È ancora Michter’s è il whiskey più apprezzato al mondo
Michter's
Per il quarto anno consecutivo, la distilleria americana conquista il primo posto nella World’s Most Admired Whiskies di Drinks International. Un riconoscimento che conferma la reputazione del marchio nella comunità professionale internazionale

C’è ancora una volta Michter’s in testa alla classifica mondiale dei whiskey più apprezzati al mondo. Per il quarto anno consecutivo, la distilleria americana, i cui prodotti sono distribuiti in Italia da Velier, conquista infatti il primo posto nella World’s Most Admired Whiskies, la graduatoria annuale pubblicata da Drinks International che raccoglie i 50 brand di whisky più apprezzati dalla comunità internazionale di professionisti del settore.

Alle sue spalle si confermano, nell’ordine, The Yamazaki e Hibiki, mantenendo così invariato il podio rispetto alla precedente edizione, con Michter’s che si è aggiudicato anche il titolo di Most Admired American Whiskey.

A comporre la classifica è un’Academy internazionale composta da buyer, bartender, giornalisti, educatori e altri professionisti del settore. Ciascun membro è chiamato a indicare i dieci brand che più apprezza, in ordine di preferenza, sulla base di elementi come qualità e costanza della gamma, rapporto qualità-prezzo e forza del marchio. Un riconoscimento che fotografa quindi la considerazione di cui i diversi produttori godono all’interno della comunità professionale internazionale.

La rinascita negli anni Novanta

Considerazione elevata nel caso di Michter’s, che ha nuovamente superato altri marchi prestigiosi della Scozia, del Giappone e degli Stati Uniti. Un risultato che va letto anche alla luce della storia della distilleria e del percorso che ha riportato il marchio ai vertici dell’American whiskey.

Le origini di Michter’s risalgono al 1753, quando il mennonita svizzero John Shenk fondò una distilleria a Schaefferstown, in Pennsylvania, dove si produceva principalmente rye whiskey. Passata nel tempo attraverso diversi proprietari e conosciuta prima come Shenk’s e poi come Bomberger’s, la distilleria assunse il nome Michter’s negli anni Cinquanta. Nel 1989, dopo una lunga fase di difficoltà per l’industria del whiskey americano, l’azienda dichiarò bancarotta e chiuse i battenti.

Il marchio venne rilanciato negli anni Novanta da Joseph J. Magliocco e Richard “Dick” Newman, che scelsero di trasferire la produzione in Kentucky, nel cuore della moderna industria americana del whiskey, per assicurarsi l’accesso ai migliori talenti e alle migliori risorse e ripartire onorando l’eredità di Michter’s.

Il marchio ha così riguadagnato una forte reputazione per l’offerta di whiskey americani di qualità senza compromessi, tutti a produzione limitata, tra i quali bourbon, rye, sour mash whiskey e American whiskey.

Vocazione alla qualità

Una produzione caratterizzata da standard particolarmente rigorosi, a partire dalla materia prima, con i cereali utilizzati tutti di provenienza nordamericana e della qualità più alta che si possa trovare sul mercato Usa. Un altro elemento centrale della filosofia produttiva è l’invecchiamento. I legni delle botti, quercia bianca proveniente dalle foreste di Kentucky e Tennesse, vengono fatti essiccati all’aria per almeno 18 mesi, e le botti sottoposte a tostatura prima della carbonizzazione: due passaggi che favoriscono la liberazione e la concentrazione degli zuccheri naturali del legno, contribuendo allo sviluppo di colore, aromi e struttura del whiskey. Anche la gradazione alla quale il distillato entra in botte, 51,5% di alcol, è inferiore a quella normalmente utilizzata nel settore e permette una maggiore interazione tra whiskey e legno durante la maturazione.

A questa attenzione si aggiungono il ciclaggio termico dei magazzini, utilizzato per favorire l’interazione tra distillato e botte, e una gestione molto selettiva dell’imbottigliamento: la distilleria lavora infatti con singoli barili o lotti di massimo 20 barili, senza ricorrere a grandi assemblaggi per uniformare il risultato finale.

Una vocazione alla qualità che permette a Michter’s di continuare a performare anche in un mercato particolarmente complesso per l’American whiskey. Secondo Drinks International, nel corso di quest’anno, nonostante il contesto commerciale difficile, il marchio ha mostrato solidità e capacità di entrare in nuovi mercati. Un risultato legato anche al forte e costante rapporto costruito con il mondo dei locali, dove ha conquistato una posizione di rilievo nei bar internazionali, comparendo regolarmente ai vertici delle classifiche Trending e Bestselling dell’annuale Brands Report di Drinks International, dedicato ai marchi con le migliori performance nei migliori cocktail bar del mondo. Il nuovo riconoscimento consolida così un percorso costruito nel tempo e ne conferma la reputazione tra i professionisti.

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J.Rose celebra Valentina, l’iconica musa di Crepax
J.Rose Valentina
La nuova collezione di London Dry Gin porta nel mondo del beverage il fascino del personaggio creato da Guido Crepax, confermando la vocazione del brand nel coniugare buon bere, eleganza e cultura visiva

C’è un momento, prima ancora del primo sorso, in cui un cocktail conquista il suo ospite. È quello in cui arriva sul bancone. Forma, colore, luce e dettagli raccontano già qualcosa dell’esperienza che sta per iniziare. In un mercato dove distinguersi significa costruire un’identità riconoscibile, anche il design della bottiglia diventa parte del racconto del brand e del locale.

Da questa filosofia nasce Valentina, la nuova collezione di London Dry Gin firmata J.Rose un progetto che porta nel mondo del beverage il fascino dell’emblematico personaggio creato da Guido Crepax, confermando la vocazione del brand nel coniugare design, eleganza e cultura visiva.

J.Rose valentina 2La collezione rende omaggio a una delle figure più emblematiche del fumetto italiano, simbolo di libertà, raffinatezza e modernità. L’universo immaginato da Crepax prende forma attraverso le etichette artigianali dalla spiccata identità estetica, pensate per esaltare il prodotto e catturare l’attenzione di chi apprezza, nel mondo degli spirits, ricerca, personalità e pregio del distillato.

Dettagli che danno valore

Oggi un cocktail non si distingue solo per la cura della miscelazione. Deve sorprendere e lasciare un segno. In questo scenario, ogni dettaglio acquista valore: la scelta dello spirit, la bottiglia, il modo in cui viene presentata e raccontata diventano parte integrante della narrazione costruita dal bartender. È un linguaggio fatto di stile, coerenza e armonia, capace di rendere ogni proposta riconoscibile e distintiva.

J.Rose continua a interpretare questa evoluzione, proponendo una linea che unisce l’eccellenza del prodotto alla ricerca estetica attraverso il segno creativo di Guido Crepax. Le bottiglie di London Dry Gin, impreziosite da illustrazioni che celebrano Valentina, dialogano con il mondo della mixology contemporanea, valorizzando signature cocktail, aperitivi e proposte premium, senza rinunciare alla versatilità richiesta dal servizio professionale.

Cultura del buon bere e ricerca estetica

Dopo la presentazione ufficiale a Vinitaly, la nuova collezione è stata protagonista anche a TuttoFood, dove J.Rose ha raccontato il progetto all’interno del Padiglione 6, presso l’Area Spirits Experience. La manifestazione ha rappresentato un’importante occasione di confronto con buyer e professionisti dell’Horeca, confermando l’interesse verso realtà capaci di unire design, cultura e qualità.

Con Valentina, J.Rose consolida la propria visione: unire la personalità del distillato alla ricerca estetica della bottiglia, trasformando ogni elemento in un segno distintivo dove contenuto e forma dialogano armoniosamente, espressione di una cultura del buon bere attenta anche al valore del design.

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