Il futuro della miscelazione è una storia semplice
Semplicità, occhi puntati sui fondamentali e massimo sforzo per dare al cliente un’esperienza memorabile: i campioni della mixology si sono confrontati sul lago di Como, durante un incontro al Gaia Bar del Musa intitolato Beyond The Bar – Lake Como Series e organizzato con Campari

Tra i tanti luoghi in cui si può ragionare di futuro della mixology, ce ne sono di sicuramente meno scenografici del Lago di Como. Qui si sono dati appuntamento per due giorni grandi bartender internazionali, protagonisti della classifica dei The 50 (precedentemente The 50 Best Bars, fresca di rebranding, che rivelerà la classifica 2026 a Milano il 7 ottobre), in occasione di Beyond The Bar – Lake Como Series, progetto realizzato in collaborazione con Campari. Al bancone del Gaia Bar del boutique hotel Musa sono sfilati Lorenzo Querci di Moebius a Milano (7° nella classifica attuale dei The 50), Francesco Galdi di Buddha-Bar a Dubai, Sofokli Cali di Nouvelle Vague a Tirana (28° posizione), Manja Stankovic di Mimi Kakushi a Dubai (36° posto), Giorgio Bargiani di The Connaught Bar (6° posto) e Abi El Attaoui di Ceresio7.

Una tavola rotonda tra pesi massimi della miscelazione

Due i momenti in cui i maestri dello shaker sono stati protagonisti: una guest shift durante l’elegante brunch domenicale settembrino sul lago (con tanto di Negroni preparato a bordo di un motoscafo da Bargiani, in perfetto George Clooney style) e il giorno dopo una tavola rotonda, aperta solo ai barman e moderata da Monica Berg, che ha cercato di rispondere alla domanda: chi è oggi il protagonista dell’hospitality?

Ai pesi massimi della miscelazione Bargiornale ha chiesto invece di fare una previsione sul futuro del settore. «Credo che le cose diventeranno più complesse, ma personalmente preferisco la semplicità, perché un eccesso di informazioni rischia di far perdere l’essenza vera delle cose», ha detto Sofokli Cali di Nouvelle Vague. «Raggiungere la semplicità ai massimi livelli: credo che questa sia la direzione che prenderemo tutti, seguendo un po’ lo stile giapponese. Basti pensare a come molti chef stellati si stiano avvicinando allo street food: credo che qualcosa di simile accadrà anche nel nostro settore. I bar tendono a seguire le orme degli chef, anche se con un certo ritardo».

L’ospite deve provare un senso di meraviglia

Dal suo osservatorio di Dubai Manja Stankovic ha notato che il settore sta vivendo una sorta di età dell’oro. «Ovunque – che si tratti di Como, Dubai, Tirana o Milano – la qualità è diventata uno standard: tutti sanno preparare ottimi drink, come l’Espresso Martini o il Garibaldi. Il futuro però, e lo vedo soprattutto a Dubai, punta molto sull’esperienza e sulla narrazione che sta dietro al drink: l’ispirazione e la presentazione sono fondamentali». Il menu che ha ideato in questo periodo, per esempio, è interamente ispirato al mondo del cinema ed è presentato come un cofanetto che contiene le bobine delle pellicole di vecchi film d’epoca. «L’ospite non si limita a entrare in un bar: vive un’esperienza che va oltre il semplice drink, provando un senso di meraviglia».

Occhio a non perdere il focus sui fondamentali

Fare le cose per bene è la priorità sottolineata da Giorgio Bargiani, prima di saltare a bordo e preparare cocktail in mezzo al lago. «Prima si fanno le cose per bene, poi eventualmente si possono fare cose interessanti. Mi sembra che ultimamente ci sia una mancanza nel focalizzarsi sul fare qualcosa che ci piace, che piace ai nostri ospiti e che rende il nostro locale di successo. Il mio consiglio è di guardarsi un po’ più dentro e farsi un esame».

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Come sarà il primo Roma Bar Show a La Nuvola
Gli appuntamenti da non perdere della sesta edizione di Roma Bar Show, la kermesse che porta a Roma il gotha della bar industry

Tutto pronto per l’inizio della sesta edizione del Roma Bar Show, la prima nella nuova prestigiosa location de La Nuvola. Taglio del nastro alle 12 di lunedì 14 settembre, anche se le porte saranno aperte già dalle 10, si continua poi il 15 con un ricco calendario di incontri, che vedranno salire sul palcoscenico di Roma Bar Show i più grandi protagonisti della scena internazionale.
I numeri della manifestazione dedicata alla bar industry parlano di oltre 200 espositori, centinaia di buyer da più di 30 Paesi e un un ricco calendario di appuntamenti anche “fuori salone”, che vedranno coinvolti i principali bar della città. «L’obiettivo è accompagnare Roma Bar Show nella sua evoluzione verso una piattaforma B2B sempre più qualificata», afferma Riccardo Caravita, vice presidente di Roma Bar Show. A lui fa eco Andrea Fofi, ceo di Roma Bar Show: «Negli anni abbiamo capito che il nostro ruolo poteva di creare occasioni reali di incontro tra competenze, imprese e mercati. In questa edizione facciamo un passo ulteriore in questa direzione, non solo con il Buyers Program, anche con il rafforzamento dell’Educational Program, che mette in connessione esperti professionisti imprenditori provenienti da tutto il mondo». L’obiettivo è, quindi, creare un punto d’incontro tra due dimensioni sempre più complementari: da una parte il business, l’internazionalizzazione e le nuove opportunità per le imprese; dall’altra la cultura del bar, la formazione, il talento e quella capacità tutta italiana di trasformare l’ospitalità in un’esperienza unica. Tra gli appuntamenti di punta dell’edizione 2026, le masterclass dell’Auditorium, la cui conduzione sarà affidata a Stefano Nincevich, vicedirettore di Bargiornale e Ristoranti di Bargiornale. Forte di una lunga esperienza nel racconto e nell’osservazione della bar industry, Nincevich accompagnerà gli incontri del palco principale dell’RBS Educational Program 2026, mettendo in dialogo voci, esperienze e prospettive diverse sul presente e sul futuro dell’ospitalità.
Lunedì 14 settembre, dalle 14 alle 15, Danil Nevsky aprirà il programma con “The Power of Collaboration”, dedicata al valore della collaborazione. Dalle 15.45 alle 16.45 sarà la volta di David Wondrich con “I figli del Padrino: a History of the Italian-American Cocktail”, un viaggio nella storia della miscelazione italoamericana. Martedì 15 settembre, dalle 14 alle 15, Sean Finter affronterà il rapporto tra persone e intelligenza artificiale e le prospettive dell’industria dell’ospitalità. Dalle 16 alle 17, Angus Winchester porterà sul palco il tema della mentorship e della sua applicazione nella pratica professionale. A chiudere il programma, dalle 17.30 alle 18.30, Ian Burrell, con un incontro sul ruolo del rum nella nuova età d’oro dei cocktail.
Sempre martedì, alle 15, appuntamento allo stand di Bargiornale (A01, piano -1) con Oscar Quagliarini, per il firmacopie del suo libro A letto con gli spiriti, edito da Tecniche Nuove.

Tra i temi al centro del programma anche l’evoluzione delle nuove abitudini di consumo, dai temi del No & Low Alcohol, al racconto del mondo dell’agave che come ogni anno sarà protagonista del Mexican Village.

 

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Torna Insolito Marsala: in scena l’ospitalità del futuro
Insolito Marsala 2026
Dal 30 settembre al 4 ottobre la terza edizione dell’evento diffuso che intreccia vino, cibo, ospitalità e innovazione tecnologica per esplorare nuovi modi di vivere e raccontare questi mondi. Oltre 40 appuntamenti tra degustazioni, formazione, incontri ed esperienze, con un percorso che quest’anno si amplia da Marsala a Trapani e Favignana

Torna l’appuntamento con Insolito Marsala, l’evento diffuso che trasforma la città di Marsala in un laboratorio dedicato a vino, cibo, ospitalità e nuove tecnologie. Alla sua terza edizione, in scena dal 30 settembre al 4 ottobre, la manifestazione, ideata e organizzata da Eureka. Cultura e innovazione con il sostegno della Provincia di Trapani, dei Comuni di Marsala e Favignana e di diversi partner, conferma format e obiettivi: intrecciare enogastronomia, ospitalità, enoturismo, cultura e innovazione tecnologica per esplorare nuovi modi di vivere e raccontare il territorio, nuovi modelli di ospitalità e di esperienza.

Un progetto che si sviluppa attraverso incontri, degustazioni, formazione e mostre e che quest’anno si amplia sia nei numeri sia nella geografia: sono oltre 40 gli appuntamenti nei cinque giorni del festival, che, accanto a Marsala, cuore storico dell’iniziativa, coinvolge anche Trapani e Favignana, estendendosi alla Sicilia occidentale.

La formazione per i professionisti

Una parte centrale del programma è dedicata agli incontri formativi per il pubblico professionale, tenuti da esperti nazionali e internazionali del fuori casa, dell’hospitality e della comunicazione. Il 30 settembre e il 1° ottobre spazio a Il caffè perfetto. Coffee MBA, con due masterclass del maître caffetier Vito Schiavo dedicate all’estrazione del caffè, dalla moka all’espresso.

L’1 e il 2 ottobre sarà la volta delle sessioni di Wine & Hospitality 3.0, rivolte ai professionisti del vino, dell’ospitalità e del mondo horeca. Nella prima giornata Lluís Tolosa, direttore della Guida dei Vini del quotidiano La Vanguardia di Barcellona, parlerà di nuovi modelli per la commercializzazione del vino e delle strategie che cantine, ristoranti e hotel possono adottare per costruire una destinazione enoturistica riconoscibile.

Il secondo incontro sarà dedicato a innovazione e tecnologie per l’ospitalità. Michael Cohen e Carlos Lugo, managing partner di Gain, e Susan Springsteen, co-fondatrice e ceo di H2O Connected, si soffermeranno sugli strumenti digitali in grado di migliorare l’esperienza degli ospiti e il lavoro delle imprese. A seguire, Leda Zanlungo e Scott Eddy, hospitality brand strategists, affronteranno il tema di come progettare e vendere esperienze di ospitalità ed enoturismo.

Grande attenzione, anche quest’anno, a chi il territorio lo racconta, con appuntamenti dedicati in particolare all’intelligenza artificiale applicata alla comunicazione. Il 2 ottobre sono in programma tre laboratori con il social media manager Davide Morante, che metteranno alla prova l’utilizzo dell’AI nel lavoro giornalistico. Il giorno successivo, l’incontro Raccontare il territorio, in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti di Sicilia, approfondirà il rapporto tra giornalismo, new journalism e social storytelling potenziato dall’intelligenza artificiale. A confrontarsi sul tema saranno Marco Pozzali, giornalista ed esperto di vini, Giorgio Triani, sociologo dell’Università di Parma e firma di Bargiornale, Pasquale Ancona, head of social di Milano Finanza, e Andrea Elvezio Battaglini de La Stampa. L’obiettivo è capire come i nuovi strumenti digitali possano contribuire a costruire una narrazione più efficace dei territori del vino, mettendo in relazione memoria, presente e futuro.

Il tempo come chiave per raccontare vino e territorio

Il tema trasversale della nuova edizione di Insolito Marsala è il tempo, esplorato attraverso il vino, il cibo e la cultura materiale. Stagionature, affinamenti, travasi e bottiglie d’annata diventano così altrettanti modi per parlare di trasformazione e memoria, in un percorso che arriva fino all’archeologia del gusto, mettendo in relazione il patrimonio enogastronomico contemporaneo con quello del passato. Tra gli appuntamenti, la visita alla stanza dell’orologio di Marsala e la mostra a Favignana dedicata alla storia del calendario; a Marsala, Fuori dal tempo porterà in degustazione vini d’annata, mentre Original Doc sarà dedicato alle tecniche di affinamento e al metodo Solera, con un gemellaggio tra l’Aceto Tradizionale Balsamico di Modena e Condiaroma 33, presentato dagli organizzatori come l’unico aceto balsamico siciliano

Il vino fuori dall’enoteca

Il vino, grande protagonista di Insolito Marsala, sarà al centro di una riflessione sui nuovi modi di presentarlo e venderlo. Ad aprire la manifestazione sarà infatti l’incontro Vinerie eccentriche. Il vino e altro, dedicato a nuovi modelli di shopping enologico, seguito dall’apertura di tre temporary shop che, per tutti i cinque giorni, porteranno le bottiglie in contesti insoliti, dalla libreria alla gioielleria, dal negozio di ottica allo showroom di interior design. Un esperimento per intercettare nuovi pubblici e mettere alla prova nuove forme di relazione tra vino, commercio ed esperienza.

Come da tradizione, grande spazio a degustazioni, abbinamenti ed esperienze sensoriali che mettono in dialogo prodotti e territori diversi. Dai grandi Dop del food italiano, come Parmigiano Reggiano, Culatello di Zibello, Prosciutto di Parma e San Daniele, che incontreranno i vini e l’olio della Sicilia occidentale, fino a percorsi che intrecciano culture e tradizioni enologiche, come I vini del Porto, dedicato alle rotte che uniscono Marsala, Porto, Jerez e Madeira. Tra gli appuntamenti anche A tavola con i Mille, il pranzo garibaldino preparato da studenti e docenti e dell’Istituto alberghiero di Marsala, dove il pesto genovese dialogherà con quello trapanese e I vini del fuoco, tra produzioni legate a mare, montagna e lava.

Completano l’esperienza, cene, aperitivi, e momenti di convivialità a tema che cantine, ristoranti e alberghi del territorio proporranno per tutta la durata del festival.

 

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