Debutto spettacolo a Milano per Jack Daniel’s Blackberry
Presentato a Yellow Square di Milano la novità Jack Daniel’s Blackberry dii Brown-Forman, insieme con un coinvolgente rodeo di Toro Meccanico.

Il colore viola è stato scelto dallo storico (1870) produttore americano Brown-Forman Corporation per caratterizzare il lancio in Italia della sua ultima specialità: Jack Daniel’s Tennessee Blackberry (35% alc), nelle tipiche bottiglie squadrate da 70 e 100 cl.

Bottiglia 70 cl Jack Daniel’s Tennessee Blackberry

Non a caso, visto che è il colore delle more, con le quali è stato miscelato un distillato premium famoso come Jack Daniel’s Tennessee Whiskey Old No.7, prodotto dalla storica (1866) distilleria di Lynchburg e firmato dal Master Distiller Chris Fletcher, che prevede la distillazione del mosto composto da mais (80%) segale (8%) e orzo (12%), seguita da una lenta filtrazione (secondo l’originale processo di charcoal mellowing) attraverso tre metri di carbone di acero da zucchero canadese e una maturazione finale in botti nuove di rovere (quercia americana) carbonizzato.
Il risultato è un Whiskey di grande e inconfondibile morbidezza, successivamente infuso con il gusto fresco, fruttato e acidulo di un distillato di more locali coltivate (Rubus) particolarmente grandi, carnose e dolci, prima dell’imbottigliamento finale.

Da tempo (2020) il produttore americano sta investendo nella categoria dei ready-to-drink poco alcolici (5%) con prodotti di successo come Jack & Coke (Jack Daniel’s & Coca-Cola) in bottiglia e lattina 35 cl, per proseguire con le versioni aromatizzate flavors liqueur del suo premium whiskey: Honey (miele), Fire Cinnamon (cannella) e Apple (mela verde).

La novità Jack Daniel’s Blackberry Liqueur va ad aggiungersi alla ricca gamma di premium spirit di Brown-Forman Co. che conta, oltre che sulla gamma di distillati Jack Daniel’s Tennessee Whiskey, su marchi di prestigio come Woodford Reserve Kentucky Straight Bourbon Whiskey, liquori Chambord, Gin Mare, Ron Diplomatico, Tequila El Jimador, Tequila Herradura, The Glendronach  Scotch Whisky, con i quali arriverà a un fatturato atteso 2026 di quasi 4 milardi di dollari, realizzato in 170 Paesi.

La ricca gamma di prodotti Brown-Forman

Al grido di Bella Raga!, teatro del lancio è stato Yellow Square Milan, originale e moderno ostello per giovani e hub culturale nella vivace zona di Porta Romana a Milano.

Ingresso all’evento tenuto allo Yellow Square Milan

Indubbiamente un lancio spettacolare e “vigoroso” visto che, al momento degustativo di tre cocktail in tema, è stata offerta agli ospiti l’opportunità di cavalcare uno scatenato Toro Meccanico, nella migliore tradizione country, in un’apposita arena gonfiabile installata nel grande salone sotterraneo, accompagnati da una scatenata colonna sonora rock.

La preparazione dei tre cocktail è stata affidata al team Percento Lab, laboratorio milanese di mixologia fondato dal top bartender e manager Lucian Bucur, che ha gestito due banchi bar. Il primo nel cortile dello Yellow Square Milan con il cocktail Paloma Blackberry, il secondo nel grande salone sotterraneo davanti all’arena del Toro Meccanico con i cocktail Blackberry Lemonade e Blackberry ‘n’ Ginger.

Il risultato che ha riscosso maggior successo è stato:
Paloma Blackberry
Ingredienti
5 cl Jack Daniel’s Blackberry
1 cl succo fresco di lime
top Soda al Pompelmo Galvanina
Preparazione
Versare i primi due ingredienti in un bicchiere old fashion su cubetti di ghiaccio, mescolare, aggiungere la soda e guarnire con una fettina di limone e una mora su spiedino.

Ma non sono mancati consensi alle altre altre due ricette:

Blackberry Leomonade
Ingredienti
5 cl Jack Daniel’s Blackberry
top Soda al Limone Galvanina
Preparazione
Versare J.D. Blackberry in un bicchiere old fashion su cubetti di ghiaccio, mescolare, aggiungere la soda e guarnire con una fettina di limone e una mora su spiedino.

Blackberry ‘n’ Ginger
Ingredienti
5 cl Jack Daniel’s Blackberry
top Soda allo Zenzero Galvanina
Preparazione
Versare J.D. Blackberry in un bicchiere old fashion su cubetti di ghiaccio, mescolare, aggiungere la soda e guarnire con una fettina di limone e una mora su spiedino.

Proposti su vassoi da camerieri “volanti”, ecco gli abbinamento finger food serviti:
Bao Viola (minipanino farcito con tartare di salmone, crema di robiola alle erbe, gel di limone salato);
Mini Tacos Viola (minicrosta croccante farcita con crema di avocado, polvere di fiori eduli, germogli di soia);
Mini éclair (bigné con glassa viola e crema di cioccolato, polvere di fiori eduli);
Tartellette (minigusci di pasta frolla farciti con crema pasticcera o purea di mirtilli, chiusi da una ostia alimentare).

Rivestiti rigorosamente con apposite t-shirt color viola brandizzate Jack Daniel’s Tennessee Blackberry, i numerosi ospiti dell’evento milanese sono stati invitati nel salone sotterraneo a partecipare a una spettacolare gara di sfida con il Toro Meccanico dal massiccio Cow Boy Mr. Dollaro, ispiratore e animatore dell’agenzia Country Events Milano.

Dopo la firma di un foglio di manleva, levate le scarpe, gli entusiasti partecipanti sono entrati nell’arena gonfiabile dove troneggiava la macchina del Toro Meccanico, già pronto con occhi rossi lampeggianti.
Dotati dei tipici fazzoletti al collo con relativo cappello stetson, una voilta montati in sella, gli aspiranti cow boy e cow girl hanno afferrato la briglia al collo dell’animale (che non vedeva l’ora di scalpitare) e hanno cercato di non essere disarcionati dopo pochi scrolloni.
Dopo una decina di secondi di relativa calma, l’animale ha cominciato a scalciare sul serio e non non sono mancate spettacolari galoppate con relative cadute finali, tutte in sicurezza grazie all’apposito impianto automatico di blocco. Campione del rodeo è risultato il tenace Daniel con il record di 72 secondi.

 

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Il perfect serve di Gin Giüst è con la Giüsta Tonica
Dall’incontro fra Gin Giüst e la Giüsta Tonica tutta biodiversità delle terre alte e i profumi della Valchiavenna nel bicchiere

C’è il territorio, naturalmente. Ma anche l’attenzione alla biodiversità delle terre alte, con l’idea di portare i profumi della Valchiavenna nel bicchiere, senza fermarsi alla suggestione del prodotto alpino. È questa la direzione di Gin Giüst, progetto nato nel 2021 in provincia di Sondrio, nel cuore delle Alpi centrali, dove la tradizione della distillazione incontra quella della raccolta di erbe officinali in alta quota, che si collegano al lavoro delle api, dando carattere a questo gin.


Il progetto parte dal legame con il territorio, ma guarda al banco del bar: un London Dry Gin a 43° costruito intorno a materie prime locali e a un servizio che comprende anche una tonica dedicata.
Gli ingredienti di Gin Giüst sono semplici, quanto secolari: alcol di grano tenero, acqua minerale naturale oligominerale della Val Bregaglia per garantire alta qualità (utilizzata da secoli anche in distillazione per le sue qualità organolettiche), otto botaniche spontanee provenienti dalla Valle Spluga (fra cui, oltre all’immancabile ginepro, angelica silvetris, genepì, achillea moscata), un tocco di miele millefiori artigianale della famiglia De Stefani, che dal 1930 ricerca la qualità con passione. Per la produzione è stato scelto il metodo London Dry: le botaniche vengono distillate insieme all’alcol neutro e, dopo la distillazione, non è consentita l’aggiunta di aromi, oli essenziali o coloranti.


Un gin artigianale premium, perfetto per la miscelazione che cerca qualità e semplicità, specialmente se proposto in abbinamento con la sua tonica d’elezione, anzi la Giüsta Tonica (con la “ü” a ribadire la forza del brand), la Graziano’s dry tonic water. Il perfect serve è, infatti, la seconda parte del progetto: una tonica premium che nasce a partire dall’acqua minerale naturale San Graziano ed è costruita su un profilo dichiaratamente secco. La ricetta utilizza un’infusione naturale di corteccia di china del Sud America, elemento che le conferisce la componente amaricante tipica della tonica e, secondo la filosofia del prodotto, serve a ripulire il palato senza coprire le botaniche del gin. Per Gin Giüst la proposta è dunque quella di un Gin Tonic essenziale: 5 cl di distillato, 15 cl di tonica, ghiaccio e una scorza di limone, senza una guarnizione troppo invasiva. Il risultato è un’identità che prova a tenere insieme due dimensioni: da una parte la provenienza, con ingredienti e riferimenti molto precisi alla geografia alpina; dall’altra un linguaggio pensato per il consumo contemporaneo e per il mondo della miscelazione.

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Nuovo look, e più sostenibile, per gli sciroppi Marie Brizard
Marie Brizard sciroppi
Nuova bottiglia per la gamma di sciroppi, forte di 37 referenze, della Maison francese: un restyling che ne rafforza l’identità e riduce del 15% il peso del vetro

A dieci anni dal rinnovo della linea di liquori, Marie Brizard torna a lavorare sull’identità visiva del proprio portafoglio con il restyling completo del packaging della gamma di sciroppi. Un cambiamento che si muove nel giusto equilibrio tra heritage e contemporaneità.

La nuova bottiglia presenta infatti una silhouette e incisioni ispirate a quella storica di Marie Brizard, arricchita da un blu ancora più intenso. Un intervento che punta a rafforzare la riconoscibilità del marchio e la presenza della gamma in bottigliera, mantenendo al tempo stesso un legame evidente con l’identità della maison francese.

Ma il nuovo packaging segna anche un ulteriore passo avanti della maison sul fronte della sostenibilità. Il peso del vetro è stato infatti ridotto del 15%, con l’obiettivo di diminuire l’impiego di materiale senza modificare gli standard qualitativi della bottiglia.

37 gusti al servizio di bartender e baristi

Proposta nel formato da 70 cl e distribuita in Italia, come tutti i prodotti Marie Brizard, da Mixer Cocktails, la gamma di sciroppi conta in totale 37 gusti, divisi in 6 famiglie: Fruttati, Frutti Rossi, Confetteria, Erbe e Fiori, Mocktail e Barista.

Un ricco assortimento pensato per rispondere a un utilizzo sempre più trasversale degli sciroppi e che guarda a due grandi tendenze del mercato. Da una parte la mixology, dove gli sciroppi rappresentano un ingrediente fondamentale a supporto della creatività dei bartender. Dall’altra il mondo barista, dove queste preparazioni entrano nelle ricette di caffetteria e nelle bevande a base di latte.

Una gamma che, oltre che per ampiezza, si caratterizza per la capacità di offrire intensità aromatica, equilibrio e rotondità al palato. Un risultato legato anche all’esperienza di una Maison che, dal 1755, anno della sua fondazione a Bordeaux, ha costruito la propria identità sulla ricerca aromatica e sulla capacità di lavorare gli ingredienti per ottenere profili equilibrati e riconoscibili.

Gli sciroppi sono infatti realizzati con 100% zucchero di canna, senza conservanti e senza coloranti artificiali e con aromi 100% naturali, con un’eccezione per le referenze Granatina e Fragola, che contengono conservanti e coloranti.

A questo si aggiunge una concentrazione di frutta superiore del 40% rispetto agli standard normativi del mercato, un elemento che contribuisce a definire il profilo della gamma e la resa delle diverse referenze.

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Elina Davidovich è Lady Amarena International 2026
Lady Amarena International 2026 FRANCESCA ASTE - ELINA DAVIDOVICH - DOTT. NICOLA FABBRI
Arriva dalla Germania, dove è head bartender al Moxo di Varsavia, la vincitrice della finale internazionale del contest di Fabbri 1905 dedicato alle signore della miscelazione

È nata in Bielorussia, ha doppia cittadinanza, bielorussa e polacca, e vive a lavora a Varsavia. Ha cominciato la sua carriera nell’ospitalità come runner, nel 2017, e ora è head bartender al Moxo, rinomato locale della capitale polacca: si chiama Elina Davidovich ed è la nuova Lady Amarena International. È lei, infatti, la vincitrice della finale internazionale della cocktail competition di Fabbri 1905 riservata alle signore della miscelazione, svoltasi al Velluto Botanique Eclectique, nel cuore medievale di Bologna.

Davidovich, in gara con il titolo di Lady Amarena Polonia, si è imposta sulle altre 7 pretendenti, arrivate da altrettanti Paesi a contendersi il titolo con i loro originali drink pensati per esaltare l’unicità del gusto di Amarena Fabbri.

Una vittoria che la bartender si è aggiudicata con The Second Breath, costruito con Gin Fabbri, cold brew arancia rossa ed eucalipto, Mixybar Plus Calamansi Yuzu, Sciroppo Amarena Fabbri e succo di limone, e completato da foglia di shiso, eucalipto e Amarene Fabbri. Un cocktail che nasce dall’idea della pausa: un invito a fermarsi, respirare ed essere presenti. Un concetto che riflette la visione di bartending e di ospitalità maturato dalla campionessa in questi anni di lavoro dietro il bancone. Un approccio che non si basa solo su velocità e performance, ma anche sulla capacità di comprendere le persone e creare uno spazio dove possano sentirsi a proprio agio.

Ma il cocktail racconta anche la contaminazione tra due culture quella giapponese e quella italiana, entrambe parte della quotidianità professionale di Davidovich: un incontro tra la precisione e la sensibilità della prima e il calore, la convivialità della seconda che ha voluto racchiudere nel bicchiere.

Un’interpretazione che ha conquistato la giuria, composta da Cinzia Ferro, prima Lady Amarena, Francesca Aste, Lady Amarena Italia (2023) e International (2024), Antonella Tolomelli, direttrice marketing global di Fabbri 1905 e sommelier Ais, Gianni Cocco, maestro di caffetteria specializzato in formazione e consulenza, e Matteo Dondi, proprietario del Velluto, con Angelo Donnaloia, presidente di Aibes, nel ruolo di giudice tecnico.

Il podio e i premi speciali

A incoronare la nuova Lady Amarena International è stato Nicola Fabbri, esponente della quarta generazione della famiglia Fabbri alla guida dell’azienda, insieme al fratello Umberto e al cugino Paolo.

Il secondo gradino del podio è andato a Sara Mesa Alejos, Lady Svizzera, nata in Spagna ma da tempo trasferitasi a Zurigo, dove ha lavorato come head bartender e manager in diversi locali. Città che ora si appresta a lasciare per trasferirsi a Manila, nelle Filippine, dove unirà attività di bar management e marketing per l’hospitality. La sua creazione, The Cage of Amarena, è composta da Marendry Bitter, succo di limone, Fabbri Ratafiá, Chartreuse Gialla e Amarena Fabbri Syrup, completato da una guarnizione di Amarena fabbri e biscotto al cioccolato.

Terza classificata Stephani Christanti, Lady Indonesia, con Nogroni, preparato con oak barrel – infused cold brew, vermouth dolce homemade, Bitter Mixybar e Mixybar Amarena Fabbri, guarnito con Amarena Fabbri e scorza di arancia. Un drink con il quale la bartender, specializzata in caffè e in cocktail analcolici, ha conquistato anche il Premio Speciale Analcolico.

E a proposito di premi speciali, la giuria ha assegnato Premio Gin Fabbri a Valentina Scuotto, Lady Italia (leggi Valentina Scuotto è la Lady Amarena Italia 2025), mentre il Premio Marendry è andato a Clara Staad, Lady Germania. Chiara Leoni, Lady Austria, si è aggiudicata il Premio Ratafià e Melinda Hong, Lady Cina, il Premio Speciale Caffetteria.

Ma la finale di Lady Amarena ha dato spazio anche ai nuovi talenti in erba della miscelazione. A salire su palco anche Anna di Nuzzo, la vincitrice di Lady Amarena Junior 2026, competizione analcolica riservata alle studentesse degli istituti alberghieri siciliani per promuovere la professionalità e la formazione nel settore delle più giovani (leggi Anna Dinuzzo è Lady Amarena Junior 2026). La giovane campionessa ha preparato Purple Butterfly, il drink con il quale si è aggiudicata il contest.

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Gli spiriti messicani di Mezcólogo in Italia con Bonaventura Maschio
Mezcologo Bonaventura Maschio
L’azienda veneta è importatore e distributore esclusivo in Italia del progetto messicano dedicato alla valorizzazione dei distillati d’agave, con quattro referenze, tra mezcal, Raicilla e Bacanora, espressione di territori, materie prime e tradizioni produttive differenti

Il mondo dei distillati d’agave sta vivendo una fase di crescente attenzione, sostenuta dalla curiosità verso produzioni capaci di esprimere in bottiglia territori, varietà botaniche e tradizioni produttive profondamente differenti. Accanto a tequila e mezcal, anche espressioni meno conosciute dal grande pubblico stanno iniziando a trovare spazio nel panorama della mixology e tra gli appassionati, aprendo la strada a una conoscenza più ampia e articolata della cultura distillatoria messicana. È in questo scenario che si inserisce la nuova collaborazione di Bonaventura Maschio, che porta in Italia Mezcólogo, progetto messicano dedicato alla valorizzazione dei distillati tradizionali d’agave. L’azienda veneta si è assicurata l’importazione e la distribuzione in esclusiva del marchio sul mercato italiano, con una selezione di prodotti che, partendo dal mezcal, esplora alcune delle espressioni più profondamente legate ai territori e alle tradizioni rurali del Messico.

Materia prima, territorio, artigianalità

Il progetto Mezcólogo nasce proprio intorno alla figura del “mezcólogo”, colui che studia il mezcal e, più in generale, le diverse espressioni della distillazione d’agave e la ricerca che accompagna ogni distillato dalla sua origine fino al bicchiere. Non a caso simbolo del marchio è l’armadillo, animale che nella cultura messicana rappresenta il custode materiale e spirituale dell’ambiente rurale e delle sue tradizioni. Una prospettiva che quindi mette al centro la materia prima, il rapporto con il territorio e l’artigianalità.

Sono quattro le referenze Mezcólogo che Bonaventura Maschio porta sul mercato italiano: i mezcal Espadín e Tobalá, la Raicilla e il Bacanora. Una collezione di distillati provenienti da differenti aree e tradizioni del Messico che conduce in un viaggio alla scoperta dell’autentico spirito del Paese.

Le quattro espressioni della collezione

Espadín è un mezacl Joven (alc 45% in vol) dall’elegante carattere affumicato, con intense note erbacee accompagnate da sottili sfumature agrumate e un tocco finale speziato. È prodotto dal maestro mezcalero Tano Cruz con agavi Espadin, con 6-8 anni di maturazione, della regione della Valles Centrales, nello stato di Oaxaca. Le agavi, cotte in forno sotterraneo in pietra, vengono fatte fermentare in tini di rovere e poi distillate due volte in alambicco di rame.

Dalla Sierra di Oaxaca provengono le agavi selvatiche destinate a Tobalá, altro mezclal joven (alc 45% in vol) firmato dal maestro Cruz. Qui la maggiore maturazione della materia prima, che raggiunge i 12-15 anni, si traduce in un profilo più intenso e complesso, caratterizzato da note floreali e di frutta secca, richiami alle erbe di bosco e da un marcato tratto affumicato, accompagnato da sfumature minerali.

Altro capitolo della collezione è la Raicilla, spirito ancestrale di Jalisco e distillato di agave che, pur condividendo con il mezcal una parte della propria storia, conserva un’identità produttiva e territoriale ben distinta, sottolineata dalla Denominazione di origine (Do) arrivata nel 2019. Prodotta a Cuautla con agave Maximiliana della Sierra Madre Occidentale, maturata per circa otto anni, la Raicilla Mezcólogo racconta un processo profondamente legato alla tradizione: le agavi vengono triturate con una mazza di rovere su una canoa di legno, cotte in un forno superficiale chiuso con argilla, fermentate in tini di rovere e sottoposte a una doppia distillazione in una caldaia di rame e creta. Nel bicchiere esprime sottili note tropicali di melone e lime, accompagnate dal caratteristico aroma di maguey cotto e da sfumature di incenso. Al palato emergono progressivamente sentori erbacei di lime e pino, con un finale che richiama l’eucalipto.

Il viaggio si conclude nello Stato di Sonora, terra d’origine del Bacanora, Do dal 2000, distillato prodotto esclusivamente con Agave angustifolia del deserto sonorense. Il Bacanora Mezcólogo è prodotto a San José de Primas con agave lasciata maturata per circa cinque anni. Le piante vengono macinate con una tahona di pietra, fatte fermentare in tini di rovere e distillate due volte in alambicco di acciaio. Il processo restituisce un distillato dal carattere minerale e vegetale, nel quale le note di maguey cotto si accompagnano a una delicata sfumatura affumicata e a richiami lattici, di cuoio e paglia fresca. Al palato si caratterizza per le delicate note erbacee, seguite da sentori lattici e da un piacevole finale di anice.

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Caffè Vergnano lancia la collezione Single Origin
Caffè Vergnano Single Origin
Provengono da Brasile, Colombia e Honduras i tre caffè monorigine 100% Arabica che compongono la nuova linea premium della storica torrefazione dedicata ai bar

Tre monorigini, 100% Arabica, con tre profili distinti, provenienti da Brasile, Colombia e Honduras. È Single Origin, la nuova gamma di caffè in grani con la quale Caffè Vergnano amplia l’offerta premium dedicata al mondo del fuori casa.

Con la nuova proposta, la storica torrefazione piemontese interpreta l’evoluzione della cultura del caffè con una selezione che mette in primo piano la provenienza, le caratteristiche della materia prima e le diverse espressioni aromatiche legate ai territori di origine.

I caffè della linea Single Origin

Entrando nel dettaglio delle tre referenze, Brasile (formato 1 kg) proviene dall’Alta Mogiana, regione situata a nord dello Stato di San Paolo, nota per la produzione di pregiati Arabica. Qui il caffè viene coltivato su un altopiano, a un’altitudine compresa tra i 900 e i 1.000 metri, in condizioni climatiche che favoriscono una lenta e uniforme maturazione dei chicchi. Morbido e avvolgente, presenta note di cacao e frutta secca, accompagnate da sentori di cereali tostati e pane caldo, con un finale dolce e persistente che richiama lo zucchero di canna.

Dagli altipiani vulcanici di Huila, nella regione colombiana delle Ande, arriva invece Colombia (500 g) dal profilo vivace e fruttato. Dal corpo morbido, presenta infatti note di frutti neri che si fondono con la dolcezza del cioccolato e un’acidità brillante, completata da eleganti sfumature di vaniglia e mandorla.

Completa la selezione Honduras (500 g), caffè certificato Rainforest Alliance, morbido e vellutato, coltivato tra i 1.500 e i 1.800 metri di altitudine e lavorato con processo lavato. A caratterizzarne il profilo sono le note di cioccolato alla nocciola e frutta secca, accompagnate da una dolcezza che richiama i dolci artigianali.

Frutto di un’attenta ricerca finalizzata a offrire ai locali e agli operatori una proposta capace di valorizzare l’esperienza del caffè, le tre referenze hanno come filo comune la tostatura lenta, cifra distintiva di Caffè Vergnano.

Materiali per il bar

Ad accompagnare il lancio di Single Origin è inoltre un sistema dedicato di merchandising, pensato per rendere più distintivo il momento della degustazione e dare visibilità alla nuova gamma all’interno del locale. Tazzine, tazze da cappuccino, personalizzazione della campana e tag per la tazzina contribuiscono a valorizzare le caratteristiche dei tre profili e a rafforzarne l’identità. A completare il progetto, materiali di comunicazione come locandine, poster e sottotazza, che rendono la proposta immediatamente riconoscibile al cliente finale.

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Baritalia 2026 a Bologna, selezionati altri 15 finalisti
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Oltre 250 i professionisti che hanno partecipato alla quarta tappa dell’edizione 2026 del laboratorio itinerante di miscelazione approdato, dopo quattro anni di assenza a Bologna. Ecco i nomi dei bartender che hanno conquistato il pass per la finalissima di Milano

Dopo la pausa estiva, il tour di Baritalia lungo la Penisola è ripreso facendo tappa a Bologna: un ritorno dopo 5 anni in una città in fermento, con tante nuove aperture che stanno ridisegnando la geografia de bere bene. A ospitare il quarto appuntamento dell’edizione 2026 del laboratorio di miscelazione di Bargiornale gli spazi di Officina Bistrot e Officina Coworking del DumBO.

Come sempre numerosi, oltre 250, i professionisti del settore, provenienti da tutta l’Emilia-Romagna e da altre regioni del Centro-Nord, che non hanno voluto mancare all’evento, e al programma di confronti, approfondimenti, seminari e sfide sul tema cocktail previsto dal suo menu.

Sessantatré i bartender che hanno preso parte a Baritalia Lab, la sfida di miscelazione quest’anno incentrata sul concetto di Ultra, da intendere come ricerca di intensità, precisione e consapevolezza, senza eccessi e inutili spettacolarizzazioni. Un invito ad andare oltre l’abitudine, a superare formule rassicuranti e automatismi creativi, mantenendo però misura, equilibrio e controllo.

Nella tappa bolognese sono stati selezionati altri 15 talenti, in gara sotto le insegne delle aziende sponsor, che si sono aggiudicati un posto per la finalissima in programma il 23 novembre a Milano.

Ecco chi ha staccato il pass per la finale: Matia Boschi (Bonaventura Maschio), Andrea Collina (Bonollo 1908), Denis Terzano (Botran), Luca Cerulli, (Caffo), Nicola Impronta (Campari Academy), Nicolò Fabbri (Casoni), Mirko Puleo (Coca-Cola Hbc Italia – Barcelò), Filippo Lazzerini (Coca-Cola Hbc Italia – Vodka Finlandia), Roberto Cuccu (Gamondi), Diego Di Giannantonio (June By G’Vine), Alex Reveredo (Marie Brizard), Luca Grifi (Nonino), Davide Michelangeli (Orsini Soda), Alessio Spanò (Pallini) e Massimo Nicolosi (The Organics by RedBull).

La super giuria

A valutare le prove dei concorrenti e a decretare i vincitori di tappa una giuria composta dai giudici delle aziende partner: Bianca Bassetti (Pallini), Fabrizio Tacchi (Caffo), Giacomo Sai (Nonino), Giovanni Vecchio (Campari Academy), Igor Tuliach (Gamondi), Luca Cervellati (Coca-Cola Hbc Italia), Mariano Cleri (Orsini Soda), Mathilde De Ramel (June by G’Vine), Matteo Cassan (The Organics by Red Bull), Mauro Suman (Bonollo 1908), Paolo Bollani (Casoni), Steve Righetto (Bonaventura Maschio) e Terry Monroe (Marie Brizard).

Giuria, come da tradizione del format, affiancata in qualità di giudici d’onore da distributori locali, bartender e titolari di alcuni dei migliori cocktail bar della città e dell’Emilia-Romagna: Alberto Andriolli, Alessandro Romoli, Alessandro Silivestro, Davide De Rose, Davide Goggiani, Elis Carriero, Fabio Tammariello, Federico Mastellari, Francesco Trimigno, Gianni Zottola, Marco Caporali, Mariasofia Martella, Matteo Dondi, Nicolò Ribuffo, Omar Al Ghalimi, Roberto De Leonardis e Vincenzo Vannuccini.

Gli approfondimenti sulla mixology

Grande la partecipazione dei professionisti anche alle masterclass gratuite, ben 15, dedicate alle tecniche di miscelazione, tenute da bartender ed esperti di fama nazionale e internazionale per conto degli sponsor. Ad aprire la sessione mattutina l’incontro con Luca Cervellati sui prodotti e progetti di Coca-Cola Hbc Italia nell’universo mixology, seguito dalle masterclass di Terry Monroe dal titolo Il colore c’è ma non si vede (a cura di Marie Brizard) e di Mathilde de Ramel sull’anima estiva di June by G’Vine.

Il programma nella mattinata è proseguito con l’incontro con Giacomo Sai sulla tradizione distillatoria della famiglia Nonino, con il seminario di Igor Tuliach sul concetto di “Ultra” secondo Gamondi, di Fabrizio Tacchi e Luca della Valle sul nuovo corso di Cinzano (a cura di Caffo) e di Terry Monroe sul ghiaccio, ingrediente cui spesso non si presta l’attenzione dovuta (a cura di Brema).

Ad aprire la sessione pomeridiana la masterclass di Mariano Cleri sull’offerta Orsini Soda per la miscelazione, seguito da Giovanni Vecchio con un incontro dedicato all’evoluzione dell’aperitivo (a cura di Campari Academy) e di Nicola Silvi che ha raccontato come è nata la nuova drink list del Donkey, speakeasy situato nel cuore di Bologna (a cura di Grosmarket).

Gli incontri sono proseguiti con i seminari di Paolo Bollani sul carattere territoriale di Gin Tabar (a cura di Casoni), di Bianca Bassetti sul Pallini Limoncello e di Steve Righetto sul rito dell’aperitivo come ponte tra epoche e culture (a cura di Bonaventura Maschio). A chiudere il programma di lavori le masterclass di Mauro Suman dedicata alla storia di Ballor (a cura di Bonollo 1908) e di Matteo Cassan sull’uso delle “bolle” in miscelazione (a cura di The Organics by Red Bull).

I finalisti della tappa di Bologna e i vincitori per ogni team

Bonaventura Maschio
Matia Boschi (vincitore di tappa)
Dalia Bernucci
Pietro Garofano

Bonollo 1908
Andrea Collina (vincitore di tappa)
Christian Parisi
Romen Kosala Ushettige Don

Botran
Denis Terzano (vincitore di tappa)
Luca Di Giuseppe
Marco Mazzariol

Caffo
Luca Cerulli (vincitore di tappa)
Artiom Solano
Francesco Calvi

Campari Academy
Nicola Impronta (vincitore di tappa)
Renato Maldi
Sebastiano Puglisi

Casoni
Nicolò Fabbri (vincitore di tappa)
Pantaleone Lupis
Olivier Spirito

Coca-Cola Hbc Italia – Barcelò
Mirko Puleo (vincitore di tappa)
Vincenzo Marra
Stefano Zanetti

Coca-Cola Hbc Italia – Vodka Finlandia
Filippo Lazzerini (vincitore di tappa)
Maicol Bondavalli
Cristian Vinaiza

Gamondi
Roberto Cuccu (vincitore di tappa)
Paolo Cancellieri

June By G’Vine
Diego Di Giannantonio (vincitore assoluto di tappa)
Gloria Grassi
Anna Barbara Picone

Marie Brizard
Alex Roveredo (vincitore di tappa)
Mattia Marson
Alessandro Mafficini

Nonino
Luca Grifi (vincitore di tappa)
Luca Nuzzoli
Nicolò Lucidi

Orsini Soda
Davide Michelangeli (vincitore di tappa)
Alex Moretti
Luca Gasparini

Pallini
Alessio Spanò (vincitore di tappa)
Alice Brozzoni

The Organics by Red Bull
Massimo Nicolosi (vincitore di tappa)
Orazio Di Marco

I prossimi appuntamenti di Baritalia

9 novembre NAPOLI
23 novembre MILANO – Finale

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Compagnia dei Caraibi porta in Italia Martin Miller’s ZerØ
martin Miller's ZerØ
Il gin premium, precursore della gin renaissance, entra nella categoria 0% con un’espressione analcolica che mantiene gusto, purezza e qualità che caratterizzano il brand

È arrivato in Italia Martin Miller’s ZerØ, la versione analcolica del gin premium del gruppo spagnolo Zamora. Il nuovo nato, importato e distribuito in Italia da Compagnia dei Caraibi come tutta la gamma Martin Miller’s, segna il debutto del marchio nella categoria zero alcol. Un debutto che risponde alla crescente tendenza verso la moderazione nei consumi e all’evoluzione delle abitudini dei consumatori.

Martin Miller’s ZerØ nasce infatti per offrire ai bartender un ingrediente per costruire una proposta inclusiva e di qualità per ampliare la drink list, dall’aperitivo al dopo cena, passando per il pairing con il cibo, in linea con i trend di consumo moderno e delle nuove generazioni, che sempre più si orientano verso scelte low e no alcohol. Un ingrediente, come nella tradizione del marchio, precursore della gin renaissance, capace di assicurare pienezza di gusto, struttura e persistenza al palato.

La sfida è stata di mantenere riconoscibili i tratti dello stile del marchio anche in un’espressione priva di alcol. Nella formula di ZerØ sono presenti le botaniche che caratterizzano il classico Martin Miller’s – ginepro, coriandolo, radice di angelica, scorza d’arancia, scorza di limone, lime, radice di iris, corteccia di cassia, noce moscata e liquirizia – lavorate sotto forma di oli essenziali per esprimerne al meglio la componente aromatica. A completare la ricetta c’è l’acqua islandese, naturalmente filtrata dalle rocce vulcaniche, elemento distintivo della produzione Martin Miller’s che contribuisce al profilo del prodotto.

Anche il packaging segue questa continuità, ma introduce segnali visivi che identificano immediatamente la nuova categoria. La bottiglia combina vetro trasparente, sfumature di blu e dettagli più essenziali, richiamando i concetti di freschezza e purezza e mantenendo al tempo stesso il legame con l’identità visiva di Martin Miller’s.

 

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Birretta & Michetta alla Festa del Luppolo by Angelo Poretti
Nella milanese Cascina Cuccagna, la recente Festa del Luppolo by Angelo Poretti ha visto protagonista Sua Maestà La Michetta, in diverse farciture con Mortadella o Verdure Grigliate firmate da Lello Panello in arte chefincamicia.

Storico pane milanese, Sua Maestà La Michetta è stata protagonista della recente Festa del Luppolo by Angelo Poretti a Cascina Cuccagna (Milano).
Mentre le diverse possibilità di farcitura sono state proposte da Lello Panello in arte chefincamicia, l’abbinamento birrario è stato studiato dal Birrificio Angelo Poretti 1887i di Calsberg Italia, con stabilimento a  Induno Olona (Varese).
All’evento, era presente, tra gli altri, Serena Savoca, Marketing & Corporate Affairs Director di Carlsberg Italia.

La recente edizione del periodico evento Angelo Poretti ha visto al centro dell’attenzione il grande recinto sul quale si è sviluppata una pianta rampicante di luppolo americano Cascade, scelto tra circa le 300 varietà esistenti, i cui fiori sono utilizzati da sempre (almeno dal bavarese Editto di Purezza del 1516) come conservante naturale e aromatizzante delle birre, dal caratteristico gusto amarognolo.

La spalliera di luppolo Cascade impiantata a Cascina Cuccagna di Milano dal Birrificio Angelo Poretti

Accanto è stato parcheggiato lo scenografico BirraVan by Angelo Poretti attrezzato con bottiglie e spine di birra di alcune specialità varesine.

Nel grande giardino di Casina Cuccagna è stato anche installato un Banco per la Farcitura delle Michette (ben 80), da quelle tradizionali (con Mortadella in primis) e vegetariane, elaborate da Lello Panello (Luca Palomba) in arte chefincamicia.

Due ricette gourmet by chefincamicia

Michetta con Mortadella
Precisiamo che a Milano la Mortadella (grande insaccato di carne di suino cotta e triturata finemente, mescolata con cubetti grasso e, a volte, aromatizzata con pistacchi) è più conosciuta come Bologna (IGP), mentre a Roma come Mortazza in tandem con la pizza bianca.
In una michetta tagliata a metà, spalmare una crema realizzata con yogurt greco ed erba cipollina, su cui posare due fette di pomodoro ramato condito con olio Evo, sale, pepe e grattata di scorza di limone, completando con una fetta ripiegata di Mortadella.
Abbinamento consigliato: Birra Lager 4 Luppoli Originale Angelo Poretti (5% alc).

Michetta farcita con Mortadella e Birra Lager 4 Luppoli Originale Angelo Poretti

Michetta con Verdure
In una michetta tagliata a metà, su un letto di crema di caprino alle noci adagiare alcune verdure grigliate (o marinate con succo di limone) come filetti di peperoni gialli o rossi, fettine di zucchine e melanzane condite con olio Evo, sale, pepe e grattata di scorza di limone.
Abbinamento consigliato: Birra 9 Luppoli Ipa – India Pale Ale (con luppolo agrumato Cascade) Angelo Poretti (5,9% alc).

Michetta farcita con verdure con Birra 9 Luppoli IPA Angelo Poretti

Scelta ambientale con birre numerate per numero di luppoli

Dotato di una delle più grandi raccolte di luppolo chiamata Luppolopedia, da anni il Birrificio Angelo Poretti ha puntato su prodotti aromatizzati per tipologia e numero di luppoli impiegati nella brassatura (3,4, 5, 6, 7, 9 …).

Un esempio studiato e implementato l’anno scorso dal Carlsberg Reserch Laboratory della sede centrale di Copenhagen con una mappatura genetica dei luppoli, in vista dello sviluppo delle loro varietà più resilienti e capaci di adattarsi alle mutate condizioni climatiche.
In questo modo è possibile identificare  le molecole responsabili del gusto per creare scientificamente, con incroci e test, anche nuovi profili aromatici.
Carlsberg Italia inoltre, fin dal 2019, ha avviato una collaborazione con IHC – Italian Hops Company che ha installato nella campagna modenese (Marano sul Panaro) un’intera piantagione con finteri ilari di luppoli (in particolare Cascade), dalla quale l’azienda varesina trae oltre il 17% del suo fabbisogno produttivo.
Un’operazione meritoria che ha visto nel 2024 la firma di un protocollo d’intesa con CREA – Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’Economia Agraria, ente governativo di vigilanza del MASAF (Ministero dell’Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste).

Breve storia della Michetta milanese

Storica elaborazione settecentesca dell’arte bianca milanese (ispirata all’austriaca kaisersemmel), la Michetta (o micchetta) è un pane lievitato croccante monoporzione, di circa 100 gr, cavo all’interno e con poca mollica, caratterizzato da un taglio a stella con bottone centrale. Ne esistono altre versioni come la bergamasca stellina, la romana rosetta, la tartaruga o il maggiolino.
La sua conformazione permette una freschezza di maggiore durata e la possibilità di essere facilmente farcita, dai salumi ai formaggi alle verdure.

Primo piano di una michetta farcita con Mortadella

Nonostante sia un prodotto tradizionale milanese (ha ricevuto nel 2007 la De.Co. Denominazione Comunale), la Michetta soffre la concorrenza di altri pani tipici, più veloci e meno costosi da produrre, più soffici con una maggiore mollica, come la baguette francese, le fette di pagnotta e i burger buns.
Assolutamente da visitare (anche con qualche nostalgia) il negozio cult Mica – Michetteria Milanese nella popolare zona di Corso di Porta Ticinese 50 e via Baracchini 7.

Vetrina di Mica – Michetteria Milanese

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Aperitivo 2.0 – The NoLo Challenge by Mionetto: la tappa di Milano tra anima e ricordi
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Roberto Cavallaro e Alice Nicodemo vincono la tappa di Milano del contest di Mionetto e Bargiornale, che sfida i bartender a creare cocktail da aperitivo no & low alcol

Ultimi due nomi per il contest di Mionetto che sfida i bartender a creare cocktail perfetti per l’aperitivo a bassa o nulla gradazione alcolica: dopo le tappe di Amalfi e Roma è toccato a Milano, con l’incoronazione di Roberto Cavallaro e Alice Nicodemo, primi due classificati nella manifestazione che si è svolta presso Casa Tobago.

mionettoMI_ambiente

I cocktail e le presentazioni di Cavallaro e Nicodemo hanno conquistato il favore della giuria, composta dai bartender Vincenzo Pagliara (Ritorno di Acerra, oltre che “volto” del contest) e Umberto Oliva (Senatore del Drink Team e bar manager di Confine, Milano), chi scrive per Bargiornale e di Alessia Sommariva, Responsabile comunicazione di Mionetto.

Un cocktail per trovare pace, un’altro per svegliare i ricordi

I bartender dovevano ideare un cocktail da aperitivo a bassa gradazione alcolica, usando e valorizzando Mionetto 0,0% Alcohol free. Roberto Cavallaro (Exenel Lounge Bar di Traversetolo, Pr) ha interpretato perfettamente il tema presentando Pitta Pacifier, cocktail con acqua di cocco infusa alla Gotu Kola, oleosaccharum di cetriolo e menta, succo di yuzu e Mionetto 0,0% Alcohol free. Alice Nicodemo (Chef Life Catering, Gruaro, Ve) ha giocato invece… sui Ricordi. Questo il nome del suo drink che ha accompagnato Mionetto 0,0% Alcohol free con un estratto di mela al miele di corbezzolo e rosmarino, saba bianca di Glera e soluzione salina.

La giuria ha elogiato anche il lavoro degli altri bartender in gara, che si sono distinti per la qualità delle loro proposte: Diego Di Giannantonio con il cocktail Trasparenze; Gabriele Maggioni con MIonetto MIelodico (MIelodia In MI MInore); Luca Gasparini con Italian 65; Gian Maria Ciardulli con Strafico.

Appuntamento alla finale del 5 ottobre

Il viaggio della prima edizione di Aperitivo 2.0 – The NoLo Challenge by Mionetto si concluderà il 5 ottobre presso la cantina Mionetto di Valdobbiadene (Treviso), dove i vincitori di Milani si uniranno a quelli delle precedenti tappe e  saranno proclamati i tre migliori drink del contest.

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