Disaronno Cocktail Challenge, vincono Giorgio Facchinetti e Islam Sakil
Disaronno
La prima edizione della competizione promossa da Disaronno ha visto trionfare Giorgio Facchinetti nella gara di flair e il giovane Ismal Sakil, di Casa Tobago, nella sfida di miscelazione

Una certezza e una scoperta: a vincere le due competizioni che componevano la Disaronno Cocktail Challenge, una dedicata al flair, l’altra alla miscelazione, sono stati rispettivamente Giorgio Facchinetti e Islam Sakil, portati in trionfo da amici e colleghi dopo la proclamazione al termine della giornata di gara che si è svolta da Tripstillery in Porta Nuova, a Milano.

GIORGIO FACCHINETTI
Giorgio Facchinetti, vincitore della competizione flair

Flair: l’ultimo bacio di Giorgio Facchinetti

Giorgio Facchinetti, classe 1991, è un bartender di consolidata esperienza, già finalista in grandi competizioni internazionali di flair. La sua performance ha mostrato un elevato livello tecnico e un ottimo equilibrio tra creatività, presenza scenica e capacità di valorizzare Disaronno, ingrediente protagonista dell’intera giornata naturalmente. La giuria flair, composta da Riccardo Mastromatteo (giudice della WFA – World Flair Association), Tomek Malek (pluri-campione del mondo di Flair) e Alessia Bellafante (formatrice e bar manager) ha sentenziato sicura: punteggi elevati in tutti i criteri di valutazione, grande padronanza della tecnica e una spiccata capacità di trasformare il flair in un’esperienza scenica coerente con il brand. Il cocktail preparato da Facchinetti si chiama Last Kiss, presentato come “un ricordo romantico trasformato in miscelazione d’impatto; unisce Disaronno e rum a note fresche di lime, mango e al tocco amaricante del caffè, per un perfetto gioco di equilibri tra dolce, acido e amaro”. Giorgio ha avuto la meglio degli altri due concorrenti della sezione flair: Michele Fiscella e YaraFerraroli.

ISLAM SAKIL
Islam Sakil di Casa Tobago (Milano), vincitore della competizione di mixology

Mixology: il talento venuto da lontano

È impazzito di gioia Islam Sakil, quando ha capito che il nome appena pronunciato era il suo: il giovane bartender di origini indiane, cresciuto a Palermo e oggi in forze a Casa Tobago a Milano, ha superato la concorrenza di altri 9 finalisti e ha vinto la competizione di mixology.

Nella prima fase della gara (che ha visto succedersi al banco i 10 finalisti e dalla quale sono usciti i cinque nomi passati poi alla fase 2) Sakil ha presentato e preparato il suo signature a base di Disaronno: Espressino, con 30 ml di Disaronno, 20 ml di estrazione in cold brew di caffè verde e cascara, 45 ml di estratto di arancia, rabarbaro, tintura al timut, acido citrico e acido malico e 15 ml di espresso, il tutto preparato in nitro (infusione di azoto per creare una consistenza vellutata e una schiuma molto compatta) e servito in una tazza da caffè.

Un momento della gara di mixology

La seconda fase aveva la classica formula della mistery box: i bartender rimasti in gara hanno dovuto improvvisare una ricetta a base di Disaronno con un paniere di ingredienti messi a loro disposizione nel laboratorio.

Sakil ha tironfato con Il mio, te, un richiamo a un tè marocchino, premiato dalla giuria per l’originalità della ricetta e la capacità di creare un buon equilibrio tra la morbidezza e le note mandorlate di Disaronno, la freschezza del limone e la complessità speziata di chiodi di garofano e macis.

Sul secondo gradino del podio è salito Fabio Moruzzi di Piano 35 (Torino), con !OGGI?, che combinava Disaronno e rye whiskey con le note intense e strutturate di una riduzione di Marsala.

Terzo posto per Federico Brancaleoni con il cocktail Willy Tonka, che ha unito Disaronno e Havana 3 alle sfumature morbide e speziate della fava tonka in sciroppo, bilanciate dalla freschezza del limone.

Consenso unanime tra i giurati: oltre a chi scrive per Bargiornale, in giuria mixology c’erano Alessia Bellafante, Mattia Pastori (bartender di fama e fondatore di Nonsolococktails, agenzia italiana di servizi integrati nel mondo del beverage con un focus specifico nella mixology), Giacomo Diamante (imprenditore e fondatore di ENJOY! Artigiani del Bere e del gruppo Quintana Esperienza Italiana, Senatore del Drink Team di Bargiornale) e Raffaele Bellomi (proprietario di Archivio e amaro a Verona e produttore di vermouth, membro del Drink Team di Bargiornale di quest’anno).

 

«Bartending italiano, un panorama ricco e dinamico»

«Con la Disaronno Cocktail Challenge abbiamo voluto trasformare il nostro legame con il mondo della mixology in un’opportunità concreta per chi ne fa parte ogni giorno. Per noi significa non soltanto essere presenti nei momenti più importanti del settore, ma contribuire a creare nuove occasioni di confronto e visibilità. Questa prima edizione ci ha permesso di incontrare professionisti con percorsi, esperienze e approcci molto diversi tra loro, confermandoci quanto sia ricco e dinamico il panorama del bartending italiano. È un dialogo che vogliamo continuare a coltivare nel tempo», ha commentato Guido Chichierchia, Marketing e Trade Marketing Director di Disaronno.

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A tutto bagel con Edna: versatilità e praticità per innovare il menu
Edna bagel
Già cotti e pretagliati, solo da scongelare e farcire, i bagel dell’azienda tedesca sono disponibili in diverse varianti e permettono di creare un’offerta varia e gustosa per ogni momento della giornata.

Per bar, caffè, pub e attività della ristorazione, oggi contano soprattutto rapidità, flessibilità e un’offerta accattivante. Quando il personale è ridotto e gli ospiti hanno esigenze diverse, servono prodotti semplici e versatili. Edna propone una soluzione pratica: i bagel, facili e veloci da preparare, personalizzabili con diversi ingredienti e adatti a ogni momento della giornata.

Un prodotto, tante possibilità

Dalla colazione dolce al pranzo sfizioso, fino allo snack tra un pasto e l’altro, i bagel Edna ampliano l’offerta con proposte versatili che danno nuovi impulsi al menu. Dal classico bagel alle varianti con semi di papavero e sesamo, dal bagel Bretzel al bagel High Protein e al gustoso bagel Salsa, sono numerose le possibilità per creare combinazioni originali e proposte sempre diverse.

Un unico prodotto base permette così di realizzare pasti e snack personalizzati, ampliando il menu senza complicare i processi di preparazione.

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Già cotti e pretagliati: più efficienza

I bagel già cotti e pretagliati offrono vantaggi concreti nella ristorazione professionale: vanno solo scongelati e farciti. Non è necessario utilizzare il forno, con un conseguente risparmio di tempo, energia e lavoro. Inoltre, non occorre tagliarli, riducendo ulteriormente i passaggi e i tempi di preparazione. Caratteristiche particolarmente utili nel servizio take-away e nei momenti di maggiore affluenza, quando è importante servire rapidamente e lavorare con la massima semplicità.

Colorati e di grande impatto

I bagel colorati attirano l’attenzione e donano un look moderno alla vetrina e al menu. Le loro tonalità vivaci creano accenti visivi e possono valorizzare la presentazione dell’offerta, anche sui social media. Sono ideali per promozioni stagionali, settimane a tema e combinazioni sia dolci sia salate.

Prodotti di tendenza come i bagel High Protein rappresentano inoltre un’opzione interessante per gli ospiti che prestano particolare attenzione all’apporto proteico della propria alimentazione.

Più scelta, meno lavoro

I bagel Edna permettono di rivolgersi a target diversi e di adattare facilmente l’offerta al momento della giornata, al concept e alla domanda. Farciture stagionali, combinazioni creative e varianti dolci contribuiscono a creare varietà e stimolano le vendite, senza richiedere un nuovo concept gastronomico o numerosi ingredienti aggiuntivi.

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Il mondo del caffè si dà appuntamento a Milano: torna Coffee Club
WeCoffee Club
L’11 e 12 ottobre al Combo Milano la terza edizione del summit italiano dedicato al caffè. Il 12 ottobre la giornata è riservata a professionisti del settore e del fuori casa, con un programma di formazione, talk e incontri sulla filiera

Il mondo del caffè è in una fase di grande fermento: nuove abitudini di consumo, crescente attenzione alla qualità, evoluzione dello specialty coffee e contaminazioni con il beverage stanno ampliando il perimetro di un settore sempre più articolato e dinamico. È in questo scenario che torna WeCoffee Club, il summit italiano dedicato al mondo del caffè, in programma domenica 11 e lunedì 12 ottobre negli spazi di Combo Milano. Organizzato da Gianni Tratzi, consulente per il settore, Q-Grader e fondatore di Mezzatazza, e Chiara Buzzi, esperta di comunicazione e imprenditrice nella ristorazione, insieme a Gruppo Rita, l’evento si propone come un momento di incontro, formazione e networking per i protagonisti della filiera.

Fotografare lo stato dell’arte del comparto caffè e bevande è l’obiettivo dell’evento, anche quest’anno articolato su due giornate rivolte a due pubblici diversi. Domenica 11 ottobre è infatti dedicata al grande pubblico, con specialty brunch, degustazioni e laboratori e workshop sensoriali pensati per consumatori, appassionati e famiglie. In serata, l’aperitivo vedrà protagonista Dan Fellows, pluricampione mondiale di Coffee in Good Spirits, che firmerà una carta di drink dedicata al caffè in miscelazione.

Lunedì 12 ottobre sarà invece il cuore professionale di WeCoffee Club, con un programma di talk, interviste e momenti di formazione pensato per operatori, torrefattori, baristi, aziende e professionisti della ristorazione, che avranno come protagonisti personaggi di primo piano italiani e internazionali della coffee industry e della ristorazione.

Gli appuntamenti in programma

Tra gli appuntamenti della mattina, il talk moderato da Tratzi con Michele Antonio Fino, docente di Fondamenti del diritto europeo all’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, e Andrea Coccia, direttore R&D di Cimbali Group, dedicato alla filiera e al mercato del caffè (ore 11). A seguire, un confronto sul ruolo del caffè nella ristorazione contemporanea con Diego Rossi, chef e titolare di Trippa a Milano, Maurizio Valli, fondatore di Bugan Coffee Lab di Bergamo, e Massimo Raugi, director of hospitality operations di Cannavacciuolo Group (ore 12). A chiudere la mattinata sarà Alberto Grandi, professore di storia della gastronomia e autore di diversi libri sul tema, con una riflessione sul caffè oggi (ore 13.15).

Il programma del pomeriggio si apre con un confronto sullo stato dell’arte dello specialty coffee in Italia, con Pasquale Polito, fondatore di Forno Brisa di Bologna, Vincenzo Capacchione di Filtro Salerno, Luciano Sbraga, vicedirettore di Fipe, e Francesco Sanapo, fondatore di Ditta Artigianale (ore 14.30).

Alle 15.30 sarà invece la volta di Luigi Mazzer, vicepresidente Mazzer, Carlos Cantone, Global Business Representative di Slayer, ed Eugenia Pronzati, fondatrice di The Blue Corner Media. Al centro dell’incontro, le opportunità offerte dai nuovi spazi diurni, dal brunch al caffè, dalla colazione all’aperitivo, dal coworking agli aperitivi analcolici, per ripensare e rilanciare il bar in Italia.

A chiudere il programma dei talk sarà Jordi Mestre, che racconterà l’esperienza di Nomad Coffee, la torrefazione e catena di caffetterie da lui fondata, oggi tra le realtà più note ed estese d’Europa.

Le masterclass per i professionisti

A completare il programma formativo, una sessione di masterclass tecniche dedicate a baristi, bartender e torrefattori. Si comincia alle 11 con una sessione dedicata alla macinatura, insieme a Luigi Matteo Campeotto, store manager di Caffè Cannaregio, e Benedetta Mazza, head barista di Caffè Cannaregio, in collaborazione con il team di Mazzer, sponsor e grinder partner dell’evento.

Alle 12, un approfondimento tecnico sulle macchine da caffè Slayer, marchio americano di Gruppo Cimbali e main sponsor dell’evento, per scoprire le funzionalità messe a disposizione nell’estrazione degli specialty coffee.

Alle 14.30 sarà la volta di Francesco Assenza, titolare insieme al padre, il maestro pasticcere Corrado Assenza, del pluripremiato Caffè Sicilia di Noto, che racconterà l’idea di ospitalità del locale, simbolo dell’arte dolciaria siciliana.

Chiude il percorso tecnico la masterclass dedicata al caffè dalla piantagione alla tazza, attraverso il racconto dell’importatore Mae Coffee Liaison, green coffee & sensory partner del summit.

Altro elemento centrale della manifestazione, l’area espositiva, pensata per offrire agli operatori una panoramica sulle diverse anime che oggi compongono il mondo del caffè. Saranno presenti diverse torrefazioni specialty, tra le quali Aliena, Forno Brisa, Nowhere Coffee Roasters, Bugan Coffee Lab, Ditta Artigianale Santaromero, Nudo Artisan Coffee, Giovannacci, La Sosta Specialty Coffee e Garage Coffee Bros, insieme a Ruvido, produttore indipendente di cioccolato bean to bar. Nell’area dedicata alle attrezzature saranno presenti Marco Beverage e Aeropress.

Come partecipare

WeCoffee Club 2026 si svolge domenica 11 e lunedì 12 ottobre a Combo Milano, in Ripa di Porta Ticinese, 83. Emtra,be le giornate sono a ingresso libero, previs registrazione sul sito dell’evento.

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Tre storie, un cocktail: al via The Brugal Rum Master Competition
Brugal Rum Master Competition
Un cocktail per raccontare tre storie: quella del bartender, quella del suo locale e quella del territorio da cui proviene. È la sfida lanciata dal nuovo concorso del marchio di rum dominicano, che mette Brugal 1888 al centro della scena. Per partecipare c’è tempo fino al 15 novembre 2026. Per il vincitore un vaggio a Puerto Plata

Quanto può raccontare un cocktail di chi lo crea? Della sua personalità, certo, ma anche del locale in cui lavora e del territorio che porta con sé. È proprio da queste tre storie, bartender, locale e territorio, che prende forma la sfida di The Brugal Rum Master Competition, il cocktail contest firmato da Brugal, storico brand dominicano di rum distribuito in Italia da Velier.

Al centro della competizione c’è Brugal 1888, la referenza premium che celebra l’anno di fondazione della distilleria di Puerto Plata. Un rum caratterizzato da un doppio invecchiamento, prima in botti di quercia bianca americana ex bourbon, poi in botti di quercia rossa europea che hanno precedentemente contenuto sherry, e dal profilo complesso, dove note morbide e vanigliate incontrano sfumature più profonde e speziate. I bartender dovranno interpretarlo attraverso una creazione altamente personale, che ne valorizzi le caratteristiche, ma raccontando qualcosa di sé e del proprio mondo.

La sfida consiste infatti nel creare un cocktail originale capace di raccontare tre identità in un solo bicchiere: quella di chi lo firma, quella del locale dove lavora e quella del territorio di provenienza. Ingredienti locali, tradizioni gastronomiche, prodotti e riferimenti culturali diventano quindi parte della ricetta e della sua narrazione. Attenzione, però: Brugal 1888 deve restare il protagonista assoluto del drink, presente in una quantità minima di 45 ml.

Come partecipare alla The Brugal Rum Master Competition

Per partecipare alla gara, aperta a tutti i bartender residenti in Italia e legati a un locale per tutta la durata del contest, occorre iscriversi sul sito di The Brugal Rum Master Competition, entro il 15 novembre, compilando l’apposito form con i propri dati personali e inserendo la ricetta completa del drink (ingredienti, dosi, tecnica preparazione, bicchiere di servizio). La ricetta, che deve contenere obbligatoriamente 45 ml di Brugal 1888, deve essere accompagnata da una descrizione del cocktail e della sua ispirazione.

Le tappe del concorso

Una giuria selezionerà le 30 migliori ricette e i loro autori accederanno alle semifinali che si terranno a Milano per l’area Nord, a Firenze per l’area Centro e a Roma per l’area Sud. A completare la rosa dei semifinalisti altri 3 bartender che saranno decretati dal voto del pubblico nei locali, tramite un Qr code presente nella drink list. I tre vincitori delle tappe locali si contenderanno il titolo nella finale del concorso, in programma a Milano a marzo 2027.

In palio per il vincitore un viaggio formativo per due persone a Puerto Plata: quattro giorni di esperienza immersiva nell’universo del marchio, tra distilleria, cantine di invecchiamento e luoghi storici della famiglia Brugal.

Tutti i semifinalisti, inoltre, riceveranno il kit ufficiale della competizione, mentre i tre vincitori delle semifinali riceveranno le bottiglie della Brugal Colección Visionaria.

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