Francesco Totti e Luciano Spalletti si incontrano al bar nel nuovo spot di Amaro Montenegro
L’amicizia è il tema della nuova campagna di Amaro Montenegro, che celebra i 140 del brand, raccontando un “duello moderno” che si conclude felicemente davanti al bancone di un bar, dopo la domanda di rito: “liscio o con ghiaccio?”

Ci vogliono un bar, un bancone, un bicchiere di Amaro Montenegro per far tornare il sorriso a Francesco Totti e Luciano Spalletti, dopo la tensione di un incontro nello sfondo di una periferia romana, solitaria come la prateria di un Western. È l’estrema sintesi del copione del nuovo spot lanciato da Amaro Montenegro (in onda dal 27 ottobre), che festeggia i 140 anni di “Sapore vero” con una nuova campagna che celebra il valore dell’amicizia.
Un progetto di comunicazione in cui si parte dall’attualità calcistica, che ha visto per anni i protagonisti, Francesco Totti e Luciano Spalletti, divisi da incomprensioni da spogliatoio. I due beniamini del calcio avevano espresso pubblicamente il desiderio di ritrovarsi e Amaro Montenegro ha colto questa occasione unica per mettere la parola fine ai dissapori, con uno spot dal tono ironico, che racconta un “duello moderno”, che si svolge fra le strade di Roma.
Lo spot è ideato da Leonardo Guerra Seràgnoli e Vincenzo Vigo, Ceo di Mosquito e consulente di comunicazione di Gruppo Montenegro, in collaborazione con Lgs SportLab. Il “duello moderno” tra i protagonisti è un mini-film, raccontato con uno stile visivo curato, che dà allo spot un tocco cinematografico. Il momento clou? Davanti al bancone di un bar, la tensione si scioglie nella domanda: “Liscio o con ghiaccio?”. Un gesto semplice, il brindisi, che diventa il simbolo perfetto di un’amicizia che grazie ad Amaro Montenegro ritrova il suo sapore autentico.
Non mancano le certezze del brand, dallo storico payoff “Sapore Vero”, pronunciato per l’occasione dall’attore Filippo Timi, al celebre sound logo, riarrangiato per l’occasione in chiave Western. In più, lo spot che vede protagonisti Totti e Spalletti segna il debutto della nuova line di campagna “Dove c’è Amicizia”, che sottolinea il territorio di comunicazione di Amaro Montenegro incentrato sull’amicizia vera, senza filtri. «Con questo nuovo progetto, lanciato in occasione dei 140 anni di Amaro Montenegro – spiega Alessandro Soleschi, Chief Marketing Officer Spirits di Gruppo Montenegro – celebriamo i valori che da sempre contraddistinguono il brand: amicizia e autenticità. Lo facciamo suggellando il primo incontro ufficiale tra Totti e Spalletti, che si ritrovano al bancone del bar per un brindisi dal sapore vero». Gli fa eco Leonardo Guerra Seràgnoli, che ha curato la creatività dello spot, in veste anche di regista e produttore esecutivo: «Per celebrare un anniversario così importante, abbiamo scelto di raccontare l’essenza di Amaro Montenegro da una nuova prospettiva. Se in passato abbiamo mostrato l’amicizia capace di compiere imprese impossibili, questa volta volevamo esplorare la sua forza nel ritrovarsi, anche dopo le incomprensioni». Davanti al bancone di un bar.

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Coca-Cola e l’Italia: crescono l’occupazione e il valore distribuito
Coca-Cola
1,142 miliardi di euro generati e distribuiti, circa 30.000 posti di lavoro tra diretti e indiretti, investimenti sul territorio. L’impatto socio-economico delle attività della Company nel nostro Paese nel report della Sda Bocconi

Un miliardo e 142 milioni di euro generati e distribuiti nel 2024, pari allo 0,05% del Pil italiano, quasi 30.000 posti di lavoro in totale, tra diretti e indiretti. È il valore che Coca-Cola, attraverso le tre società con le quali è presente nel nostro Paese, Coca-Cola Italia, Coca-Cola Hbc Italia e Sibeg, ha prodotto in Italia. A dirlo è la ricerca biennale condotta da Sda Bocconi School of Management, che rendiconta l’impatto sociale ed economico della company nella Penisola, dove è presente dal 1927.

Un impatto positivo su entrambi i fronti. Su quello occupazionale, Coca-Cola si conferma il primo datore di lavoro nell’industria delle bibite e delle bevande, con stabilimenti e uffici in 7 Regioni, Piemonte, Lombardia, Veneto, Abruzzo, Campania, Basilicata e Sicilia, e una forza vendita proprietaria diffusa sui territori. Il numero di posti di lavoro è cresciuto del 10% rispetto al 2022, arrivando a 29.840 tra diretti e indiretti, pari allo 0,12% dell’occupazione nazionale, dei quali 2.688 diretti e 26.704 lungo la filiera. Ancora più significativo è che ogni posto diretto genera oltre 11 posti di lavoro nell’economia italiana, un effetto moltiplicatore che porta a beneficiare dei redditi generati da Coca-Cola circa 64.000 persone considerando i nuclei familiari.

Valore per il tessuto produttivo

Le aziende Coca-Cola nel 2024 hanno acquistato beni e servizi da 1.508 fornitori (1.463 nel 2022), circa la metà costituita da micro e piccole imprese, per un valore complessivo superiore a 626 milioni di euro. Numeri che confermano anche il ruolo che la galassia Coca-Cola gioca per il tessuto produttivo nazionale. Tanto che, secondo lo studio, l’ipotetica assenza produttiva della company impatterebbe in modo significativo sull’occupazione nelle regioni dove è presente, con picchi del +6,5% in Lombardia, +5% in Abruzzo, +4,8% in Veneto, ma non meno rilevanti nelle aree già disagiate del Sud: +1,7% in Basilicata, +0,9% in Sicilia, +0,4% in Campania.

Parità di genere ed equità salariale

Il report sottolinea anche l’impegno e i passi in avanti sulla parità di genere, con la presenza di donne nei ruoli di leadership superiore alla media nazionale: queste rappresentando il 39% dei dirigenti (20% dato nazionale) e il 44% dei quadri (33% della media nazionale), dato quest’ultimo, in crescita del 13% rispetto al 2022.

Superiori alla media nazionale anche le retribuzioni medie dei dipendenti diretti per tutte le qualifiche professionali: del 19% per gli operai, del 15% per gli impiegati, del 22% per i quadri e del 5% per i dirigenti. Mentre inferiore alla media nazionale, ma questo è un dato positivo, invece la differenza retributiva tra dirigenti e altre categorie.

Il sostegno ai territori

Non meno importante l’impegno a sostegno dei territori. Nel biennio 2023-2024, Coca-Cola ha finanziato 116 iniziative, con un investimento complessivo di oltre 4 milioni di euro, delle quali 45 dedicate a progetti di solidarietà e coesione. Tra le più significative, la collaborazione, attivata nel 2005, con Banco Alimentare, che ha permesso negli ultimi 8 anni il recupero e la distribuzione di alimenti pari a oltre 15 milioni di pasti, e il sostegno a Special Olympics, movimento sportivo che coinvolge in Italia oltre 12.000 atleti con disabilità intellettive, del quale Coca-Cola è socio fondatore.

Rafforzato anche l’impegno sul fronte sostenibilità, in particolare per la gestione responsabile dell’acqua, con iniziative come l’Area Forestale di Infiltrazione che si sta realizzando ad Alpo (Verona) con il Consorzio di Bonifica del Veronese, e con il sostegno di lunga data ai progetti per l’innovazione dal basso della filiera agrumicola siciliana portati avanti dal Distretto Produttivo Agrumi di Sicilia e Università di Catania. Inoltre, con il programma #YouthEmpowered, Coca-Cola ha offerto a migliaia di giovani under 30 strumenti concreti per affrontare il passaggio dalla scuola al lavoro. Il programma, lanciato nel 2018, ha già coinvolto oltre 250.000 giovani in Italia e più di un milione nel mondo.

 

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El Ronero, la nuova monorigine di 1895 Coffee Designers by Lavazza
El Ronero 1895 Coffee Designers by Lavazza
In edizione limitata, la nuova monorigine della linea di specialty di Lavazza, è un Arabica Cantimor affinato oltre 100 giorni in botti di rum cubano. Un caffè perfetto anche per l’alta miscelazione e che ha in Agostino Perrone il suo ambassador d’eccellenza

Una nuova referenza in edizione limitata impreziosisce la collezione 1895 Coffee Designers by Lavazza. Si chiama El Ronero, nome scelto in omaggio ai distillatori di rum dell’America Latina. Una scelta non casuale: il nuovo caffè specialty viene da Cuba e ha come peculiarità il processo di invecchiamento in botti di rum dell’isola.

Ma andiamo con ordine. El Ronero (formato 250 g) è un 100% Arabica Cantimor che nasce da piccole aziende agricole delle regioni di Santiago e Granma, coinvolte nei progetti di sostenibilità della Lavazza Foundation. Il caffè è coltivato in foresta, a 700-800 m s.l.m., con un approccio policolturale che integra banani, mango, cocco e cacao. Un modello agricolo che preserva la biodiversità, vieta la deforestazione e sostiene le comunità locali con fonti di reddito diversificate.

Invecchiamento in botti di rum

I chicchi verdi, una volta privati del pergamino, il loro involucro naturale, vengono trasferiti nelle storiche botti di rum cubane di 60-80 anni, conservate nella Don Pancho Ronera di Santiago de Cuba, dove riposano per oltre 100 giorni a contatto con il legno e i sentori del distillato, mentre le botti vengono delicatamente ruotate per garantire un’esposizione uniforme.

Il risultato di questo peculiare processo invecchiamento è un caffè verde dal corpo setoso e dal profilo aromatico distintivo, caratterizzato da aromi fruttati e dolci, con note di pera matura, zucchero di canna e cioccolato fondente amaro, con finale persistente che richiama i sentori del rum.

Perfetto anche per la mixology

Un profilo che si esprime al meglio con metodi di estrazione a freddo, quale il cold brew, ma rende El Ronero anche un intrigante ingrediente per la miscelazione, sia per cocktail alcolici sia analcolici. Campo, quello della miscelazione, dove il nuovo arrivato, come tutta la collezione 1895 Coffee Designers by Lavazza, può contare su un ambassador d’eccezione: Agostino Perrone, director of mixology del Connaught Bar di Londra e una delle figure più eminenti del panorama mondiale della mixology.

Presente al lancio di El Ronero presso la Nuvola Lavazza, insieme ad altri ospiti d’eccezione, quali lo chef Federico Zanasi, il pastry chef Fabrizio Fiorani e il maestro della cucina contemporanea francese Yannick Alléno, Perrone ha valorizzato la nuova monorigine firmando una creazione ad hoc, Golden Coffee. Un elegante cocktail, ora presente nella drink list del Connaught, dove le note intense del caffè si fondono con quelle vellutate di mandorla e vengono addolcite dalla finezza del gin.

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Los dos italianos perdidos en Mexico – La Punta Documental: guarda l’episodio n.13
L’episodio numero 13 del viaggio in Messico di Cristian Bugiada e Roberto Artusio, fondatori de La Punta Expendio de Agave a Roma

Dieci anni di viaggi in Messico, oltre settanta ore di video girati in loco, innumerevoli distillerie di tequila e mezcal visitate. Roberto Artusio e Cristian Bugiada, fondatori de La Punta Expendio de Agave di Roma e fra i massimi esperti italiani dei distillati di agave sono gli autori di “Los dos italianos perdidos en Mexico”. Un viaggio documentario in cui “I due italiani perduti in Messico” esplorano il mondo del mezcal, della tequila, del pulque: in una parola, dell’agave.

I due avventurieri italiani, in questo episodio, approfondiscono i segreti del mezcal e la cultura che lo circonda. I due italiani passano da piccoli produttori a distillerie innovative, per scoprire lo spirito dell’agave e il suo impatto culturale. Nell’episodio n.13 di “La Punta Documental”, Roberto Artusio e Cristian Bugiada continuano il loro viaggio nel Messico più autentico, arrivando fino a Dai contadini Maya agli artisti di strada, dalle candele al mezcal, fino a Huautla de Jiménez: la terra di María Sabina e dei guaritori che connettono corpo e spirito. Un percorso che tocca palenques nascoste, dove assaggiare tacos a base di insetti.

L’episodio numero 13 segue le precedenti avventure dei due italiani perduti in Messico: nei primi due episodi il viaggio è iniziato da Città del Messico (guarda il primo e il secondo episodio), per poi approdare nell’affascinante città di Puebla (guarda il terzo episodio) e iniziare il pellegrinaggio alla ricerca dei mezcal Papalometl selvatici (guarda il quarto episodio). Nel quinto episodio tappa a Santa Maria Xoyatla, sempre inseguendo le radici della cultura del mezcal (guarda il quinto episodio), per poi incontrare Asunción Matilde Vargas, una produttrice che esalta l’arte del mezcal pechuga e domandarsi cosa unisce i combattimenti dei galli alla produzione del mezcal (guarda il sesto, il settimo, l’ottavo, il nono, il decimo, l’undicesimo e il dodicesimo episodio).

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Salvatore Di Meo vince la Molinari 80th Anniversary Final Celebration
Il bartender del Dejavu di Pozzuoli ha convinto la giuria con un drink in cui Molinari Extra si incontrava con la freschezza degli agrumi

Il taglio della torta a tre piani per gli 80 anni di Molinari sancisce il termine dei festeggiamenti per gli otto decenni del brand di Civitavecchia, ma non prima di aver eletto il vincitore della finale internazionale della Molinari 80th Anniversary Final Celebration. A trionfare nella competition che si è svolta sulla Acquaroof Terrazza Molinari di Roma di Roma, l’italiano (anzi, napoletano) Salvatore Di Meo, con il suo cocktail Ara Moli. Bartender del Dejavù di Pozzuoli (Na), appassionato di flair, Di Meo ha colpito i giudici per aver saputo valorizzare la Molinari Extra in un cocktail in cui emergeva perfettamente lo spirito di italianità, convivialità e tradizione che era stato chiesto ai partecipanti di esprimere con i loro cocktail. «Un drink shakerato in cui Molinari dialoga con ingredienti semplici – lo ha descritto il vincitore in gara -, con limone e arancia. La particolarità è che le scorze d’arancia sono usate anche nello shaker in modo da rilasciare i loro oli essenziali».

Ai partecipanti, nove quelli presenti alla finale, era richiesto di utilizzare un minimo di 15 ml, Di Meo ne ha miscelati 50, smorzandoli con la freschezza del limone e l’aroma delicato dell’arancia e tirando fuori un drink che ha colpito i giudici della manifestazione per l’ottimo bilanciamento e la bella presentazione offerta dal bartender campano.

Per il brand ambassador di Molinari, Marco Fedele, questa finale era da vivere quasi come un Europeo, tifando per una delle nazioni in gara (Grecia, Germania, Svezia, oltre che Italia). E sono proprio i competitor stranieri ad essersi distinti, se consideriamo che il secondo classificato è risultato Dimitris Gianankis, del locale Zambri ad Atene (Grecia) con il cocktail Il Giardino Segreto e terzo posto per Fabio Kauffman del locale Residenz Heinz Winkler a Chiemgau (Germania) con il cocktail Rote Sonne.

La selezione dei partecipanti era partita in un lungo viaggio, da luglio a settembre (lo abbiamo raccontato qui), in cui Molinari aveva celebrato gli 80 anni, festeggiando in diversi cocktail bar italiani e internazionali. Bartender e locali erano stati invitati a reinterpretare l’heritage del brand con drink originali, protagonisti di serate all’insegna della musica, della creatività e della condivisione. Da queste occasioni, sono emersi i professionisti che poi hanno partecipato alla finale romana, ma solo dopo aver partecipato al suggestivo Tour 500 Molinari, che ha condotto i nove bartender sfidanti alla scoperta della Capitale, a bordo di Fiat 500 d’epoca personalizzate Molinari: un’esperienza unica e autentica, pensata per raccontare Roma e l’italianità attraverso gli occhi di chi, ogni giorno, celebra la creatività nel mondo della mixology.
Il vincitore rappresenterà il brand Molinari come ospite presso lo stand dell’azienda in una delle tre principali fiere internazionali del settore: Roma Bar Show 2026, Bar Convent Berlin 2026, o Athens Bar Show 2026.

La ricetta del cocktail vincitore
Ara-Moli

Ara-Moli, cocktail vincitore della Molinari 80th Anniversary Final Celebration

di Salvatore Di Meo

Ingredienti:

50 ml Molinari Extra
30 ml succo di limone fresco
5 ml zucchero liquido
2 gocce di orange bitter
2 bucce di arancia

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