un brindisi dal sapore vero». Gli fa eco Leonardo Guerra Seràgnoli, che ha curato la creatività dello spot, in veste anche di regista e produttore esecutivo: «Per celebrare un anniversario così importante, abbiamo scelto di raccontare l’essenza di Amaro Montenegro da una nuova prospettiva. Se in passato abbiamo mostrato l’amicizia capace di compiere imprese impossibili, questa volta volevamo esplorare la sua forza nel ritrovarsi, anche dopo le incomprensioni». Davanti al bancone di un bar.

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Coca-Cola e l’Italia: crescono l’occupazione e il valore distribuito
Coca-Cola
1,142 miliardi di euro generati e distribuiti, circa 30.000 posti di lavoro tra diretti e indiretti, investimenti sul territorio. L’impatto socio-economico delle attività della Company nel nostro Paese nel report della Sda Bocconi

Un miliardo e 142 milioni di euro generati e distribuiti nel 2024, pari allo 0,05% del Pil italiano, quasi 30.000 posti di lavoro in totale, tra diretti e indiretti. È il valore che Coca-Cola, attraverso le tre società con le quali è presente nel nostro Paese, Coca-Cola Italia, Coca-Cola Hbc Italia e Sibeg, ha prodotto in Italia. A dirlo è la ricerca biennale condotta da Sda Bocconi School of Management, che rendiconta l’impatto sociale ed economico della company nella Penisola, dove è presente dal 1927.

Un impatto positivo su entrambi i fronti. Su quello occupazionale, Coca-Cola si conferma il primo datore di lavoro nell’industria delle bibite e delle bevande, con stabilimenti e uffici in 7 Regioni, Piemonte, Lombardia, Veneto, Abruzzo, Campania, Basilicata e Sicilia, e una forza vendita proprietaria diffusa sui territori. Il numero di posti di lavoro è cresciuto del 10% rispetto al 2022, arrivando a 29.840 tra diretti e indiretti, pari allo 0,12% dell’occupazione nazionale, dei quali 2.688 diretti e 26.704 lungo la filiera. Ancora più significativo è che ogni posto diretto genera oltre 11 posti di lavoro nell’economia italiana, un effetto moltiplicatore che porta a beneficiare dei redditi generati da Coca-Cola circa 64.000 persone considerando i nuclei familiari.

Valore per il tessuto produttivo

Le aziende Coca-Cola nel 2024 hanno acquistato beni e servizi da 1.508 fornitori (1.463 nel 2022), circa la metà costituita da micro e piccole imprese, per un valore complessivo superiore a 626 milioni di euro. Numeri che confermano anche il ruolo che la galassia Coca-Cola gioca per il tessuto produttivo nazionale. Tanto che, secondo lo studio, l’ipotetica assenza produttiva della company impatterebbe in modo significativo sull’occupazione nelle regioni dove è presente, con picchi del +6,5% in Lombardia, +5% in Abruzzo, +4,8% in Veneto, ma non meno rilevanti nelle aree già disagiate del Sud: +1,7% in Basilicata, +0,9% in Sicilia, +0,4% in Campania.

Parità di genere ed equità salariale

Il report sottolinea anche l’impegno e i passi in avanti sulla parità di genere, con la presenza di donne nei ruoli di leadership superiore alla media nazionale: queste rappresentando il 39% dei dirigenti (20% dato nazionale) e il 44% dei quadri (33% della media nazionale), dato quest’ultimo, in crescita del 13% rispetto al 2022.

Superiori alla media nazionale anche le retribuzioni medie dei dipendenti diretti per tutte le qualifiche professionali: del 19% per gli operai, del 15% per gli impiegati, del 22% per i quadri e del 5% per i dirigenti. Mentre inferiore alla media nazionale, ma questo è un dato positivo, invece la differenza retributiva tra dirigenti e altre categorie.

Il sostegno ai territori

Non meno importante l’impegno a sostegno dei territori. Nel biennio 2023-2024, Coca-Cola ha finanziato 116 iniziative, con un investimento complessivo di oltre 4 milioni di euro, delle quali 45 dedicate a progetti di solidarietà e coesione. Tra le più significative, la collaborazione, attivata nel 2005, con Banco Alimentare, che ha permesso negli ultimi 8 anni il recupero e la distribuzione di alimenti pari a oltre 15 milioni di pasti, e il sostegno a Special Olympics, movimento sportivo che coinvolge in Italia oltre 12.000 atleti con disabilità intellettive, del quale Coca-Cola è socio fondatore.

Rafforzato anche l’impegno sul fronte sostenibilità, in particolare per la gestione responsabile dell’acqua, con iniziative come l’Area Forestale di Infiltrazione che si sta realizzando ad Alpo (Verona) con il Consorzio di Bonifica del Veronese, e con il sostegno di lunga data ai progetti per l’innovazione dal basso della filiera agrumicola siciliana portati avanti dal Distretto Produttivo Agrumi di Sicilia e Università di Catania. Inoltre, con il programma #YouthEmpowered, Coca-Cola ha offerto a migliaia di giovani under 30 strumenti concreti per affrontare il passaggio dalla scuola al lavoro. Il programma, lanciato nel 2018, ha già coinvolto oltre 250.000 giovani in Italia e più di un milione nel mondo.

 

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El Ronero, la nuova monorigine di 1895 Coffee Designers by Lavazza
El Ronero 1895 Coffee Designers by Lavazza
In edizione limitata, la nuova monorigine della linea di specialty di Lavazza, è un Arabica Cantimor affinato oltre 100 giorni in botti di rum cubano. Un caffè perfetto anche per l’alta miscelazione e che ha in Agostino Perrone il suo ambassador d’eccellenza

Una nuova referenza in edizione limitata impreziosisce la collezione 1895 Coffee Designers by Lavazza. Si chiama El Ronero, nome scelto in omaggio ai distillatori di rum dell’America Latina. Una scelta non casuale: il nuovo caffè specialty viene da Cuba e ha come peculiarità il processo di invecchiamento in botti di rum dell’isola.

Ma andiamo con ordine. El Ronero (formato 250 g) è un 100% Arabica Cantimor che nasce da piccole aziende agricole delle regioni di Santiago e Granma, coinvolte nei progetti di sostenibilità della Lavazza Foundation. Il caffè è coltivato in foresta, a 700-800 m s.l.m., con un approccio policolturale che integra banani, mango, cocco e cacao. Un modello agricolo che preserva la biodiversità, vieta la deforestazione e sostiene le comunità locali con fonti di reddito diversificate.

Invecchiamento in botti di rum

I chicchi verdi, una volta privati del pergamino, il loro involucro naturale, vengono trasferiti nelle storiche botti di rum cubane di 60-80 anni, conservate nella Don Pancho Ronera di Santiago de Cuba, dove riposano per oltre 100 giorni a contatto con il legno e i sentori del distillato, mentre le botti vengono delicatamente ruotate per garantire un’esposizione uniforme.

Il risultato di questo peculiare processo invecchiamento è un caffè verde dal corpo setoso e dal profilo aromatico distintivo, caratterizzato da aromi fruttati e dolci, con note di pera matura, zucchero di canna e cioccolato fondente amaro, con finale persistente che richiama i sentori del rum.

Perfetto anche per la mixology

Un profilo che si esprime al meglio con metodi di estrazione a freddo, quale il cold brew, ma rende El Ronero anche un intrigante ingrediente per la miscelazione, sia per cocktail alcolici sia analcolici. Campo, quello della miscelazione, dove il nuovo arrivato, come tutta la collezione 1895 Coffee Designers by Lavazza, può contare su un ambassador d’eccezione: Agostino Perrone, director of mixology del Connaught Bar di Londra e una delle figure più eminenti del panorama mondiale della mixology.

Presente al lancio di El Ronero presso la Nuvola Lavazza, insieme ad altri ospiti d’eccezione, quali lo chef Federico Zanasi, il pastry chef Fabrizio Fiorani e il maestro della cucina contemporanea francese Yannick Alléno, Perrone ha valorizzato la nuova monorigine firmando una creazione ad hoc, Golden Coffee. Un elegante cocktail, ora presente nella drink list del Connaught, dove le note intense del caffè si fondono con quelle vellutate di mandorla e vengono addolcite dalla finezza del gin.

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Los dos italianos perdidos en Mexico – La Punta Documental: guarda l’episodio n.13
L’episodio numero 13 del viaggio in Messico di Cristian Bugiada e Roberto Artusio, fondatori de La Punta Expendio de Agave a Roma

Dieci anni di viaggi in Messico, oltre settanta ore di video girati in loco, innumerevoli distillerie di tequila e mezcal visitate. Roberto Artusio e Cristian Bugiada, fondatori de La Punta Expendio de Agave di Roma e fra i massimi esperti italiani dei distillati di agave sono gli autori di “Los dos italianos perdidos en Mexico”. Un viaggio documentario in cui “I due italiani perduti in Messico” esplorano il mondo del mezcal, della tequila, del pulque: in una parola, dell’agave.

I due avventurieri italiani, in questo episodio, approfondiscono i segreti del mezcal e la cultura che lo circonda. I due italiani passano da piccoli produttori a distillerie innovative, per scoprire lo spirito dell’agave e il suo impatto culturale. Nell’episodio n.13 di “La Punta Documental”, Roberto Artusio e Cristian Bugiada continuano il loro viaggio nel Messico più autentico, arrivando fino a Dai contadini Maya agli artisti di strada, dalle candele al mezcal, fino a Huautla de Jiménez: la terra di María Sabina e dei guaritori che connettono corpo e spirito. Un percorso che tocca palenques nascoste, dove assaggiare tacos a base di insetti.

L’episodio numero 13 segue le precedenti avventure dei due italiani perduti in Messico: nei primi due episodi il viaggio è iniziato da Città del Messico (guarda il primo e il secondo episodio), per poi approdare nell’affascinante città di Puebla (guarda il terzo episodio) e iniziare il pellegrinaggio alla ricerca dei mezcal Papalometl selvatici (guarda il quarto episodio). Nel quinto episodio tappa a Santa Maria Xoyatla, sempre inseguendo le radici della cultura del mezcal (guarda il quinto episodio), per poi incontrare Asunción Matilde Vargas, una produttrice che esalta l’arte del mezcal pechuga e domandarsi cosa unisce i combattimenti dei galli alla produzione del mezcal (guarda il sesto, il settimo, l’ottavo, il nono, il decimo, l’undicesimo e il dodicesimo episodio).

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Salvatore Di Meo vince la Molinari 80th Anniversary Final Celebration
Il bartender del Dejavu di Pozzuoli ha convinto la giuria con un drink in cui Molinari Extra si incontrava con la freschezza degli agrumi

Il taglio della torta a tre piani per gli 80 anni di Molinari sancisce il termine dei festeggiamenti per gli otto decenni del brand di Civitavecchia, ma non prima di aver eletto il vincitore della finale internazionale della Molinari 80th Anniversary Final Celebration. A trionfare nella competition che si è svolta sulla Acquaroof Terrazza Molinari di Roma di Roma, l’italiano (anzi, napoletano) Salvatore Di Meo, con il suo cocktail Ara Moli. Bartender del Dejavù di Pozzuoli (Na), appassionato di flair, Di Meo ha colpito i giudici per aver saputo valorizzare la Molinari Extra in un cocktail in cui emergeva perfettamente lo spirito di italianità, convivialità e tradizione che era stato chiesto ai partecipanti di esprimere con i loro cocktail. «Un drink shakerato in cui Molinari dialoga con ingredienti semplici – lo ha descritto il vincitore in gara -, con limone e arancia. La particolarità è che le scorze d’arancia sono usate anche nello shaker in modo da rilasciare i loro oli essenziali».

Ai partecipanti, nove quelli presenti alla finale, era richiesto di utilizzare un minimo di 15 ml, Di Meo ne ha miscelati 50, smorzandoli con la freschezza del limone e l’aroma delicato dell’arancia e tirando fuori un drink che ha colpito i giudici della manifestazione per l’ottimo bilanciamento e la bella presentazione offerta dal bartender campano.

Per il brand ambassador di Molinari, Marco Fedele, questa finale era da vivere quasi come un Europeo, tifando per una delle nazioni in gara (Grecia, Germania, Svezia, oltre che Italia). E sono proprio i competitor stranieri ad essersi distinti, se consideriamo che il secondo classificato è risultato Dimitris Gianankis, del locale Zambri ad Atene (Grecia) con il cocktail Il Giardino Segreto e terzo posto per Fabio Kauffman del locale Residenz Heinz Winkler a Chiemgau (Germania) con il cocktail Rote Sonne.

La selezione dei partecipanti era partita in un lungo viaggio, da luglio a settembre (lo abbiamo raccontato qui), in cui Molinari aveva celebrato gli 80 anni, festeggiando in diversi cocktail bar italiani e internazionali. Bartender e locali erano stati invitati a reinterpretare l’heritage del brand con drink originali, protagonisti di serate all’insegna della musica, della creatività e della condivisione. Da queste occasioni, sono emersi i professionisti che poi hanno partecipato alla finale romana, ma solo dopo aver partecipato al suggestivo Tour 500 Molinari, che ha condotto i nove bartender sfidanti alla scoperta della Capitale, a bordo di Fiat 500 d’epoca personalizzate Molinari: un’esperienza unica e autentica, pensata per raccontare Roma e l’italianità attraverso gli occhi di chi, ogni giorno, celebra la creatività nel mondo della mixology.
Il vincitore rappresenterà il brand Molinari come ospite presso lo stand dell’azienda in una delle tre principali fiere internazionali del settore: Roma Bar Show 2026, Bar Convent Berlin 2026, o Athens Bar Show 2026.

La ricetta del cocktail vincitore
Ara-Moli

Ara-Moli, cocktail vincitore della Molinari 80th Anniversary Final Celebration

di Salvatore Di Meo

Ingredienti:

50 ml Molinari Extra
30 ml succo di limone fresco
5 ml zucchero liquido
2 gocce di orange bitter
2 bucce di arancia

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Lancio di Champagne Jacquart Blanc de Blancs 2018, viaggio tra assaggi e arte
Organizzato dall’importatore e distributore Rinaldi 1957, allo Spazio Below di Milano è stato presentato il lancio del nuovo millesimo 2018 di Champagne Blanc de Blancs, a base di sole uve Chardonnay. Il lancio è stato legato alla proposta della startup Collecto della proprietà in quote di opere d’arte certificate.

In occasione del lancio del nuovo millesimato Blanc de Blancs 2018 (100% uve Chardonnay), Champagne Jacquart ha affiancato l’iniziativa Collecto, start up innovativa dedicata al collezionismo d’arte in quote.

Organizzato di recente dallo storico importatore e distributore nazionale di oltre 130 spirit e vini premium Rinaldi 1957, il lancio ha preso il via a Milano negli spettacolari ambienti di Spazio Below trasformato in vera e propria galleria del gusto e dell’arte. Con accesso direttamente dalla strada tramite una ripida scala nascosta da un vecchio uscio di legno, Spazio Below è stato ricavato nelle cantine dai maestosi archi di mattone del settecentesco palazzo di via Festa del Perdono 6, di fronte al quattrocentesco edificio voluto da Francesco Sforza col nome di Ca’ Granda per diventare Ospedale Maggiore, poi (1924) trasformato in Università Statale degli Studi di Milano.

Nel corso dell’evento Jacquart On Stage, oltre alla introduzione di Valentina Ursic, direttore marketing di Rinaldi 1957 e dei saluti di Giuseppe Tamburi, titolare di Rinaldi 1957, l’enologa Joëlle Weiss di Maison Jacquart ha intrattenuto il folto pubblico di intenditori con una degustazione di tre specialità dell’azienda di Reims: la novità Blanc de Blancs 2018 insieme a Mosaïque Brut (cuvée di Chardonnay, Pinot Noir e Pinot Meunier) e Signature Rosé (cuvée di Chardonnay, Pinot Noir con aggiunta di vino Bouzy Rouge e Ambonnay), abbinandoli a varie opere d’arte moderna selezionate in collaborazione con Collecto.

Giovanni Camisasca, ceo della startup milanese, ha analizzato l’opera di capolavori originali pop art firmati dal giapponese Takashi Murakami, dell’americano Andy Warhol, dell’italiano Alighiero Fabrizio Boetti, dell’inglese Damien Hirst e dell’americano John Matos “Crash”.
La startup Collecto si propone di rendere accessibili beni esclusivi e iconici certificati come le opere d’arte, frazionandone la proprietà anche in piccole quote.

Sala 1: Mosaïque Brut
Takashi Murakami x Louis Vuitton – Monogram Cherry
Alighiero Boetti – Sciogliersi come neve al sole
Damien Hirst – Lysergic Acid Diethylamide (LSD)
Sala 2: Signature Rosè
Andy Warhol – This is not by me
Andy Warhol – Ladies and Gentlemen
Andy Warhol – Mick Jagger (1980)
Sala 3: Blanc de Blancs 2018
John “CRASH” Matos – Visions in Motion

«Champagne Jacquart incarna uno spirito di assoluta libertà, lusso rilassato ed energia positiva – ha precisato l’enologa Joëlle Weiss di Maison Jacquart –  valori radicati nella Maison fin dalla sua nascita nel 1964. Grazie alle opere selezionate insieme a Collecto e presenti all’evento, abbiamo potuto veicolare questi valori attraverso un percorso tematico, gustativo e artistico unico, alla scoperta delle sfumature inconfondibili di Champagne Jacquart. In particolare, abbiamo scelto Blanc de Blancs Millesimé 2018 come simbolo di libertà ed energia della Maison, espresso attraverso la raffinatezza, modernità ed eleganza dello Chardonnay in purezza. Questo millesimato si distingue per i sentori sofisticati di fiori ranuncolo, piante selvatiche e scorza di limoni, accompagnati da un finale cremoso e di grande persistenza, frutto di un’attenta selezione dei migliori vigneti Grands Crus della Champagne e di un affinamento prolungato».

Alla scoperta di Blanc de Blancs 2018

Per la cuvée Blanc de Blancs 2018 infatti la Maison di Reims ha scelto uve Chardonnay provenienti da territori come Premiers e Grands Crus di Chouilly, Cramant, Oger e Villers-Marmery. Il vino ottenuto viene poi affinato in bottiglia sui lieviti per sei anni, sprigionando all’assaggio profumi di pompelmo e fiori bianchi come ciliegio, osmanto, fiore di vite, con note secondarie di frutta esotica come mango verde, ananas dolce e pitaya (frutto del drago). All’assaggio la sua “bocca” setosa cresce in intensità con aromi di fiori bianchi e mela appena tagliata che si fondono su una trama salina e succosa, per aprirsi in un finale fresco e agrumato (12,5% alc). Uno Champagne ideale come aperitivo, possibilmente da abbinare con assaggi di crostacei o pesce crudo tipo sushi oppure per accompagnare una piccola pasticceria.

Nata nel 1964 dall’incontro di una trentina di vignerons indipendenti che hanno condiviso i propri vigneti (300 ettari in 60 crus), oggi Maison Jacquart è il marchio più prestigioso di  Alliance Champagne Group ed è da sempre accanto alle opere dei più diversi artisti, ospitando tra l’altro da diversi anni una serie di opere nella corte del suo Hotel Particulier di Reims, valorizzando in particolare artisti emergenti.
Pe “vestire” la bottiglia di 75 cl Blanc de Blancs 2018, è stato scelto un cofanetto limited edition illustrato con una serie di fiori fatti a mano dalla giovane pittrice e graphic designer Odyssée Khorsandian.

L’enologa di Champagne Jacquart, Jöelle Weiss con l’art designer Odyssée Khorsandian

 

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Fiol Master: la nuova vita del Prosecco in miscelazione
Fiol Master 2025
Rendere il prosecco protagonista della mixology contemporanea è l’obiettivo della competizione internazionale ideata da Fiol. I vincitori dell’edizione 2025 hanno vissuto in Italia un viaggio esperienziale tra masterclass e locali simbolo della cultura del bere bene

C’è una strada nuova per raccontare il Prosecco e passa per lo shaker. A percorrerla è Fiol, giovane azienda trevigiana, nata nel 2011 e già postasi all’attenzione della scena internazionale, conquistando per due anni di seguito (2021 e 2022) il titolo di Produttore di Prosecco dell’anno alla New York Wine Competition, tra i 10 più importanti concorsi mondiali dedicati ai vini. L’azienda, ormai da tre anni, promuove e organizza la Fiol Master, competizione internazionale per bartender che mira a valorizzare il Prosecco come ingrediente principale nei cocktail.

Rinnovare la tradizione degli sparkling cocktail

Certo, la bollicina italiana vanta già una gloriosa tradizione nel mondo mixology, basti pensare a vere e proprie icone della miscelazione italiana, come lo Spritz, il Negroni Sbagliato, il Bellini e la sua discendenza, l’Hugo. «Il nostro intento è di continuare ad alimentare questa tradizione e rinnovarla – racconta Beatrice Saleri, marketing manager di Fiol -. Il Prosecco negli ultimi dieci anni ha raggiunto la ribalta a livello internazionale ed è sempre più apprezzato in tutta Europa e in America. Con questo progetto vogliamo andare oltre “il calice”, stimolando i bartender a scoprirne e valorizzarne la versatilità per proporlo in forme di consumo moderne capaci di unire eleganza e convivialità. L’obiettivo è di andare oltre quanto già fatto, ispirando la comunità internazionale di professionisti accomunati dalla passione per la sparkling culture».

I sei vincitori della Fiol Master 2025

La gara quest’anno ha coinvolto i professionisti di sei città di tre Paesi del mondo: Vancouver, Calgary, Toronto e Montreal in Canada, Edimburgo nel Regno Unito e Madrid in Spagna. Protagonisti del concorso i due prodotti di punta dell’azienda: Prosecco Extra Dry Doc e Prosecco Rosé Doc (alc 11%), entrambi ottenuti con metodo Charmat e curati dall’enologo Marzio Pol.

Il primo, da sole uve bianche Glera (fermentazione 40 giorni) presenta un’acidità bilanciata e un elegante bouquet di glicine, acacia mela selvatica e pera, ed è fresco e vivace al palato, combinando note dolci e sapide con un finale di spezie e limoni. Il Prosecco Rosé Doc nasce invece da un mix di uve Glera (85%) e uve Pinot Nero (15%). Di colore rosato corallo, elegante e fresco, profuma di frutti rossi, come lamponi e fragole, accompagnati da sentori di agrumi e fiori bianchi.

A conquistare la vittoria nelle rispettive tappe della Fiol Master sono stati: Ryan Kyle San Diego dello Shelter Cocktail Bar di Calgary), Soren Schepkowski del Mount Pleasant Vintage & Provisions di Vancouver, Vanessa Vachon del Ratafia di Montreal, Horacio Aguilar Villa del W Hotel Skylight Rooftop Bar di Toronto, Carrie Smith del Panda & Sons di Edimburgo e Milan Le Corre Juratic della Mauz Madriz Coctelería di Madrid.

Il viaggio esperienziale in Italia

Quest’anno, al posto della tradizionale finale globale, Fiol ha scelto di offrire ai vincitori un’esperienza esclusiva in Italia, per farli entrare nel cuore del marchio e approfondire la cultura del prosecco, dalla vigna alla miscelazione contemporanea. «Abbiamo voluto fare della competizione anche un un’occasione di confronto e di crescita per i bartender, attraverso un percorso che unisse momenti di convivialità, scoperta e formazione», spiega Saleri.

L’esperienza dei vincitori è iniziata al Burici, locale simbolo dell’aperitivo trevigiano. Dietro il bancone, Kaitlin Wilkes, bartender canadese, brand ambassador e brand consultant Uk per Fiol, co-fondatrice di The Ada Coleman Project, piattaforma educativa per donne e persone non binarie nel settore hospitality e tra le figure più influenti della mixology internazionale (40ª nella Bar World 100 Most Influential Figures 2025 di Drinks International), ha guidato la serata. Wilkes ha presentato due cocktail della drink strategy ideata per Fiol: Sunshine Spritz, con tequila Blanco, sciroppo di pera, tonica e Fiol Prosecco Doc Extra Dry, e Last Light, dove è invece Fiol Prosecco Doc Rosé a unirsi a bourbon e cordiale al lampone.

Tra formazione e alta miscelazione

Il viaggio è proseguito a Villa Tiepolo Passi, affascinante dimora seicentesca alle porte di Treviso. Qui i bartender hanno partecipato a una degustazione guidata con Pol, enologo di Fiol, scoprendo i passaggi della vinificazione e l’eleganza delle bollicine che caratterizzano le due etichette dell’azienda.
A seguire, una masterclass con Kevin Kos, bartender e content creator sloveno tra le voci più autorevoli della sparkling mixology contemporanea, dedicata al tema della costruzione dell’identità on line e alla valorizzazione del profilo professionale.

La tappa successiva ha portato i bartender a Milano, per una giornata di confronti sulle tecniche e le interpretazioni degli sparkling cocktail con i team di due locali italiani nella lista dei World’s 50 Best Bars: il Moebius, noto per la sua visione contemporanea e innovativa della miscelazione, e l’iconico speakeasy 1930. Il tour milanese è proseguito al Bar Basso, locale che ha dato i natali al Negroni Sbagliato, dove i campioni del Fiol Master hanno potuto vivere l’esperienza autentica del rito dell’aperitivo. A chiudere il viaggio premio la masterclass di Wilkes, dedicata al tema del personal branding: un approfondimento su come costruire la propria identità professionale e comunicare in modo efficace la propria visione nel panorama internazionale della miscelazione.

Le ricette vincitrici del Fiol Master 2025

Summer’s Last Kiss di  Ryan Kyle San Diego
Ingredienti:
45 ml Botanist Gin, 22,5 ml succo di limone, 15 ml fermented lemon shrub, 7,5 ml Blue Delta Herbal Tea, 7,5 ml lychee soju, 75 ml Fiol Prosecco Doc
Preparazione:
short shake e, dopo ad aver versato il prosecco, doppio strain
Bicchiere:
tumbler basso spolverato all’interno con Blue Delta Hibiscus Powder.

Fiol Colada di Soren Schepkowski
Ingredienti:
74 ml Fiol Colada Mix home made, 74 ml Fiol Prosecco Doc
Preparazione:
build
Bicchiere:
highball

Sole e Mare di Vanessa Vachon
Preparazione:
60 ml Fiol Prosecco Doc, 23 ml Luxardo Apricot Liqueur, 10 ml olive brine, 23 ml sherry syrup, 3 dash olio d’oliva
Preparazione:
shake & double strain
Bicchiere:
flute
Guarnizione:
cozza su guscio, olio d’oliva e polvere d’oro

Al fresco di Horacio Aguilar Villa
Ingredienti:
60 ml Fiol Processo Doc infuso con rosmarino e pesche flambate, 37 ml blend Crème de Pêche & Dry Sack Cherry (50/50), 22 ml citrus syrup, 8 drops Cypress Bowl Bitters, top Fiol Prosecco Doc e Prosecco Citrus-Peach Air
Preparazione:
stir
Bicchiere:
Highball nebulizzato con 6 spray Campari
Guarnizione:
pesca flambata

Fig & Fable di Carrie Smith
Preparazione:
15 ml vodka infusa con foglia di fico, 22,5 ml liquore al finocchio, 22,5 ml cordial fico & miele, 95 g Fiol Processo Extra Dry , spritz di assenzio
Bicchiere:
highball
Guarnizione:
fico liofilizzato, tartelletta al caprino e confettura di fichi

Tramonto di Milan Le Corre Juratic
Ingredienti:
75 ml Fiol Prosecco Doc, 15 ml amaro italiano, 10 ml Sherry Amontillado, 5 ml miele al rosmarino, 10 ml Verjus
Preparazione:
stir
Bicchiere:
Nick & Nora
Guarnizione:
acino d’uva rosa carbonatato con prosecco

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