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Tre new entry italiane nella 50 Best Discovery
50 Best Discovery Cinquanta Spirito Italiano Pagani esterni
Cinquanta – Spirito Italiano di Pagani, Bar Volare di Bologna e Jeffer di Pisa entrano nella prestigiosa guida ai migliori bar, ristoranti, hotel e cantine del mondo di 50 Best

L’Italia cala il tris nella 50 Best Discovery. Sono infatti tre i cocktail bar del Belpaese che fanno il loro debutto nella prestigiosa guida internazionale di 50 Best, l’organizzazione che stila le classifiche annuali The World’s 50 Best Bars, The World’s 50 Best Restaurants e The World’s 50 Best Hotels, dedicata a ristoranti, bar, hotel e da quest’anno anche alle cantine: Cinquanta – Spirito Italiano di Pagani (Sa), Bar Volare di Bologna e Jeffer di Pisa.

Le tre new entry portano in totale a 26 il numero dei bar italiani nella guida, in totale sono 140 gli indirizzi della Penisola recensiti, ma soprattutto il loro ingresso racconta una geografia del bere di qualità italiano dai confini sempre più ampi. Una mappa che si arricchisce costantemente di nuove destinazioni, dove ad emergere e ad arrivare sotto i riflettori internazionali sono anche locali al di fuori delle tradizionali capitali della miscelazione: un chiaro segno di come l’eccellenza dell’ospitalità italiana non sia concentrata solo nelle grandi metropoli.

Tre locali dalla forte identità

Diversi per stile e proposta, i tre locali hanno come denominatore comune la forte identità e la cura dedicata al cliente. Aspetto, quest’ultimo, che la guida sottolinea mette in primo piano nella recensione di Cinquanta – Spirito Italiano, locale aperto nel 2021 a Pagani, nel cuore dell’Agro nocerino-sarnese, e ispirato alla tradizione del bar all’italiana degli anni Cinquanta, ma reinterpretata in chiave contemporanea e unita a una proposta mixology di alto livello, che spazia dai classici ai cocktail sperimentali. «Questo locale elegante – fondato da Alfonso Califano e Natale Palmieri – mette al primo posto il rapporto con il cliente. Ci si può sentire a proprio agio sia entrando semplicemente per ordinare un espresso (preparato, ovviamente, con chicchi monorigine) e scambiare due chiacchiere con il personale sia arrivando in compagnia per gustarsi qualche Negroni o Spritz», si legge sulla piattaforma.

Sempre nel 2021, per intuizione di Fabio Tiberio, Giuseppe Montanaro e Giuseppe Doria, ha aperto Bar Volare, che invece recupera l’atmosfera dei bar degli anni Sessanta: boiserie, insegne vintage e dettagli rétro accompagnano una proposta essenziale di grandi classici, rosoli e aperitivi. «Questo locale nel centro storico di Bologna, sospeso nel tempo, sembra il posto ideale dove il tuo nonno italiano più “cool” (se ne avessi uno) sarebbe andato a bere qualcosa – racconta la guida -. Una selezione essenziale di cocktail classici… si affianca a proposte per l’aperitivo e a liquori di nicchia in voga negli anni Sessanta… da sorseggiare mentre ci si gode gli interni ricchi di dettagli, che spaziano dal telefono vintage a disco a parete ai pannelli forati retrò».

Accoglienza, qualità del servizio e il desiderio di creare un luogo in cui ogni ospite possa sentirsi davvero a casa sono i pilastri sui quali Fausto Bigongiali, Giacomo Colantuono e Riccardo Carli hanno costruito l’identità di Jeffer, cocktail bar che sorge sul Lungarno pisano. Uno spazio di incontro dove la cura dell’ospite ha lo stesso valore della qualità dei drink. «Sembra il tipico locale che si potrebbe trovare vicino a una spiaggia assolata… Eppure, ci troviamo nella storica Pisa, patria dell’iconica torre pendente, e lo specchio d’acqua a pochi passi dall’ingresso non è il mare, bensì il sinuoso fiume Arno. Caratterizzati da uno spirito giocoso, tropicale e moderno i cocktail», si legge nella guida.

650 nuovi indirizzi

I tre locali sono parte degli oltre 650 nuovi indirizzi entrati nella piattaforma 50 Best Discovery, strumento di riferimento per viaggiatori esigenti, commensali e amanti dei cocktail, che ora presenta più di 3.500 strutture di oltre 800 città e Paesi di tutto il mondo.

Ogni struttura viene selezionata dopo aver ricevuto un certo numero di voti dagli oltre 3.000 esperti del mondo dell’ospitalità che fanno parte delle Academy di 50 Best, e da questi voti nascono le liste e il database di 50 Best Discovery, che funziona come un’estensione delle classifiche annuali dei migliori bar, ristoranti, hotel e cantine.

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Di Baldo punta su aromi speciali per gin, vermouth, toniche e salumi premium
Presentati al cocktail bar Milord Milano la gamma di alcolici premium Di Baldo, insieme aile Fragranze di Salame Clai.

L’esperienza maturata nel campo della profumeria e alchimia ha convinto Baldo Badinini a impegnarsi anche nel campo della aromi per alcolici con l’azienda Di Baldo Essential Spirits. Così nel suo Laboratorio-Olfattorio (oltre duemila essenze da tutto il mondo) nella Tenuta Saiano di Poggio Torriana (Rimini) ha creato una serie di prodotti premium Special Edition in bottiglie 50 cl, con grafiche d’impatto, anche in collaborazione con chef e sommelier. Ricordiamo solo i più intriganti.

Sando Vermouth Chinato nasce dall’incontro con Francesco Cioria per gli amici “Sando” sommelier dello stellato ristorante San Domenico di Imola, di una partiicolare intensità aromatica data dall’impiego di vino rosso piemontese, corteccia di china e assenzio con note di frutti di bosco e spezie (19,5% alc).

Igliesss Dry Gin viene messo a punto con lo chef stellato Igles Corelli, creatore della Cucina Circolare (senza sprechi), mettendo a punto un distillato caratterizzato da profumi e aromi a cavallo tra Oriente e Occidente, a cominciare da quelli del cardamomo. Tra l’altro con questo gin sfuma il suo famoso risotto di Parma (45% alc).

Camanini Dry Gin è frutto della lavoro comune con i fratelli Riccardo e Giancarlo Camanini, fondatori del rinomato ristorante Lido 84 di Gardone Riviera (Brescia), per il quale vengono impiegati limoni e cedri del lago di Garda (45% alc).

AU 79 Gin Oro riporta nel nome il numero atomico dell’oro e deve il suo brillante coloro all’impiego dello zafferano, in omaggio alla storica Via della Seta tra Cina e Venezia (45% alc).

Panettonic nasce dalla richiesta del maestro pasticcere Iginio Massari di mettere a punto una tonica che ricordasse il gusto del suo Panettone. In collaborazione con fonte La Galvanina di Rimini, nasce Panettonic, Tonica Bio Galvanina alla quale sono stati aggiunti aromi leggeri di frutta candita, vaniglia e burro, in bottiglia 20 cl.

La creatività di Baldo Baldini si è anche esercita nelle ricette esclusive della linea premium Fragranze di Salame, realizzate da Clai – Cooperativa Lavoratori Autonomi di Imola dal 1962.
Utilizzando carne suina 100% italiana controllata da allevamento a prodotto finito, Clai infatti propne salumi variamente aromatizzati, al Basilico, al mix Profumi Mediterranei, al Cardamomo, ai Fiori d’Arancio, al liquore Alchermes per la storica salsiccia stagionata Passita di Romagna (Premio Innovazione Prodotto dell’Anno – Better Future Award a Tuttofood Milano 2026).

Gin e Vermouth Di Baldo nella miscelazione

Una dimostrazione delle opportunità offerte da Di Baldo nella miscelazione dalla gamma pluripremiata a livello internazionale è stata tenuta di recente presso il noto cocktail bar Milord Milano gestito dal top bartender Cristian Lodi
Alla serata erano presenti, tra gli altri, Ronni Lucchini, ad e socio Di Baldo; Jonathan Di Vincenzo, direttore commerciale Di Baldo; Matteo Pirini enologo e direttore produzione Di Baldo; Gianfranco Delfini, direttore mkt Clai; Valerio Valgimigli, brand ambassador Clai.
Per l’occasione tra gli abbinamenti proposti sono stati presentate anche le specialità Fragranze di Salame Clai, sempre firmate da Baldo Badinini, in varie pezzature (800 g, 150 g, 70 g e 55 g).

Drink List della serata

Mi-To Un Bitter Di Baldo e 721 Vermouth Rosso Di Baldo
BBB & Tonic BBB Aperitivo Di Baldo e Indian Tonic
721 & Soda 721 Vermouth Rosso Di Baldo e soda water
Sando Negroni Sando Vermouth Chinato Di Baldo, Un Bitter Di Baldo, AG 107,86 Dry Gin Di Baldo
Gold Sour AU 79 Gin Oro, succo di limone, sciroppo di zucchero, albume d’uovo
Gin Tonic Selection 5 cl gin, 20 cl Tonica Galvanina

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Vendite in crescita per Campari Group nel primo semestre: bene aperitivi e tequila
Campari Group
Il gruppo chiude i primi sei mesi del 2026 con un fatturato di oltre 1,5 miliardi di euro, in un contesto di mercato ancora sfidante. A trainare le vendite aperitivi e tequila

Campari Group archivia la prima metà dell’anno con una solida crescita organica delle vendite, confermando così i segnali positivi emersi già nell’ultima parte dello scorso anno (leggi Segnali positivi per il 2025 di Campari: chiude l’anno con ricavi a 3 miliardi e aumenta i dividendi). A dirlo la semestrale del Gruppo che registra un fatturato di oltre 1,5 miliardi di euro, con una crescita organica del 2,7% rispetto al primo semestre 2025, risultato ottenuto in un contesto che resta sfidante e trainato in particolare dal buon andamento di aperitivi e tequila.

Positivi anche gli altri principali indicatori finanziari: l’Ebit (utile prima degli interessi e delle imposte) rettificato è stato pari a 358 milioni, in aumento dell’8,5% organicamente e dell’1,8% complessivamente, con il margine operativo lordo rettificato pari a 430 milioni, in crescita del 6,5% organicamente e dello 0,8% complessivamente e l’utile netto salito del 4,7% raggiungendo quota 226 milioni.

Nel semestre, gli investimenti in conto capitale complessivi sono stati pari a 75 milioni di euro, dei quali 34 milioni relativi a investimenti straordinari, principalmente riconducibili al programma di ampliamento della capacità produttiva che sarà completato entro l’anno. Ma a crescere, come da programma, sono stati anche gli investimenti pubblicitari e in promozioni, pari nel totale a 264 milioni (+5,9% sul primo semestre 2025). Numeri che fanno guardare con fiducia al futuro, con il Gruppo che conferma l’aspettativa di una crescita organica del fatturato di circa il 3% per l’anno in corso, con sovraperformance rispetto del settore.

«Stiamo implementando la nostra strategia e crescendo con solidi risultati conseguiti nel primo semestre del 2026 in termini di crescita organica delle vendite, profittabilità e solidità patrimoniale – ha commentato in una nota stampa il ceo di Campari Group Simon Hunt –. Allo stesso tempo, stiamo crescendo e guadagnando quota di mercato in tutti i nostri mercati chiave, trainati dai nostri marchi prioritari. La nostra strategia, fondata su scelte di portafoglio più mirate, che include la cessione di marchi non strategici, l’innovazione e l’accelerazione dell’espansione geografica, sta dimostrando la propria efficacia, mentre continuiamo a generare efficienze in tutte le linee del conto economico».

Corrono aperitivi e tequila

Guardando le performance delle House of brand, il mercato degli aperitivi che totalizza il 49% delle vendite di Campari Group, ha registrato una crescita del 4%, con le vendite di Aperol aumentate del 3,3% e quelle di Campari del 2,3%, con quest’ultima che ha beneficiato anche del lancio di Campari Spritz ready-to-serve. Ottimo l’andamento anche degli altri marchi di aperitivi, in crescita dell’8,8%, trainati principalmente da Sarti Rosa, che ha proseguito la sua espansione geografica e consolidato la posizione nel mercato principale tedesco.

In crescita del 6,9% le vendite dei marchi della House of Agave (10% delle vendite del Gruppo), con Espolòn che ha registrato una crescita dell’8,2%, anche grazie al lancio della referenza Extra Añejo e di formati più piccoli, trainata in particolare dal mercato chiave degli Stati Uniti.

In calo invece i brand della House of Whiskey and Rum (12% delle vendite del Gruppo): -6%, che hanno risentito della flessione di Wild Turkeyg, legate difficoltà del segmento boubon negli Usa, e del mercato whisky. A tenere, però, è il portafoglio di rum giamaicani, +0,2%, grazie al solido andamento in Giamaica.

Segno più, per i marchi della House of Cognac and Champagne (8% delle vendite del Gruppo) cresciuti del 4,6%, e tra i quali spiccano le performance di Courvoisier, +6,3%, trainata dai mercati in via di sviluppo e dall’area Asia-Pacifico, e Grand Marnier, +5%.

Infine, i marchi locali (20% delle vendite del Gruppo) in crescita del 2,9%. Skyy ha registrato un aumento del 5,7%, mentre gli altri brand del 2,3%, principalmente trainata dai vini spumanti, nell’ambito della strategia focalizzata sul portafoglio aperitivi.

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Salto della Staccionata con le Fette Croccanti Cuore per fingerfood
Nuove opportunità con le Fette Croccanti Cuore per realizzare fingerfood salutistici. Il campione di salto in alto Gianmarco Tamberi testimonial del nuova versione dello spot tv del Salto della Staccionata.

Marchio Storico (dal 2022) di Interesse Nazionale, Cuore (1959) è il brand di punta della Divisione Food di Gruppo Montenegro e caratterizza una gamma di prodotti salutistici, come Olio Cuore di Mais, Olio Cuore di Girasole, Sale Iposodico Iodato Cuore e Cuore Maionese Vegetale,  seguito da marchi come Bonomelli, Tè Infré, Cannamela.

Dopo le cinque Sfoglie Integrali ricche di fibre, è stata di recente presentata un’altra specialità di gamma come Fette Croccanti Cuore, spesse e cotte al forno, ricche di fibre e fonte di proteine, che uniscono gusto e benessere.
Sono disponibili in due varianti, Segale, Lenticchie e Semi di Sesamo oppure Avena, Ceci e Semi di Lino, arricchite di acido linoleico (per mantenere normali i livelli di colesterolo) e Vitamina B1 (per aiutare la funzione cardiaca), in equilibrio tra bontà e benessere.

Sono proposte in astucci da 240 gr, contenenti 6 buste monoporzioni da 3 fette (9×6 cm).
Sono ideali per essere impiegate per accompagnare un pranzo veloce o per una pausa relax ma soprattutto per il bar possono essere impiegate come basi salutistiche per snack e fingerfood da aperitivo.
Spalmate con Maionese Vegetale Cuore
, possono essere arricchite con hummus ai ceci, salsa guacamole, insalata di gamberetti e rucola, crema di salmone e avocado, salsa tonnata, crema di verdure.

Proposte fingerfood con Fette Croccanti Cuore alla Fondazione Riccardo Catella di Milano

«Le nuove Fette Croccanti – precisa Fausta Fiumi, Chief Division Officer Food di Gruppo Montenegro – sono un ulteriore tassello del percorso evolutivo di Cuore che negli ultimi anni è passato da marca monoreferenza, nota per lo storico spot tv del Salto della Staccionata con Nino Castelnuovo, a un più variegato portofoglio prodotti bakery salato pensato all’insegna del benessere e della funzionalità salutistica».

Fausta Fiumi Chief Division Officer Food di Gruppo Montenegro

Si rinnova lo spot tv del Salto della Staccionata con la famiglia Tamberi

A evidenziare la nuova specialità Cuore è stato confezionato lo spot tv “Salti o non salti” (da 30″ e 15″) firmato dal regista e produttore Leonardo Guerra Seragnoli (presidente LGS SportLab, azionista e Board Member di Gruppo Montenegro) e Vincenzo Vigo (Ceo Mosquito e consulente di comunicazione Gruppo Montenegro) e presentato di recente alla Fondazione Riccardo Catella di Milano.

Lo spot tv vede un disinvolto Gianmarco Tamberi (Campione di salto in alto alle Olimpiadi 2020 e ai Mondiali 2023 con 2,32 metri) cercare di resistere alle lusinghe gastronomiche light Cuore della madre Sabrina (ex saltatrice in lungo) che poi vuol dimostrare al figlio (che assiste attonito) di essere in forma (grazie ai prodotti Cuore) per il famoso Salto della Staccionata. Slogan finale: “Cuore, mangiar bene e sentirsi in forma”.

 

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Con EcoPilot Winterhalter ottimizza il lavaggio professionale con l’Ai
Winterhalter EcoPilot
Disponibile gratuitamente sulle lavastoviglie delle serie UC e PT, il sistema, grazie all’intelligenza artificiale, analizza i dati di utilizzo e seleziona in automatico il programma più efficiente, garantendo risparmi energetici fino al 17%, senza compromettere i risultati di lavaggio

L’intelligenza artificiale (Ai) al servizio del lavaggio di bicchieri, piatti e stoviglie. A portarcela è Winterhalter con EcoPilot, un nuovo sistema che sfrutta la tecnologia digitale per ottimizzare in automatico il processo di lavaggio delle lavastoviglie professionali sulla base delle reali esigenze operative, così da garantire massimi risultati di igiene con una riduzione dei consumi energetici.

Molti locali infatti utilizzano lo stesso programma di lavaggio, indipendentemente dal carico di lavoro, con conseguente spreco di energia e acqua. La nuova soluzione risolve il problema, analizzando i dati di utilizzo e adattando il programma di lavaggio all’effettivo bisogno.

Come funziona

EcoPilot analizza continuamente il funzionamento della lavastoviglie, sfruttando algoritmi di intelligenza artificiale e i dati storici per identificare modelli ricorrenti di utilizzo della macchina. Sulla base di queste informazioni, il sistema seleziona in automatico il programma di lavaggio più efficiente.

Nei  periodi di minore attività privilegia il programma Eco, che riduce il consumo energetico, mentre nelle fasi di maggiore intensità operativa passa automaticamente al programma breve, che abbrevia i tempi di lavaggio.

Oltre ai dati storici, l’algoritmo tiene conto anche dell’attività nel periodo immediatamente precedente. Per esempio, se la lavastoviglie è stata utilizzata più del solito nell’ultima ora, il sistema non attiva il programma Eco, per non compromettere la produttività.

Risparmi di energia fino al 17%

Grazie a questa oculata gestione dei programmi sulla base delle reali esigenze, EcoPilot permette di ottenere un risparmio sui consumi di energia che l’azienda stima intorno al 17%, dovuto all’impiego di temperature di lavaggio più basse. Il tutto con risultati in termini di stardard di qualità e igiene che restano invariati, grazie all’adattamento dei tempi di lavaggio secondo i principi del Circolo di Sinner, che bilancia temperatura, tempo, azione meccanica e chimica per garantire un processo efficace.

Disponibile gratuitamente sulle serie UC e PT

EcoPilot è disponibile gratuitamente per tutte le lavastoviglie sottobanco della serie UC e le lavastoviglie a passaggio della serie PT e si può attivare o disattivare individualmente.

Per utilizzare la funzione è necessario che la macchina sia registrata alla piattaforma Connect Wash di Winterhalter, che permette anche di fruire di servizi di assistenza da remoto. L’attivazione del sistema è segnalata sul display con una colorazione viola e con l’icona dell’Ai. Sempre dal display gli operatori possono anche, in modo facile e veloce, disattivare temporaneamente la funzione, per esempio nel caso che il volume delle stoviglie sia cambiato rispetto alle previsioni.

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Aggiungi ai drink una nota speciale di Aceto Balsamico di Modena Igp
Uso già noto in cucina, l’aggiunta di poche gocce di Aceto Balsamico di Modena Igp può personalizzare le ricette anche di cocktail famosi. Quattro proposte del campione internazionale Bruno Vanzan.

In cucina è diventato famoso per arricchire con poche gocce il gusto di molti piatti come insalate miste, verdure, carni rosse e bianche, pesci arrosto, crostacei, ostriche, gelati e dolci: è l’Aceto Balsamico di Modena Igp.

Prodotto nella provincia di Modena (e di Reggio Emilia) secondo l’apposito Disciplinare del Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena, è ottenuto da un mix di mosto d’uve rosse e bianche (come Lambrusco e Trebbiano) parzialmente fermentato o cotto, con aggiunta di aceto di vino (10%), quindi affinato in piccole botti di legno per almeno 60 giorni. Se il procedimento dura almeno tre anni viene classificato Invecchiato, oltre 5 anni diventa Riserva.
Il grado alcolico talmente basso (max 1,5%) non richiede nemmeno di essere citato in etichetta. Il suo gusto presenta particolari note dolci, acidule e sapide.
L’utilizzo del mosto cotto in cucina risale già al tempo dell’antica Roma, è stato formalizzato in molte ricette del Rinascimento, ma l’attuale ricettazione è solo della metà dell’Ottocento.

Meno diffuso è invece l’utilizzo nel settore della miscelazione dove bisogna stare attenti al dosaggio (max 1 tsp) per non alterare troppo il drink.
A cura del barman Bruno Petronilli, il Consorzio  pubblica nel suo sito una serie di twist di cocktail (aggiungendo solo un tsp di Aceto Balsamico) come Americano (firmato Tommaso Cecca, Milano), Boulevardier (firmato Matteo Zappile, Roma), Negroni (firmato Luca Picchi, Firenze), Cocktail Martini e Bloody Mary.

Una dimostrazione delle sue potenzialità è avvenuta di recente al bar della Triennale di Milano dove, grazie all’impegno di Cesare Mazzetti e Federico Desimoni, rispettivamente presidente e direttore generale del Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena, il campione internazionale Bruno Vanzan ha proposto una serie di stimolanti ricette.

Il campione internazionale Bruno Vanzan con il direttore Federico Desimoni e il presidente Cesare Mazzetti del Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena

Su tutte abbiamo molto apprezzato:
Vermuttino Salato
Ingredienti
60 ml Vermouth Rosso S. Romedio
10 ml Aceto Balsamico di Modena Igp Riserva
top 90 ml soda water
Preparazione
Direttamente in calice grande su cubetti di ghiaccio, guarnire con una scorza di limone.

Altre proposte
Punch del Mosto composto da brandy, camomilla, succo di mela, sciroppo di mele all’alloro home made, 1 tsp Aceto Balsamico di Modena Igp.
Sottobosco composto da Bourbon Whiskey, Sake Edo Genshu, Cordiale Porcini, 1 tsp Aceto Balsamico di Modena Igp.
Rugiada composto da acqua di pomodoro, cordiale alla rucola home made, soda allo zenzero, 1 tsp Aceto Balsamico di Modena Igp.

 

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Niccolò Mattei è il vincitore italiano di Art of Italicus 2026
Art of Italicus 2026 vincitore it NICCOLO' MATTEI
Con il suo Vitrum, il bartender del White Dog di Poggibonsi si è aggiudicato la finale nazionale del contest organizzato dal Rosolio di bergamotto. Ad attenderlo la sfida mondiale, in programma a Londra il prossimo settembre

È Niccolò Mattei l’artista italiano dell’aperitivo 2026. Il bartender del White Dog di Poggibonsi (Si) si è aggiudicato la finale nazionale di Art of Italicus Aperitivo Challenge, la cocktail competition all’insegna del connubio tra arte e miscelazione firmato dal Rosolio di bergamotto creato da Giuseppe Gallo, marchio che quest’anno festeggia il suo decimo anniversario.

Il concorso, alla sua ottava edizione, quest’anno ha avuto un focus sullo Spritz, sfidando i concorrenti a ispirarsi a una forma d’arte per realizzare una versione innovativa e contemporanea del grande aperitivo, esaltando Italicus e le sue note di bergamotto di Calabria.

La finale italiana ha avuto come palcoscenico il Cardo Roma, Autograph Collection, hotel di design della capitale, ed è stata presentata da Palmira Bertuca, advocacy manager di Italspirits. In gara a contendersi la vittoria i sette bartender che avevano superato la fase di selezione. Oltre al vincitore: Andrea Ciani del Depero di Rieti con il cocktail Italipop, Valentina Mircea dello Skyline Rooftop Bar di Venezia con Ombra di 1797, Valerio Testasecca del Drink Kong di Roma con Apuleyo, Erika Gabriella Trotta del Radici di Aversa (Na) con Luce Ribelle, Kshan Cresta dell’Hilton Turin Center di Torino con Vespro e Matteo Garibaldi dell’Ally’s Bar di Milano con Centrotavola.

A valutare le loro creazioni di arte liquida la giuria formata da Roberta Mariani, global on trade director Italspirits, Andrea Arcaini, head of mixology del Rita&Cocktails e del Rita’s Tiki Room, e Matteo Accitelli, digital consultant e giornalista.

Omaggio all’arte toscana del cristallo

Giuria che Mattei ha conquistato con il suo Vitrum, cocktail ispirato all’arte del cristallo di Colle di Val d’Elsa, la “Boemia d’Italia”, alla quale è legata anche la storia della sua famiglia. I nonni del bartender hanno infatti lavorato prima a La Fabbrichina (La Piana) e poi alla Calp, oggi conosciuta in tutto il mondo come Rcr. Il suo drink è dunque un omaggio a tutti gli artisti del vetro del suo paese, ma anche una celebrazione di ciò che il cristallo rappresenta per il suo paese e i suoi abitanti, un linguaggio universale per esprimere pensieri, parole ed emozioni.

Un omaggio che Mattei ha costruito miscelando Italicus con Del Maguey Vida Mezcal, che con le sue note affumicate evoca il calore delle fornaci e della cenere, Verjus, che apporta freschezza e acidità e rende omaggio a Francois Mathis, che negli anni Venti dell’Ottocento dette vita alla prima industria del cristallo di Colle di Val d’Elsa.

Sul secondo gradino del podio è salita Valentina Mircea, bar manager dello Skyline Rooftop Bar di Hilton Molino Stucky di Venezia, con Ombra di 1797, ispirato alla storia veneziana che ha portato allo Spritz e alla sua terra natale, la Romania. Un ponte che Mircea ha costruito sulla scorta delle suggestioni musicali del compositore tedesco Nils Frahm e che ha tradotto in arte liquida unendo al Rosolio di bergamotto Pieropan Soave Classico Doc, beer cordial e la nota frizzante di Perrier.

Al terzo posto si è piazzato Andrea Ciani del Depero di Rieti, con Italipop. Qui il riferimento artistico è a uno dei maestri del Surrealismo, Salvador Dalì, che nel 1969 ha disegnato l’iconico logo a forma di margherita che ancora oggi decora i Chupa Chups, facendolo collocare esattamente sulla sommità dell’incarto, in modo che fosse ben visibile da qualsiasi angolazione. Operazione che si ritrova anche nella bottiglia di Italicus, con l’uomo vitruviano posizionato sul tappo, la scintilla che ha stimolato la creatività del bartender per il suo drink, realizzato miscelando il Rosolio con Lollipop Soda e guarnito da una gelee panna e fragola homemade e da un Chupa Chups.

A settembre la finale globale e la festa per i 10 anni di Italicus

Con la vittoria Mattei si è conquistato un posto nella finale internazionale di Art of Italicus, in programma il prossimo settembre a Londra, occasione nella quale si festeggerà anche il decimo compleanno del marchio.

In palio c’è il titolo di Italicus Bar Artist of the Year 2026 e un programma di mentorship, curato da Italicus, presso il Moebius di Milano.

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Bartender show per i 13 anni di Milord MIlano
Quattordici top bartender milanesi hanno festeggiato i primi 13 anni di Milord cocktail bar di Cristian Lodi.

Non capita spesso di festeggiare i primi 13 anni di attività di un locale pubblico, oibiettivo che può essere conseguito solo con un intenso lavoro professionale, che va dalla gestione rigorosa a una speciale capacità nell’accoglienza.

Cristian Lodi dal 2013 è titolare e barmanager del Cocktal e Lounge Bar Milord di Milano, affacciato sull’alberata piazza Bernini, a due passi dalla universitaria Città Studi.

Cristian Lodi titolare e barmanager di Milord Milano

A festeggiare il tredicesimo anniversario, con lo slogan “Bere bene, porta bene”,  il top barmanager Cristian Lodi ha chiamato a raccolta in una recente e afosa serata estiva (14 luglio scorso) 14 top bartender amici di altrettanti locali della migliore movida milanese, invitandoli in un apposito Bartender Show a presentare i propri cocktail di richiamo.

Così su lungo bancone del Milord si sono avvicendati:

Lucky Luciano di The Doping Milano (zona Porta Ticinese) con
Viking Row Highland Park Single Malt Scotch Whisky 12 yo, succo di mela rossa, fragola e mirtillo, rosmarino e soda.

Martino Premi di San Milano (zona Porta Genova) con
San Bloody Vulcanica Vodka Siciliana, San Bloody Mix.

Cristian Brochetti di Camparino in Galleria (zona Duomo) con
Campari Shakerato Campari

Luca Ardito di The Carlton Bar Hotel Milano (zona Centro) con
Blonde Mule Highland Park Single Scotch Whisky 12 yo, Limoncè Aperitivo alla Siciliana, Chai Cordial, Orsini Ginger Beer, Noam Bavaria Berlin Lager Beer.

Luca Ardito

Alessandro D’Alessio di Rita’s Tiki Room (zona Naviglio Pavese) con
Rita’s Mai Tai Appleton Estate Jamaica Rum 12 yo, Appleton Estate Jamaica Rum 8 yo, Dry Orange Liqueur, succo di lime, RTR Orgeat Syrup.

Alessandro D'Alessio
Alessandro D’Alessio

Abi El Attaoui di Ceresio 7 (zona Porta Volta) con
Capri Bulldog London Dry Gin, Espoloòn Tequila Blanco, olio Evo, acqua di pomodorino, foglie di basilico, sake dry.

Abi El Attaoui

Francesca Di Lauro di Bob Lounge Bar (zona Isola) con
L’Amaricante Campari, Vermouth Rosso Del Professore, soda al cacao e pepe Sichuan hgome made.

Anita Pagani di Little Tobago (zona Poirta Volta) con
Pablo Paloma by Big George Espolòn Tequila Blanco, Montelobos Mezcal, Campari, Guava Cordial, Spicy Bitters, Orsini Soda Grapefruit.

Gianluca Tuzzi di Dirty Cocktail Bar (zona Porta Venezia) con
Highland Coatto Highland Park Single Malt Scotch Whisky 12 yo, cordiale alla mela verde, The Bitter Truth Pimento Dram, Orsini Soda.

Gianluca Tuzzi

Davide Castelli di Lacerba cocktail bar (zona Porta Romana) con
Jack Rabbit Slim Highland Park Single Malt Scotch Whisky 12 yo, liquore di pere Williams, succo di limone, sciroppo di zucchero, Angostura Aromatic Bitters, Peychaud’s Bitters, Orsini Ginger Beer.

Riccardo Speranza di House of Ronin (zona Chinatown) con
Ronin Latino Espolòn Tequila Silver, Mezcal Montelobos, cordiale al sencha, soda al cetriolo home made.

Cristian Lodi di Milord coctail bar (zona Città Studi) con
Orkney Remedy Highland Park Single Scotch Whisky 12 yo, succo di limone, sciroppo al miele e zenzero.

César Araujo di Bob The Other Side (zona Isola) con
Old Donn Highland Park Single Malt Scotch Whisky 12 yo, OF Syrup falernum & cacao.

Mixology Experience Araujo_cesar
Cesar Araujo

Edris Al Malat di Dry Milano (zona Porta Garibaldi) con
Italian 75 Bulldog London Dry Gin, succo di limone, peach & jasmine tea, Vermouth Rosso del Professore, whole milk clarified, soda.

Edris Al Malat (Dry Milano – Milano)
Premio Nardini Bar Manager dell’Anno

La bottigliera a disposizione

Campari
Orsini Soda
Highland Park Single Scotch Whisky 12 yo
Vulcanica Vodka Siciliana
Ingham Marsala Superiore by Vulcanica
Gin District
Limoncè Aperitivo alla Siciliana by Stock
Noam Bavaria Berlin Lager Beer
Ice-Like Ghiaccio Professionale

 

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Nicholas Sciarrabba torna sul podio di Como Lake Cocktail Week
Settima edizione di Como Lake Cocktail Week, creata da Annalisa Testa, insieme alle edizioni di St. Moritz e Taormina. Ogni ricetta doveva essere collegata a un’opera letteraria o artistica dalla quale ricavare la relativa storytelling. Conferiti premi speciali come Campari Award, Premio della Critica, GinArte Martini Challenge e Premio Luigi Bormioli. Spettacolare il Belvedere Vodka Boat Tour in motoscafo.

Oltre che per lo spettacolare panorama, il Lago di Como si sta facendo conoscere a livello internazionale anche per la bravura dei bartender che vi operano e che danno vita da sette anni a Como Lake Cocktail Week (1-5 luglio 2026).
Founder dell’evento lacustre, insieme alle edizioni gemelle che si svolgono a St Moritz e a Taormina, Annalisa Testa può infatti vantare numeri di tutto rispetto: 33 cocktail bar coinvolti, 21 eventi speciali in quattro giorni, 150 ospiti a The Grand Opening (1 luglio) a Villa d’Este, oltre 200 ospiti alla serata finale (5 luglio), la partecipazione dei migliori  bar internazionali come Co.Mo Bar e Bistrot di Mandarin Oriental Lago di Como-Blevio; T.Bar del Grand Hotel Tremezzo-Tremezzina; Canova Bar di Villa d’Este-Cernobbio.

Da notare inoltre che, in base al tema scelto quest’anno Stories from a Book, ogni cocktail era ispirato a un’opera letteraria o artistica, dalla quale ricavatre la storytelling di presentazione, miscelando così gusto, cultura, ospitalità e narrazione.

Particolarmente nutrita la bottigliera dei prodotti premium messi a disposizione dagli sponsor dell’evento CLCW.
Moët-Hennessy Italia (gruppo LVMH) ha proposto la polacca Belvedere Vodka, la messicana Volcan de Mi Tierra Tequila, il Single Malt Scotch Whisky Ardbeg e il Ron de Cuba Eminente.
Brown-Forman Italia il catalano Gin Mare Mediterranean Gin e il Ron de Venezuela Diplomàtico.
Campari con gli intramontabili aperitivi Bitter e Aperol.
Antica Distilleria Quaglia 1890 con i tre Berto Vermouth di Torino.
Distilleria Pallini 1875 con Limoncello, Amaro Formidabile, GinArte Dry Gin e l’aperitivo Amante 1530.
Velier con Neit Irish Whiskey.
Stock Spirits Group
con i prodotti Distilleria Franciacorta.
Vino Calafuria Tomaresca Rosé Salento IGT.
San Pellegrino con Acqua Naturale Panna.

Sul Podio Nicholas Sciarrabba, Omar Vesentini e Giorgio Acelti

Composte a rotaziione da vari personaggi di settore come Luca Ardito (The Carlton Hotel Milano), Carlo Carnevale (The Garnish Mag), Davide Diaferia (Nucleo Bar Roma) e Simone Maci (consulente bar industry), le giurie sono state riunite alla Terrazza di Villa Olmo.

Il Primo Premio di Como Lake Cocktail Week è stato conferito al signature cocktail Red Remedy di Nicholas Sciarrabba del Ristorante Da Pietro 1955 (piazza del Duomo, Como), dopo aver vinto con il suo team la prima edizione CLCW nel 2019.
Il cocktail prende spunto dall’Anti-Hanghover Method di Andrew Irving (metodo anti-sbronza) e dal principio latino “Similia Similibus Curantur” (i simili si curano con i simili) utilizzando piccole quantità di alcol per superare una sbronza, principio alla base di antidoti e vaccini.
La ricetta ha unito GinArte Dry Gin con acqua di pomodoro chiarificata, salsa di pomodoro, distillato di abete rosso, succo di lime e zucchero. In abbinamento il Club Sandwich realizzato dallo chef Diego Aragona.
A completare la proposta vincitrice, un originale libretto ispirato al tema “Cura” con citazioni ironiche, financo deliranti, dedicate ai day after doposbronza. Per finire, l’ultima pagina del libretto può essere staccata e fungere da sottobicchiere.

Piazza d’onore sul podio per il signature cocktail Plainclothes Martini di Omar Vesentini di Hemingway Cocktail Bar (via Juvara, Como) ispirato alle memorie della Prima Guerra Mondiale sul fronte italiano del libro Addio alle Armi di Ernest Hemingway.
Il drink è realizzato con Belvedere Vodka, Sherry Lustau Manzanilla Papirusa by Velier, Mono Clab 100% Muschio e vino Gaurum, servito con una oliva in salamoia di mandorla ripiena di finger lime.

Al terzo posto si è classificato Il Giovane Ardberg di Giorgio Acelti del Silk Cocktaikl Tailoring (via Diaz, Como) ispirato al romanzo Il Giovane Holden di J.D. Salinger sulla vita di un giovane ribelle che ha difficoltà a crescere.
Il drink si compone di Ardbeg Wee Beastie Single Malt Whisky 5 yo, insieme con Campari, Vermouth Carpano Antica Formula, Liquore alle More e acqua di more.
Il drink ha ricevuto anche il premio Campari Award consistente in una bottiglia magnum di Campari, oltre all’invito a vivere una esclusiva Campari Experience durante la prossima Mostra Internazionale di Arte Cinematografica di Venezia.

I vincitori di GinArte Martini Challenge, Premio della Critica e Premio Luigi Bormioli

GinArte Martini Challenge ha visto il confronto tra 12 cocktail chiamati a reinterpretare un classico come GinArte Martini.
Il favore dela giuria è andato a Eneide Martini di Gaetano Alfano del Ristorante Una Finestra sul Lago di Carate Urio (Como) a base di GinArte Dry Gin, salsa di soia, miele di castagno, spinaci, colatura di alici. In premio un esclusivo Martini Tour nei migliori cocktail bar di Firenze, con pranzo presso la Tenuta degli Dei a Panzano in Chianti.

La migliore unione tra tecnica, creatività e storytelling è stata riconosciuta dal conferimento del Premio della Critica che è andato al duo Michele Innocenzi e Domenico Casa del Lobby Bar Hotel Il Sereno di Torno (Como) con il drink BurroBirra ispirato  alla saga di Harry Potter a base di Belvedere Vodka, Ron de Cuba Eminente Ambar Claro 3 yo, Caffè al Ginseng Milani, liquore alla nocciola, arricchito con burro chiarificato fat-washed aromatizzato con zucchero, cannella, pepe lungo e noce moscata.

Novità della settima edizione è stato il conferimento del Premio Luigi Bormioli andato al drink utilizzato non come un semplice contenitore, ma come strumento capace di valorizzare un cocktail, amplificandone gli aromi.
A prevalere è stata la proposta di Ernest Nimako Kwadwo di Altariva Bar di Palazzo Venezia di Villa d’Este Collezione (piazza Cavour, Como) che ha saputo valorizzare il drink Misala nel calice Jazz di Luigi Bormioli.
In questo modo si è realizzata la fusione ideale di Volcan de Mi Tierra Blanco Tequila con liquore al bergamotto, sciroppo alla vaniglia, succo di pompelmo affumicato e chiarificato, Angostura Cocoa Bitters. In premio una fornitura di calici Luigi Bormioli.

Belvedere Vodka Boat Tour in tre tappe

Tra gli eventi speciali, vogliamo segnalare l’esclusivo Belvedere Vodka Boat Tour in motoscafo, con tre tappe luxury al Grand Hotel Victoria di Menaggio (Co), Grand Hotel Villa Serbelloni di Bellagio (Co) e Grand Hotel Tremezzo di Tremezzina (Co) accolti con altrettanti signature cocktail.

Grand Hotel Victoria
Accolti da Alan Cartolano e Andrea Gazzola, rispettivamente bar manager e pr manager del Bar Manzoni di Grand Hotel Victoria, è stato proposto in calice il signature drink
Ode
Ingredienti
40 ml Vodka Belvedere
30 ml Vino bianco Riesing infuso con mandorle spagnole
10 ml estrazione di Caffè Milani from Etiopia e Kenya infuso alle erbe alpine
30 ml sciroppo di lacto-banana e fave di cacao
top di aria di salicornia e finocchietto selvatico.
Ricetta ispirata al libro Promessi Sposi di Alessandro Manzoni.

Grand Hotel Villa Serbelloni
Accolti da Alessandro Buonadonna, bar manager del Grand Hotel Villa Serbelloni, è stato proposto in coppa cocktail il signature drink
Sweet Lake
Ingredienti
1 cl Campari
4 cl Vodka Belvedere
2 cl Comoncello/Limoncello di Villa Serbelloni home made
1,5 cl succo di lime
1,5 cl sciroppo di limone
gocce di Sansho Pepper Essence
top spray di fragranza di agrumi e spezie
guarnizione di polvere di fiori edibili.
In abbinamento un’ostrica sbollentata, con gocce di panna acida e spuma di acqua di mare. Ricetta ispirata al balletto Il Lago dei Cigni di Ciaikovski.

Grand Hotel Tremezzo
Accolti da Roberto Simonetti bar manager del T.Bar del Grand Hotel Tremezzo, è stato proposto in tumbler il signature cocktail
Feeling of Sweetness
Ingredienti
45 ml Vodka Belvedere 10
22,5 ml honey mix
4 drop Chocolate Bitters
50 ml di panna, sciroppo d’acero, essenza di vaniglia in sifone
top di cioccolato nero, tocchi di arancia e lamponi canditi.
Ricetta ispirata alla fiaba Hänsel e Gretel dei fratelli Grimm.

 

 

 

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Lost in Botanicals, otto bartender in giro per l’Italia con Malfy Gin
Scopo del progetto Lost in Botanicals by Pernod-Ricard è lo sviluppo di una mixology community guidata dal barmanager internazionale Giovanni Allario per lo sviluppo della cultura dell’ospitalià in Italia.

Con il marchio di successo Malfy Gin, Pernod-Ricard Italia ha organizzato il primo seminario itinerante Lost in Botanicals, invitando otto giovani bartender e barlady a formare la Malfy Bartender Squad e a partecipare durante tutto l’anno a una serie di incontri di approfondimento nel campo della mixology.

Il programma prenderà il via il prossimo 14-15 settembre in occasaione di Roma Bar Show, mettemdo la Malfy Bartender Squad  a diretto contatto con i protagonisti della bar industry internazionale. Al termine dell’evento il viaggio-studio proseguirà per Maiori sulla Coistiera Amalfitana.
A guidare il progetto Lost in Botanicals by Pernod-Ricard è stato chiamato il noto barmanager internazionale Giovanni Allario, oggi alla guida del locale milanese Moebius che fa parte della prestigiosa classifica The World’s 50 Best Bars.
A far parte di Malfy Bartender Squad sono stati invitati
William Cosolo (Vesta, Milano)
Alan Cescon (Hilton Molino Stucky, Venezia)
Marta De Simone (Vesper, Roma)
Mario Lo Russo (Pastificio, Roma)
Vincenzo Palumbo (L’Antiquario, Napoli)
Federico D’Agati (Folia, Lecce)
Edoardo Fortini (Manifattura, Firenze)
Fiorella De Nile (Azotea, Torino).

Malfy Bartender Squad è stata presentata di recente nella sede milanese di Pernod-Ricard Italia, con gli interventi di Alejandro Daniel Mazza, prestige sales & advocacy leader; Federico Gaiga, trade advocacy manager; Matilde Metri, brand ambassador Malfy Gin; Jessica Fornasari, trade mkt pr; Duncan Iredale, global brand ambassador Pernod-Ricard.

Presentazione Malfy Bartender Squad con Federico Gaiga, Matilde Metri, Jessica Fontanari e Duncan Iredale

Nel corso dell’anno i bartender della Malfy Squad saranno protagonisti attivi del progetto, prendendo parte ai principali appuntamenti trade per la mixology, ospitando masterclass e guest shift nelle rispettive città, dando vita a un vero e proprio network di bartender, una vera e propria mixology community che, con la condivisione e il confronto di esperienze, potrà contribuire alla crescita della cultura dell’ospitalità in Italia.

Tre sono gli appuntamenti di base previsti, ricalcando i tre elementi (Citrus, Water, Salt) comuni alle quattro versioni Malfy Gin: Original, (Pompelmo) Rosa, Limone, Arancia.

Poker di Malfy Gin sul bacne bar di Pernod-Ricard Italia


La tappa di Maiori sarà dedicata agli Agrumi, con particolare riguardo a quelli della Costiera Amalfitana; seguirà una tappa dedicata all’importanza dell’Acqua utilizzata in distillazione proveniente dalle sorgenti del Monviso; per finire con la tappa alle saline di Margherita di Savoia (BAT – Barletta-Andria-Trani) per approfondire il ruolo del Sale nella mixology.
Al termine del programma, sarà consegnato ai partecipanti il certificato internazionale WSET Level 2 Award in Spirits.

Due parole su Malfy Gin

Malfy Gin (41% alc) è un distillato premium prodotto a Canelli (Asti) da un team di master blender utilizzando frumento senza glutine per la distillazione sottovuoto, anche denominata distillazione a freddo, che garantisce un’evaporazione che non altera le caratteristiche delle nove botaniche impiegate: bacche di ginepro, semi di coriandolo, radice di liquerizia, scorze di Arance Rosse di Sicilia, scorze di pompelmo rosa siciliano, scorze di limoni della Costiera Amalfitana, radice di angelica, corteccia di cassia, radice di iris.
Distribuito a livello internazionale in oltre quattro milioni di bottiglie 70 cl, Malfy Gin è disponibile in quattro versioni: Original Dry, con Limone, con Arancia, con Pompelmo Rosa, ideale per valorizzare cocktail internazionali Gin Tonic (50 ml Malfy, 150 ml tonica), Negroni e Gin Mule.

Malfy Gin Originale nel cocktail Gin & Tonic

 

 

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