Gin Mare scende in campo con il Como 1907
Gin Mare Como 1907
Il gin mediterraneo fa il suo debutto nel mondo dello sport affianco del Club lariano del quale è official supplier per la stagione 2026-2027 della Serie A. Una collabotazione tra due marchi premium, che mette insieme calcio, ospitalità, intrattenimento e lifestyle sulle rive del Lago di Como

Gin Mare debutta nel mondo dello sport. Per farlo sceglie l’Italia, scendendo in campo al fianco del Como 1907, squadra rivelazione dello scorso campionato di Serie A, dove, arrivata da neopromossa, si è piazzata al quarto posto, guadagnandosi la storica qualificazione per la Champions League. Il gin mediterraneo di Brown-Forman è diventato official supplier del Club lariano per la stagione 2026-2027, dando vita a una collaborazione che mette al centro hospitality, intrattenimento ed esperienze esclusive, con l’obiettivo di creare nuovi momenti di relazione e condivisione attorno alle partite.

Una partnership che nasce da una sintonia piuttosto evidente tra le due realtà. Da una parte Gin Mare, marchio diventato un riferimento per i gin lover e capace di costruire attorno al prodotto un immaginario fatto di Mediterraneo, eleganza e convivialità. Dall’altra il Como 1907, rilevato nel 2019 dai fratelli miliardari indonesiani Hartono, tra i 100 uomini più ricchi al mondo secondo l’annuale classifica di Forbes, che ne hanno fatto una piattaforma per costruire un brand premium capace di unire calcio, lago, turismo e lifestyle. Un progetto che trova nel territorio la sua naturale estensione: il Lago di Como, destinazione iconica e riconosciuta a livello internazionale per la sua eleganza, l’offerta di ospitalità di alto livello e la capacità di attrarre un pubblico cosmopolita. Un posizionamento che, proprio come quello di Gin Mare, punta dunque ad andare oltre il prodotto e oltre lo sport.

«Siamo orgogliosi di scendere in campo al fianco del Como 1907 per questa stagione di Serie A – ha commentato Cristina Dotti, head of marketing di Brown-Forman Italy -. Il Lago di Como rappresenta oggi un luogo dove l’eleganza incontra la natura, esattamente come avviene in ogni bottiglia di Gin Mare. Insieme porteremo l’autentico spirito dell’ospitalità mediterranea negli spazi più esclusivi del club, creando momenti di condivisione unici per tifosi e appassionati».

Palla all’ospitalità

Il cuore dell’operazione sarà l’hospitality. All’interno dello stadio Sinigaglia e nelle location più suggestive del territorio comasco, Gin Mare sarà protagonista con il Mare Tonic e i suoi cocktail signature, accompagnando i momenti di accoglienza e convivialità prima e dopo le partite.

La partnership avrà però anche una dimensione più ampia. Il logo Gin Mare sarà presente a bordo campo durante le gare casalinghe e il brand troverà spazio sui canali social del Como 1907, sul magazine ufficiale, su Como TV e nella newsletter del Club. Per due appuntamenti della stagione, inoltre, Gin Mare sarà match sponsor, con un’attivazione ancora più immersiva all’interno dell’esperienza di gara.

La collaborazione guarda anche alla relazione con clienti e stakeholder, attraverso occasioni pensate per trasformare la partita in un momento di networking. Gli ospiti del brand potranno assistere alle gare dalla tribuna coperta, con accesso riservato all’area hospitality, mentre sei Warm Up Experience permetteranno di vivere il pre-partita da una prospettiva decisamente privilegiata: a bordo campo, a pochi passi dai protagonisti e nel cuore del Sinigaglia, prima del calcio d’inizio.

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L’espresso perfetto. Un’acqua ben filtrata, l’arma segreta per il caffè
Scarica la 3a puntata della guida all’Espresso perfetto, dedicata al trattamento dell’ingrediente più presente in tazzina: l’acqua

L’acqua è il primo ingrediente di un espresso: costituisce il 92% del totale ed è a tutti gli effetti un alimento. L’acqua di rete è composta da tre ingredienti principali. A seconda del suo percorso dalla fonte alla macchina per l’espresso, contiene diversi sali minerali, responsabili del gusto e del mouthfeel dell’acqua e quindi dell’espresso. Al fine di renderla potabile, gli acquedotti inseriscono il cloro, che ha un effetto negativo sull’espresso (ossida la parte grassa del caffè, sbiancando e “aprendo” la crema; appiattisce le note aromatiche del prodotto in tazza) e può dare percezioni olfattive quali disinfettante, medicinale, luogo chiuso, muffa, sughero. Infine, nel suo percorso all’interno dell’impianto idrico l’acqua incontra composti organici che nuovamente hanno un impatto negativo sulla parte aromatica e olfattiva. Per ottenere un’acqua ideale è importante filtrarla, rimuovendo cloro e composti organici, e regolando la mineralizzazione: un’acqua troppo dura, con una presenza eccessiva di sali, dà un espresso con note amare marcate e poco aromatico; se al contrario è troppo dolce, vengono meno il corpo e lo sviluppo della crema, mentre si esalta l’acidità.

«L’acqua svolge un ruolo chiave nella buona riuscita di un espresso, per questo è importante che il barista comprenda che è una risorsa – afferma Elena Scordamaglia, marketing manager b2b e Water sommelier di Brita Italy -. Con un buon sistema di filtrazione, posto tra l’impianto idrico e la macchina espresso, è possibile regolare le caratteristiche dell’acqua, dunque dell’espresso. Ad esempio, regolando il bypass in testata è possibile “giocare” per bilanciare in tazza amarezza, dolcezza e acidità. È un modo interessante per aumentare la propria professionalità ed essere sempre più padrone dell’ultima trasformazione del caffè». Tè e tisane richiedono un’acqua bilanciata non troppo dura, senza composti organici né cloro. Per questo molte macchine hanno un erogatore dedicato, in cui l’acqua non viene dalla caldaia (dove spesso è molto basica), ma direttamente dal filtro; in sua assenza si consiglia l’utilizzo di una caraffa filtrante e un boiler separato. L’acqua da bere prima dell’espresso deve essere filtrata (con caraffa o filtro), servita a temperatura ambiente e naturale; chi la beve fredda o gassata, non potrà cogliere appieno il gusto del caffè.

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I parametri ideali dell’acqua

L’acqua non è tutta uguale: la sua composizione varia da zona a zona. Può contenere sali minerali, cloro, calcare e altre sostanze che influenzano il gusto dell’espresso. Tre i parametri principali da monitorare.

1. Durezza totale (presenza di sali di calcio e magnesio): dev’essere compresa tra 50 e 175 ppm (tra 3 e 10 gradi tedeschi). Influisce su gusto e aroma dell’espresso: un’acqua dura dà più corpo e riduce gli aromi, una più dolce sottolinea l’acidità e riduce il corpo.
2. Alcalinità (capacità dell’acqua di resistere a variazioni del pH): dev’essere compresa tra 40 e 75 ppm di CaCO3 (carbonato di calcio) per mantenere il giusto profilo aromatico del caffè, senza renderlo troppo acido o piatto.
3. pH (il grado di acidità): il valore ideale è tra 6 e 8, vicino alla neutralità (7) per permettere di avere in tazza un espresso con un buon bilanciamento aromatico; qualsiasi scostamento da questo range influenza l’equilibrio dei sapori in tazza.

I sistemi di filtrazione

· Addolcitore manuale o automatico: interviene solo sui sali minerali, trattiene calcio e magnesio e rilascia sodio. Non si forma calcare, ma l’acqua è piuttosto dura (conferisce amarezza all’espresso) e non filtra né il cloro né i composti organici. Richiede interventi periodici.

· Filtro a cartuccia: l’acqua attraversa la cartuccia filtrante che trattiene cloro, composti organici e, regolando il bypass (la versione smart analizza l’acqua e lo fa in automatico) dà la giusta mineralità. Non serve un allacciamento elettrico,
è costante e si sostituisce in media ogni anno.

· Sistemi a osmosi inversa: sono necessari dove c’è un’acqua problematica, ad esempio quella salmastra o corrosiva. Il sistema meccanico fa passare l’acqua attraverso due membrane che tolgono qualsiasi sostanza contenuta in essa; si deve poi fare un nuovo passaggio per la giusta rimineralizzazione.

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