Meregalli Spirits amplia il catalogo con cachaça Magnífica e sotol Cardenxe
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La gamma di esclusove si arricchisce con la cachaça artigianale prodotta sulle montagne di Rio e il sotol del deserto di Chihuahua. Distillati che raccontano l’autenticità dei rispettivi territori

Arrivano dalle montagne di Rio e dal cuore del deserto messicano le novità che arricchiscono il catalogo di Meregalli Spirits: la cachaça Magnífica e il sotol di Cardenxe, due marchi profondamente radicati nel loro territorio.

Il primo è un marchio di cachaça artigianale fondato nel 1985 dalla famiglia Faria con l’obiettivo di portare il tradizionale distillato brasiliano tra i grandi spirit. La produzione avviene interamente alla Fazenda do Anil, situata sulle montagne di Rio, a partire dalla materia prima, la canna da zucchero, coltivata sui terreni di proprietà e raccolta a mano. Il succo fresco di canna viene fatto fermentare e poi distillato nel caratteristico alambicco in rame “Alegria”, costituito da tre pot-still in successione, che garantisce una distillazione precisa e di alta qualità per dare vita a una cachaça che rispecchi la vera essenza del Brasile.

Due le referenze entrate nel listino Meregalli Spirits: Magnífica Tradicional e Bica do Alambique. Espressione più classica e riconoscibile del marchio, Magnífica Tradicional (alc 40% in vol), dopo la distillazione viene fatta affinare da uno a tre anni in botti di ipê, legno brasiliano nobile, processo che le permette di sviluppare un profilo aromatico intenso, con note di frutta tropicale e una leggera speziatura. Di colore giallo leggermente dorato, ha un gusto intenso ed equilibrato e una struttura che la rende molto versatile: ideale per la preparazione di una Caipirinha di livello, ma anche un ingrediente interessante per la miscelazione contemporanea, dove può portare profondità e carattere senza perdere freschezza.

Bica do Alambique (alc 48% in vol) è invece la versione più pura e diretta della produzione Magnífica. Una cachaça intensa e vibrante, imbottigliata senza affinamento né diluizione, che esprime tutta la forza del distillato. Fresca ed erbacea al naso, con note di canna da zucchero e frutta esotica, presenta un gusto fresco, morbido e dolce, che la rendono ideale per una miscelazione più complessa.

Lo spirito del deserto

L’altra novità selezionata è il sotol prodotto da Cardenxe, piccola azienda artigianale fondata da Juan Pablo Carvajal e Melina Rangel a Chihuahua, nel Nord del Messico. Lo Stato è uno dei tre, insieme a Durango e Coahuila, che vantano la denominazione di origine (Do Sotol) per il distillato.

Meregalli Spirits Cardenxe SotolL’etichetta distribuita in esclusiva da Meregalli Spirits è Sotol de Desierto (alc 45% in vol) prodotto a partire da tre varietà di Dasylirion, arbusto selvatico sempreverde che cresce nelle zone aride del Messico: Texanum, Berlandieri e Cedrosanum. Le piante, raccolte manualmente tra il 12° e il 15° anno di crescita, vengono tagliate a mano con un machete per estrarne il cuore, la piña. Giunte in distilleria, le piñas, come da tradizione secolare, vengono cotte in forni conici sotterranei, per 24 ore, quindi frantumate per estrarne il succo che viene fatto fermentare in tini di legno di pino per 4 – 7 giorni e infine distillato due volte in alambicchi di rame. Il risultato è un distillato trasparente, pungente al naso, con un’affumicatura leggera e una nota di erba secca, e pepato al sorso con note vegetali e terrose.

Grazie alla sua complessità aromatica, Sotol de Desierto si presta bene sia alla degustazione liscia, servito a temperatura ambiente, sia alla miscelazione, dove il suo carattere asciutto e balsamico permette di regalare una sfumatura originale alle creazioni dei bartender, anche nella reinterpretazione di classici come Negroni, Espresso Martini e Old Fashioned.

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I migliori bar europei? Uno su cinque è italiano
Europe's 50 Best Bars apertura
Svelata ad Amsterdam la prima classifica di Europe’s 50 Best Bars: il titolo di Miglior Bar d’Europa va al Line di Atene. Ma il verdetto sorride all’Italia e agli italiani, con nove locali nella top 50 e i premi speciali a Giorgio Bargiani e Salvatore Calabrese

Atene batte tutti, ma l’Italia non sta a guardare. È il verdetto della prima edizione di Europe’s 50 Best Bars, la nuova classifica annuale della “famiglia 50 Best“, l’organizzazione di The World’s 50 Best Bars, e dedicata ai locali del Vecchio Continente, svelata durante la cerimonia di premiazione andata in scena alla De Kromhouthal di Amsterdam.

La classifica include i locali di 22 città europee, con il Line di Atene nominato Miglior Bar d’Europa e Miglior Bar della Grecia 2026. Situato in quella che era una galleria d’arte nel quartiere di Kato Petralona, il Line è stato creato dai bartender Vasilis Kyritsis e Nikos Bakoulis come uno spazio incentrato sulla fermentazione, che produce i propri vini di frutta, birre e pane a lievitazione naturale, riutilizzando gli scarti per cocktail e piatti in un approccio circolare. Atene ha fatto una figura eccellente nel complesso, con The Bar in Front of the Bar (2° posto), Barro Negro (13°), Baba au Rum (14°) e The Clumsies (30°).

I locali italiani sugli scudi

L’Italia ha piazzato 9 bar in classifica, tra i quali il Moebius Milano (6° posto) nominato Miglior Bar d’Italia. Restando a Milano, città che ospiterà la cerimonia di The World’s 50 Best Bars 2026 il prossimo 7 ottobre, troviamo nella lista anche il Camparino in Galleria (18° posto), il 1930 (22°) e il Rita (49°), cocktail sulla scena da 24 anni che per la prima volta fa il suo ingresso nella classifica dei 50 Best Bars.

Due i locali di Firenze nella lista, il Locale Firenze e il Gucci Giardino, rispettivamente, al 21° e al 29° posto, e altrettanti di Roma, il Freni e Frizioni (31°) e il Drink Kong (32°), mentre L’Antiquario di Napoli si è piazzato al 28° posto.

A rafforzare ulteriormente la presenza tricolore in classifica i nostri connazionali all’estero: Simone Caporale al Sips di Barcellona (3° posto), Giacomo Giannotti e Gabriele Armani al Paradiso sempre a Barcellona (), Ago Perrone e Giorgio Bargiani al The Connaught di Londra (10°), Francesco Falco all’Aldea di Barcellona (26°), e ancora Simone Caporale, Giuseppe Venanzio, Carlo Insonne e Roberto Casti al Boadas (36°).

I premi speciali a Bargiani e Calabrese

A confermare il ruolo di primo piano del movimento bartending italiano ci sono anche i premi speciali. Il pisano Giorgio Bargiani, assistant director of mixology al Connaught Bar di Londra, si è aggiudicato il premio Bartenders’ Bartender Award 2026, assegnato dai bartender presenti in questa edizione della classifica Europe’s 50 Best Bars.

Mentre Salvatore The Maestro Calabrese è stato nominato Industry Icon, a riconoscimento di una carriera che ha plasmato la cocktail culture a Londra e nel mondo. Calabrese ha influenzato il mondo del bartending per oltre cinquant’anni e ha contribuito a definire molti dei principi oggi sinonimo dei più alti standard del settore. La sua eredità è definita da risultati storici: ha reso il Duke’s Bar una meta di riferimento mondiale per il Martini, lo sviluppo dei bar program degli hotel Rocco Forte, tra i quali il Donovan Bar di Londra, lo Stravinskij Bar di Roma, l’Igiea Terrazza Bar di Palermo, il Bar Artemisia di Firenze, il Carlton di Milano, la creazione di classici come il Breakfast Martini.

Le reazioni di alcuni protagonisti

Edoardo Nono, co-proprietario del Rita con Chiara Buzzi, ha condiviso con bargiornale.it le sue riflessioni su questo importante riconoscimento. «Il nostro è un locale pluripremiato che ha negli anni collezionato tanti riconoscimenti per la costanza e la qualità del lavoro e del servizio. Tuttavia, vuoi per una dedizione tutta concentrata verso il mercato interno, vuoi per un limite della comunicazione, la nostra fama è sempre stata legata all’ambiente nostrano – ha commentato -. Se il lavoro del locale è sempre rimasto focalizzato sulla qualità e il servizio, sicuramente la comunicazione ha rappresentato la svolta decisiva verso una presenza più globale. Forti dei venti anni di storia, grazie al lavoro incredibile dello staff con Andrea Arcaini a capo del programma bar, Massimo Borroni head bartender e la splendida squadra, ci presentiamo al mondo con rinnovato entusiasmo. Dedico questo risultato agli infaticabili Edcel Canubas e Henry Silva i nostri decani della cucina. Sempre in prima linea e sempre perfettamente “understatement”. Come lo stile Rita predilige».

Soddisfatto del risultato anche Tommaso Cecca, store manager di Camparino in Galleria. «Per noi e per Milano, insieme a Moebius e a tutti i locali italiani, si tratta di un successo incredibile. Sono molto felice, soprattutto per il nostro team, con due donne al comando come Cristina e Nicole, e una squadra allargata, solida e altamente riconoscibile – ha raccontato -. Senza di loro non potremmo accogliere 400.000 ospiti all’anno nella forma più rappresentativa di Milano. Dopo 111 anni di storia, 10 dei quali gestiti dalla nostra squadra, è una grande soddisfazione e dimostra che tutto il nostro duro lavoro ha avuto un’influenza positiva».

Abbiamo chiesto a Lorenzo Querci, fondatore del Moebius Milano, quanto sia importante essere stati riconosciuti come miglior bar d’Italia dai propri colleghi e cosa riserva il futuro al locale. «Finché continueremo a divertirci, il futuro di Moebius sarà sempre luminoso – la risposta di Querci -. Il mio augurio è di non perdere mai l’onestà di essere noi stessi, rimanendo fedeli a quell’identità e a quella visione che ci hanno portato fin qui e ci hanno permesso di raggiungere risultati incredibili. Se continueremo a farlo, tutto il resto arriverà da sé».

Un continente vivace

Faye Huggett, community director di Europe’s 50 Best Bars, ha così commentato questa prima edizione della classifica europea: «Siamo estremamente orgogliosi di dichiarare il Line il primo vincitore in assoluto del titolo di Miglior Bar d’Europa. La loro straordinaria capacità di accoglienza e creatività hanno consolidato la posizione di Atene sulla scena mondiale. Speriamo che questa edizione inaugurale metta in luce ancora più bar eccezionali in tutto questo vivace continente».

Il prossimo appuntamento del circuito di The World’s 50 Best Bars è Asia’s 50 Best Bars, in programma a Macao il 28 luglio, ma la data che l’Italia attende con più impazienza è il 7 ottobre, quando a Milano verrà svelata la lista dei migliori locali del mondo.

The Europe’s 50 Best Bars 2026

  1. Line – Atene
  2. The Bar in Front of the Bar – Atene
  3. Sips – Barcellona
  4. Himkok – Oslo
  5. Bar Nouveau – Parigi
  6. Moebius Milano – Milano
  7. The Cambridge Public House – Parigi
  8. Mirror Bar – Bratislava
  9. Paradiso – Barcellona
  10. Connaught Bar – Londra
  11. Satan’s Whiskers – Londra
  12. Tayēr + Elementary – Londra
  13. Barro Negro – Atene
  14. Baba au Rum – Atene
  15. Svanen – Oslo
  16. Nouvelle Vague – Tirana
  17. Wax On – Berlino
  18. Camparino in Galleria – Milano
  19. Danico – Parigi
  20. Panda & Sons – Edimburgo
  21. Locale Firenze – Firenze
  22. 1930 – Milano
  23. Waltz – Londra
  24. Bird – Copenhagen
  25. Alma Prague – Praga
  26. Aldea – Barcellona
  27. Harry’s Bar Paris – Parigi
  28. L’Antiquario – Napoli
  29. Gucci Giardino – Firenze
  30. The Clumsies – Atene
  31. Freni e Frizioni – Roma
  32. Drink Kong – Roma
  33. Gorilla – Salonicco
  34. De Vie – Parigi
  35. 14 De La Rosa – Barcellona
  36. Boadas – Barcellona
  37. Tjoget – Stoccolma
  38. Forbína Bar – Praga
  39. Tag – Cracovia
  40. Kwãnt Mayfair – Londra
  41. Three Sheets (Soho) – Londra
  42. Super Lyan – Amsterdam
  43. Röda Huset – Stoccolma
  44. Late Bloomers – Zurigo
  45. Angelita – Madrid
  46. Salmon Guru – Madrid
  47. Scarfes Bar – Londra
  48. Foco – Barcellona
  49. Rita – Milano
  50. Dunlin – Innsbruck

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